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martedì 10 maggio 2016
E' partito il Pedibus della Scuola Primaria Vittorino da Feltre di Adria
Lunedì 9 maggio, alla scuola primaria “Vittorino da Feltre” di Adria, ha preso il via la prima edizione del “Pedibus” che accompagnerà per alcune mattinate un’ottantina di alunni lungo il percorso casa-scuola.
La bella iniziativa, facente parte dei progetti “Scuola e Salute” promossi dall’ULSS 19 di Adria, è stata organizzata dai genitori e ha riscosso un ampio consenso, grazie anche alla disponibilità della signora Federica Zaia che ha programmato l’attività nei minimi dettagli.
Ogni bambino è fornito di pettorina e cartellino identificativo e non mancano le corde a cui tenersi uniti e cartelli apri-strada, tutto questo grazie allo sponsor, la ditta Mater Biotech, che ha fornito il materiale necessario.
Lo scopo di questa iniziativa è di contribuire alla socializzazione tra bambini piccoli e grandi, di sensibilizzare al benessere fisico con una salutare passeggiata e anche di avviare i bambini all’educazione stradale con la conoscenza delle prime regole della strada.
sabato 23 gennaio 2016
Azzalin, sulle Trivellazioni il Veneto ha vinto un'altra battaglia: il Governo non ha impugnato la legge che mette il Delta del Po al sicuro da ogni rischio di ricerca ed estrazione di idrocarburi
lunedì 28 dicembre 2015
Sospensione privatizzazione Ipab-Case di Riposo venete: Impegno per il Bene Comune e i Comitati polesani in attesa della conferma ufficiale, che ne sancirà l'importante vittoria.
Elisa Corniani e Omar Barbierato
Impegno per il Bene Comune
http://impegnobenecomune.blogspot.it/
email: direttivoimpegnobenecomune@gmail.com
mercoledì 14 ottobre 2015
Polesine, Azzalin: un progetto di legge regionale unanime per vietare ogni tipo di ricerca di idrocarburi nel Parco del Delta
giovedì 8 ottobre 2015
Polesine, Sicurezza sul lavoro, il Pd alla Giunta “Eroghi i fondi che deve agli Spisal”
giovedì 30 luglio 2015
Azzalin (PD) e Finco (Lega): nuovo disegno di legge per vietare le ricerche di idrocarburi in Polesine
lunedì 30 dicembre 2013
USB: augurio di buone feste con appello ad Ecoambiente
Festività di crisi, fatte di poco o niente.
Addirittura con la difficoltà di pagare affitti e bollette, famiglie che centellinano il riscaldamento e magari le cure mediche.
In questa situazione rischiano di ritrovarsi anche molti lavoratori delle cooperative che si occupano della raccolta del verde per conto di Ecoambiente.
La municipalizzata committente non paga le cooperative che, a loro volta, non hanno di che pagare i dipendenti.
Un'azienda di certo non serena, tra scelte politiche di gestione poco comprensibili, quand'anche discutibili come quella di voler dividere gli appalti tra una miriade di piccole cooperative, che forse neppure avranno mai svolto certi servizi, che facciamo fatica a pensare abbia un reale ritorno in qualità e controllo del servizio o in costi di gestione.
Di certo non è compito del sindacato dare indirizzi amministrativi, ma valutarne la bontà quando questi comportino un mancato rispetto dei diritti dei lavoratori anche nella giusta e puntuale corresponsione economica per il lavoro svolto, questo si.
Ecco, nell'augurare buone feste al Presidente di Ecoambiente Nicoli (da ex sindacalista capirà bene questo nostro appello), al Direttore Romanello chiediamo loro di mettere in condizioni anche i lavoratori che fanno riferimento direttamente o indirettamente ad Ecombiente stessa di trascorrerle in modo sereno e con le minori difficoltà economiche possibili.
Che siano le migliori feste possibili per tutti.
Per l'Unione Sindacale di Base
USB Polesine
Vanni Destro e Fabrizio Leccioli
martedì 24 dicembre 2013
Destra per il Polesine sul finanziamento pubblico ai partiti: il reddito come misura della partecipazione politica
Enrico Letta ha annunciato «assegniamo tutto il potere ai cittadini».
Chi vuole «può dare un contributo a un partito.Lo può fare attraverso il 2 per mille o con contribuzione volontaria».
Il sistema «non frega il cittadino» perché «l’inoptato rimare allo Stato».
Ossia se il cittadino non opta esplicitamente, il contributo del 2 per mille rimane allo Stato.
E ancora specificando: «il testo del decreto legge è quello del ddl approvato dalla Camera»
Com’è noto, il testo in questione prevede:
- la possibilità di destinazione ai partiti politici su base volontaria del 2 per mille dell’IRPEF;
- l’istituzione di un fondo per il finanziamento dei partiti politici.
Gli effetti finanziari sono misurati, secondo la relazione tecnica, in zero euro per gli anni 2014, 2015, 2016 e in un risparmio di 19 milioni di euro a partire dal 2017.
Da chiarire subito che i fondi sono pubblici in quanto derivanti dall’IRPEF per una quota che prima era destinata al soddisfacimento di bisogni di carattere generale.
In sintesi, se un cittadino decide di non destinare il 2 per mille ai partiti, i soldi li deve pagare lo stesso.
Il 2 per mille dell’IRPEF dovuta in base alle dichiarazioni dei redditi, è di oltre 300 milioni di euro.
Visto che il fondo istituito per il finanziamento dei partiti non potrà superare i 45 milioni di euro, basta che solamente il 15% venga destinato dagli italiani ai partiti.
Nel caso in cui le somme iscritte all’inizio dell’anno nel fondo non fossero utilizzate, i residui saranno utilizzati per l’anno successivo (quindi non costituiscono un risparmio per il bilancio dello Stato).
E se quasi tutti gli italiani, come gesto di ribellione alla politica, decidessero di non destinare il 2 per mille ai partiti?
Secondo i dati delle dichiarazioni 2012 (redditi 2011), i contribuenti che dichiarano oltre 100.000 euro, costituiscono l’1,05% dei contribuenti, lo 0,91% degli elettori e lo 0,72% della popolazione. Versano allo Stato il 17,69% dell’IRPEF e il loro 2 per mille è quasi 54 milioni di euro, cioè più che sufficiente ad alimentare il fondo di 45 milioni di euro per il finanziamento dei partiti.
Detto in altre parole, per i partiti è sufficiente fare affidamento sullo 0,72% della popolazione, per avere il massimo dei finanziamenti possibili.
Inoltre, visto che il finanziamento è assegnato ai partiti sulla base delle scelte in sede di dichiarazione dei redditi e non sulla rappresentanza politica definita con il voto, si potrebbe verificare che un partito rappresenti l’1% degli italiani e prenda il 100% del finanziamento dei partiti.
Le tesi dei fautori dell’abolizione del finanziamento pubblico evidenziavano l’attuale ingente utilizzo (o spreco?) di risorse pubbliche, mentre i fautori del finanziamento pubblico hanno da sempre evidenziato che tale sistema evita una politica condizionata solo dai “ricchi”.
Con questa riforma siamo riusciti a mettere insieme i due aspetti peggiori: l’utilizzo di risorse pubbliche e una politica condizionata solo dai “ricchi”.
Sarà molto difficile nel futuro attuare politiche di lotta all’evasione fiscale o di riallocazione delle risorse a favore delle fasce deboli, poichè l’1% degli italiani (la classe più agiata) avrà in mano le chiavi del finanziamento ai partiti.
Sorgono dubbi sulla costituzionalità di tale riforma, dove la partecipazione alla vita politica viene misurata in base al reddito, come nelle monarchie del passato.
Se il voto di un povero alle elezioni vale quanto quello di uno ricco, quando si tratterà di scegliere a chi destinare i finanziamenti pubblici, la scelta di un impiegato medio può valere un quinto o un decimo di quella di un dirigente o di un imprenditore.
E quella di un disoccupato o di un cassaintegrato non varrà assolutamente nulla, con tutte le conseguenze che si possono immaginare.
Baroni Fabio
Segretario Destra per il Polesine
sabato 14 dicembre 2013
I giovani Polesani a Villorba per il 3° Meeting dei Giovani – Il volo giova: dammi spazio. “Noi giovani cittadini cre-attivi”
Per qualsiasi informazione al riguardo, si può contattate la Provincia di Rovigo – Ufficio Politiche Giovanili (Tel. 0425 386371).
Per il terzo anno la manifestazione, dedicata ai giovani che ne vuole promuovere la partecipazione, creatività e capacità di innovazione proporrà diversi momenti di incontro, confronto e approfondimento con rappresentanti delle istituzioni, esperti e tanti giovani che hanno partecipato attivamente alle precedenti edizioni dei Bandi loro dedicati: “Giovani, cittadinanza attiva e volontariato” – II Ed., “Crea-lavoro: creatività giovanile per il Veneto del nuovo sviluppo” – II Ed., "Fiori di parole in musica: omaggio delle giovani generazioni ad un grande poeta veneto”, “Analisi, studio e diffusione di opere culturali e multimediali giovanili” – I Ed.. Inoltre, sarà l’occasione per presentare le nuove opportunità rivolte ai giovani nell’ambito della creatività, partecipazione, imprenditorialità e cultura.
L’incontro inizierà alle ore 9:30 con l’arrivo dei ragazzi e la colazione di benvenuto.
Alle 12:30 vi sarà il pranzo, organizzato in collaborazione con le Associazioni del territorio e alle 17:30 è previsto il concerto dell’Orchestra Ritmico Sinfonica Italiana diretta dal Maestro Diego Basso.
La giornata si concluderà verso le 18:30.
Per qualsiasi informazione:
www.osservatoriopolitichesociali.veneto.it
Per iscrizioni cliccare qui Osservatorio Regionale Politiche Sociali
giovedì 12 dicembre 2013
Nuovi tagli si abbattono sulle ULSS Venete. la n.19 di Adria salva. Comprenderà anche Cavarzere
Solo la provincia di Belluno (invariata) ed il Polesine, con le sue due ULSS, sarebbero state 'salvate'.
Nella nostra provincia, infatti dovrebbero rimanere le due Ulss di Rovigo ed Adria, che comprenderà anche Cavarzere.
Mentre la provincia di Venezia potrebbe far capo ad un'unica azienda sanitaria (in luogo delle tre attuali) comprendente le zone di Venezia, Mestre, Chioggia e Riviera del Brenta.
Il Veneto Orientale dovrebbe mantenere lattuale Ulss, nel trevigiano sarebbero unificate le Ulss di Treviso e Conegliano e salvaguardata l'Ulss di Asolo, Montebelluna e Castelfranco.
Anche la provincia di Padova perderebbe, secondo il disegno di legge, una Ulss (accorpando la n.15 e la n.16 e che comprenderebbe il capoluogo e cintura e l'Alta Padovana) e manterrebbe l'Ulss di riferimento della Bassa Padovana (corrispondente all'attuale Ulss 17).
Due per provincia le ULSS previste per Vicenza (una accorpante le attuali Ulss 3 e 4 e parte dell'ovest Vicentino ed una comprendente l'attuale azienda del capoluogo e l'altra parte dell'Ulss 5 dell'Ovest vicentino)e Verona (una Ulss per i territori a sud dall'asse autostradale ed una Ulss per quelli a nord, Verona e hinterland, Villafranca, Bussolengo e i comuni della sponda orientale del Lago di Garda).
L'operazione, che i proponenti hanno definito rispettosa delle peculiarità territoriali e aziendali e degli standards del piano sociosanitario, ira ad un risparmio di oltre 300 milioni di euro.
I firmatari della proposta si dicono certi che la riorganizzazione garantirà migliori servizi ai cittadini attraverso la distribuzione delle specialità e dei presidi nel territorio.
Il previsto risparmio sarebbe consentito dalla riduzione degli organici aziendali, dall'accentramento dei servizi tecnico-amministrativi e dei pagamenti ai fornitori.
Sul medesimo argomento sono già state depositate presso il Consiglio regionale ben altre quattro proposte di legge sostenute da Lega nord, Gruppo misto, Pd e Federazione della Sinistra veneta.
Il piano sociosanitario regionale, era stato oggetto, inoltre, di emendamenti diretti alla riduzione delnmero delle Ulss da parte di Italia dei Valori, Futuro popolare e Gruppo misto-Scelta civica.
Elisa Corniani
Ladri di biciclette. Denunciato un giovane dalla Squadra Mobile
Vistisi scoperti dagli agenti in borghese, i due giovani romeni appena ventenni e di fatto senza fissa dimora, hanno tentato la fuga ma subito sono stati raggiunti e fermati.
All’atto del controllo gli operatori si accorgevano che uno di loro aveva un rigonfiamento nella parte anteriore del giubbotto. A richiesta dei poliziotti il giovane, aprendo l’indumento, estraeva una cesoia di grosse dimensioni e senza indugiare dichiarava che la stessa gli serviva per tranciare i lucchetti di qualche bicicletta lì parcheggiata.
In Questura, completati gli accertamenti sui due giovani, la cesoia veniva sequestrata ed il possessore denunciato in stato libertà per possesso di arnesi atti allo scasso.
[Fonte: Questura di Rovigo - Categoria: I fatti del giorno - 11 December 2013]
Venerdì 13 dicembre il Comitato "Per l'articolo 32, sanità e sociale Polesine" a Padova per la manifestazione regionale "Siamo il sociale"
Nel prendere atto di una serie di criticità e di problematiche tutt'altro che risolte, le principali organizzazioni del Terzo Settore del Veneto hanno messo insieme le loro forze, in un percorso che ha portato alla costituzione di un tavolo di confronto aperto a tutti coloro che hanno voluto e che vorranno condividere questo impegno.Si tratta di una bella manifestazione che viene proposta per il secondo anno da Confcooperative con la collaborazione del mondo del terzo settore, che l'anno scorso, a Mestre, ha coinvolto oltre 5 mila persone .
Mentre a Roma è in discussione la legge di stabilità tutte la associazioni e i comitati che si occupano di disabilità e non autosufficienza intendono fare sentire le loro ragioni, anche attraverso questo importante evento che vuole essere uno stimolo ulteriore per il Veneto.
Per chi fosse interessato a partecipare scriva un' e-mail al seguente indirizzo: perlarticolo32@gmail.com
Il programma della giornata:
Ore 9.00 - Ritrovo dei cortei di pulmini partiti da tutta la Regione al parcheggio del PalaFabris a Padova.
Dalle ore 9.00 alle 11.30 - Manifestazione al Pala Fabris di Padova, accoglienza e saluti a cura di Ugo Campagnaro, presidente Confcooperative Federsolidarietà Veneto; presentazione del documento politico di SiAmo il Sociale a cura del portavoce di SiAmo il Sociale; interviste a cura di Gian Antonio Stella, editorialista Corriere della Sera, Luca Zaia, Presidente della Regione del Veneto e a Flavio Zanonato, Ministro dello Sviluppo Economico. Sintesi e conclusione finale a cura di Giuseppe Guerini, portavoce nazionale Alleanza Cooperative Sociali. Tra gli interventi sono previste alcune letture sulle esperienze di vita di utenti e operatori delle realtà del sociale. Gli adattamenti e l'interpretazione sono a cura di Giuliana Musso.
Ore 11.30 - Corteo stradale. Partenza del corteo dei pulmini e altri mezzi, con percorso lungo le vie della città di Padova con destinazione Prato della Valle.
Ore 12.30 - Corteo pedonale. I partecipanti si muoveranno con un corteo pacifico e festoso da Prato della Valle verso il centro di Padova. Nelle piazze e nelle strade del centro storico verranno realizzati alcuni flash mob, con il coinvolgimento dei cittadini.
mercoledì 11 dicembre 2013
Grimeca: il Movimento 5 Stelle e l'incontro FIOM in Provincia
Per il M5S, Barbara Businaro, consigliera a Rovigo, dopo aver comunicato la disponibilità anche dei nostri parlamentari per eventuali chiarimenti,impossibilitati a partecipazione all'incontro per impegni già presi, ha esposto la posizione del nostro Movimento di fronte a tale problema.
Ha chiarito innanzitutto di come anche l’ultima legge di stabilità, in discussione in questi giorni in parlamento, pur prevedendo qualche misera forma di sgravio sul lavoro, non sia assolutamente idonea al momento che stiamo vivendo.
Soltanto un’inversione netta della politica economica e in generale può portare ad un rilancio dell’economia e dell’occupazione. Su questo presupposto il M5S, ritiene pertanto di poter indicare alcuni punti su cui intervenire.
Basta con le “Grandi Opere” inutili, costose e impattanti. Le stesse cifre potrebbero essere spese ad esempio per il ripristino idrogeologico del territorio che vede ad ogni pioggia un po’ più abbondante della norma il sorgere di catastrofi. Questo oltre a portare ad una rivalutazione del territorio stesso, ad un aumento di sicurezza per gli abitanti vedrebbe anche un ritorno economico alle imprese ed agli operai del posto in maniera decisamente maggiore di quanto possano determinarlo le “Grandi Opere”.
Altro elemento determinante per un rilancio è stato indicato nella morsa finanziaria che ci è imposta da questa Europa, e della conseguente politica monetaria fatta al servizio delle multinazionali e delle grandi banche anziché al servizio dei popoli. Soltanto gli interessi sul debito pubblico ci costano ormai circa 100 Mld di € l’anno, oltre all’impossibilità di sostenere nuove politiche di sviluppo. Una rinegoziazione delle condizioni se non un’uscita dall’Euro, è una possibilità che deve essere presa in considerazione.
Ha poi illustrato come i parlamentari M5S siano impegnati su una proposta di legge che vede l’abrogazione dell’IRAP per le piccole aziende, provvedimento che potrebbe dare una boccata di ossigeno e uno spunto di rilancio.
Questi a titolo riassuntivo i temi principali trattati, ma non sono mancati anche spunti su altre tematiche.
Devo dire che globalmente, tra i rappresentanti “politici”, l’intervento di Barbara sia stato a mi avviso il più organico e completo rispetto agli altri e, credetemi non lo dico con spirito di parte.
Ultimo elemento che tengo a citare è su come fosse completamente assente la rappresentanza di tutte le forze politiche attualmente di governo sia nazionale che del nostro comune, (per il PD c’ere un collaboratore dell’On Crivellaro, che ha soltanto detto che c’era anche lui). E questo dovrebbe essere più che sufficiente per capire quale sia il grado di interessamento a questo tipo di problemi. (Forse erano impegnati in giunta per stabilire i premi di produttività per i dirigenti comunali?).
Bruno Turri
Movimento 5 Stelle Rovigo
mercoledì 27 novembre 2013
Totem di cemento e corridoi del baccalà
Dalle Filippine alla Sardegna passando per il Midwest statunitense l’avviso è più che chiaro.
Eppure sembra che vi sia una sorta di abitudine, di assuefazione ai disastri e al fatto di considerarli fenomeni straordinari e scollegati dalle azioni antropiche, dalle infrastrutture che si programmano e incrementano in una logica malata di profitto.
Anni e anni di devastazione del territorio, nemmeno l’aggravante delle piogge mortali dovute al cambiamento climatico basta a incentivare un barlume di cambiamento nelle logiche decisorie.
Al primo posto resta dominante l’accoppiata cemento-asfalto e carbone (follia suprema) promosso addirittura a Varsavia durante la conferenza Onu che doveva discutere dell’abbattimento delle emissioni serra.
Anche la deforestazione è un fattore pesante di alterazione climatica e il fatto che vi sia stata una massiccia ripresa della deforestazione amazzonica è, oltre che il solito, inequivocabile, segnale di ottusa indifferenza politica, anche un campanello d'allarme per i futuri fenomeni climatici.
Le foreste italiane sono una cassaforte di carbonio: ne contengono circa 4 volte quello che viene emesso annualmente nel nostro Paese.
E ogni albero tagliato aggiunge un po' di forza, di violenza in più ai tifoni, agli uragani, incrementa in modo abnorme le precipitazioni piovose, rende più aridi ed estesi i deserti.
Da noi si costruisce sopra i greti delle fiumare tombinate, si progettano e realizzano inutili centri commerciali, si fanno leggi per realizzare nuovi stadi (in un’Italia con le pezze al culo, per giunta), si raccolgono 43,88 miliardi di tasse “ecologiche” (dato del solo 2011) destinate alla sicurezza ambientale e se ne investono nella stessa appena 448 milioni.
Dopo l’Expò, le TAV, i corridoi del baccalà (Adriatico-Baltico), si pensa a nuove olimpiadi per cementificare un altro po’ in un Paese dove il 10% del territorio e circa 6 milioni di persone sono sotto costante minaccia idrogeologica e occuparsi di questo già sarebbe una buona idea per il rilancio dell’economia senza devastazioni ulteriori.
Invece la natura sembra essere considerata un optional fastidioso e ingombrante e gli alberi solo un ostacolo da eliminare sulla via dello sviluppo che affonda la sua filosofia nel settecento.
Nell'isola di Pasqua gli abitanti distrussero tutta la vegetazione arborea per costruire i Moai, i giganteschi totem in pietra, e poi si estinsero proprio a causa di questo.
Ognuno ha i propri totem, purtroppo.
Vanni Destro
sabato 23 novembre 2013
Tommaso Rossi confermato coordinatore provinciale per l'Italia dei Valori
Un bollettino cartaceo per il MoVimento Cinque Stelle Veneto
Fratelli d'Italia: la terza via giusta tra Forza Italia e NCD. Michele De Bellis slla Costituente provinciale
Vogliamo costruire il primo partito della Terza Repubblica: in un tempo in cui tutti sembrano voler rifare qualcosa di passato, a noi piacerebbe costruire qualcosa di nuovo.
Proponiamo una terza via tra la Forza Italia di Silvio Berlusconi ed il Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano, una scelta fondata sulle idee e la partecipazione, non sulla tattica e sui personalismi. Il primo partito della Terza Repubblica difende il bipolarismo, punta ad una coalizione di centrodestra ampia e vincente, ma le alleanze non sono scontate. Ci sono almeno due condizioni da rispettare: primarie per la leadership e no a governi di inciucio, in cui i voti del sedicente centrodestra servono a tenere in piedi un governo di centrosinistra.
Se Berlusconi avesse mantenuto la decisione lungimirante di passare il testimone ad unaltra generazione, se il PdL avesse celebrato le famigerate primarie, se Alfano avesse tenuto il punto, allora saremmo di fronte ad unaltra storia.
Non cè bisogno né di una vecchia né di una nuova An, perché l'Alleanza Nazionale del futuro esiste già: Fratelli d'Italia.
Saremo il Partito della Nazione, non degli italiani come individui, ma degli italiani come Popolo, nella sua dimensione solidale e comunitaria. Quello che vogliamo noi è un movimento aperto, meritocratico e partecipato, e già qui, oggi, lanciamo la celebrazione del primo congresso nazionale celebrato con il metodo delle primarie nella storia del centrodestra per il 26 di gennaio prossimo, anniversario proprio del giorno in cui nacque Alleanza Nazionale. Saranno primarie a tutti i livelli, consenso e merito lunica regola.
Noi vogliamo costruire il primo partito della Terza Repubblica: in un tempo in cui tutti sembrano voler rifare qualcosa di passato, a noi piacerebbe costruire qualcosa di nuovo.
Qualcosa di Destra.
Mai alleati con la sinistra.
Mai più disposti a sostenere governi tecnici.
Fuori dal Partito Popolare Europeo guidato dalle consorterie di banchieri e massoni.
Pronti a difendere con ogni mezzo la famiglia naturale, continuamente attaccata dagli eterofobi.
Non possiamo più permetterci il lusso di essere moderati nel difendere l'identità del nostro popolo e della nostra terra.
Con energia, coraggio, determinazione, passione civica e senza paura ci rimbocchiamo le maniche e lavoriamo per costruire con le idee e non con i personalismi un movimento politico che abbia come simbolo, come riferimento e come fine gli italiani."
Michele De Bellis
venerdì 22 novembre 2013
Nogara- Mare: c'è poco da stare allegri. Feltrin (RC) "Ai cementieri i soldi, ai polesani inquinamento e pedaggi"
giovedì 21 novembre 2013
Nasce in Polesine il Comitato “per l’Art. 32 – sanità e sociale” per garantire quanto previsto dall’art. 32 della Costituzione
giovedì 24 ottobre 2013
Ottobre Rodigino con le “FIAMME DEL POLESINE”
Quest’anno il motoclub Fiamme del Polesine ha presieduto alla fiera dell’Ottobre Rodigino, con un ricco stand, regali per i bambini e moto per far salire gli appassionati.
Grande afflusso allo stand è stato dato da tutti i cittadini, dove tra una chiacchera e l’altra il motoclub ha raggiunto le 130 iscrizioni, e finito uno scatolone di regali ai bambini che si sono presentati allo stand.
Emozionate le signore quando hanno saputo delle donazioni che il motoclub continua a fare alle pediatrie locali, mentre, gli uomini vedendo l’elenco delle uscite 2013, con ben 43 uscite e quasi 10.000 km percorsi, volevano avere tutti i dettagli possibili per poter partecipare.
Questo sabato, il motoclub Fiamme del Polesine sarà presso l’aula consiliare del Comune di Ceregnano per l’assemblea annuale dei soci.
Saranno trattati i seguenti argomenti:
Calendario uscite 2014;
donazioni pediatrie;
iscrizioni 2014.







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