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Visualizzazione post con etichetta La Sinistra per l'Altra Rovigo. Mostra tutti i post
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martedì 12 maggio 2015

14 maggio, Rovigo si mobilita per i diritti, senza paura. La Sinistra per l'Altra Rovigo e Don Albino Bizzotto all'Hotel Europa.


Giovedì 14 maggio La Sinistra per l'Altra Rovigo organizza un incontro sul tema "Chi ha paura dei diritti?"

Il 17 maggio dal 2007 si celebra la Giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia quale momento di riflessioni e azioni per denunciare e lottare contro ogni violenza fisica, morale o simbolica legata all’orientamento sessuale, ed è stato scelto perché è la ricorrenza dalla rimozione dell’omosessualità dalla lista delle malattie mentali nella classificazione internazionale delle malattie pubblicata dall’Organizzazione mondiale della sanità avvenuta nel 1990. Ma oggi fa ancora così paura parlare di diritti? Viviamo in una società piena di paure e violenze, bombardati da slogan e insulti che incitano all’odio e alla derisione del “diverso” a prescindere, che può prendere la forme di azioni violente e di aggressività ripetute anche in famiglia, a scuola, in classe, al lavoro e per strada, verso quei soggetti  che la società vorrebbe proprio lasciare ai margini in quanto classificate “diverse” e quindi “pericolose”. Ma pericolose per chi? Non è forse più pericolosa la violenza verbale e ideologica, che poi istiga atti discriminanti di vera violenza psicologica e fisica verso le persone che chiedono solo di vivere la loro vita in maniera dignitosa e sincera? Leggendo i fatti di cronaca riscontriamo che la violenza in effetti esiste, c’è davvero, ma  le vittime sono: studenti, operai, precari, disoccupati, donne, bambini, disabili, persone senza casa, immigrati, omosessuali, trans, rom… persone diverse e uguali a noi, che come noi hanno sempre meno voce e diritti. Ma allora la domanda che ci sorge è questa: ma i diritti oggi fanno più paura della violenza?

Ore 19,00 aperitivo 100% friendly al Bacaro con DJ set della mitica Pighiz per conoscerci, stare insieme

Ore 21,00 assemblea pubblica  presso l’Hotel Europa Palace

“Chi ha paura dei diritti?”

Parliamone insieme con

Don Albino Bizzotto dei Beati Costruttori di Pace

Elena De Rigo- vice-presidente di A.Ge.DO  - Associazione di genitori di omo/transessuali

Elena Sofia Trimarchi, attivista per i diritti civili e umani

Nicola Pizzamiglio, presidente associazione Politropia, Arcigay provinciale di Rovigo

Livio Ferrari, da sempre impegnato nel volontariato e nella difesa dei diritti, candidato Sindaco per Rovigo, con Coscienza e Comune, Liberi Cittadini e La Sinistra per l’Altra Rovigo

Modera:  Marina Lucchin, giornalista del Gazzettino di Rovigo


mercoledì 6 maggio 2015

La Sinistra per l'Altra Rovigo: anche a Rovigo e Provincia finalmente applicabile la detrazione fiscale per canoni di locazione di alloggi popolari.

Il dibattito politico locale in questi giorni è concentrato molto su tutto quello che non esiste: mega progetti, mega slogan, mega promesse!!!  
Ammissibile, ma forse anche più utile parlare  invece di quelle poche opportunità che già ci sono, magari dando anche le giuste informazioni su come trarne beneficio.

La Sinistra per l’Altra Rovigo-Livio Ferrari Sindaco considera che la politica sia prima di tutto a servizio dei cittadini: dovrebbe quindi essere doveroso a chi copre incarichi di vario livello, ma anche chi si approccia  a svolgerli in un futuro prossimo, dare il giusto rilievo e informazione a  quei diritti che ancora abbiamo, soprattutto in questo momento dove viviamo ogni giorno strozzati dalla crisi.
Ad esempio nessuno ha dato ancora il giusto risalto al fatto che quest’anno esiste la detrazione d’Imposta sul 730 per le famiglie assegnatarie degli alloggi popolari!
Sì, avete letto proprio bene: quest’anno anche chi vive in un alloggio popolare (o alloggio sociale) potrà usufruire di una detrazione sul 730 che va da 900 a 450 € in relazione la proprio reddito, e vale a dire che facendo la denuncia dei redditi e dimostrando che si vive in affitto in un alloggio ATER si potrà usufruire di un rimborso non indifferente in questo periodo di crisi.  Ma non lo sa quasi nessuno, o meglio fino a qualche giorno fa c’era molta confusione in merito:  non si sapeva nemmeno quale documentazione servisse per il rimborso, o meglio dove e come procurarsela. Ma dopo varie battaglie e verifiche, anche a livello nazionale, grazie anche al lavoro dell’Unione Inquilini che ne sta facendo una vera campagna, anche a Rovigo e provincia finalmente si potrà avere la giusta detrazione.
La legge parla chiaro ( Art 7, Decreto-legge 28 marzo 2014, n. 47 )
Detrazione per canoni di locazione spettante ad inquilini di alloggi sociali adibiti ad abitazione principale indicati nel rigo E71, colonna 1, codice 4
Ai soggetti titolari di contratti di locazione di alloggi sociali (ai sensi del decreto del Ministero delle infrastrutture 22 aprile 2008) adibiti ad abitazione principale, spetta per il triennio 2014 - 2016 una detrazione a fini IRPEF pari 
-  a 900 euro, se il reddito complessivo non supera 15.493,71 euro 
-  e 450 euro, se il reddito complessivo supera i 15.493,71 euro, ma non i 30.987,41 euro. 
Anche per questa detrazione si rendono applicabili le modalità applicative di fruizione previste per canoni di locazione di cui all’articolo 16 del TUIR.  
La  documentazione utile  per la compilazione del 730
- Contratto registrato di assegnazione in locazione dove si dice che si tratta della locazione di un alloggio sociale, in alternativa deve essere prodotta una dichiarazione dell’Ente , cioè dall’ATER , che attesti che il contratto si riferisce ad un alloggio sociale previsto dal DM 22.04.2008 
- Autocertificazione nella quale si attesti che l’immobile è utilizzato come abitazione principale
Difendiamo e facciamo valere i nostri diritti!
Licia Massaggia
Candidata per La Sinistra per L’Altra Rovigo
Livio Ferrari Sindaco

domenica 3 maggio 2015

Rovigo, la mancanza di una provetta fa annullare l'impegnativa. All'Ospedale distributori per caffè e ristoro, ma non per i dispositivi sanitari.

Riceviamo e pubblichiamo da Elisabetta Russo, candidata con la lista civica La SINISTRA PER L'ALTRA ROVIGO, Livio Ferrari Sindaco.

Basterebbe iniziare dalle piccole cose per avere  una città  con meno disagi e renderla più vivibile.
Se penso ad un luogo in cui vorrei vivere non andrei in realtà molto più distante del luogo in cui già risiedo: Rovigo, la città in cui sono nata, cresciuta e nella quale ho ancora i miei affetti più cari e dove io stessa ho creato la mia famiglia. Non sono una persona cieca al resto del mondo e per quanto ho potuto ho viaggiato e ho visto indistintamente bellezza e brutalità dei luoghi che ho visitato. Ma alla fine di ogni viaggio ho sempre desiderato tornare a CASA. Nella mia città che qualche tempo addietro è stata definita "la città più noiosa d'Italia" non solo non mi sono mai annoiata ma non mi è mai mancato nulla... Almeno fino ad una decina d'anni fa quando più che la noia ho visto maturare una certa INERZIA nelle PERSONE, nelle ISTITUZIONI  e soprattutto nei SERVIZI. Certo questa caratteristica non è prerogativa soltanto della mia città ma di un modo di vivere generalizzato che ha in qualche modo obbligato le persone a chiudersi in se stesse e a non vedere più in là del proprio specifico interesse, a disinteressarsi del prossimo perché è diventato luogo comune che ciò che non si conosce è necessariamente pericoloso e inaffidabile, che ci ha abituato ad un'inerzia dannosa nel modo di pensare, perciò molto spesso non si dice ciò che si pensa perché tanto è inutile se non controproducente. Un'inerzia che ci sta abituando sempre più a vivere nascosti perché fare outing tante volte isola quando non penalizza. Nessuno pensa però che questo isolamento voluto o involontariamente accettato ci ha resi schiavi di un sistema dove non esiste coesione sociale e contravviene al famoso motto 'l'unione fa la forza' dove la forza consisteva nella capacità di far valere i propri diritti e nella garanzia di vederli realizzati, di costruire un sistema di mutuo soccorso o come si dice oggi di welfare dove nessuno poteva e doveva rimanere ai margini perché il risultato in termini sociali era più della somma delle singole parti. 
Tutto questo preambolo per raccontare un fatto che mi è successo nell’ospedale civile di Rovigo e che solo grazie all’intelligenza e all’umanità di un medico e del suo staff ha permesso di superare un inconveniente che secondo la logica del buon senso non avrebbe nemmeno dovuto presentarsi perché già risolto fin dall’origine e cioè da quando due anni fa circa si è entrati nel regime del ‘taglio alla spesa pubblica’ (anche se continuo a chiedermi se si può effettivamente tagliare sulla spesa pubblica quando crea un servizio al cittadino ..). Mio figlio ha solo 5 anni e fortunatamente sa usare autonomamente la toilette e la sa usare talmente bene che il giorno in cui avrebbe dovuto fare l’esame delle urine non ho fatto in tempo a prendergliele. Ho pensato ingenuamente che la cosa sarebbe stata facilmente risolvibile, le avrebbe fatte in ospedale, al massimo avrei comprato un contenitore presso quei distributori automatici che ormai sono in tutte le strutture sanitarie. Avevo fatto male i conti: all’ospedale civile di Rovigo questi distributori non ci sono e nonostante i continui reclami non sono ancora stati acquistati. Risultato: l’accettazione mi ha annullato la prestazione con mio rammarico e difficoltà  dal momento che io avevo dovuto prendere la mattina al lavoro e sarei dovuta tornare dal pediatra per far rifare una nuova impegnativa e soprattutto disagio per mio figlio che non capiva perché lo costringevo a un tale rinnovato supplizio. Il tutto come ho già detto sarebbe stato facilmente risolvibile con uno di quei banalissimi distributori di provette di cui sopra. Come dicevo grazie all’intelligenza di un medico e del suo staff io sono stata una delle persone che nel disagio sono state aiutate, ma immaginate se la cosa fosse accaduta ad un disabile, ad un anziano o ad una persona meno fortunata che non avesse avuto la possibilità di incontrare un medico umano, corretto ma  soprattutto con un’intelligenza così flessibile?!? Lascio a voi tirare le conseguenze soprattutto se l’ufficio relazioni col pubblico nulla può con i reclami degli utenti. Il mio augurio a questo punto e in questi tempi difficili è di non avere paura di denunciare anche banalità come questa perché è dalle piccole cose che si costruiscono le grandi e che non vengano mai meno le caratteristiche che fanno di una persona un UOMO  perché ognuno di noi per quanto possa sembrare insignificante è portatore di valori senza i quali una società che si chiami tale non può prescindere.
F.to 
Elisabetta Russo
La Sinistra per L’Altra Rovigo
Livio Ferrari Sindaco

venerdì 24 aprile 2015

L’Omofobia a Rovigo esiste, ma non si vuole vedere. Bruna Giovanna Pineda commenta il fatto di cronaca che ha coinvolto una coppia omosessuale.

Parlare di omofobia solo quando vi è un atto di violenza non basta.
Da quanto tempo non si sentiva parlare di omofobia a Rovigo? 
Due o tre anni forse, se non ricordo male. Ricordo invece molto bene le lotte e gli attacchi subiti alcuni anni fa in Consiglio Comunale per aver voluto a tutti costi introdurre nel regolamento per le pari opportunità del Comune di Rovigo due paroline, ora come allora assai scomode, come “orientamento sessuale ” per la rimozione degli ostacoli che di fatto costituiscono discriminazioni dirette e/o indirette nel regolamento della Commissione delle Pari Opportunità. 
Fui attaccata in tutti i modi e da tutte le parti politiche perché accusata di voler destabilizzare il concetto di “ famiglia naturale”: in Consiglio Comunale fu vera battaglia, tanto che dovetti portarla per ben due volte prima di farla approvare. 
Alla fine, nonostante la stessa mia maggioranza in parte mi remasse contro, vinse il buon senso civico e civile. 
Questo fu solo il primo passo verso un percorso per i diritti civili fatto d’incontri, manifestazioni, dibattiti su cosa sia dover vivere in una società dove ci si sente discriminate/i solo perché si è deciso di vivere con coraggio il proprio amore senza falsi condizionamenti bigotti e patriarcali, che costringono di vedere la propria identità sessuale come qualcosa di fisso e non mutevole, come invece effettivamente avviene in natura, se di natura vogliamo sul serio parlare. 
Dopo tre anni di silenzio quasi tombale, in questi giorni si è riaperto il dibattito per un triste fatto di cronaca, che indipendentemente da come si sia veramente svolto, viste le continue ritrattazioni, ci fa riflettere. Parlare di omofobia, lesbo fobia, o trans fobia solo quando si manifesta un’aggressione, anche se presunta, non basta. 
Sarebbe come dire che tali fenomeni non esistono in quanto non si vedono o perché non sono denunciati, senza pensare che spesso una denuncia significherebbe per la vittima un “pericolosa” esposizione, visto l’immaturità e l’ottusità della società in cui viviamo. 
Tempo fa si diceva la stessa cosa della violenza di genere e domestica: si diceva che non esisteva perché non si vedeva, o meglio non si voleva vedere. 
L’omofobia esiste, come esistono tutte le altre discriminazioni dovute al proprio orientamento sessuale o di genere, qui a Rovigo come nel resto d’Italia. 
Quante storie di ragazze o ragazzi vi sono che stanno vivendo malissimo la loro adolescenza perché si sentono discriminati, vittime continue di atti di bullismo, non accettati da una società che li rifiuta a priori perché non consoni allo stereotipo di uomo/donna tradizionale e consumistico? 
Quante persone adulte vivono situazioni di angoscia e sofferenza per il lavoro o per la loro famiglia solo perché non possono palesare il proprio vero essere, il proprio amore, la loro vera vita, per paura di perdere il lavoro o gli affetti più cari? 
Quante violenze ancora dovranno subire queste persone, lasciate a soffrire e a subire tutto ciò dimenticate nella loro solitudine? 
Reagire con sdegno, denunciando un’aggressione omofoba va bene, ma non basta se non vogliamo che sia banalizzato l’accaduto come atto sporadico, più unico che raro, rischiando poi di passare in sordina come un semplice incidente. 
Oltre alle leggi specifiche, se vogliamo davvero evitare che questi tristi episodi accadano dobbiamo lavorare molto sul cambiamento culturale della nostra società, parlandone in mezzo alla gente il più possibile, organizzando incontri nelle scuole e parlando con le famiglie e i ragazzi, le associazioni tutte, avendo il coraggio di denunciarlo ogni giorno, mettendoci la faccia, il cervello e il proprio cuore, per una società e una città migliore.

Bruna Giovanna Pineda
Ex assessora per le Pari Opportunità del Comune di Rovigo
La Sinistra per un’Altra Rovigo, Livio Ferrari Sindaco

venerdì 17 aprile 2015

Rovigo, La Sinistra per l'Altra Rovigo nuovo progetto politico per recuperare vecchi sprechi delle passate amministrazioni.




Bruna Giovanna Pineda, della Lista Civica 'La Sinistra per l'Altra Rovigo’, che sabato 18 aprile alle ore 17.30 a Rovigo, presso la Piazzetta Annonaria sarà presente per presentare i candidati ed il programma, ha voluto rispondere alle domande che abbiamo rivolto quale lista sostenitrice del candidato sindaco Livio Ferrari.



D: - Quali sono le forze civili ed economiche che sostengono le tre liste civiche per Livio Ferrari?


R: - Tutte e tre le Liste non godono di sponsor e quindi sono libere da ogni possibile inciucio con il vecchio modo di far politica. 


D: - Perché una coalizione di tre differenti liste civiche per sostenere un unico candidato sindaco?


R: - Le tre liste oltre ad avere in comune il candidato Sindaco hanno in primis la caratteristica di mettere al centro le persone e l’ambiente, senza false promesse di grandi opere o sconvolgimenti mediatici.
Per quanto riguarda La Sinistra per L’Altra Rovigo è un progetto nuovo, un vero laboratorio politico, nato dall’attività di alcuni attivisti nel sociale e nell’ambiente, che si sono incontrati e hanno deciso per la prima volta di metterci la faccia. 
A parte tre o quattro persone, tutta la lista, in maggioranza femminile (13 donne e 12 uomini) è costituita da persone che per la prima volta si affacciano al mondo della politica rodigina. Chi ha più esperienza si mette al servizio per dare consigli o spiegare quali sono i mezzi amministrativi per poter cambiare al meglio la nostra città, e magari spiegare cosa è stato fatto fino ad ora nel bene o nel male. 
Proprio perché riteniamo che la partecipazione sia fondamentale e non crediamo ai personalismi che da tempo hanno rovinato il modo di far politica: noi non abbiamo ne capi né capetti, ma siamo per promuovere tutta la lista che ci rappresenta. Anche il programma è stato un lavoro di gruppo e di condivisione, dove ciascuno nel suo piccolo ha contribuito a portare il suo contributo secondo le proprie esperienze e le proprie specificità e attitudini. Vogliamo che questo laboratorio vada oltre le amministrative comunali, perché crediamo che questo modo di far polita sia ora più che mai necessario, per un’altra Rovigo, un altro Veneto e un’altra Italia. 
La lista si chiama “La Sinistra” perché pur essendo una civica non vuole rinunciare alla propria identità politica: è una lista partigiana! 

D: - Quali invece rimangono caratteristiche specifiche della Vostra Lista?



R: - Nello specifico la nostra lista La Sinistra per l’Altra Rovigo si caratterizza per un programma semplice ma immediato e realizzabile: la prima questione da affrontare è quello delle risorse e noi non a caso lo abbiamo messo come primo punto: in questo momento di tagli dovuto all’austerity e ai diktat del governo Renzi bisogna saper individuare dove trovare, senza pesare sulle tasche già penalizzate dalla crisi dei cittadini. 
Ecco perché noi crediamo in una vera politica contro gli sprechi da tempo perpetuati da chi ci ha preceduto, che spesso ha sperperato i soldi che c’erano e tanti. 
Basti pensare ai soldi buttati per il progetto “voliera” la struttura che doveva ospitare 24 alloggi popolare in Commenda che ci è costata fino ad ora più di un milione e trecentomila euro di soldi pubblici: ma quante case popolari si potevano ristrutturare e rendere agibili con tale somma? 
Senza poi contare i soldi persi per progetti già finanziati come quello del San Michele che ora il Comune dovrà restituire con gli interessi (quasi trecentomila euro), progetto non portato a termine solo per una demagogica campagna propagandistica di bassa lega. Vorremo ricordare che il progetto avrebbe incluso oltre alla Casa per le Associazioni, una struttura finalmente degna per il Centro Antiviolenza, oggi fortemente penalizzato dai tagli, e il primo appartamento per donne indigenti in città, senza contare tutto il resto (alloggi per uomini e donne in difficoltà). 

D: - Nell'eventualità in cui Livio Ferrari si dovesse misurare al ballottaggio quali potrebbero essere le eventuali future alleanze?


R: - In caso di ballottaggio proprio per dare un segnale di discontinuità con il vecchio modo di far politica noi non faremo nessun apparentamento. Non crediamo nell’opportunismo politico che per anni ha rovinato la nostra città e ha allontanato la gente dalla buona politica. 

Giovanna Pineda per La Sinistra per L’Altra Rovigo

domenica 12 aprile 2015

Rovigo, La Sinistra per l'Altra Rovigo presenta in due incontri il programma e la lista dei candidati con maggioranza femminile.

Oggi, domenica 12 aprile ‘La Sinistra per l'Altra Rovigo’ sarà in piazza Vittorio Emanuele con il programma e la lista (51% di donne!) per raccogliere le firme a sostegno di Livio Ferrari Sindaco. La Sinistra per L’Altra Rovigo, propone insieme a tutte le cittadine e i cittadini che credono sia giunto il momento di realizzare concretamente un cambiamento, un’altra Rovigo: vivace, virtuosa e solidale, capace di ascoltare e dare risposte ai bisogni dei cittadini e delle famiglie, rispettosa del territorio, dei beni comuni e della salute, volàno di nuove opportunità di lavoro, promotrice di benessere e di crescita culturale.

Il banchetto elettorale sarà aperto dalle ore 9.00 sotto il comune fino alle 13.00 e poi dalle 16.30 fino alle 20 con gazebo in vicolo Umberto Maddalena (tra la piazza V. Emanuele e piazza Garibaldi vicino ai tabelloni cinema).
     
Sabato 18 aprile alle ore 17.30 a Rovigo, presso la Piazzetta Annonaria sarà presente il candidato sindaco Livio Ferrari per presentare, insieme alla Lista Civica ‘La Sinistra per l’Altra Rovigo’, la lista dei candidati e il programma, seguito da un momento di saluto conclusivo con aperitivo.


Anche nel corso dell’iniziativa di Sabato prossimo sarà possibile firmare per la presentazione della lista.

giovedì 9 aprile 2015

Livio Ferrari, proposta seria e inedita nel panorama civico e politico di Rovigo

 La candidatura di Livio Ferrari incuriosisce per essere qualcosa di veramente nuovo nel panorama civico e politico di Rovigo proprio perché emerge per essere una proposta seria e inedita voluta fortemente dalla società che vive quotidianamente i problemi irrisolti dalla malapolitica e non si identifica con tanti illusionisti elettorali che puntualmente presentano il futuro come un mazzo di rose senza spine, offerto ai cittadini ma che poi finisce sempre in un vaso di casa loro.

Per questo abbiamo voluto capire di più sulla figura di Livio Ferrari e sul programma che lo sostiene.


D - Chi è Livio Ferrari e perché ha accettato la candidatura a sindaco di una città come Rovigo?







R - Giornalista, scrittore, cantautore, esperto di politiche del carcere e della giustizia. Fondatore e direttore del Centro Francescano di Ascolto di Rovigo, fondatore della Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia. 
La richiesta che mi è pervenuta, dai rappresentanti della società civile, delle polisportive, del volontariato, dell'associazionismo, dell'ambientalismo, mi hanno chiesto di mettermi nella stessa disponibilità rispetto alla mia scelta di vita rivolta al servizio, in questo caso non solo alle persone in difficoltà ma a tutta la città.


D - Quali sono le forze civili ed economiche che sostengono la candidatura di Livio Ferrari?




R -Tre le liste civiche a sostegno della mia candidatura: “Coscienza Comune” che è composta da soggetti appartenenti al mondo dell’associazionismo, ambientalismo, volontariato e polisportive; “Liberi Cittadini per il Polesine” che si caratterizza con una forte presenza di ex grillini, alcuni dei quali con esperienza proprio in qualità di consiglieri comunali; “La Sinistra per l’altra Rovigo” che vede insieme persone della società civile e del Prc.

D- Quali sono le attese degli elettori che sceglieranno Livio Ferrari e, quindi, quali le attese di Livio Ferrari da questa sua candidatura?



R - La proposta è rivolta a chi rincorre il sogno di vedere che coloro che amministrano lo facciano per essere di servizio, senza interessi speculativi e di poltrona. Per ridare fiducia a tutti quelli che da tempo non si recano più a votare, in quanto si sentono esclusi e solo funzionali ad un certo tipo di politica. 

Un obiettivo fondamentale per noi è fondare l’azione amministrativa sulla trasparenza, responsabilità e dialogo con i cittadini, perché il governo della città si realizza veramente attraverso l’attivazione di pratiche e percorsi di prossimità e condivisione. 

Desideriamo rispondere alle richieste e ai bisogni valorizzando le grandi potenzialità che il nostro territorio

possiede, anche grazie al rapporto e alla collaborazione di tutti, nessuno deve sentirsi escluso, per diffondere l’idea della legalità e del rispetto delle regole, perseguendo contemporaneamente la strada dello sviluppo.

D- Cosa cambierà a Rovigo se vincerà Livio Ferrari e la sua coalizione?




R - Primo: coinvolgeremo tutti nella gestione della cosa pubblica, che significa concertare insieme le scelte che verranno prodotte, con le consulte, associazioni, organizzazioni, gruppi, insomma con tutti coloro che hanno interesse e competenze nel settore di riferimento. 


Secondo: istituiremo l’assessorato alle periferie nella persona del vicesindaco, con delega ai lavori pubblici, per un lavoro costante rivolto alle frazioni e quartieri per tutto il mandato, perché tutti abbiamo la stessa dignità e il confronto non avvenga solo nel corso della campagna elettorale per poi essere lasciato nel dimenticatoio.

Terzo: istituzione di un servizio decentrato nelle frazioni, per i soggetti anziani e con difficoltà a spostarsi, attraverso il quale il Comune metterà a disposizione suoi incaricati per pratiche demografiche, richieste di
agevolazioni tariffarie e segnalazioni varie. 

Quindi: l’attivazione di tre osservatori per monitorare il nostro territorio rispetto: all’infiltrazione mafiosa; all’usura; allo sfruttamento delle persone e al lavoro nero. 
Ancora: portare in centro le facoltà Universitarie per essere contaminati dalle proposte culturali e dalla presenza importante dei giovani. Ed infine poi puntare a far diventare Rovigo la città delle piste ciclabili, “dopo essere stata quella delle rose, rode e buse in ordine di tempo” che mettano in rete tutto il territorio comunale.