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Visualizzazione post con etichetta Provincia. Mostra tutti i post
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lunedì 20 aprile 2015

Liberi Cittadini: il personale della Provincia in disarmo usato come bacino elettorale. A farne le spese saranno i non allineati o gli allineati avversari.

È oramai da gennaio che la Provincia rinnova le Posizioni organizzativa prima di mese in mese ed ora di 15 giorni in 15 giorni. 
Con l'ennesimo decreto del Presidente il 14 aprile, sono state rinnovate tutte le PO sino al 30 del mese in corso. Con un altro decreto, sempre datato 14 aprile, sono stati prorogati anche gli incarichi al Segretario Generale e ai Dirigenti della Provincia, anch'essi per 15 giorni ( atti pubblicati all'Albo Pretorio dell'Ente Provincia di Rovigo)
Rimangono pertanto, sempre al top le maggiori voci di spesa del personale provinciale. 
Le Province per la gente comune sono già chiuse da tempo, infatti, sono circa 4 anni che i più influenti politici nazionali predicano in tal senso utilizzando tutti i mezzi di comunicazione esistenti. 
La realtà non è questa però, domenica 19 un servizio di Report su Rai Tre lo ha spiegato ampiamente, poiché l'Ente è ancora aperto anche se agonizzante, senza liquidità causa i tagli statali e il silenzio delle Regioni. 
I lavoratori sono stati divisi in due gruppi: dipendenti appartenenti alle funzioni fondamentali e non fondamentali.
Quelli conteggiati nella seconda categoria sono di fatto considerati in soprannumero e, pertanto, da ricollocare presso Enti Locali, Regioni e Ministeri ( L. 56/2014, L. 190/2014)
Qui i giochi si complicano, qui si prefigura il solito teatrino tutto italiano.
L'aria che tira per i corridoi di questi Enti in liquidazione, a detta di molti, sa da inciucio. Siamo o no in campagna elettorale? Vi è o no crisi del mondo del lavoro? Vi è o no gente che rischia il posto? Allora perché non gestire le disponibilità presso gli Enti Locali in particolare? Tra i lavoratori, in particolare quelli più soli, quelli meno conosciuti, quelli meno supplicanti c'è nervosismo, paura. Vedono spostamenti di personale poco chiari, vedono i soliti noti trasferiti dalle funzioni non fondamentali alle fondamentali, non vedono "bandi di mobilità esterna" ma sanno che vi sono posti disponibili e che, proprio i vertici ne parlano. Tutto trasparente certamente, tutto regolare non c'è dubbio ma la paura, forse è solo lei la responsabile, fa sentire odore di bruciato.

Vanni Destro
Liberi Cittadini per il Polesine

sabato 14 dicembre 2013

I giovani Polesani a Villorba per il 3° Meeting dei Giovani – Il volo giova: dammi spazio. “Noi giovani cittadini cre-attivi”

La Provincia di Rovigo, su iniziativa dell'Assessore ale Politiche Giovanili Leonardo Raito organizza un pullman che raccoglierà, nei vari Comuni interessati, i ragazzi che, non disponendo di propri mezzi propri di trasporto, volssero partecipare, singoli o in associazioni, al 3° Meeting dei Giovani dal titolo Il volo giova: dammi spazio. “Noi giovani cittadini cre-attivi" che si svolgerà il prossimo giovedì 19 dicembre 2013, ore 9.30 presso il Palaverde di Villorba (Tv).
Per qualsiasi informazione al riguardo, si può contattate la Provincia di Rovigo – Ufficio Politiche Giovanili (Tel. 0425 386371).

Per il terzo anno la manifestazione, dedicata ai giovani che ne vuole promuovere la partecipazione, creatività e capacità di innovazione proporrà diversi momenti di incontro, confronto e approfondimento con rappresentanti delle istituzioni, esperti e tanti giovani che hanno partecipato attivamente alle precedenti edizioni dei Bandi loro dedicati: “Giovani, cittadinanza attiva e volontariato” – II Ed., “Crea-lavoro: creatività giovanile per il Veneto del nuovo sviluppo” – II Ed., "Fiori di parole in musica: omaggio delle giovani generazioni ad un grande poeta veneto”, “Analisi, studio e diffusione di opere culturali e multimediali giovanili” – I Ed.. Inoltre, sarà l’occasione per presentare le nuove opportunità rivolte ai giovani nell’ambito della creatività, partecipazione, imprenditorialità e cultura.
L’incontro inizierà alle ore 9:30 con l’arrivo dei ragazzi e la colazione di benvenuto.
Alle 12:30 vi sarà il pranzo, organizzato in collaborazione con le Associazioni del territorio e alle 17:30 è previsto il concerto dell’Orchestra Ritmico Sinfonica Italiana diretta dal Maestro Diego Basso.
La giornata si concluderà verso le 18:30.

Per qualsiasi informazione:
www.osservatoriopolitichesociali.veneto.it

Per iscrizioni cliccare qui Osservatorio Regionale Politiche Sociali

mercoledì 11 dicembre 2013

Grimeca: il Movimento 5 Stelle e l'incontro FIOM in Provincia

Si è tenuto stamattina (ieri, per chi legge, ndr) nelle sala consiliare della Provincia, un incontro tra FIOM e rappresentanti delle forze politiche per parlare dei problemi ormai drammatici dell’occupazione che, nella nostra provincia arriva ormai a circa 13000 persone. A questi vanno sommate le ore di cassa integrazione in continuo aumento e che con buona probabilità si potrebbero trasformare al termine dell’iter della cassa, in ulteriore disoccupazione.
Per il M5S, Barbara Businaro, consigliera a Rovigo, dopo aver comunicato la disponibilità anche dei nostri parlamentari per eventuali chiarimenti,impossibilitati a partecipazione all'incontro per impegni già presi, ha esposto la posizione del nostro Movimento di fronte a tale problema.
Ha chiarito innanzitutto di come anche l’ultima legge di stabilità, in discussione in questi giorni in parlamento, pur prevedendo qualche misera forma di sgravio sul lavoro, non sia assolutamente idonea al momento che stiamo vivendo.
Soltanto un’inversione netta della politica economica e in generale può portare ad un rilancio dell’economia e dell’occupazione. Su questo presupposto il M5S, ritiene pertanto di poter indicare alcuni punti su cui intervenire.
Basta con le “Grandi Opere” inutili, costose e impattanti. Le stesse cifre potrebbero essere spese ad esempio per il ripristino idrogeologico del territorio che vede ad ogni pioggia un po’ più abbondante della norma il sorgere di catastrofi. Questo oltre a portare ad una rivalutazione del territorio stesso, ad un aumento di sicurezza per gli abitanti vedrebbe anche un ritorno economico alle imprese ed agli operai del posto in maniera decisamente maggiore di quanto possano determinarlo le “Grandi Opere”.
Altro elemento determinante per un rilancio è stato indicato nella morsa finanziaria che ci è imposta da questa Europa, e della conseguente politica monetaria fatta al servizio delle multinazionali e delle grandi banche anziché al servizio dei popoli. Soltanto gli interessi sul debito pubblico ci costano ormai circa 100 Mld di € l’anno, oltre all’impossibilità di sostenere nuove politiche di sviluppo. Una rinegoziazione delle condizioni se non un’uscita dall’Euro, è una possibilità che deve essere presa in considerazione.
Ha poi illustrato come i parlamentari M5S siano impegnati su una proposta di legge che vede l’abrogazione dell’IRAP per le piccole aziende, provvedimento che potrebbe dare una boccata di ossigeno e uno spunto di rilancio.
Questi a titolo riassuntivo i temi principali trattati, ma non sono mancati anche spunti su altre tematiche.
Devo dire che globalmente, tra i rappresentanti “politici”, l’intervento di Barbara sia stato a mi avviso il più organico e completo rispetto agli altri e, credetemi non lo dico con spirito di parte.
Ultimo elemento che tengo a citare è su come fosse completamente assente la rappresentanza di tutte le forze politiche attualmente di governo sia nazionale che del nostro comune, (per il PD c’ere un collaboratore dell’On Crivellaro, che ha soltanto detto che c’era anche lui). E questo dovrebbe essere più che sufficiente per capire quale sia il grado di interessamento a questo tipo di problemi. (Forse erano impegnati in giunta per stabilire i premi di produttività per i dirigenti comunali?).

Bruno Turri
Movimento 5 Stelle Rovigo

venerdì 29 novembre 2013

Domani la Mobilitazione regionale contro "Grandi Opere" e Produzioni inquinanti sfocerà nella Manifestazione unitaria a Venezia

Alla piattaforma aderiscono e partecipano la Rete dei Comitati Cittadini di Rovigo e la Rete dei Comitati Polesani.
Per l'elenco completo della adesioni potete vistare la pagina Facebook dei Beati Costruttori di Pace: https://www.facebook.com/beatiicostruttoridipace?fref=ts
Al momento sono 155 le adesioni di comitati, associazioni, gruppi di cittadini da tutto il Veneto

NO GRANDI OPERE – NO CONSUMO DI SUOLO
PER LA DEMOCRAZIA E I BENI COMUNI
PER IL DIRITTO DI RESPIRARE, LAVORARE, VIVERE IN VENETO

Sabato 30 novembre ore 14 – stazione FS di Santa Lucia – manifestazione regionale a Venezia

La Terra non ce la fa più: ha bisogno di un anno e mezzo per recuperare quello che le viene sottratto in un anno. “Il clima impazzito sconvolgerà il pianeta. Siamo vicini al punto di non ritorno” (Ipcc-Onu 2013). E il Veneto è una delle regioni più inquinanti e inquinate d’Europa.
 L’inquinamento atmosferico, prodotto da traffico, inceneritori, cementifici, centrali termoelettriche, industrie nocive, grandi navi, avvelena l’aria: la peggiore d’Europa.
 Cementificazione e asfaltatura del suolo impoveriscono le campagne, provocano frane e alluvioni, distruggono il paesaggio e un patrimonio storico ed ambientale di valore inestimabile.
 Eccessivi prelievi d’acqua inaridiscono i fiumi, provocando l’avanzamento del cuneo salino, e l’abbassamento delle falde acquifere.
 Col sistema del “project financing” banche e grandi imprese succhiano miliardi di risorse pubbliche. Per i cittadini questo significa solo debito, aumenti di tariffe per i servizi e per pedaggi speculativi.
 I cittadini e i Comuni non contano più nulla poiché la Regione ha azzerato la pianificazione urbanistica riducendola ad un incredibile delirio di autostrade e “progetti strategici” (mega-poli commerciali direzionali), mentre le verifiche ambientali sono ridotte a pura formalità.
Gli abitanti del Veneto sono da anni impegnati in una moltitudine di vertenze locali, volte a salvaguardare la vivibilità del territorio. Cittadine e cittadini di buona volontà si sono finalmente riuniti per chiedere una urgente inversione di rotta:
 Fermare subito le “grandi opere” inutili e dannose (nuove autostrade e linee TAV, carbone nella centrale di Porto Tolle, MOSE, scavo nuovi canali in laguna, nuove scogliere e false barene-discariche);
 Allontanare definitivamente le “grandi navi” dalla Laguna;
 Liberare il territorio dalle servitù militari
 Finanziare i Comuni, anche con la Cassa Depositi e Prestiti per manutenzione, messa in sicurezza, riqualificazione energetica di edifici pubblici e territorio – vera grande opera necessaria - dando lavoro alle piccole e medie imprese
 Riconversione ecologica delle città, delle industrie e dell’agricoltura per creare buona e stabile occupazione
 Gestione pubblica e partecipata, senza profitti in bolletta, di acqua e servizi pubblici – No allo sfruttamento indiscriminato delle risorse idriche
 Fermare la privatizzazione della sanità: i “project financing” ospedalieri sottraggono risorse pubbliche alla prevenzione e alle prestazioni sanitarie
 Stop al consumo di suolo agricolo : cambiare la legge urbanistica regionale e il nuovo PTRC – Piano Territoriale Regionale - per tutelare il patrimonio storico, culturale e paesaggistico, attuando finalmente e per intero il Codice nazionale del Paesaggio.
 Basta con il ricorso alla “legge obiettivo” e ai commissari straordinari
 Basta con inceneritori, cave e discariche – Incentivare riduzione, riuso e riciclo dei rifiuti
 Stop a nuove autostrade, strade, raccordi e poli commerciali che desertificano i nostri centri, distruggendone il tessuto sociale e le attività economiche: investire per recuperare aree ed edifici da bonificare e riqualificare (a partire da Porto Marghera) per attività innovative.
 Investire non in autostrade e Alta Velocità, ma in rinnovo e potenziamento delle ferrovie esistenti con un piano integrato di vera intermodalità. Favorire il trasporto pubblico locale e regionale (SFMR). Favorire la mobilità ciclo-pedonale. Spostare il trasporto merci dalla gomma alla rotaia.
 Ricostruire gli organismi di valutazione e controllo ambientale per renderli indipendenti dai poteri politici ed economici: eliminare i conflitti d’interesse e di competenze e la concentrazione di tutti i poteri (di Piano, progetto, valutazione, attuazione e controllo) in una sola figura.
 Garantire pubblicità e trasparenza ai lavori delle Commissioni d’inchiesta del Consiglio regionale sulla “finanza di progetto” e le aziende regionali, innanzitutto su Veneto Strade SpA
 Smantellare l’intreccio politica-affari oggi all’attenzione della Magistratura
 Difesa della Costituzione e delle assemblee elettive, contro ogni tentazione presidenzialistica. Partecipazione piena dei cittadini alle decisioni e ai controlli.
I comitati e i movimenti, le associazioni e i gruppi di cittadinanza attiva operanti in Veneto invitano tutte e tutti a far sentire la loro voce e a partecipare alle iniziative programmate.

giovedì 21 novembre 2013

Nasce in Polesine il Comitato “per l’Art. 32 – sanità e sociale” per garantire quanto previsto dall’art. 32 della Costituzione

Il comitato nasce dall’idea di persone che da anni si occupano attivamente di sanità e sociale con lo scopo di garantire quanto previsto dall’art. 32 della Costituzione nel nostro territorio. Il comitato vuole essere un modo per fare partecipazione trasversale e apartitica su temi vitali quali la sanità e il sociale.
L’articolo 32 della Costituzione prevede che la Repubblica tuteli la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
Con gli ultimi documenti di programmazione finanziaria, DPEF del governo Berlusconi prima, Monti poi per arrivare all’ultimo documento economico finanziario che sta per essere approvato, nel silenzio generale di tutti, dal governo Letta viene fortemente minato proprio l’articolo 32 della Costituzione. Il diritto sancito da questo articolo costituzionale viene ulteriormente eroso e si profila sempre più la minaccia di una sua totale soppressione di fatto. Le scelte politiche dei Governi che si sono succeduti in questi ultimi anni, hanno prodotto e pianificato tagli consistenti e progressivi del finanziamento alla sanità pubblica  e allo stato sociale.(oltre 30 miliardi di euro entro il 2015 !)
Lo stato in questo modo,intende fare cassa facendo pagare la crisi alle categorie ritenute più fragili; emblematico il caso dei malati di Sla costretti al presidio di Montecitorio ,in sciopero della fame, per ottenere il parziale ripristino del fondo nazionale per la non autosufficienza. 
In particolare, nella nota del documento economico finanziario di Letta è previsto un DEFINANZIAMENTO della spesa sanitaria, RESTRIZIONE DELL’UNIVERSALISMO del sistema pubblico, cioè l’adozione di criteri selettivi e la sostituzione del concetto di CITTADINO AVENTE DIRITTO con CITTADINO PIU’ BISOGNOSO. In questo modo le garanzie verranno ridefinite.
I concetti sono così espressi:
1.Assistenza finalizzata a chi ne ha effettivamente bisogno
2.Ridisegnamento dei livelli essenziali di assistenza LEA a chi ne haeffettivamente bisogno
3.Si rivedono le cure essenziali e si sostituiscono con quelle INDISPENSABILI
Si va verso concetti quali NON SI PUO’ DARE TUTTO A TUTTI, SI DEVONO SELEZIONARE LE TUTELE, LE TUTELE SI SELEZIONANO CON LE PRIORITA’ piuttosto che il sistema sanitario non è più sostenibile, è uno dei più costosi a livello europeo, ecc ecc.
In realtà non è così. I dati ISTAT parlano chiaro: l’Italia non è uno dei paesi in cui si spende di più, a livello europeo la spesa dedicata alla sanità in Italia è di lunga inferiore a quella di tanti altri paesi (Francia, Germania, Regno Unito) e il Veneto non è una delle Regioni più costose a livello procapite.
Il sistema pubblico spende il 24% in meno degli altri paesi europei (la media europea è del 15%).
Buona parte della spesa pubblica si è spostata sul cittadino al punto che un quarto della spesa totale è a carico delle famiglie.
La spesa privata cresce ancor meno di quella pubblica cioè la gente rinuncia a curarsi.
Queste scelte economiche non guardano assolutamente all’INGIUSTIZIA SOCIALE CHE STANNO CREANDO.
Ai tagli economici si aggiungono scelte fatte negli ultimi anni: tagli lineari togliendo possibilità di scelte a livello regionale (impoverendo di fatto la sanità di tutte le regioni), il blocco dei contratti della sanità per delegittimare il sistema, l’applicazione dei costi standard, sono politiche negative che servono al governo non ai cittadini.
Le politiche nazionali si riflettono a cascata su quelle regionali. La Regione Veneto dopo quasi 15 anni ha adottato il piano sanitario regionale, un documento di programmazione pluriennale. Quando la Regione ha pubblicato le prime bozze del PSR ci siamo allarmati molto. Il nostro pensiero è stato: un tema come la salute non può essere affrontato senza il coinvolgimento del territorio. Infatti leggendo i primi testi pubblicati del PSR era evidente che del territorio non si era tenuto conto. Noi siamo un territorio particolare, molto esteso e con una densità abitativa molto bassa, con una popolazione anziana che incide percentualmente in maniera pesante e, oltretutto, servizi pubblici anche solo a livello di trasporto scarsi nonché una viabilità che non agevola. Il PSR è stato improntato su criteri tecnici e non ha tenuto conto di queste cose oltre a non aver tenuto conto che erano stati investiti tanti dei nostri soldi per costruire un ospedale nuovo e funzionale come quello di Trecenta e sono stati fatti investimenti in tecnologie (medicina nucleare, radioterapia, ecc) e proprio con questa programmazione, se l’avessimo lasciata così come prevista, avremmo perso tutto. Non avremmo mantenuto Rovigo come ospedale di riferimento e Adria e Trecenta sarebbero stati declassati.
Non si possono considerare separatamente tutte le scelte che di riflesso riguardano il sociale. Negli ultimi 5 anni, il fondo nazionale per le politiche sociali è sceso da 923,3 milioni di euro a 69,95 milioni,mentre il fondo per la non autosufficienza, recentemente ripristinato dopo due anni di sospensione non è sufficiente e non basterà per affrontare la questione dell'assistenza socio-sanitaria che si presenta sempre più come una grave forma di con-causa rispetto alla gravissima crisi sociale in corso e che di certo non finirà a breve.
La spesa storica del nostro stato per queste politiche è pari al 1,13% del Pil , ben al di sotto della media degli altri stati appartenenti alla comunità europea che è pari al 4% del Pil, questo accadeva anche durante i peridi floridi per le casse dello stato ben prima della crisi economica.
L'intento di rimettere in discussione l'universalità del diritto alle cure e all'assistenza viene confermata attraverso la logica falsata della compartecipazione proporzionata al reddito. Verranno infatti introdotte forme sistematiche di compartecipazione alla spesa da parte di utenti e familiari , come il nuovo sistema dell'ISEE che imporrà costi elevati per l'accesso al sistema pubblico delle prestazioni sociali agevolate.
La Regione Veneto nel frattempo inizia il processo della trasformazione dei servizi  rivolti alle persone disabili e non autosufficienti .
Con l'approvazione della delibera di Giunta 1338/2013 che riguarda in primo luogo i servizi domiciliari, ma tutto il sistema dell'assistenza ai disabili e ai non autosufficienti è in"pericolo", come del resto sta accadendo alle persone con malattie mentali, che dovranno pagarsi con i propri redditi il mantenimento nelle apposite strutture acreditate , specie coloro che provengono dagli ex manicomi.
Dal primo gennaio 2014 non saranno più garantiti i servizi agli aventi diritto, che saranno classificati in una graduatoria come lista d'attesa e i fondi destinati allo scopo verranno trasferiti nel bilancio  della sanità , lo stesso fondo che è e sarà oggetto ai tagli per causa del mancato trasferimento delle risorse da parte dello stato!
Con la riforma regionale, dal primo Gennaio 2014 entrerà in vigore L’Impegnativa di Cura Domiciliare che viene suddivisa in 5 fasce, con nuove regole.
L’ICDa riguarda le persone, gravissime con alto bisogno assistenziale, anche di 24 ore al giorno (mediamente 800 euro mensili). L’Assegno di cura viene suddiviso tra ICDb, basso bisogno assistenziale (120 euro mensile) e ICDm, bisogno assistenziale medio (400 euro mensili). L’ICDp riguarda la disabilità intellettiva, l’ICDF la disabilità fisico motoria (550 euro la media mensile). Per entrambe le ICD si prevede già nel 2013 una riduzione dei finanziamenti.
La legge 328 del 2000 "Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali", rimane pressochè inapplicata, nella parte che impone forme di integrazione economiche  da parte delle regioni e dei comuni , in questo modo le persone anziane non autosufficienti costrette al ricovero nelle RSA a causa della propia  condizione ,devono sborsare costi di rette insostenibili messe a carico delle famiglie, nonostante la normativa vigente non lo preveda affatto.
Anche nel nostro territorio è partita la corsa verso il lbero mercato da parte delle strutture pubbliche accreditate alle cure e all'assistenza delle persone non autosufficienti.
La Giunta regionale sotto-finanzia il numero delle impegnative di residenzialità (quota sanitaria dpcm 27 feb 2001 tabelle allegate) creando i presupposti per una "libera concorrenza " in un mercato dove il prodotto sono persone non autosufficienti costrette spesso a spendere ciò che hanno messo da parte dopo una vita di sacrifici .
Alla luce di queste premesse e dello scenario che si sta delineando, il comitato si prefigge il compito di richiamare le istituzioni ai propri doveri nel ripristinarne le garanzie nella loro interezza coinvolgendo i cittadini polesani in questo suo impegno anche e soprattutto dopo l'approvazione delle schede ospedaliere, ulteriore passaggio dell'attuazione del Piano Socio Sanitario regionale che impoverisce il servizio pubblico veneto ed in particolar modo in Polesine e anche e soprattutto in prospettiva dei tagli previsti nei servizi per le persone disabili e non autosufficienti.

Obiettivi e richieste del comitato:
1. coinvolgere l'opinione pubblica attraverso forme di partecipazione attiva, promuovendo incontri pubblici qualificati che siano di stimolo per costringere la politica a invertire la tendenza, nel pieno rispetto dei contenuti della Costituzione (essere curati ovunque, allo stesso modo, gratuitamente).

2.costituzione di un tavolo tecnico permanente a livello provinciale per sanità e sociale (costituito da  conferenza dei sindaci Ulss 18 e 19, organizzazioni sindacali, comitati, organizzazioni di malati) che metta in relazione realtà territoriale e politica, altrimenti il territorio non viene ascoltato e le peculiarità proprie del nostro territorio non vengono considerate

3.che le schede ospedaliere previste in applicazione del piano sanitario regionale siano attuate solo se verranno previste le schede territoriali altrimenti si corre il rischio che ai servizi tagliati per l’ospedale non corrisponderà alcun servizio sul territorio

4che il taglio dei posti letto previsto per il Polesine sia almeno in linea con quello previsto per le altre provincie. Attualmente con le schede sin qui approvate il tasso di ospedalizzazione previsto per la nostra provincia è uno dei più bassi se non il più basso del veneto. Creare un documento da proporre ai consiglieri regionali come contro proposta alle schede approvate.

5.che vengano rivisti i tagli previsti per l’Ospedale di Rovigo e che venga previsto un finanziamento a funzione per le alte specialità presenti nell’Ospedale (emodinamica angioplastica, medicina nucleare, radioterapia, neurochirurgia) in modo che siano adeguatamente finanziate rispetto alla peculiarità territoriale e che siano messi in atto tutti i provvedimenti per farlo diventare ospedale di riferimento provinciale, che per chirurgia vascolare venga mantenutà l’apicalità.

6. Ospedale di Trecenta: implementazione e sviluppo della riabilitazione come area di valenza sovra provinciale; che vengano previsti interventi specifici per il mantenimento di un ospedale per cui sono stati fatti enormi investimenti pubblici e che si trova in una zona strategica per il territorio e per le caratteristiche di anzianità della popolazione;

7.Ospedale di Adria: mantenimento dell’ospedale come ospedale per acuti con i servizi offerti e garanzia di integrazione con Porto Viro senza sovrapposizione o doppioni di prestazioni erogate; investimento sul territorio per la creazione di posti letto intermedi (ad esempio a Porto Tolle);
8. Coordinamento con gli altri comitati e con altre associazioni per far fronte comune per una sanità equa che garantisca l’universalità di accesso.

9.Proporre mozioni e/o ordinanze per l’applicazione della normativa vigente sul  tema della residenzialità e domicliarietà

In tutto questo è chiaro che tendiamo la mano chiunque abbia a cuore la sanità e si muova o si sia giià mosso per  il bene del Polesine e dei suoi cittadini perché siamo convinti che non sia più tempo di vuoti campanilismi che portano sempre a risultati asfittici.
La tutela della salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, come recita l’articolo 32 della Costituzione, deve essere il faro comune e il comune obbiettivo.

Comitato “per l’Art. 32 –  sanità e sociale” Polesine

giovedì 7 novembre 2013

Titolare licenza armi e medico curante denunciati per falso

60434_2.jpgSono stati denunciati in stato di libertà per falsità ideologica in certificati un utente titolare di licenza di porto di fucile ed il suo medico curante.

Nel 2011, dopo la presentazione di tutta la documentazione prevista, comprensiva della certificazione sanitaria, era stata rilasciata una licenza di porto di fucile per uso tiro a volo ad un quarantenne della provincia.

Lo stesso quarantenne, però, nel luglio di quest'anno, dovendo rinnovare la patente di guida, è stato invitato a presentarsi presso la Commissione Medica Locale per mancanza dei requisiti psicofisici.

Questo particolare ha fatto sorgere dubbi ai poliziotti dell’ufficio armi che hanno avviato immediatamente le indagini, coordinate dal Sostituto Procuratore Sabrina Duò.

La paziente ricerca dei trascorsi, ricostruiti anche attraverso le dichiarazioni rese dai vari protagonisti, ha fatto emergere che il certificato anamnestico presentato dall’interessato per ottenere il porto d’armi, rilasciatogli dal medico di famiglia nel 2011, non era completo.

In quest'ultimo certificato non figuravano infatti informazioni rilevanti in ordine al profilo anamnestico dell'utente, tra le quali un disturbo noto al medico, ritenuto importante per il giudizio di idoneità psicofisica.

In sostanza, il certificato all'epoca del rilascio non corrispondeva alla reale situazione delle condizioni psicofisiche dell'interessato, che perciò è stato denunciato per falso in concorso con il medico curante.

Naturalmente la licenza di porto di fucile, nel frattempo rilasciata, è stata revocata e le armi a scopo cautelativo sono state ritirate.

Nel 2010 è stato deferito per il medesimo reato altro medico di fiducia di questa provincia perché non aveva segnalato i problemi psichici e le sostanze psicoattive che il proprio assistito assumeva, procedimento penale conclusosi con la pena patteggiata di 2 mesi di reclusione.

[Fonte: http://questure.poliziadistato.it/Rovigo; Categoria: I fatti del giorno]

giovedì 31 ottobre 2013

Giuste le ragioni dello sciopero dei lavoratori del turismo: Rifondazione Comunista chiede al governo interventi anti-crisi invece di tagli al salario ai lavoratori

download.jpgRifondazione Comunista del Polesine esprime il proprio sostegno e la propria solidarietà ai lavoratori del settore turismo e ristorazione oggi in sciopero contro la decisione della FIPE di recedere dal contratto nazionale.

Inaccettabile, in un momento già duro per i lavoratori, il tentativo di cancellare 14^ mensilità, gli scatti di anzianità, le tutele sulla malattia e gli aumenti salariali. E' inoltre gravissima la minaccia, purtroppo comune anche ad altri settori del lavoro, alI'unicità del Contratto Nazionale del Turismo, messo in discussione da intollerabili pratiche di disdette unilaterali da parte di diverse associazioni di rappresentanza (vedi Angem), in un settore in cui anche per la frammentazione dei posti di lavoro, l’assenza di un contratto nazionale rischia di comprimere ulteriormente i diritti dei lavoratori.

Come sempre capita in Italia, le organizzazioni datoriali cercano ancora una volta di scaricare i costi della crisi sui salari dei lavoratori, dimenticandosi che in tal modo non si fa altro che aggravare la crisi stessa.
Piuttosto la Fipe - Confocommercio e le altre organizzazioni datoriali si mobilitino, insieme ai sindacati, per chiedere al governo delle misure serie per rilanciare l'occupazione e i livelli salariali nel nostro Paese. Perché finché la gente non arriva alla terza settimana, di sicuro non avrà la possibilità di andare al bar, al ristorante o di farsi una vacanza in albergo.
Le misure contenute nell'ultima legge di stabilità non solo non intervengono nel contrastare la crisi, ma anzi tendono ad aggravarla. A conti fatti, da queste norme ne escono colpiti tanto i lavoratori quanto gli imprenditori onesti. Ancora una volta gli unici vantaggi sono per banchieri, finanza e speculatori. Per questo, anziché cercare di distruggere ancora di più il potere d'acquisto dei lavoratori, sarebbe più lungimirante rivendicare dal governo politiche di rilancio dell'economia reale.

Lorenzo Feltrin
segr. prov. Rifondazione Comunista

mercoledì 30 ottobre 2013

Rifondazione in Consiglio Regionale: bloccare le grandi opere inutili e i project financing. In Polesine stop alla Nogara-Mare

download.jpgIl gruppo della Federazione Sinistra Veneta - Rifondazione Comunista in Consiglio regionale ha presentato una serie di emendamenti al Programma triennale 2013-15 ed elenco annuale dei lavori pubblici di competenza regionale in discussione nella seduta del Consiglio di domani. La manovra emendativa è indirizzata a bloccare un insieme di opere inutili che mirano unicamente a cementificare ulteriormente il territorio regionale con aggravi preoccupanti per le risorse finanziarie pubbliche.

Si chiede, in particolare, che nel piano delle opere vengano stralciate la Superstrada Pedemontana Veneta, il Grande Raccordo Anulare di Padova in particolare per quanto riguarda la camionabile lungo l'idrovia Padova-Venezia, la Nogara-Mare, il Passante Alpe Adria-prolungamento dell'A27 e l'autostrada Treviso-Mare. Tutte opere realizzate in project financing.

Su queste opere pubbliche è stata istituita un'apposita commissione d'inchiesta consiliare a seguito della tristemente nota vicenda "Mantovani-Baita", ed è pertanto ora di cambiare registro e di bloccare tutti questi progetti costosi ed inutili, ripensando a tutto il sistema delle c.d. grandi opere nel Veneto.

E’ del mese scorso la visita di don Albino Bizzotto in Consiglio regionale e, in quella occasione, si era trasversalmente espressa maggiore sensibilità nei confronti della difesa del territorio e contro il consumo esagerato di suolo che ormai ha fortemente compromesso il Veneto sul piano ambientale. E’ ora di passare dalle parole ai fatti: il Consiglio accolga questi emendamenti, in quanto non è più accettabile che soldi pubblici vengano destinate per costruire opere colossali ed anche inutili, distruggendo territorio e paesaggio veneto, peggiorando la qualità della vita di tanta popolazione.

martedì 29 ottobre 2013

Solidarietà a Giuseppe Franchi e al procuratore Carlo Negri

download.jpgL'Unione Sindacale di base esprime la propria solidarietà al sindacalista Cgil Giuseppe Franchi e al procuratore Carlo Crespi per le deliranti e vili minacce di cui sono stati fatti oggetto.

Chiunque svolga la propria funzione con serietà e coscienza non può e non deve subire atti intimidatori.
Contro ogni tentativo di chiudere la bocca e costringere al silenzio con la pressione minacciosa e ricattatoria la reazione non può che essere forte, collettiva e immediata.
 
Unione Sindacale di base
Usb Polesine

lunedì 28 ottobre 2013

Solidarietà al giudice Negri e al sindacalista oggetto delle minacce fasciste

download.jpgRifondazione Comunista esprime piena solidarietà al giudice Carlo Negri e al sindacalista che sono stati oggetto delle vili minacce di stampo fascista arrivate per mano anonima.
Auspichiamo che i procedimenti giudiziari che sembano essere al centro delle minacce possano svilupparsi e concludersi con la massima serenità individuando e punendo i responsabili di eventuali reati e prosciogliendo chi si dimostri innocente.
Allo stesso tempo auspica che le forze dell'ordine si attivino per individuare i responsabili delle minacce.
Purtroppo il cancro della violenza fascista non è mai stato estirpato dalla nostra società e a volte si ripresenta con gravi forme che vanno ben oltre le minacce. Per questo è necessario intervenire con la massima fermezza per difendere i limiti della convivenza civile e democratica stabilita dalla nostra Costituzione.

Partito della Rifondazione Comunista

Segreteria provinciale

Presentato il Progetto 3 L: Fondazione CA.RI.PARO., Provincia di Rovigo e 40 comuni padovani e polesani in campo per l'efficienza energetica

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È stato presentato lo scorso 15 ottobre il cronoprogramma degli interventi di efficienza energetica che saranno realizzati in 40 comuni delle 2 province di Padova e Rovigo nell’ambito del progetto 3 L (Less energy, Less cost, Less impact) finanziato con 62,5 milioni di euro dalla Banca Europea degli Investimenti.

Promosso dalla Provincia di Padova e dalla Fondazione,CA.RI.PA.RO. con il coinvolgimento della Provincia di Rovigo e di 40 Comuni del territorio padovano e polesano, il progetto prevede che 32 milioni siano destinati all’efficienza energetica di 646 edifici tra scuole, immobili destinati allo sport, agli uffici amministrativi e a servizi culturali e 28,4 milioni al miglioramento degli impianti di illuminazione pubblica.

 

Per maggiori info clicca qui

sabato 26 ottobre 2013

Usb Polesine per il diritto alla salute

images.jpgSiamo sempre più convinti che le schede ospedaliere dovevano affrontare il dibattito pubblico prima della loro stesura e non dopo la loro approvazione. 
Crediamo ancor di più che l’istituzione di un tavolo tecnico permanente provinciale per sanità e sociale costituito con conferenza dei sindaci Ulss 18 e 19, organizzazioni sindacali, comitati, organizzazioni di malati possa aiutare i consiglieri regionali polesani, che devono decisamente farsi carico sinergicamente della questione, a comprendere quali sono le esigenze del territorio e i diritti che devono rappresentare.
L'Usb è pronta a fare la propria parte in collaborazione con chiunque abbia a cuore il diritto alla salute in Polesine e altrove.


Vanni Destro, Fabrizio Leccioli
Unione Sindacale di base
Usb Polesine

martedì 15 ottobre 2013

Il S.I.A.P. ricorre contro il blocco dei Contratti e della Retribuzione dei Poliziotti

Immagine.JPGIl S.I.A.P. è fautore della valorizzazione della chiarezza del linguaggio e dei contenuti delle scelte sindacali, specie quando si rivendica il diritto alla tutela del potere di acquisto dello stipendio e una retribuzione equa per il delicato lavoro che i poliziotti svolgono. Per noi, senza alcuna retorica, la coerenza sindacale è un valore che deve far corrispondere le proprie convinzioni, con l'agire pratico e l’impegno. Solo così può concretizzarsi il vincolo morale e politico con i colleghi, che, al Sindacato hanno affidato la tutela dei propri diritti e interessi.

Non sempre è facile essere coerenti, specie quando altri compagni di strada valutano percorsi diversi o, forse, più agevoli, per raggiungere comuni obiettivi. L’esperienza maturata sul campo non ci porta a credere che percorrere scorciatoie, possa aiutare a risolvere una problematica particolarmente complessa come quella del blocco dei CCNL. Quindi reputiamo un dovere del Sindacato quello di rispondere con un impegno straordinario, a quel mandato che decine di miglia di poliziotti e cittadini di questo Paese ci hanno delegato, perché credono in noi e nel delicato ruolo e funzione che il sindacato di polizia deve svolgere. I tempi sono molto difficili, non passa giorno che la crisi economica e finanziaria non imponga le sue leggi ferree, e questo ha creato disagio al nostro lavoro e al reddito delle nostre famiglie. Viene meno ogni giorno di più, l’equa corrispondenza che deve intercorrere tra il servizio il lavoro prestato, e la retribuzione.

Non è un mistero per nessuno che il potere d’acquisto dei nostri stipendi si stia progressivamente erodendo, il nostro salario è sempre più schiacciato verso il basso, rispetto a una forbice dei trattamenti stipendiali sempre più allargata verso i segmenti medio - bassi delle retribuzioni.

Nel primo semestre di questo anno il potere di acquisto degli stipendi ha perso un ulteriore 1,7%% e, nel nostro caso, a nulla sono valse le norme a tutela della nostra specificità in merito al trattamento retributivo. Alla luce di quanto brevemente premesso, il SIAP ha ritenuto necessario porre in essere un’azione sindacale ancora più incisiva e determinata che, lasciando ad altri i palleggi della retorica, persegua obiettivi concreti, non le chimere delle facili promesse, ma azioni a cui possano corrispondere risultati tangibili.

Per questo affermiamo che il SIAP ci mette la faccia. Tutto il nostro sindacato ci mette la faccia. Ci siamo avvalsi di uno staff legale di assoluto prestigio ed esperienza nella tutela dei diritti dei lavoratori e degli operatori di polizia, per promuovere un’azione legale di livello nazionale per tutelare il salario dei poliziotti e il legittimo diritto ai rinnovi contrattuali degli operatori del Comparto Sicurezza, oltre che, per il riconoscimento di tutti quei meccanismi di adeguamento retributivo congelati per il triennio 2011 - 2013, ai sensi dell’art. 9, commi 1 e 21 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito dalla legge 30luglio 2010, n. 122, poi esteso a tutto il 2014. La nostra coerenza e l’impegno contraddistingue la delicata gestione della vertenze del SIAP, grazie all’ indiscussa capacità, esperienza, e prestigio professionale, dei nostri avvocati, specialisti in materia di tutela dei diritti del lavoro e sindacale, del cui staff legale fanno parte autorevoli professori universitari (vedi sito web www.avvocatitalia.it). I quali dopo aver analizzato e studiato sul piano giuridico la delicata questione del diritto al contratto e dei trattamenti salariali che dal contratto discendono,

hanno ritenuto legittime e fondate le nostre doglianze. Non ci siamo sentiti in animo di avventurarci in un ricorso di tipo collettivo con sottoscrizione di schede individuali da parte di ogni collega, dando così l’erronea impressione di una operazione sindacale finalizzata al tesseramento, considerato il delicato periodo in cui questo avviene.

La vertenza rinnovo del Contratto Nazionale aperta dal SIAP, è importante e strategica per i nostri diritti economici e previdenziali, oltre che per la serenità della vita delle nostre famiglie. E’ una battaglia importante per tutti i poliziotti, quanto quella che abbiamo già fatto per tutelare le nostre pensioni e il nostro sistema previdenziale, che, come è noto, siamo riusciti a salvaguardare per la caparbietà delle dure e lunghe contrapposizioni, che il sindacato dei poliziotti ha opposto agli ultimi due Governi della precedente legislatura. Certo abbiamo usufruito dell’appoggio della sana rete di relazioni con i vertici dei grandi partiti politici, a partire da quello più significativo con il responsabile del Forum Sicurezza del PD.

Ciò detto, nei prossimi giorni partiranno due corposi ricorsi per altrettanti Tribunali Amministrativi, che saranno depositati ai TAR di Puglia e Lazio, organizzati e gestiti sul piano politico e sindacale dalla Segreteria Nazionale, su mandato della Direzione Nazionale sentito il parere delle segreterie provinciali e regionali e, saranno sottoscritti dai nostri più qualificati ed esposti dirigenti sindacali provinciali e regionali, mentre un terzo ricorso sarà depositato al Tar Piemonte, su iniziativa della Segreteria Provinciale del Siap Torino e sarà aperto agli iscritti di quella provincia.

Una vertenza Sindacale, Politica e Giudiziaria articolata su più fronti e con metodi diversi, per non lasciare nulla di intentato in merito alla tutela dei nostri soldi, del nostro stipendio e del diritto di tutti i poliziotti al rinnovo dei CCNL.

Il S.I.A.P. ci mette la faccia, perche espone direttamente i propri dirigenti sindacali sezionali, provinciali e regionali, che, ogni giorno, lavorano fianco a fianco con i colleghi sui diversi posti di lavoro. Il Sindacato ha aperto questa durissima vertenza non solo per la tutela dei nostri soldi e dei nostri diritti, ma anche per salvaguardare il valore e la dignità del nostro lavoro.

È anche una battaglia di principio, contro la reiterazione del blocco contrattuale per il 2014, e il conseguente congelamento dei nostri stipendi, la mancata perequazione e la retribuzione complessiva di ogni poliziotto indipendentemente dalla qualifica rivestita. Considerato che, il Governo fa orecchie da mercante, nonostante la ritrovata unità dei Sindacati di Polizia e del Comparto Sicurezza. Allora agiremo anche in sede giudiziaria come hanno già fatto altre categorie professionali. Perché indispensabile è la tutela dei nostri interessi. Se il S.I.A.P. vincerà, e noi siamo intimamente convinti che vinceremo, specie dopo la pronuncia della Corte Costituzionale del 2012 n.223 che si è già in parte espressa sulla stessa materia, quindi se fondate sono le ragioni del contenzioso che abbiamo aperto in sede di confronto politico e sindacale con il Governo, lo sono ancor di più in sede giudiziaria sede di ultima istanza in cui tutelare i nostri interessi, come hanno già fatto i magistrati e i professori. Se il Tribunale accoglierà le nostre ragioni, ne beneficerà l’intera categoria. Difatti, va da sé, che per il principio fissato dall’art. 3 della Costituzione in caso di sentenza favorevole il diritto riconosciuto, non potrà che essere esteso a tutti i colleghi.

I nostri diritti vanno sostenuti e difesi non ci sono stati regalati, ma li abbiamo conquistati, così come va tutelato lo stipendio e il diritto al rinnovo del Contratto di Lavoro.

Sosteniamo tutti insieme le battaglie del S.I.A.P. per la “Tutela dei Diritti dei Poliziotti”.

LA SEGRETERIA PROVINCIALE SIAP ROVIGO

lunedì 14 ottobre 2013

Il Comandante provinciale del Corpo forestale dello Stato ricevuto dal sindaco

1759153.jpgIl sindaco Bruno Piva ha ricevuto questa mattina nel suo ufficio a palazzo Nodari, il Comandante provinciale del Corpo forestale dello Stato, Gianfranco Munari.

Durante l’incontro il sindaco ha illustrato le principali questioni del nostro territorio offrendo, per quanto di competenza, la massima collaborazione.
Il comandante Munari ha sottolineato che da quanto appreso, al nostra zona non presenta particolari problematiche per quanto riguarda emergenze rifiuti e che è comunque, sua intenzione intensificare le presenze sul territorio.

 

 


Comune di Rovigo, 11/10/2013
Comunicato n. 456/13

Assicurazione falsa e grimaldelli, due denunciati

59361_2.jpgDue denunciati per uso di atto falso e per possesso ingiustificato di arnesi atti allo scasso.

E’ il risultato dell’azione di prevenzione messa in campo ieri dalle Volanti.

Nel tardo pomeriggio, gli agenti hanno controllato un’autovettura Alfa 156 che si aggirava con fare sospetto nel parcheggio di un noto centro commerciale.

Si trattava di due coniugi, quarantenni, con precedenti per reati contro il patrimonio.

Dalla perquisizione eseguita sul posto all’autovettura, è stato rinvenuto all’interno di un portaoggetti un vero e proprio kit per lo scasso: cacciavite, guanti neri e mini torcia da applicare sulla fronte.

Dai successivi accertamenti, inoltre, è emersa la falsità del certificato di assicurazione esibito sull’autovettura, che è stata sequestrata.

[http://questure.poliziadistato.it/Rovigo/articolo-6-524-59361-1.htm]

Pubblicato il:08 October 2013

Sanità polesana, ultima occasione

download (10).jpgNon vorrei parlare di numeri, già abbondantemente sviscerati fino all'essenza dai quotidiani o da chi come il preciso e puntuale assessore provinciale Brusco ne fa bollettino frequente, e neppure di servizi ridotti o tagliati che, con le forche caudine delle schede ospedaliere, vedono segnata l'infelice sorte nell'immediato o in tempi prossimi.

In uno scenario da Caporetto sanitario questi sono solo gli effetti della causa primaria che risiede nello scarso valore, dell'indifferenza o di una visione anti sociale della politica polesana.
Quando, assieme a qualche altro amico del Movimento 5 Stelle (Michela Quaglio e Michela Grotto su tutti, ma pure Lucilla Palmisano e Secondo Bortot o la consigliera comunale Barbara Businaro), abbiamo deciso di tentare la via dell'informazione diretta ai cittadini ci siamo confrontati con alcune realtà che la questione sanità la seguivano da tempi più o meno recenti.
Soggetti dotati di buona volontà e voglia di far qualcosa per la propria comunità anche se a volte appartenenza politica piuttosto che quella di campanile risultavano di ostacolo.
Per noi è sempre stato primario far gruppo per difendere la sanità nei suoi punti nodali, servizi e posti letto e, con qualche collaborazione di qualità, il neurochirurgo Stefano Ferraresi, ad esempio, abbiamo realizzato un piano alternativo a quello regionale che si basava non più sul livello provinciale, ma bensì sul concetto di area d'utenza. 
Mantenendo centrale l'ospedale hub di Rovigo e "specializzando" gli altri nosocomi pubblici e privati (questi ultimi utilizzati non più in funzione autonoma verso il servizio pubblico, ma quali fornitori di prestazioni su precisa richiesta pubblica) si poteva considerare una base di  5-600000 utenti che potevano essere l'area sulla quale riparametrare l'insitenza di un hub con servizi d'eccellenza.
Tra qualche sorrisino di sufficienza degli istituzionali, prese di posizione inutilmente campanilistiche quale quella di difendere all'arma bianca le due Ulss, anzichè fonderle in una sola e realizzare un risparmio liberando risorse per i servizi, e un'insensata contrapposizione politica fine a se stessa si è persa l'occasione di far arrivare alla Commissione sanità regionale una proposta di convergenza che, rimodulando le risorse disponibili rendesse più razionale ed equo il piano sanitario veneto e, in quello, difendere e/o migliorare la sanità polesana.
E se ora si può ancora dire di aver salvato qualcosa il rischio vero è che in assenza di fondi quel qualcosa svanisca velocemente.
A schede ospedaliere scoperte si può pensare di fare fronte comune oltre le difese d'ufficio del piano sociosanitario piuttosto che attacchi allo stesso per partito preso?
I buoi sono scappati, ma non sono ancora troppo lontani.
 
Vanni Destro



giovedì 10 ottobre 2013

Oggi, giornata nazionale NO SFRATTI, NO SERVICE TAX: Matteo Masin presenta una mozione ad hoc

download.jpgIl consigliere comunale rodigino Masin Matteo di SEF, nell'ambito della giornata nazionale del 10 ottobre NO SFRATTI ,NO SERVICE TAX indetta da UNIONE INQUILINI a cui il PRC a livello nazionale ha aderito, ha presentato una mozione sfratti zero.pdf finalizzata a porre l'attenzione sulla richiesta di sospensione degli sfratti a "zero", con politiche strutturali e di bilancio in grado di affrontare l'emergenza casa attraverso sia il recupero degli alloggi sfitti che l'incremento di costruzione di alloggi ERP.

Il massacro sociale in atto e la tassazione in generale colpisce i settori più deboli della società , "chi perde il lavoro purtroppo perde anche la casa" causando un impoverimento generale.

Anche nel comune di Rovigo si chiede che sia effettuato un censimento degli immobili sfitti, di proprietà pubblica e privata. Nel primo caso con un recupero per avere in breve tempo alloggi liberi da assegnare e nel secondo caso, (rientra nelle competenze del Sindaco), per requisire gli alloggi sfitti al fine di affrontare l'emergenza casa, che vede il nostro territorio ai primi posti per quanto riguarda gli sfratti esecutivi .

Ogni anno le richieste presentate al comune di alloggi popolari aumentano e le liste d'attesa sono lunghissime, mentre aumentano gli sfratti, una situazione che merita un'adeguata discussione e scelte politiche in grado di affrontare il problema.

Il circolo Intercomunale del PRC A. GRAMSCI di ROVIGO nella giornata di oggi, 10 

giovedì, in piazza V. Emanuele II in ROVIGO, sta promuovendo un volantinaggio di sostegno e di sensibilizzazione della campagna SFRATTI ZERO.

Per il Circolo Intercomunale del PRC A. Gramsci di Rovigo

Foresti Diego

lunedì 7 ottobre 2013

La raccolta del verde e i microappalti: l'USB in campo a tutela dei lavoratori impiegati nelle aziende appaltatrici

 
download.jpgL'Unione Sindacale di Base polesana scende in campo a tutela dei lavoratori impiegati nelle aziende appaltatrici, nel servizio della raccolta rifiuti, con sistema porta a porta, nella Provincia di Rovigo, in quanto assistiamo da tempo ad articoli sulla stampa,sia da parte degli utenti ,sia da parte dei sindaci di alcuni comuni polesani riguardanti disservizi e forme di protesta legittime degli stessi ed in particolare modo del verde. 
Si tiene a precisare e ribadire che, vi una serie di retroscena non a conoscenza di molti ma che mettono i lavoratori sotto una cattiva luce, nonostante la buona fede e l'impegno degli stessi, non corrisposti in fatto di organizzazione del lavoro, mezzi a disposizione insufficienti e molte volte obsoleti,operando molte volte in condizioni di scarsa sicurezza, una flessibilità pressoché incondizionata fatta di turni di lavoro che vanno ben oltre gli orari contrattuali, o che non coprono nemmeno la giornata lavorativa e molto spesso notturni. 
Appalti e micro-appalti dell'ultima ora in altri servizi di raccolta con rocambolesche intersecazioni tra la fine di un servizio e l'altro in quanto i mezzi a disposizione sono sempre gli stessi. 
I lavoratori non ci stanno ad essere il capro espiatorio della logica del massimo profitto del committente, con la minima spesa e chiedono di lavorare con la dignità che spetta ad ogni lavoratore, con appalti che permettano stipendi dignitosi, garanzia del posto di lavoro come previsto dalla Legge,in quanto il servizio della raccolta del verde è in scadenza e non si vorrebbe finire in una miriade di micro-appalti con diversi contratti collettivi nello stesso settore, che portano di fatto a sotto-occupazione e precariato.
Cosa non meno importante è il fatto che i lavoratori non sono certo persone calate da chissà dove ma sono oltretutto utenti, che pagano e non solo economicamente parlando, tale situazione ma direttamente o indirettamente datori di lavoro di stessi ma anche del committente che farebbe bene a non dimenticarlo.

Unione Sindacale di Base
USB Polesine

mercoledì 2 ottobre 2013

Celebrata la ricorrenza del Santo Patrono della Polizia di Stato

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Domenica 30 settembre 2013 alle 11 nel Tempio della Beata Vergine del Soccorso, il Vescovo s.e. mons. Lucio Soravito de Franceschi, ha celebrato la santa messa per la ricorrenza di San Michele Arcangelo, patrono della Polizia di Stato.

Accanto al Questore, al Sindaco ed al Prefetto di Rovigo, oltre ai vertici delle altre forze dell’ordine, si sono stretti i poliziotti, i dipendenti dell’amministrazione civile dell’Interno, l’Associazione Nazionale della Polizia di Stato, le autorità locali, civili e militari e i familiari delle vittime del dovere.

Nella “galleria fotografica” alcune immagini della celebrazione.

Al termine della cerimonia la giornata è continuata con il “family day” nei locali della Questura e della Sezione Polizia Stradale.



Comunicato Questura di Rovigo del 01.10.2013