Cookies Policy

Questo sito raccoglie dati statistici anonimi sulla navigazione, mediante cookie installati da terze parti autorizzate, rispettando la privacy dei tuoi dati personali e secondo le norme previste dalla legge. Continuando a navigare su questo sito, cliccando sui link al suo interno o semplicemente scorrendo la home page verso il basso, accetti il servizio e gli stessi cookie.
Visualizzazione post con etichetta sicurezza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sicurezza. Mostra tutti i post

lunedì 22 febbraio 2016

Adria, vigili armati: un giovane ai suoi concittadini "volete vivere in una prigione"

Riceviamo e pubblichiamo una nota del cittadino adriese Elia Barbujani.

"La Giunta comunale di Adria ha annunciato di voler munire i vigili urbani di manganelli, spray urticanti e pistole elettriche, per garantire la sicurezza dei cittadini. E' con crescente inquietudine che assisto a questa estensione di dispositivi di  sorveglianza in una città di piccole dimensioni come Adria. Si potrebbe subito dire che il provvedimento della Giunta è certamente illegittimo per eccesso di potere rispetto alla Circolare n. 557/2011 del Ministero dell'Interno. Non è solo l'incompetenza, ma anche la familiarità della parola "sicurezza" a turbarmi. Questi stumenti sono proporzionati ai pericoli da prevenire? Giorgio Agamben ha spesso riscontrato che l'ossessione per la sicurezza permette "di tagliare corto", e di imporre misure che altrimenti non si accetterebbero. Il paradigma dello Stato d'eccezione, dello stato d'emergenza si impone come normalità quotidiana. Agamben ritiene che il diffondersi di questi dispositivi porti con sé un processo di spoliticizzazione: il cittadino ha paura, resta in casa, non partecipa alla vita pubblica. La relazione con il potere non è democratica: il cittadino si offre nudo con i propri dati, impronte digitali, immagini. Il potere ha armi e videocamere di sorveglianza. Lo spazio non è pubblico, ma è una prigione. Noi chiediamo di vivere come in una prigione. Forse, ad Adria, la paura e la nevrosi portano a desiderare maggior sicurezza, ma è di maggior dibattito e relazioni ciò di cui abbiamo bisogno."

giovedì 24 dicembre 2015

Adria, Impegno per il Bene Comune dà il via alla presentazione dei programmi partendo da Cavanella Po e dalla Sicurezza

Domenica mattina il gruppo Impegno per il Bene Comune ha scelto simbolicamente di fare il primo incontro pubblico a Cavanella Po, durante il quale la presenza dei giovani e' stato uno di punti di forza. 

Questa scelta è nata perché la frazione in questi anni è stata abbandonata a se stessa. 

All'incontro hanno partecipato cittadini di Cavanella Po, che nel dialogo con il candidato sindaco e con gli altri esponenti di Impegno per il Bene Comune hanno  arricchito le proposte discusse e indicato nell'illuminazione sulle strade d'accesso uno degli interventi urgenti che riguardano la sicurezza stradale e che da anni aspettano una soluzione.  

Un'amministrazione deve mettere in moto  tutti gli strumenti in proprio possesso per risolvere tale questione al di la delle competenze specifiche degli enti. 

Abbiamo presentato alcuni punti del nostro programma per affrontare l'emergenza sicurezza, tra i quali l'uso di ecocompattatori, telecamere che registrino le auto di transito segnalando irregolarità, integrazione tra polizia locale e forze dell'ordine (programma completo di seguito)

Pensando ad una politica di rinascita riteniamo indispensabile, invece, puntare sulla cultura e sul portare in frazione servizi di tipo socio sanitario e tecnico amministrativo.  

I cittadini non devono essere abbandonati o essere trattati come cittadini di serie z.

Impegno per il Bene Comune


Piano di Sicurezza Urbana

La città è un organismo complesso composto da tante parti, ognuna con peculiarità e criticità proprie, legate in qualche modo da una sorte comune: quando c’è un problema da qualche parte, tutta la città ne risente ed è un problema di tutti. 
L'escalation di crimini che attualmente investe il nostro territorio, richiede particolare attenzione e deve essere analizzata in un contesto ove diventa necessaria la collaborazione tra i cittadini, gli enti locali  e  le forze dell'ordine. Tale rapporto si dovrà concretizzare attraverso la  “PREVENZIONE”. 
Infatti, una politica locale sulla sicurezza limitata alla lotta ed alla repressione della criminalità, per quanto efficace, raggiungerebbe solo parzialmente il suo obiettivo. L’amministrazione della Città deve garantire la tranquillità e la vivibilità della città, nell’ambito di regole e relazioni che coinvolgono anche le istituzioni territoriali e statali e le forze pubbliche direttamente dipendenti.
L’Amministrazione Comunale e tutte le istituzioni e le agenzie presenti sul territorio devono preoccuparsi tanto degli abitanti e del loro stile di vita quanto dei reati e di coloro che li commettono.
Il concetto di sicurezza urbana  comprende l'attività di tutela e protezione dei cittadini dell’area territoriale adriese, “mirata a prevenire sia i rischi oggettivi di criminalità sia la percezione di insicurezza derivante dal degrado, dal disagio e dal disordine sociale. 
I progetti e le azioni fondamentali su cui fondare il Piano di Sicurezza Urbana sono:
- Adria Città Campus: I nostri giovani sono sicuramente i più esposti e colpiti dal crescente degrado societario ed ambientale, spesso vittime e portatori di disagi difficili da cogliere e che si sviluppano, a volte,  proprio nell'ambiente famigliare e scolastico. Come , purtroppo, troppo spesso apprendiamo leggendo le pagine di cronaca locale dei quotidiani, questi disagi  generano atti di delinquenza, soprattutto vandalismo, imputabili proprio ai più giovani. Da questa riflessione, nasce la necessità di incentivare  la costruzione di una rete cittadina scolastica, universitaria, associazionistica, parascolastica, sportiva, di aggregazione , di sperimentazione e formazione professionale, che rappresenti  un elemento di valorizzazione dei talenti dei nostri giovani. Il contrasto al degrado generazionale giovanile, si combatte attraverso il recupero di punti di riferimento comunitari che  permettano lo sviluppo di un senso di appartenenza alla comunità ed un rinnovato  amore per tutto ciò che pubblico. In questo contesto il progetto “Adria città campus”, prevede una rinnovata valorizzazione delle strutture pubbliche, scolastiche, associative, sportive e religiose, affinché siano all'avanguardia nella “cura del giovane”, anche attraverso la progettazione di scambi culturali con altri paesi.
- Spazi pubblici e sicurezza: Elemento cardine di questa linea progettuale e la prevenzione del degrado sociale ed ambientale. Questo progetto si traduce in un investimento che prevede il ritorno della presenza delle istituzioni sul territorio. Occorrono centri assistenza socio-psicologica, un sistema concreto di monitoraggio delle situazioni di abbandono e di isolamento degli anziani, delle famiglie e delle persone che vivono in particolari situazioni di disagio. Occorre, inoltre, che nelle frazioni ritorni una forte presenza dell'Amministrazione Comunale attraverso la riapertura di sedi polivalenti che offrano servizi di controllo e vigilanza del territorio, di presìdi socio-assistenziali integrati, di servizi tecnici ed amministrativi comunali. Inoltre, sarà necessario prevedere che gli eventi culturali e di scambio sociale si diffondano non solo nel centro, ma anche nelle frazioni,  attraverso attività, sport, eventi culturali e sociali. Infatti, è necessario restituire alla comunità gli spazi pubblici e le aree verdi delle frazioni che in questi anni sono stati  dimenticati.  
- Inclusione culturale: La mancanza di integrazione , costituisce spesso un bacino da cui attinge la criminalità che investe il nostro territorio. Proprio per questo, bisogna investire su una maggiore  integrazione dei cittadini provenienti da altri paesi, attraverso le forme aggregative sociali e culturali, quali i corsi di lingua italiana, e la conoscenza  dei principi basilari della costituzione e del diritto. Sarà interessante, inserire in questo contesto di “laboratori”, anche la presentazione della storia e tradizione culturale  polesana. Analogamente, insieme ai rappresentanti delle maggiori comunità straniere presenti sul territorio, si organizzeranno degli incontri aperti a tutti i cittadini per  conoscere gli usi e la tradizione dei loro  paesi d' origine.   
- Rete Attiva di Presidio territoriale (RAP): questo progetto prevede l' istituzione di PROTOCOLLI DI INTESA  per la PREVENZIONE e di CONTROLLO del TERRITORIO tra città, popolazione, Comune, Aulss, Comando di Polizia Locale, Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Associazione Nazionale Carabinieri, Caritas, Acli, Scout, Arci ed altre associazioni di volontariato in attività locale nell’ambito dell’assistenza e beneficienza, al fine di istituire delle procedure operative concrete. di monitoraggio, controllo, sostegno, compartecipazione e risposta da e verso la popolazione che metta in rete e faccia circolare informazioni e contatti.
- Presenza prioritaria sul territorio: L’applicazione di procedure telematiche e della semplificazione amministrativa permette di riorganizzazione dell’organigramma e del funzionigramma Comunale al fine di “liberare” personale tecnico e graduato da destinare al servizio sul e per il territorio, e programmando la priorità di nuove assunzioni a profili da impiegare a copertura oraria e territoriale di tali servizi, riservando al personale amministrativo la conduzione degli uffici.
- Sistema di videosorveglianza urbano polifunzionale (sicurezza + controllo per l’osservanza del Codice della Strada) interconnesso con  polizia locale e forze dell’ordine: il potenziamento del numero di telecamere fisse e mobili su tutto il territorio comunale e la loro implementazione con un sistema per la lettura targhe è indispensabile per rendere capillare e costante il controllo ai fini della sicurezza urbana consentendo il rilevamento del transito delle auto per l’identificazione di auto sospette (“black-list”) o rubate in transito o presso le aree di sosta, .sia il rilevamento infrazioni al Codice della Strada, che possono diventare occasioni di danneggiamento a potenziali vittime.
- Sistema di incentivi per il corretto conferimento dei rifiuti urbani e la riduzione del degrado e del disordine ambientale: l’istituzione di Centri di Raccolta Automatizzati dei rifiuti urbani su aree pubbliche e ubicazioni strategiche, che, avendo la capacità di identificare le caratteristiche dei rifiuti conferiti per una loro corretta classificazione consentono il rilascio di incentivi al cittadino sono uno strumento di dialogo e stimolo dell’Amministrazione Comunale con i cittadini e in particolare con i cittadini che di volta in volta l’Amministrazione voglia promuovere per il loro comportamento etico. Gli incentivi rilasciati dai Centri di Raccolta possono essere infatti offerti ad esempio sottoforma di buoni per riduzioni della TARSI o per contributi comunali diretti ai nuclei familiari inseriti in progetti di sostegno personale o familiare, o altre categorie via via individuate. L’azione di conferimento nei Centri automatizzati, inoltre, permette il processo di compattamento dei rifiuti al fine della riduzione dei costi di prelevamento e trasporto.
- Sistema di controllo della velocità sul territorio: nei territori definiti quali “centri urbani” è necessario potenziare il controllo della velocità dei veicoli ai fini di prevenzione degli incidenti stradali anziché ai fini del sanzionamento delle infrazioni. Per fare ciò è indispensabile  prevedere in più punti, di storica criticità, dispositivi detti “semafori dissuasori”, in grado di riconoscere un veicolo che procede ad andatura troppo rapida e in tal caso inserire automaticamente la sequenza di luci gialla e poi rossa, allo scopo di bloccare la marcia del detto veicolo, dotati di di apparecchio fotografico atto a identificare eventuali trasgressori. Ciò consente anche la “liberazione” del personale di polizia locale dalla funzione di rilevazione con velomatic, destinandolo ad altre attività sul territorio.
- Riqualificazione stradale e degli spazi pubblici: gli spazi pubblici (strade, piazze, aree verdi) devono essere ripensati eliminandone il più possibile tutti quegli elementi di cui si servono le azioni di criminalità: oscurità, punti di aggregazione non visibili o raggiungibili, impraticabilità. Pertanto, prioritari saranno anche gli interventi di riqualificazione urbana, di potenziamento dell’illuminazione pubblica e di riqualificazione delle  vie, delle piazze e delle aree verdi, che più sono a rischio di fenomeni di disordine urbano e delittuosità.






mercoledì 25 novembre 2015

Adria, Impegno per il Bene Comune: le luminarie a scapito delle manutenzioni.

L’amministrazione comunale ha deciso di attingere l’importo di 11.840,70 Euro dal fondo per manutenzioni per installare gli addobbi luminosi natalizi.
Impegno per il Bene Comune ritiene che in momenti  come questi  il Natale possa essere celebrato con sobrietà, evitando di sottrarre risorse da quelle per le manutenzioni che i cittadini, specie quelli che vivono nelle realtà più periferiche, lamentano come deficitarie e insoddisfacenti;  a questo  proposito significativo è  lo scarso livello di illuminazione stradale lamentato dai residenti in Ca' Garzoni.  

In questi momenti è giusto ricordare come un anno fa  sono state spese molte decine di migliaia di Euro in un solo fine settimana per  il progetto Adria Borgo Autentico che di turistico aveva solo il nome.

Sull’esito e sulle conseguenze di quella operazione la Giunta  da mesi sta cercando di mettere la sordina.

Noi, che abbiamo seguito fin dall’inizio quel  progetto, chiediamo ora con forza che l’Amministrazione Comunale, indicando chi ha collaborato con l’assessore nel redigerlo, si assuma le responsabilità di quello che è stato secondo noi  un disastro  sotto il profilo ideativo e politico-amministrativo, chiarendo definitivamente quanto è costata e costerà alle casse comunali l’intera operazione.

Impegno per il Bene Comune

giovedì 8 ottobre 2015

Polesine, Sicurezza sul lavoro, il Pd alla Giunta “Eroghi i fondi che deve agli Spisal”

La Regione ottemperi ai propri obblighi in materia di sicurezza sul lavoro erogando alle Ulss le cifre previste per prevenzione e contrasto degli infortuni e dando avvio alla programmazione delle iniziative di formazione sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro 2014-2016”: questa la richiesta che il Pd rivolge al presidente Luca Zaia ed alla sua Giunta con un'interrogazione in forma scritta a prima firma Graziano Azzalin e sottoscritto dai consiglieri Moretti, Fracasso, Pigozzo, Ruzzante, Salemi, Sinigaglia, Zanoni, Zottis, Dalla Libera, Ferrari e Guarda.

“La sicurezza sui luoghi di lavoro – specifica proprio Azzalin – è un tema fondamentale che non può essere sacrificato. In questo caso ci troviamo davanti alle mancate erogazioni da parte della Regione nel confronti degli Spisal, visto e considerato che si tratta di cifre che sono già a disposizione. I proventi derivanti dall’accertamento di violazioni delle norme in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, infatti, vanno per legge ad integrare i finanziamenti dell’attività di prevenzione nei luoghi di lavoro svolta dalle Ulss ed è previsto che tale cifra sia attribuito annualmente a ciascuna Ulss in proporzione alle somme derivate dalle sanzioni erogate da parte dei rispettivi Spisal”.

Come spiega Azzalin, “stiamo parlando delle annualità 2013 ed al 2014, per le quali i proventi complessivi derivanti dall’attività sanzionatoria degli Spisal del Veneto ammontano rispettivamente a 3.469.791 euro e 3.366.050 euro. Si tratta, dunque di cifre consistenti che vanno a finanziare attività di prevenzione che devono necessariamente accompagnarsi all'attività di repressione”.

Nell'interrogazione si sottolinea come “dopo la contrazione delle morti bianche registrata nel 2013 con 39 incidenti mortali sul lavoro, nel 2014 questo dato è tornato a salire, attestandosi a quota 66, ben superiore anche ai 52 casi registrati nel 2012. I dati sul 2015 elaborati dall'Osservatorio Vega Engineering, aggiornati allo scorso luglio, mostrano come nei primi sette mesi dell'anno in Veneto si siano già verificati 42 infortuni mortali sul lavoro, collocandolo al quarto posto per numero totale di casi a livello regionale (la nostra Regione è stata teatro dell'8,9% delle morti bianche registrate in Italia nel periodo di riferimento)”.

Questo, dunque sembrerebbe suggerire la necessità di una maggiore attenzione al fenomeno. Non solo, ma come spiega ancora l'esponente del Pd, “nel 2013 la Giunta ha affidato all’Ulss 18 di Rovigo l'incarico di redigere un piano triennale delle attività di formazione in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro per il quale sono stati stanziati 1,3 milioni di euro. Il piano è stato presentato dall'Ulss 18 ed approvato dalla V commissione consiliare il 24 luglio 2014. Lo scorso maggio la Giunta ha approvato il piano operativo e finanziario. Ad oggi, però tutto è ancora fermo”.

Ecco allora l'interrogazione presentata dal Pd con la quale si chiede al presidente ed alla Giunta “se intendano fare fronte ai propri obblighi in materia di sicurezza sul lavoro che rappresenta una vera e propria ferita aperta nel tessuto produttivo veneto e per quale motivo non abbia ancora erogato alle Ulss le cifre di competenza per le annualità 2013 e 2014 e non abbia ancora dato attuazione alla programmazione delle iniziative regionali di formazione sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro 2014-2016”.

sabato 23 maggio 2015

Spinello: sicurezza e questione abitativa sono un diritto e non un tema ad uso delle destre.

Sicurezza e questione abitativa non possono essere esclusive delle destre, né temi che si deve temere di nominare. Questo il pensiero del candidato consigliere regionale del Pd, Sandro Gino Spinello, che in queste settimane ha trascorso la maggior parte del tempo a parlare con i polesani, cercando di capirne le esigenze e i problemi e proponendo loro soluzioni e progetti concreti. 

“In queste settimane - afferma - mi sono reso conto che le tensioni sociali sono sempre più forti e la necessità di tutelare le fasce più deboli è preponderante. La sicurezza non può essere appannaggio delle destre: è certamente una priorità che va perseguita con metodi efficaci ma senza estremismi. Per esempio la lotta al degrado parte anche da piccole cose come l’illuminazione pubblica, che va potenziata e migliorata. Da un lato bisogna scegliere di consumare partendo da energie rinnovabili, dall’altro le nuove tecnologie consento addirittura l’accumulo della produzione da fotovoltaico tramite i dispositivi di energy storage. Efficientamento energetico delle strutture per un risparmio concreto dei consumi da subito ed una nuova sensibilità ambientale che passa necessariamente dalle risorse considerate green ma soprattutto pulite”. 

La lotta al degrado, quindi, passa inevitabilmente per l’illuminazione e la cura degli spazi pubblici, ma non solo: “La Polizia locale ha un ruolo essenziale che deve essere coordinato dalla Regione - continua Spinello -  gli agenti, infatti, hanno il polso della situazione del territorio e rispondono alle istituzioni locali, ma con una regia di ampio respiro possono svolgere al meglio le loro funzioni, garantendo un servizio efficiente. Compito della Regione, quindi, è quello di favorire questa mutazione del ruolo del vigile, coordinando tutti i corpi locali”. 

Il controllo, inoltre, secondo Spinello, si può attuare anche grazie all’aiuto dei cittadini: portierato sociale e controllo di vicinato. “Queste azioni possono essere messe in campo come ulteriore strumento di sicurezza, dato che si tratta di figure integrate nel contesto sociale che godono della fiducia del cittadino che conoscono e controllano”, afferma il candidato. 

Anche sulla questione abitativa, Spinello ha le idee chiare: “Partendo dal presupposto che la casa è un diritto di tutti, è importante che il patrimonio di edilizia pubblica sia smobilitato - conclude -  E’ infatti noto che moltissime case di proprietà dell’Ater e quindi della Regione, sono sfitte. E’ necessario, ora più che mai, che questo patrimonio sia risistemato, anche con l’aiuto di risorse non pubbliche, per essere concesso in locazione temporanea a giovani coppie. La casa è un diritto, ma la ‘casa popolare’ deve essere un punto di partenza, non di arrivo e la Regione ha quindi un ruolo essenziale per coordinare tutte queste funzioni, per riuscire a rendere più vivibile il territorio, per renderlo all’altezza delle aspettative dei cittadini”.

lunedì 9 dicembre 2013

Porto Tolle, avviso ai proprietari privati per la messa in sicurezza degli edifici secondo le norme antisismiche

In conseguenza dell’evento calamitoso conseguente al terremoto del maggio 2012 ed in applicazione del "Protocollo d’intesa per il rischio sismico” sottoscritto dalla Regione del Veneto, dalle Prefetture del Veneto e dall’ANCI, con il quale si è dato atto di attuare le azione coordinate finalizzate a favorire gli interventi di prevenzione, miglioramento ed adeguamento sismico degli edifici ad uso produttivo, turistico ed alberghiero, il Sindaco di Porto Tolle, il cui territorio comunale si colloca in zona 4 (la meno pericolosa), ha sollecitato i proprietari immobiliari privati affinchè pongano in essere tutti gli adempimenti previsti dalle vigenti normative di cui all’Ordinanza PCM 3274 e al D.M. 14.1.2008.