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Visualizzazione post con etichetta Teatro Comunale. Mostra tutti i post
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martedì 5 aprile 2016

Adria, Impegno per il Bene Comune: proprio la gestione Barbujani-Simoni-D’Angelo responsabile dei moltissimi soldi spesi per consulenze e incarichi esterni senza rotazione tra professionisti

Il proclamato spot elettorale “stop agli incarichi esterni” della Giunta Barbujani è la classica “chiusura della stalla quando i buoi sono ormai scappati”. Ma i buoi sono stati fatti scappare consapevolmente e oggi, come spesso è capitato in passato,  Bobo spera di salvarsi in extremis cercando di far dimenticare le responsabilità  della propria amministrazione.  

E’ invece proprio la gestione Barbujani-Simoni-D’Angelo ad essere  responsabile dei moltissimi soldi spesi in questi anni per consulenze e incarichi esterni, oltretutto senza aver cura di garantire il principio della rotazione tra i professionisti.

Erano tutti necessari quegli incarichi? Sono stati spesi bene quei soldi? Secondo Impegno per il Bene Comune la risposta è no. Emblematico è stato l’incarico, oneroso, per la progettazione del rifacimento di Piazza Oberdan, quella del pozzo: progetto voluto dalla giunta e pagato dal Comune, ma progetto inutile perché quei  lavori, fortunatamente, grazie a una raccolta firme, non sono mai stati realizzati.

Ma le stesse domande potremmo farle relativamente ad un’opera che sta assorbendo da anni milioni di Euro, che doveva essere inaugurata circa un anno fa, mentre invece si è trascinata fino ad oggi, per i cui incarichi professionali sono stati spesi centinaia di migliaia di Euro: il Teatro Comunale. 

Qui singolare è stato il percorso fatto dall’Amministrazione Comunale assieme ai consulenti esterni incaricati,  con la scelta di dare la precedenza alla facciata piuttosto che al palco nel primo stralcio. 

Dopo una nostra segnalazione si è pensato a risolvere l'allontanamento e lo smaltimento delle acque, con la conseguente necessità di dover sanare i vizi che, a lavori ancora in corso, sono stati provocati dalle infiltrazioni, danneggiando le stesse finiture appena realizzate. E come è stato garantito alla fine l’allontanamento delle acque della terrazza? 
Bucando i parapetti  con tubi pluviali che scaricano direttamente dall’alto proprio in corrispondenza delle porte di ingresso in particolare sopra la biglietteria,  creando inoltre problemi all’impianto di illuminazione esterna che non sembra più funzionare perfettamente.

Ma ciò che risulta veramente incomprensibile, e che getta un’ombra sul criterio seguito nell’organizzazione dei lavori, è il motivo per cui solo adesso, a ridosso della più volte annunciata inaugurazione, si stiano eseguendo opere per l’adeguamento ai fini della sicurezza antincendio  (come recita il cartello all’esterno del teatro) che, deve essere garantita in occasione della preapertura per la Festa Giovani di metà aprile.  

Non si capisce inoltre perché, tra questi lavori di adeguamento antincendio, l’importo che dovrebbe essere preponderante non sia, come  dovrebbe essere,  quello della parte impiantistica, ma quello della parte strutturale, che ammonta a ben 131.543,00 Euro. 

Forse anche qui si stanno eseguendo solo ora interventi che dovevano essere eseguiti prima, con la necessità di effettuare oggi lavori in più proprio perché non previsti o non collocati correttamente nella sequenza temporale delle opere? 
Perché non si è scelto di rinnovare il certificato prevenzione incendi precedente durante la chiusura del teatro aggiornando la manutenzione e i lavori necessari, economicamente c'è stato un vantaggio?

Alla luce di tutto ciò non sarebbe stato meglio che il comune avesse deciso da subito di coordinare direttamente i lavori risparmiando in incarichi esterni ed evitando  di spendere in opere fatte, disfatte e rifatte, invece di ascoltare la giunta proclamare demagogicamente solo adesso di voler stoppare le consulenze?

venerdì 17 luglio 2015

Adria, il Teatro Comunale ennesima chimera di un'Amministrazione senza lungimiranza.

I lavori del restauro del teatro comunale non sembrano procedere a una gran velocità e ancora non vi è una data certa di riapertura. 
Le risorse milionarie assorbite da quest’opera e la rilevanza pubblica dell’edificio avrebbero dovuto suggerire all’amministrazione comunale un’informazione puntuale e un maggior coinvolgimento della cittadinanza sulla scelta delle trasformazioni architettoniche e sulla valutazione della reale entità e della qualità degli interventi edilizi. 
Così non è stato, e a questo punto è lecito chiedersi, ad esempio, perché si sia  manifestata umidità al di sotto della terrazza sulla facciata appena restaurata e perché non si sia intervenuti tempestivamente per impedirne  la diffusione che oggi, come ognuno può verificare, è arrivata a dimensioni preoccupanti. 
Al tempo stesso ci si chiede se non fosse il caso di sondare l’opinione pubblica prima di adottare la decisione miope di cedere l’immobile che include il “Bar Cavour” collegato proprio al teatro e prima di modificare l’androne laterale senza individuare in maniera precisa per quale finalità verrà utilizzato. 
Proprio l’androne laterale e l’adiacente edificio “Bar Cavour” avrebbero potuto essere destinati a spazi espositivi e museali, rappresentando, così, un punto di riferimento culturale per la città.  E’ mancata la lungimiranza, mentre oggi più che mai sarebbe necessario   mettere in campo la capacità di “pensare il futuro”, evidentemente assente nei nostri amministratori. 
E’ proprio questa mancanza di prospettiva che preoccupa di più in  tutta l’operazione “restauro teatro”. 
C’è già, infatti, chi prevede che il “Comunale” verrà inaugurato in pompa magna in vista delle prossime elezioni amministrative per poi, dopo il rituale taglio del nastro, tornare ad essere chiuso. 
Ci auguriamo che  non sia così. 
Resta il fatto che non si può pensare alla riapertura senza avere una progettualità sulla gestione dell’intera struttura. 
Noi suggeriamo che fin da subito si apra un dibattito a tutti i livelli per evitare soluzioni affrettate e per ponderare le scelte sulla base di serie analisi dei costi e dei benefici. 
Il teatro va fatto vivere e se ben gestito può rappresentare una risorsa, in caso contrario gli oneri di gestione saranno una zavorra insostenibile per le casse pubbliche. 
Ad Adria non mancano le intelligenze, le sensibilità e le competenze sia personali che associative il cui contributo potrebbe essere molto prezioso in tal senso.  
Se i cittadini sono stati tenuti lontano dalle scelte architettoniche siano ora coinvolti nelle scelte sugli indirizzi di programmazione culturale ed amministrativa del teatro comunale!

Impegno per il Bene Comune


foto: www.sacchettoluca.it