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mercoledì 20 maggio 2015

Spinello risponde all'appello di Impegno per il Bene Comune su fanghi e trivellazioni: la Regione ha la possibilità di legiferare su questioni vitali per i nostri territori e mi impegno a lavorare per le esigenze del mio territorio.

Ovviamente né trivellazioni né sversamento di fanghi sui terreni agricoli è quello che ha in mente il candidato consigliere regionale del Pd, Sandro Gino Spinello. Il candidato, infatti, ha deciso di raccogliere l’appello lanciato dal comitato adriese ‘Insieme per il bene comune’ ai candidati per prendere posizione su queste questioni.

“Dire che si è contrari alle trivellazioni nel nostro territorio - afferma Spinello - è un’ovvietà e sulla questione ho già avuto modo di intervenire per dire con fermezza no a qualsiasi tipo di ricerca di idrocarburi nel territorio polesano, peraltro già vietati”. 

Un discorso diverso, invece, quello da fare per la questione dello spargimento di fanghi in agricoltura: “Per sua naturale conformazione il Polesine ha di fatto a disposizione una quantità di suolo agricolo enorme e con l’attuazione di una serie di provvedimenti messi in campo da un certo tipo di politica di incentivazione sbagliata anche a livello europeo si è arrivati alla scelta di molti proprietari di abbandonare la coltivazione per ospitare queste sostanze. Sostanze, tra l’altro, sempre meno compatibili con i terreni e che hanno provocato un aumento preoccupante della presenza di metalli pesanti e di azotati causando, inoltre, una permeabilizzazione del terreno concausa dei dissenti idrogeologici che si sono verificati”. 

Anche su questo punto, secondo il candidato, è evidente che si debba porre un limite e che, una volta eletto, in presenza anche della nuova legge sugli ecoreati, vorrà porre con forza al suo partito e al Consiglio tutte queste questioni. Ma non basta: “E’ evidente che norme più severe siano necessarie - continua Spinello - ma ciò che è alla base di tutto è perseguire una nuova idea di sviluppo per il Polesine. Oggi, il suolo agricolo coltivato polesano, produce per l’80% a scopo animale e non è sensato. Occorre rimettere in campo idee e incentivi che facciano sì che si torni a coltivare a scopo alimentare, che il Polesine torni ad essere produttore di cibo di qualità”. 

La proposta alternativa è già pronta nel cassetto di Spinello: “Invece che si mettano i terreni non coltivati a disposizione di queste sostanze - afferma - si dovrebbe incentivare l’allevamento a terra, riportando il Polesine ad essere un’eccellenza anche nella zootecnia. Il modello da perseguire potrebbe essere quello, in questo settore, della Regione Puglia, dove si sono utilizzati i terreni non coltivati per allevamenti d’eccellenza. Gli agricoltori e gli allevatori, coltivando a scopo alimentare o allevando a terra, avrebbero una ricaduta in termini di reddito e non si correrebbero rischi per la salute”.

Spinello, quindi, è certo che servano proposte concrete: “La campagna elettorale, purtroppo, può riservare promesse vuote - afferma - Ma la Regione ha la possibilità di legiferare su questioni vitali per i nostri territori e occorre essere chiari e sinceri con i cittadini e partire proprio dalle loro esigenze. Per questo mi impegno a lavorare in questa direzione e voglio mantenere un contatto stretto con il mio territorio, i suoi abitanti e i suoi rappresentanti, anche se sarò eletto”. 

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