Cookies Policy

Questo sito raccoglie dati statistici anonimi sulla navigazione, mediante cookie installati da terze parti autorizzate, rispettando la privacy dei tuoi dati personali e secondo le norme previste dalla legge. Continuando a navigare su questo sito, cliccando sui link al suo interno o semplicemente scorrendo la home page verso il basso, accetti il servizio e gli stessi cookie.

sabato 16 novembre 2013

Per la prima volta a Rovigo il documentario "Open Heart" Lunedì 18 novembre proiezione del film candidato agli Oscar, promossa da Emergency e Cinegap

download (12).jpgArriva per la prima volta a Rovigo il documentario "Open Heart", candidato al premio Oscar 2013, che racconta il viaggio di otto bambini dal Rwanda in cerca di una speranza di vita al centro di cardiochirurgia di Emergency in Sudan.
Il film sarà proiettato nel corso della serata di lunedì 18 novembre, alle 21.15 nella sala polivalente vicino al circolo Auser Insieme, in piazza Tien An Men a Rovigo. L'iniziativa è organizzata dal gruppo Emergency di Rovigo e dall'associazione Cinegap. "Open Heart" racconta in un'intensa manciata di minuti la storia di otto bambini ruandesi che lasciano le loro famiglie per andare in Sudan e sottoporsi a un delicato intervento al cuore al Centro "Salam" di cardiochirurgia di Emergency a Khartoum. Le loro valvole cardiache, infatti, sono state seriamente compromesse dalla malattia reumatica ed essere operati è la loro unica possibilità di salvezza.
Il centro "Salam", aperto da Emergency nel 2007, è l'unica struttura che offre cure cardiochirurgiche di elevata qualità e gratuite in tutto il continente. Centro cardiochirurgico di altissimo livello tecnologico e medico, affronta un problema sanitario poco conosciuto, ma molto diffuso nel continente africano: sono circa 18 milioni le persone affette dalla malattia reumatica in Africa che hanno bisogno di essere operate. 
Inoltre, portando cure gratuite e di alta qualità in un'area tra le più povere del pianeta, riconosce ed attua concretamente i principi della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. "Una cosa è avere gli stessi diritti sulla carta - dice Gino Strada, chirurgo e fondatore di Emergency - tutt'altra è analizzare i contenuti di quelli che vengono chiamati diritti. Il mio diritto alla salute come europeo include una Tac e altre diagnosi sofisticate, ma per un africano il diritto a essere curato si ferma a un paio di vaccinazioni e alcuni antibiotici". 
Il centro di cardiochirurgia accoglie pazienti da un'area geografica ampia tre volte l'Europa ed è collegato ad una rete di Centri pediatrici dislocati in alcuni dei paesi confinanti, dove lo staff di Emergency provvede anche allo screening cardiochirurgico dei pazienti da operare a Khartoum e al loro successivo trattamento post operatorio. Finora sono stati operati pazienti provenienti da 25 paesi diversi: Sudan, Repubblica Centrafricana, Repubblica Democratica del Congo, Eritrea, Etiopia, Kenya, Ruanda, Sierra Leone, Tanzania, Uganda, Zambia, Nigeria, Iraq, Ciad, Giordania, Somalia, Burundi, Gibuti, Zimbabwe, Senegal, Burkina Faso, Afghanistan, Sud Sudan, Liberia, Italia (cittadini italiani temporaneamente residenti in Sudan). Dall'inaugurazione ad oggi, sono stati operati 5.000 pazienti, con standard di efficienza altissimi. 
Oltre a raccontare efficacemente l'operato di Emergency, "Open Heart" sostiene l'organizzazione umanitaria attraverso la vendita on line del documentario (scaricabile dal sito http://openheartfilm.com/buy). Parte del ricavato sostiene proprio il centro "Salam". La proiezione di lunedì sera avviene in concomitanza in 50 città italiane, in occasione delle Giornate Nazionali di Emergency.  

Nessun commento:

Posta un commento