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Visualizzazione post con etichetta elezioni comunali 2015. Mostra tutti i post
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venerdì 29 maggio 2015

Rovigo, Coscienza Comune presenta proposte innovative per i servizi socio.sanitari

Alla conferenza stampa di presentazione della proposta della lista civica Coscienza Comune per i Servizi socio sanitari del Comune di Rovigo si è finalmente respirata aria nuova.

L’introduzione relativa allo stato dell’arte dei servizi sul territorio rodigino lascia il desiderio che qualcosa si muova davvero a dare risposte innovative ed efficienti alle famiglie e alle persone che vivono tutti i giorni la problematica dell’assistenza domiciliare e l’esigenza di rivolgersi ai servizi sociali comunali e dell’Ulss.

Basti pensare che non esistono dati aggiornati (l’ultima mappatura risale al 2008) della popolazione anziana e della situazione socio sanitaria complessiva, e che, pertanto, alla scelta poco efficace di una gestione ripartita tra Comune che, attraverso assegnazione di appalto, si occupa del servizio di assistenza domiciliare Sad (sociale), e l'Ulss 18 che offre l’Assistenza domiciliare integrata Adi (sanità) si aggiunge la lacuna di una pianificazione e programmazione in cui risulta assente anche il monitoraggio dell’evoluzione demografica, indispensabile per definire quel quadro dei bisogni reali e prevalenti di assistenza socio-sanitaria e nelle quali si sente l’esigenza di proporre l’istituzione di un laboratorio socio-sanitario per favorire l’integrazione di soggetti pubblici (ULSS 18, Comune, IRAS) che già dovrebbero essere invece più che coinvolti nell’assistenza socio-sanitaria del territorio e possedere valori di consapevolezza del proprio ruolo.

Non solo, ma sul territorio non esistono centri diurni per anziani non autosufficienti e l’emergenza abitativa, alla quale né Ater né Comune riescono a far fronte, rappresenta uno dei problemi più gravi e nascosti visto che, dal 2011 ad oggi, il numero degli sfratti è triplicato e se ne ipotizza un aumento nel 2015 (65 casi negli ultimi mesi), con coinvolgimento di 90 minori e 7 anziani.
Un dato di fatto di cui tenere sicuramente conto in modo serio e puntuale, proprio perché presentato dal candidato sindaco Livio Ferrari, di profonda e indiscutibile esperienza nell’ambito del sociale, coadiuvato dall’esperienza di Cristiano Maria Pavarin, che in questi anni ha lavorato con risultati importanti per il riconoscimento dei diritti in ambito socio sanitario.
Le proposte presentate dalla lista Coscienza Comune per renderne efficace la risposta passano attraverso:
- Gestione integrata dei servizi di assistenza domiciliare attualmente in capo al Comune e all’Ulss, con eventuale collegamento in forma consorziata con altri Comuni appartenenti alla Conferenza dei Sindaci Medio e Alto Polesine la quale dovrà riappropriarsi del ruolo di indirizzo e controllo delle politiche socio-sanitarie territoriali;
- e di conseguenza:
- istituzione di punti unici di accesso per la razionalizzazione dei servizi;
- individuazione di strutture, in centro città, con i requisiti idonei, per accentrare gli uffici competenti, gli ambulatori medici ed infermieristici e, nelle frazioni, di un servizio di segretariato sociale aperto almeno due volte la settimana per garantire  risposte alle principali esigenze socio-sanitarie e burocratico-amministrative;
- individuazione di un’unica sede cittadina per istituire la “nuova casa dei servizi sociali integrati del comune di Rovigo” e dei comuni che vi intendano partecipare; 
- coinvolgimento del volontariato sociale e del terzo settore, inseriti in una rete organizzata che ne definisca ambiti e funzioni; 
- l’istituzione di un Centro diurno, risorsa per pazienti e famiglie, e di un servizio mensa, per anziani soli o parzialmente autonomi;
- ripristino degli alloggi attualmente resi inagibili dalla scarsa manutenzione eseguita negli anni passati mediante forme contrattuali e giurdiche nuove;
- recupero di locali in edifici pubblici per tamponare situazioni di emergenza, con accesso a forme di contributo regionale come il Fondo per la Morosità Incolpevole o Fondo di garanzia per chi affitta le proprie case a canoni agevolati.
- Attivazione degli Ospedali di comunità (69 posti letto previsti dalla normativa regionale) presso Iras per accogliere pazienti per i quali non sia prefigurabile un percorso di assistenza domiciliare o risulti improprio il ricorso all'ospedalizzazione vera e propria:
- creazione di platee degli aventi diritto adeguate alle condizioni del tessuto socio-economico del Comune di Rovigo, come previsto dall'attuazione del dpcm 159\2013, in tema di nuovo ISEE.

Tutto questo, spiega il candidato indaco Livio Ferrari e Cristiano Maria Pavarin di Coscienza Comune, permetterebbe non solo di ridurre costi, favorire un’economia di scala e soprattutto i disagi, ma anche di riformare il sistema delle erogazioni delle prestazioni sociali agevolate nella nostra città. 

martedì 26 maggio 2015

Rovigo, giovedì 28 maggio Liberi Cittadini presenta le proposte per l'utilizzo dei rifiuti quali risorse per il Comune e la Città.

Il giorno 28 Maggio 2015, alle ore 21:00, presso La Sala dell'hotel Villa Regina Margherita, in viale Regina Margherita, 6 a Rovigo la Lista Civica Liberi Cittadini per il Polesine, Rovigo e Frazioni terrà un importante incontro sulla gestione dei rifiuti. 

Relatori della serata Massimo Dall'Aglio e Vittorio La Paglia che presenteranno un'alternativa concreta alle discariche inquinanti e costose e al "fumo" dei termovalorizzatori.

Parte importante del programma, le proposte saranno illustrate per dimostrare, attraverso la descrizione di progetti reali, come la produzione di biometano dalla frazione umida e di come i rifiuti possano diventare una risorsa economica per le casse comunali ed un vantaggio per i cittadini con riduzione delle bollette.

Sarà presente il candidato Sindaco Livio Ferrari.


lunedì 25 maggio 2015

Rovigo, la lettera aperta di Silvana Perrone, candidata di Liberi Cittadini, al Vescovo Soravito

Riceviamo e pubblichiamo.

Immagino sia difficile mantenere la concentrazione mentre si celebra una Funzione religiosa importante.Si sa, siamo umani e ognuno di noi ha delle potenzialità e anche dei limiti ed ognuno di noi è diverso dall’altro, fortunatamente.
E ognuno di noi ha il diritto a pari dignità e pari diritti. Non so se il Signor Vescovo Soravito ha mai potuto avere la fortuna di conoscere una persona diversamente abile.
Io si, ho avuto la grande fortuna di conoscere ragazzi, maestri di vita, che, pur senza parole, comunicavano con me.
Persone a cui sicuramente la vita non ha sorriso subito ma che hanno potuto vivere grazie a qualcuno che credeva in loro: genitori, medici, persone umili che prestano opera di volontariato.
Chi più ha sofferto nelle prime fasi dello sviluppo sa cosa vuole dire essere in balia ogni giorno alla vita e alla morte ed ogni giorno è un giorno nuovo, come poteva essere per Massimiliano che stava, con diritto, assistendo suo fratello in un passo importante, di fronte a molte persone.
Perchè escluderlo?
Perché non era in grado di tacere?
E’ questo il motivo?
Se è solo per questo Signor Vescovo mi rendo disponibile ad accompagnarla a conoscere questi ragazzi, ragazzi che non riescono a star fermi, che non riescono a star zitti, che non riescono a non sbavare.
Eppure dietro quello che mostrano c’è una storia, una storia di vita e di quotidiane sofferenze che vengono affrontate ogni giorno con dignità, con forza, con un sorriso, ma questo mondo può diventare per noi esperienza da cui possiamo ricevere più di quanto non diamo, un’occasione per imparare, per interrogarci, per stupirci, per allargare i nostri confini, per mettere in crisi il nostro mondo ristretto di vedere le cose, i nostri abituali schemi e abiti mentali, per arricchire la nostra esperienza di vita e, perchè no, pure dello spirito.
Perchè non è sufficiente aiutare chi è in difficoltà, ma bisogna sostenerlo sempre.

Silvana Perrone
Liberi Cittadini per il Polesine

martedì 19 maggio 2015

Rovigo, incontri a Sant'Apollinare e Roverdicrè per la lista civica Liberi Cittadini per il Polesine - Rovigo e Frazioni per Livio Ferrari Sindaco

La lista civica Liberi Cittadini per il Polesine - Rovigo e Frazioni per Livio Ferrari Sindaco incontrerà gli abitanti di S. Apollinare il giorno 20 maggio 2015 alle ore 18.30 presso il bar Teatro Parrocchiale in via Conciliazione e gli abitanti di Roverdicrè il giorno 21 maggio 2015 alle ore 21 presso il pub PURPLE in via Pozzato,4.
Agli incontri presenzierà il candidato Sindaco Livio Ferrari.

Mettere in fila i problemi di Rovigo e delle sue frazioni è come allineare tante tessere di domino.
Se si usa il metodo corretto i problemi vengono risolti uno dopo l’altro.
Per noi Liberi Cittadini per il Polesine il metodo giusto è la partecipazione diretta.
E il decentramento.
Chi meglio degli abitanti di S.Apollinare o Roverdicrè, di qualsiasi frazione, può conoscere e decidere le priorità della propria frazione?
Chi meglio di chi vive in un quartiere della città sa indicare le criticità e aiutare l’amministrazione a porvi rimedio?
Certo, si chiede partecipazione, ma si deve dare pure dignità di spesa.
I cittadini organizzati in assemblee rappresentative a titolo rigorosamente gratuito e con rinnovo annuale devono sapere di poter gestire un budget e su quello potranno creare delle griglie di priorità.
Questo vuol dire favorire e incentivare la partecipazione.
Fare assieme per fare meglio.

Liberi Cittadini per il Polesine – Rovigo e Frazioni

lunedì 18 maggio 2015

Rovigo, Pavarin di Coscienza Comune: i costi del Consiglio Comunale si possono tagliare. I risparmi per il sociale.

Da troppo tempo si parla di riduzione dei costi della politica senza dare risposte concrete ai cittadini. 

Vi sono invece piccole ma significative azioni, che sono nella reale disponibilità di ogni consiglio comunale e che avrebbero potute essere già state realizzate senza nessun indugio producendo significativi risparmi di gestione piuttosto degli innumerevoli  tagli al sistema dei servizi comunali ai quali si è assistito in questi ultimi anni.

Un oneroso costo della macchina comunale è rappresentato dalle spese per il funzionamento del consiglio comunale, composto da due voci di spesa: una relativa ai gettoni di presenza riconosciuti ai singoli consiglieri ed una seconda riguardante il rimborso ai datori di lavoro del costo delle giornate di attività perse per  quei consiglieri che, lavoratori dipendenti, si assentino per partecipare alle sedute.

Coscienza Comune condivide l’intenzione di convocare le sedute consiliari nella giornata di sabato, poiché verificando che normalmente la maggior parte dei lavoratori dipendenti non lavora nel fine settimana, e, quindi, anche la maggior parte dei consiglieri, si è calcolato di poter riacquistare un notevole risparmio di bilancio con recupero di risorse che saranno destinate  alla creazione di un fondo specifico per gli interventi in ambito sociale.

Non solo, ma la convocazione dei consigli comunali nella giornata del sabato consentirebbe la presenza di tutti i cittadini interessati che, lavoratori anch’essi, avrebbero così l’opportunità di assistere alle sedute pubbliche e partecipare alla vita democratica della nostra città.

Cristiano Pavarin
Coscienza Comune
per Livio Ferrari Sindaco


mercoledì 13 maggio 2015

Rovigo, Belletti ricorda che il progetto Migrando era stato approvato dal Ministro Maroni.


Aldo e Michele, affiatata coppia di consiglieri rodigini che prima dicono pari e poi avevano sempre detto dispari, recentemente ne hanno per tutti. 
Iniziano con un po' di "leghismo" criticando l'insolita celerità con cui il Commissario ha sbloccato il progetto Migrando. 
Progetto che si è bloccato con la loro giunta e che era stato approvato dal Ministero dell'Interno con titolare Maroni Roberto (no, non era un omonimo... proprio lui) che lo ha premiato di circa € 200.000,00. 
Un progetto che non sarà una "casa per clandestini" ma che prevede: "una decina di stanze per l’accoglienza di persone in difficoltà (sia italiane che straniere), uno sportello informa immigrati, uno spazio per il centro antiviolenza e per il centro donna interculturale. 
Tra i servizi che saranno avviati ci sarà un baby parking, una banca del tempo interculturale, consulenza legale e medica. 
L’ex chiesa, dopo il restauro, verrà destinata a sala polivalente per le associazioni dove si potranno proiettare anche film." 
Quindi già di suo non era stato progettato come "dormitorio" per "uomini neri" (che tolgono il sonno delle liste afferenti ad Avezzù). Ma si sa, oggi come oggi il migrante è il nuovo babau e sotto elezioni non c'è niente di meglio della paura per catalizzare un po' di voti.
Passano poi a sparare sulla croce rossa stigmatizzando, con un po' di ritardo (ma meno di quando hanno fatto cadere la loro giunta), la bellissima performance di Bergamin e l'utilizzo illecito del sacro sport cittadino oltre che dello sbandieramento di "Cose già fatte" per il sociale con i fondi di ASM Set (quindi con i soldi nostri) che per statuto doveva comunque fare. Una pochezza che si poteva tranquillamente lasciar commentare da sé.
Per finire attaccano la demagogia di Silvia Menon sullo sport: la tessera "free pass" per passare da una società sportiva all'altra sarebbe demagogia. Invece il loro "fondo speciale" da € 40.000,00 è realtà concreta. 
Da dove li tireranno fuori quei soldi? 
Avezzù ha una ricetta infallibile: vendiamo le farmacie! 
Così da un lato togliamo un servizio essenziale, dall'altro costituiamo un fondo a pioggia che, secondo me, scomparirà ben prima di aver prodotto effetti positivi. 
Un po' come la Giunta Piva di cui Aldo e Michele erano araldi.
Chissà cos'altro si inventeranno i due ritrovati paladini della città che di 3 anni in maggioranza di Giunta ricordano solo le battaglie di opposizione alla stessa.

Orlando Belleti
Liberi Cittadini per il Polesine

domenica 10 maggio 2015

Rovigo, Liberi Cittadini: il Rovigo Rugby è di tutti, non della Lega.

Si è tenuto ieri pomeriggio a Rovigo in Piazza Matteotti il comizio con l’europarlamentare e segretario federale della Lega Nord, Matteo Salvini. Un appuntamento, come tanti, che può piacere o non piacere, ma che fa parte della competizione politica. Ci siamo abituati a vederlo di volta in volta con felpe verdi con il nome della città ospite, ma ieri è successo qualcosa di nuovo. Sul palco insieme con il candidato sindaco Massimo Bergamin, si sono presentati con la maglia rosso blu del Rovigo Rugby.

Non ritenete vergognoso che un simbolo che unisce la gente della nostra città venga usato in maniera di parte, per scopi elettorali? 
Soprattutto se consideriamo il fatto che lo sport, assieme alla scuola, sono le prime istituzioni che insegnano l’accettazione e la condivisione universale, l'esatto contrario della filosofia salviniana.

I partiti, nessuno escluso, non dovrebbero appropriarsi di questi simboli che rappresentano tutta una città senza distinzione di appartenenza politica, di razza o di religione.

Non so da chi sia partita questa brillante idea. Spero che sia una iniziativa della Lega Nord, che nulla abbia a che vedere con la dirigenza della squadra rosso blu. 

Sarebbe opportuno, in tal caso, che questa prendesse le distanze dall’uso che è stato fatto della maglia simbolo, visto che il rugby è uno sport nobile e inclusivo. Se ciò non  accadesse, ci riteniamo liberi di trarne le dovute, tristissime, conclusioni.

Bruno Turri
Liberi Cittadini per il Polesine

giovedì 7 maggio 2015

Rovigo, La lista civica Liberi Cittadini per il Polesine: il trasporto pubblico è servizio essenziale.

La difficoltà di spostamento avvalendosi dei mezzi pubblici sembra essere, per i cittadini polesani, un problema con cui sono destinati a convivere, piaccia o meno. Mentre in altre provincie venete esistono e si moltiplicano i virtuosismi, noi, tanto per cambiare, restiamo al palo e, ancora una volta, a causa di ataviche responsabilità politiche.

Il trasporto pubblico è di competenza della Regione Veneto che ne assegna la gestione agli enti di bacino e qui abbiamo il primo intoppo: nella provincia di Rovigo l'ente di bacino è ripartito in 5 zone, una frantumazione che rende più difficili i coordinamenti fra le varie corse, con coincidenze inesistenti o assurde. 
In realtà questo sistema parcellizzato avrebbe dovuto essere modificato già dal 2011 ma come spesso accade dal dire al fare c'è di mezzo il mare e se la politica locale non si muove, il fare non si fa. Di certo il trasporto pubblico è un costo ed è un costo importante ma è anche un servizio riconosciuto come prioritario e indispensabile sia da leggi dello Stato che dalla stessa regione Veneto i cui rappresentanti dimostrano tuttavia scarsa sensibilità.

La lista civica Liberi Cittadini per il Polesine intende farsi promotore di una politica che riconsegni al trasporto pubblico il suo ruolo di servizio essenziale in un territorio vasto e scarsamente popolato come il nostro. Il fine è quello di garantire mobilità a basso costo ed efficace ai lavoratori, agli studenti, ai pazienti dei nostri ospedali, ai turisti, perché, non dimentichiamolo, investire nel turismo passa necessariamente attraverso l'offerta di servizi che permettano spostamenti veloci e puntuali da e verso le bellezze artistiche e naturali di cui siamo ricchi e fieri. 
Coinvolgere sindacati, associazioni, istituzioni, amministrazioni comunali per studiare un progetto comune di miglioramento della mobilità pubblica è uno degli impegni che ci prendiamo e che riteniamo necessario per il rilancio anche occupazionale del nostro territorio.

Michela Grotto

Liberi Cittadini per il Polesine

mercoledì 6 maggio 2015

Rovigo, Coscienza Comune: adeguamento Isee entro il 2015 per tutelare bilanci familiari e fare programmazione equa e seria

Entro la fine del 2015 il Comune di Rovigo dovrà adeguarsi obbligatoriamente a quanto previsto dall'applicazione del decreto che introduce i nuovi criteri Isee, regolando le agevolazioni fiscali sul pagamento  delle tasse locali, delle tariffe per i servizi a carico dei singoli e delle famiglie, delle quote di rette a carico di invalidi e non autosufficienti e qualsiasi altra forma di sostegno economico ai cittadini residenti.
L'Isee, strumento di intervento nella programmazione di bilancio e di servizi degli enti pubblici, è prima di tutto il lasciapassare per l'accesso a quella proporzionalità di contribuzione alla spesa che costituzionalmente l'Italia garantisce ai propri cittadini.
Una garanzia modulata e declinata secondo le diverse realtà territoriali, che la normativa permette attraverso la possibilità per ogni Comune di decidere non solo quanto e come rendere più o meno agevolate le proprie tasse, rette, tariffe e benefici attraverso l'autonoma fissazione di fasce Isee alle quali applicare una più o meno alta percentuale di "sconto" ma anche se ampliare e integrare le categorie (platee) di cittadini aventi diritto.
A maggior ragione per il fatto che, da quest'anno, sarà possibile farsi calcolare (e vedere riconosciuta dagli enti) l'Isee contemporanea (“Isee corrente”) e non riferita agli anni precedenti come accadeva in passato. In questo modo chi, a seguito di eventi avversi, ha avuto una variazione lavorativa penalizzante tra le tipologie indicate per legge ed ha avuto una sostanziale modifica delle proprie condizioni di reddito (oltre il 25%) avrà la possibilità di far valere un Isee basato sui redditi degli ultimi mesi.
E' un passo delicato, pertanto, quello dell'adeguamento della regolamentazione Isee comunale, perché esso diventerà lo strumento normativo di programmazione di base per far coincidere equilibri di bilancio e di equità sociale nell'erogazione dei servizi, in un momento storico di sofferenze per le famiglie e di carenza di risorse per gli enti.
Non è scontato, quindi, che l'equilibrio comprenda una giusta misura dell'uno e dell'altro, ma potrebbe tradursi in una diseguaglianza di tutele tra bilancio comunale e delle singole famiglie, come accade ormai sempre quando si tratta di stabilire quanto deve contribuire un cittadino per finanziare priorità di spesa spesso considerate non necessarie dalla popolazione.
Coscienza Comune per Livio Ferrari Sindaco ha tra le proprie priorità quella di affrontare la revisione del regolamento con la massima attenzione alle persone e alle famiglie che in questi ultimi anni hanno perso la capacità di mantenere adeguati livelli e qualità di vita a causa della crisi economica e della pressione fiscale, pur mantenendo gli equilibri di bilancio idonei a soddisfare le esigenze di spesa per standard di opere e servizi essenziali alla comunità.
L'analisi delle platee e della proporzionalità delle agevolazioni, infatti, è fondamentale anche per calibrare su dati certi e monitorati la reale capacità dei cittadini di far fronte ai pagamenti richiesti, senza che vi siano poi crescenti situazioni debitorie da recuperare coattivamente, con ulteriori spese amministrative, con rischio di insolvenze e con accantonamento proporzionale di una maggiore quota del fondo di svalutazione crediti che la legge rende obbligatorio in bilancio.
E, certo, questo interessa anche i contribuenti che non hanno interesse o non hanno i requisiti per accedere, con l'Isee, alle agevolazioni.

Cristiano Pavarin
Coscienza Comune








Rovigo: La Paglia e Liberi Cittadini per gli investimenti nell'edilizia e nelle opere pubbliche solo se hanno diretto beneficio sui cittadini.

Anche oggi nei notiziari nazionali si parla di crisi, di uscita dalla crisi o di come fare per uscirne. 
La cosa più strana è si parla di uscita dalla crisi se il settore dell'edilizia riprende e decolla, parlando in particolare di moltissimi cantieri che potrebbero partire o ripartire immediatamente se Comuni e gli altri enti locali dessero l'ok ovvero non si interponessero per la loro realizzazione. Ci si riferisce quasi esclusivamente alle grandi opere, tutte "capitalergivore" e con costi e ricadute sul territorio e sule esigue casse degli stessi enti locali. 
La domanda che sorge spontanea è: se una città come Rovigo ha abitazioni per 100.000 abitanti mentre la popolazione è di appena 52.000 anime, cosa vogliamo costruire di nuovo? 
Quando soprattutto abbiamo da risistemare la città, dalle strade e da altri interventi, per recuperare e riqualificare l'esistente, come l'ex genio civile trasformandolo ad esempio in un centro per l'università (aule ecc), o la ex caserma dei vv.ff. per destinarla a casa dello studente, per non parlare poi delle case abitate (condomini e singole) che necessitano di una riqualificazione per renderle più moderne e soprattutto meno energivore.
Ma per far questo lo Stato dovrebbe aiutare i privati (ma anche il pubblico) a recuperare risorse. 
I soldi ci sono, da Roma, da Venezia, da Bruxelles, che però o vengono usati male e per altre cause non proprio pro-cittadino, o addirittura nemmeno chiesti e quindi giacenti e silenti nelle cospicue casse europee. 
Nel nostro piccolo possiamo fare in modo che la prossima Giunta si comporti veramente come il "buon padre di famiglia" e faccia di Rovigo una città attenta a come spende i propri soldi (che sono poi i nostri) condividendo con la famiglia (i cittadini) le scelte da fare, ovvero le priorità. In modo che insieme si riesca a far ripartire una città che al momento è destinata al solo uso di dormitorio e basta. E a noi questo non basta.

Vittorio La Paglia
Liberi Cittadini per il Polesine

La Sinistra per l'Altra Rovigo: anche a Rovigo e Provincia finalmente applicabile la detrazione fiscale per canoni di locazione di alloggi popolari.

Il dibattito politico locale in questi giorni è concentrato molto su tutto quello che non esiste: mega progetti, mega slogan, mega promesse!!!  
Ammissibile, ma forse anche più utile parlare  invece di quelle poche opportunità che già ci sono, magari dando anche le giuste informazioni su come trarne beneficio.

La Sinistra per l’Altra Rovigo-Livio Ferrari Sindaco considera che la politica sia prima di tutto a servizio dei cittadini: dovrebbe quindi essere doveroso a chi copre incarichi di vario livello, ma anche chi si approccia  a svolgerli in un futuro prossimo, dare il giusto rilievo e informazione a  quei diritti che ancora abbiamo, soprattutto in questo momento dove viviamo ogni giorno strozzati dalla crisi.
Ad esempio nessuno ha dato ancora il giusto risalto al fatto che quest’anno esiste la detrazione d’Imposta sul 730 per le famiglie assegnatarie degli alloggi popolari!
Sì, avete letto proprio bene: quest’anno anche chi vive in un alloggio popolare (o alloggio sociale) potrà usufruire di una detrazione sul 730 che va da 900 a 450 € in relazione la proprio reddito, e vale a dire che facendo la denuncia dei redditi e dimostrando che si vive in affitto in un alloggio ATER si potrà usufruire di un rimborso non indifferente in questo periodo di crisi.  Ma non lo sa quasi nessuno, o meglio fino a qualche giorno fa c’era molta confusione in merito:  non si sapeva nemmeno quale documentazione servisse per il rimborso, o meglio dove e come procurarsela. Ma dopo varie battaglie e verifiche, anche a livello nazionale, grazie anche al lavoro dell’Unione Inquilini che ne sta facendo una vera campagna, anche a Rovigo e provincia finalmente si potrà avere la giusta detrazione.
La legge parla chiaro ( Art 7, Decreto-legge 28 marzo 2014, n. 47 )
Detrazione per canoni di locazione spettante ad inquilini di alloggi sociali adibiti ad abitazione principale indicati nel rigo E71, colonna 1, codice 4
Ai soggetti titolari di contratti di locazione di alloggi sociali (ai sensi del decreto del Ministero delle infrastrutture 22 aprile 2008) adibiti ad abitazione principale, spetta per il triennio 2014 - 2016 una detrazione a fini IRPEF pari 
-  a 900 euro, se il reddito complessivo non supera 15.493,71 euro 
-  e 450 euro, se il reddito complessivo supera i 15.493,71 euro, ma non i 30.987,41 euro. 
Anche per questa detrazione si rendono applicabili le modalità applicative di fruizione previste per canoni di locazione di cui all’articolo 16 del TUIR.  
La  documentazione utile  per la compilazione del 730
- Contratto registrato di assegnazione in locazione dove si dice che si tratta della locazione di un alloggio sociale, in alternativa deve essere prodotta una dichiarazione dell’Ente , cioè dall’ATER , che attesti che il contratto si riferisce ad un alloggio sociale previsto dal DM 22.04.2008 
- Autocertificazione nella quale si attesti che l’immobile è utilizzato come abitazione principale
Difendiamo e facciamo valere i nostri diritti!
Licia Massaggia
Candidata per La Sinistra per L’Altra Rovigo
Livio Ferrari Sindaco

domenica 3 maggio 2015

Rovigo, la mancanza di una provetta fa annullare l'impegnativa. All'Ospedale distributori per caffè e ristoro, ma non per i dispositivi sanitari.

Riceviamo e pubblichiamo da Elisabetta Russo, candidata con la lista civica La SINISTRA PER L'ALTRA ROVIGO, Livio Ferrari Sindaco.

Basterebbe iniziare dalle piccole cose per avere  una città  con meno disagi e renderla più vivibile.
Se penso ad un luogo in cui vorrei vivere non andrei in realtà molto più distante del luogo in cui già risiedo: Rovigo, la città in cui sono nata, cresciuta e nella quale ho ancora i miei affetti più cari e dove io stessa ho creato la mia famiglia. Non sono una persona cieca al resto del mondo e per quanto ho potuto ho viaggiato e ho visto indistintamente bellezza e brutalità dei luoghi che ho visitato. Ma alla fine di ogni viaggio ho sempre desiderato tornare a CASA. Nella mia città che qualche tempo addietro è stata definita "la città più noiosa d'Italia" non solo non mi sono mai annoiata ma non mi è mai mancato nulla... Almeno fino ad una decina d'anni fa quando più che la noia ho visto maturare una certa INERZIA nelle PERSONE, nelle ISTITUZIONI  e soprattutto nei SERVIZI. Certo questa caratteristica non è prerogativa soltanto della mia città ma di un modo di vivere generalizzato che ha in qualche modo obbligato le persone a chiudersi in se stesse e a non vedere più in là del proprio specifico interesse, a disinteressarsi del prossimo perché è diventato luogo comune che ciò che non si conosce è necessariamente pericoloso e inaffidabile, che ci ha abituato ad un'inerzia dannosa nel modo di pensare, perciò molto spesso non si dice ciò che si pensa perché tanto è inutile se non controproducente. Un'inerzia che ci sta abituando sempre più a vivere nascosti perché fare outing tante volte isola quando non penalizza. Nessuno pensa però che questo isolamento voluto o involontariamente accettato ci ha resi schiavi di un sistema dove non esiste coesione sociale e contravviene al famoso motto 'l'unione fa la forza' dove la forza consisteva nella capacità di far valere i propri diritti e nella garanzia di vederli realizzati, di costruire un sistema di mutuo soccorso o come si dice oggi di welfare dove nessuno poteva e doveva rimanere ai margini perché il risultato in termini sociali era più della somma delle singole parti. 
Tutto questo preambolo per raccontare un fatto che mi è successo nell’ospedale civile di Rovigo e che solo grazie all’intelligenza e all’umanità di un medico e del suo staff ha permesso di superare un inconveniente che secondo la logica del buon senso non avrebbe nemmeno dovuto presentarsi perché già risolto fin dall’origine e cioè da quando due anni fa circa si è entrati nel regime del ‘taglio alla spesa pubblica’ (anche se continuo a chiedermi se si può effettivamente tagliare sulla spesa pubblica quando crea un servizio al cittadino ..). Mio figlio ha solo 5 anni e fortunatamente sa usare autonomamente la toilette e la sa usare talmente bene che il giorno in cui avrebbe dovuto fare l’esame delle urine non ho fatto in tempo a prendergliele. Ho pensato ingenuamente che la cosa sarebbe stata facilmente risolvibile, le avrebbe fatte in ospedale, al massimo avrei comprato un contenitore presso quei distributori automatici che ormai sono in tutte le strutture sanitarie. Avevo fatto male i conti: all’ospedale civile di Rovigo questi distributori non ci sono e nonostante i continui reclami non sono ancora stati acquistati. Risultato: l’accettazione mi ha annullato la prestazione con mio rammarico e difficoltà  dal momento che io avevo dovuto prendere la mattina al lavoro e sarei dovuta tornare dal pediatra per far rifare una nuova impegnativa e soprattutto disagio per mio figlio che non capiva perché lo costringevo a un tale rinnovato supplizio. Il tutto come ho già detto sarebbe stato facilmente risolvibile con uno di quei banalissimi distributori di provette di cui sopra. Come dicevo grazie all’intelligenza di un medico e del suo staff io sono stata una delle persone che nel disagio sono state aiutate, ma immaginate se la cosa fosse accaduta ad un disabile, ad un anziano o ad una persona meno fortunata che non avesse avuto la possibilità di incontrare un medico umano, corretto ma  soprattutto con un’intelligenza così flessibile?!? Lascio a voi tirare le conseguenze soprattutto se l’ufficio relazioni col pubblico nulla può con i reclami degli utenti. Il mio augurio a questo punto e in questi tempi difficili è di non avere paura di denunciare anche banalità come questa perché è dalle piccole cose che si costruiscono le grandi e che non vengano mai meno le caratteristiche che fanno di una persona un UOMO  perché ognuno di noi per quanto possa sembrare insignificante è portatore di valori senza i quali una società che si chiami tale non può prescindere.
F.to 
Elisabetta Russo
La Sinistra per L’Altra Rovigo
Livio Ferrari Sindaco

venerdì 1 maggio 2015

Rovigo, Belletti contrario a qualsiasi proposta di far cassa rinunciando alle Farmacie Comunali.

Che succede quando non si hanno soldi e si deve "realizzare" qualcosa al più presto? A malincuore si vendono gli oggetti che sono meno indispensabili. 
Questa dev'esser stata la pensata alla base della trovata balzana (ma neanche tanto) che Marco Trombini, attuale presidente della Provincia di Rovigo, ha trovato per "far cassa": vendere la Prefettura con annesso alloggio del Prefetto (speriamo senza Prefetto dentro...). 
Il problema è che vendere un bene pieno di vincoli e di messe a norma da eseguire, si ottiene di arrivare ad una terza asta con abbassamento della base da € 1.500.000,00 a € 900.000,00. Boutade di disperazione che lasciano comunque le casse provinciali a secco (con i relativi problemi di pagamento ai fornitori).
Sulla stessa linea è anche l'ex Sindaco/aspirante Sindaco Paolo Avezzù, il quale accompagnato dalla scolaresca di giovani che apprendono da lui l'arte della "buona politica", vola di Frazione in Frazione promettendo maggior attenzione (ma come? non è stato lui per 3 anni Presidente del Consiglio nella giunta Piva? Improvvisamente si è ricordato che esistono le Frazioni di Rovigo?) e al contempo sbandierando (ma forse non in Frazione) una soluzione che ormai non può essere rimandata: la vendita delle Farmacie Comunali.
Perché venderle? Perché fanno pochi utili e la loro funzione sociale è cessata. Non so se abbia insegnato bene ai suoi scolari ma la "funzione sociale" di una farmacia comunale non è quella di arricchire il Comune, bensì di dare il miglior servizio ad un prezzo equo alla comunità; se poi ci sono degli utili, ben venga, vuol dire che la gestione è più che buona ma ciò che va bene per un'azienda privata non necessariamente è un valido parametro di valutazione per un'azienda di pubblica utilità comunale. Peraltro, considerando problemi contingenti (come quello causato dalla chiusura del ponte di S. Apollinare), la crisi e la concorrenza agguerrita, un utile al 2%, per quanto basso, è un utile.
Certo, forse la gestione è da controllare e migliorare, magari aggiornando i servizi ma la vendita è decisamente fuori luogo. Se questo è pensare alle Frazioni, io credo che gli abitanti stessi chiederanno ad Avezzù di scordarsi di loro.
Noi siamo di altro avviso: le Frazioni hanno bisogno di Farmacie più attrezzate e aggiornate, magari prevedendo di renderle anche centro di formazione per il Primo Soccorso per i cittadini e le neo mamme; migliorarne la gestione anche, e soprattutto, con i suggerimenti dei clienti delle stesse che chiameremo ad esprimersi per imprimere un'impronta più mirata alla massima funzione sociale.Sulla salute non si può ragionare in termini meramente economico-finanziari e far girare l'utilità di farmacie e ospedali esclusivamente attorno al profitto: pensiamo a 360 gradi valutando anche gli aspetti di prevenzione grazie ai quali molte cure diventano meno necessarie e la salute dei cittadini è maggiormente tutelata.

Orlando Belletti

Liberi Cittadini

giovedì 30 aprile 2015

Rovigo, Liberi Cittadini e la seconda discarica di Villadose

Il rifiuto ovvero la spazzatura sono un problema generalizzato in tutto il mondo. Dalle isole di plastica naviganti negli oceani (contro le quali sbattono gli animali marini) alle discariche disseminate in tutto il globo, che a prima vista, possono sembrare verdi collinette di campagna, belle a vedersi ma di impatto ambientale assolutamente nefasto.
E parafrasando il molleggiato "dove prima c'era solo pianura, ora c'è una discarica".
Eppure riportato dai nostri quotidiani, si legge che una corretta, più lungimirante, efficace e sostenibile gestione, permette anche di creare posti di lavoro. Si stima che incrementando la raccolta differenziata complessiva al 70% (cosa che il Comune di Ponte delle Alpi ha già superato abbondantemente) si potrebbero creare 30.000 nuovi occupati.
Non solo, ma gestendo correttamente e recuperando il più possibile si potrebbe ridurre significativamente l'importazione di materie prime dall'estero. L'equazione è rifiuti = business, ovvero "circular economy", capace di favorire ambiente e portafoglio.
Nel nostro Veneto siamo ormai sulla media del 63% con costo di smaltimento attorno ai 15€ per Kg, contro i 38€ della Sicilia con solo il 15% di differenziata. Siamo sulla buona strada ma si può fare molto di più.
Tra le proposte riportate sui giornali si va da una rivisitazione della Tari (tassa sui rifiuti) basta sull'effettivo rifiuto prodotto, allo sviluppo del mercato delle "materie prime seconde", alla promozione del riuso e del riciclo. Pensiamo a quante "opere buone" si potrebbero fare utilizzando quei 20 milioni di euro paventati per la seconda discarica a Villadose, per realizzare ad esempio centri di recupero (stile Vedelago) portando il rifiuto realmente smaltito in discarica al minimo se non addirittura a zero.
Ma ci vogliono teste pensanti, teste diverse dalle attuali perché le idee ci sono e sono tutte molto buone e senza lambiccarsi il cervello basterebbe copiare le ottime idee messe a frutto da altri comuni, Paesi, comunità, a livello italiano, europeo e mondiale.
Diceva una pubblicità "basta poco che ce vo'?"
E quello che dovremo fare noi stessi per consentire un futuro più ecocompatibile e sostenibile per le generazioni future è partire da un nuovo modo di pensare il rifiuto.

Vittorio La Paglia
Liberi Cittadini per il Polesine

lunedì 27 aprile 2015

Rovigo, Liberi Cittadini: per la Forza Italia il cittadino che firma non sa nemmeno per chi.

Dopo le dichiarazioni del senatore nonché segretario provinciale di Forza Italia Bartolomeo Amidei relativamente alle procedure di presentazione della lista per le comunali, noi, Liberi Cittadini per il Polesine, abbiamo deciso di iniziare la raccolta firme per le amministrative adriesi del 2016.
Si possono raccogliere solo a partire da 180 giorni prima della data delle elezioni ed in presenza di candidati certi?
Beh, peccato veniale se un senatore della Repubblica che è stato pure sindaco di Loreo per un paio di mandati comunica tranquillamente in un’intervista a mezzo stampa che la lista dei candidati di Forza Italia non è pronta, ma la raccolta firme è già stata avviata.
Magari ha inteso male il giornalista, anche se dubito, ma la frase riportata col virgolettato e attribuita ad Amidei questo ci fa capire.
I firmatari sottoscrivono a prescindere a quanto pare.
E pure chi certifica tali firme deve essere fideisticamente schierato e disponibile.
Poi in lista trovano chissà chi, magari papà Romeo, ma va bene uguale, no?
Spocchia? Ignoranza delle norme? Sensazione di impunità?
Non è ben chiaro e aspettiamo lo diventi perché, comunque, la legge, per quanto vale in questo Paese, direbbe altro: prima lista coi nomi dei candidati, poi raccolta delle sottoscrizioni.
Siamo certi che pure il fresco alleato leghista voglia capirci qualcosa.
Il recente passato che ha visto ritrovare la Lega Nord invischiata con altri soggetti politici in brutte storie legate a firme non conformi avrà di certo insegnato qualcosa almeno a loro.
Poi magari i personaggi coinvolti li ripropone in liste per le regionali, ma di sicuro, ci si immagina, userà cautela.
Dai, su, una bella smentita e passa la paura, vero Amidei?
Di questi tempi nessuno firmerebbe mai una cambiale in bianco.
O no?

Vanni Destro
Liberi Cittadini per il Polesine

domenica 26 aprile 2015

Rovigo, Coscienza Comune presenta oggi ai giardini delle due torri il programma e la lista dei candidati.

Oggi, domenica 26 aprile alle ore 11 ai giardini delle due torri sarà presente il candidato sindaco Livio Ferrari per presentare, insieme alla Lista Civica ‘Coscienza Comune’, la lista dei candidati e il programma elettorale.
     

venerdì 24 aprile 2015

L’Omofobia a Rovigo esiste, ma non si vuole vedere. Bruna Giovanna Pineda commenta il fatto di cronaca che ha coinvolto una coppia omosessuale.

Parlare di omofobia solo quando vi è un atto di violenza non basta.
Da quanto tempo non si sentiva parlare di omofobia a Rovigo? 
Due o tre anni forse, se non ricordo male. Ricordo invece molto bene le lotte e gli attacchi subiti alcuni anni fa in Consiglio Comunale per aver voluto a tutti costi introdurre nel regolamento per le pari opportunità del Comune di Rovigo due paroline, ora come allora assai scomode, come “orientamento sessuale ” per la rimozione degli ostacoli che di fatto costituiscono discriminazioni dirette e/o indirette nel regolamento della Commissione delle Pari Opportunità. 
Fui attaccata in tutti i modi e da tutte le parti politiche perché accusata di voler destabilizzare il concetto di “ famiglia naturale”: in Consiglio Comunale fu vera battaglia, tanto che dovetti portarla per ben due volte prima di farla approvare. 
Alla fine, nonostante la stessa mia maggioranza in parte mi remasse contro, vinse il buon senso civico e civile. 
Questo fu solo il primo passo verso un percorso per i diritti civili fatto d’incontri, manifestazioni, dibattiti su cosa sia dover vivere in una società dove ci si sente discriminate/i solo perché si è deciso di vivere con coraggio il proprio amore senza falsi condizionamenti bigotti e patriarcali, che costringono di vedere la propria identità sessuale come qualcosa di fisso e non mutevole, come invece effettivamente avviene in natura, se di natura vogliamo sul serio parlare. 
Dopo tre anni di silenzio quasi tombale, in questi giorni si è riaperto il dibattito per un triste fatto di cronaca, che indipendentemente da come si sia veramente svolto, viste le continue ritrattazioni, ci fa riflettere. Parlare di omofobia, lesbo fobia, o trans fobia solo quando si manifesta un’aggressione, anche se presunta, non basta. 
Sarebbe come dire che tali fenomeni non esistono in quanto non si vedono o perché non sono denunciati, senza pensare che spesso una denuncia significherebbe per la vittima un “pericolosa” esposizione, visto l’immaturità e l’ottusità della società in cui viviamo. 
Tempo fa si diceva la stessa cosa della violenza di genere e domestica: si diceva che non esisteva perché non si vedeva, o meglio non si voleva vedere. 
L’omofobia esiste, come esistono tutte le altre discriminazioni dovute al proprio orientamento sessuale o di genere, qui a Rovigo come nel resto d’Italia. 
Quante storie di ragazze o ragazzi vi sono che stanno vivendo malissimo la loro adolescenza perché si sentono discriminati, vittime continue di atti di bullismo, non accettati da una società che li rifiuta a priori perché non consoni allo stereotipo di uomo/donna tradizionale e consumistico? 
Quante persone adulte vivono situazioni di angoscia e sofferenza per il lavoro o per la loro famiglia solo perché non possono palesare il proprio vero essere, il proprio amore, la loro vera vita, per paura di perdere il lavoro o gli affetti più cari? 
Quante violenze ancora dovranno subire queste persone, lasciate a soffrire e a subire tutto ciò dimenticate nella loro solitudine? 
Reagire con sdegno, denunciando un’aggressione omofoba va bene, ma non basta se non vogliamo che sia banalizzato l’accaduto come atto sporadico, più unico che raro, rischiando poi di passare in sordina come un semplice incidente. 
Oltre alle leggi specifiche, se vogliamo davvero evitare che questi tristi episodi accadano dobbiamo lavorare molto sul cambiamento culturale della nostra società, parlandone in mezzo alla gente il più possibile, organizzando incontri nelle scuole e parlando con le famiglie e i ragazzi, le associazioni tutte, avendo il coraggio di denunciarlo ogni giorno, mettendoci la faccia, il cervello e il proprio cuore, per una società e una città migliore.

Bruna Giovanna Pineda
Ex assessora per le Pari Opportunità del Comune di Rovigo
La Sinistra per un’Altra Rovigo, Livio Ferrari Sindaco

Rovigo, Cristiano Pavarin fa chiarezza sulla differenza tra strutture ambulatoriali integrate ed ospedali di comunità. Comprendere la Sanità come cambierà la Sanità per comprendere i nostri diritti.

"Le nuove strutture di medicina di gruppo integrate rappresentano indubbiamente una buona soluzione allo scopo di trasferire i servizi sanitari direttamente nel territorio, attraverso prestazioni eseguite in regime di ambulatorio che saranno molto utili per i cittadini.
Ma non’è corretto definirli come 'ospedali di comunità'" spiega Cristiano Pavarin di Coscienza Comune, a proposito di uno scorretto indistinto uso delle denominazioni ad uso dei media.
"Purtroppo gli ospedali di comunità sono strutture volute dalla regione attraverso l’istituzione del nuovo piano socio-sanitario, che prevede il parziale trasferimento dei posti letto per acuti tagliati dai reparti." continua, riferendosi ai posti letto ospedalieri che noi tutti abbiamo imparato a conoscere come quei posti per coloro che subiscono un ricovero per un breve periodo e vengono poi dimessi per guarigione o essere poi curati adeguatamente a casa propria.
"È bene ricordare che tra non molto nel Polesine saranno in funzione circa 112 posti letto presso le stesse strutture intermedie  e che ogni giornata di ricovero oltre il trentesimo giorno sarà garantita attraverso il pagamento di un ticket giornaliero che può arrivare fino a 55 euro giornalieri. Saranno a carico dei cittadini anche le spese (ticket) per prestazioni ambulatoriali e di diagnosi che risulteranno necessarie" precisa Pavarin, dando contezza di una realtà che vede i posti letto degli ospedali ridursi e trasformarsi in posti a pagamento.
"Il nuovo piano socio sanitario del Veneto, che avrà durata fino al 2015, prevede un taglio di posti letto per la nostra Provincia di 211 unità e successivamente verranno individuati 107 posti letto di struttura intermedie, denominati ospedali di comunità. Nel territorio di competenza dell’Ulss 18 ,a fronte di un taglio lineare pari a 168 posti letto per acuti ,in regime di ricovero ospedaliero, verranno creati 69 posti letto in ospedali di comunità, suddivisi tra il San Luca di Trecenta e il nuovo Policlinico, mentre all’Ulss 19 i tagli ai posti letto ospedalieri saranno 43 con conseguente ripristino di 38 nelle strutturi ospedale comunità,suddivisi tra l’ospedale cittadino di  Adria  e la struttura di Porto Viro".

mercoledì 22 aprile 2015

Rovigo, Liberi Cittadini chiede: illuminarsi di meno o con intelligenza?

Siamo in campagna elettorale e lo si vede dai proclami avveniristici di città più illuminate, più smart, più elettriche, più green. 
Anche se prima di tutto bisognerebbe illuminare le menti di chi amministra per risolvere le quotidianità e poi passare ad una progettazione reale, concreta, fattibile e concretizzabile, e non spot pubblicitari fine a se stessi. 
E se vogliamo realmente parlare di illuminazione la prima cosa da chiedersi è se per "la riqualificazione" di Via Fuà Fusinato siano stati utilizzati lampioni con tecnologia a led o le solite lampade energivore e se la prossima Giunta rivedrà gli attuali assetti illuminanti, dal monitoraggio dello stato dell'arte della nostra ormai obsoleta illuminazione pubblica, sia stradale che di tutti gli uffici pubblici, ai contratti in essere di gestione utenze elettriche, per verificare gli spazi di risparmio ed efficientamento. 
Chieti investirà 3 milioni di € per la riqualificazione energetica dei sistemi di pubblica illuminazione dei comuni del proprio territorio, Torino ne investirà 2,2 (tramite servizi di una E.S.Co). 
Rovigo? Al massimo spegnerà lampioni qua e là o finalmente metterà in atto azioni vere e concrete di riqualificazione?
Ricordo che le lampade a led oltre ad abbattere il consumo elettrico del 50% (almeno), abbattono l'inquinamento luminoso verso il cielo e i costi di manutenzione e sostituzione delle stesse, le quali (a meno di atti di vandalismo) sono praticamente eterne. 
E' vero mancano i soldi, ma in Europa ci sono (nel 2012 ben 45 miliardi di € non utilizzati dall'Italia), e bisogna essere pronti ad andarli a prendere con progetti veri, concreti, realizzabili e con dovizia di domande fatte "a regola d'arte". 
Quindi il Comune di Rovigo dovrà prima di tutto "accendersi" per avere le corrette competenze per richiedere in modo preciso e puntuale i fondi e poi "accendere" tutta la macchina burocratica-amministrativa per poterli utilizzare in modo corretto senza sprechi né giochi di "apparizione e sparizione" dei fondi, perché non è vero che "i i bandi si vincono e si perdono" (come disse un assessore della giunta Piva), ma è vero che con menti illuminate la macchina pubblica funziona meglio e invece "llluminarmi di meno", preferisco illuminarmi con intelligenza.

Vittorio La Paglia
Liberi Cittadini per il Polesine