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Visualizzazione post con etichetta cronaca. Mostra tutti i post
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domenica 14 giugno 2015

Porto Viro, ex Vicesindaco ai domiciliari. Graziano Azzalin commenta e non salva nessuno.

“Gli sconvolgenti fatti descritti dalle cronache giudiziarie di questi giorni confermano una volta di più l'importanza di essere riusciti ad aprire le finestre del municipio di Porto Viro, facendo entrare aria fresca grazie alla vittoria del sindaco Thomas Giacon, una faccia pulita e fuori dai giri di affari ed amicizie che per troppi anni sono stati alla guida della città”. Ad intervenire è Graziano Azzalin, fresco della rielezione come consigliere regionale che lo ha visto re delle preferenze in Polesine, che getta uno sguardo sulle vicende al centro di una delicata indagine della Procura di Rovigo e che vedono interessato l'ex vicesindaco Virginio Mantovan, finito agli arresti domiciliari per un presunto caso di documenti taroccati.

“Non entro ovviamente nei fatti che coinvolgono l'ex vicesindaco della Giunta Gennari e commissario della Lega per il Delta – spiega Azzalin – anche perché si tratta di ipotesi gravissime ma sulle quali la magistratura sta indagando. E comprendo bene anche la difesa d'ufficio da parte dell'ex sindaco Gennari. Quello che voglio mettere in evidenza è che, fortunatamente, grazie alla Giunta Giacon si è voltato pagina e non ci sono più connessioni di sorta con la vecchia politica portovirese. E questo alla faccia anche di qualcuno che si dice del Pd nonostante non perda occasione per delegittimarne gli eletti, forse per il rammarico di non essere riusciti nell'intento di dar vita ad un nuovo trasversalismo inciucione come il sostegno dato al candidato Mancin in occasione della scorsa tornata elettorale testimonia. Per fortuna, la ventata di aria fresca portata da Giacon a Porto Viro libera il campo da ogni possibile dubbio e rispedisce al mittente tutto il fango che nei suoi confronti è stato lanciato da chi preferiva che la città rimanesse sempre nelle stesse mani”.

lunedì 27 aprile 2015

Il Comitato per l'art. 32, sanità e sociale: una politica adeguata renda giustizia all'eguaglianza sociale


I recenti fatti di Rovigo hanno scatenato anche sui social network aspre polemiche e come sempre ci resta nel cuore l'idea della ferita morale, oltre che fisica, di un ragazzo picchiato mentre mostra al

mondo la propria affettività.

Non succede questo di sicuro solo a Rovigo ma in modalità diverse succede in tutto il mondo con punte di ricorrenza abbastanza frequenti perché purtroppo individuare un “diverso”, un “nemico” rafforza il nostro senso si superiorità e di invincibilità.

Poter impedire che questo accada è difficile perché occorrerebbe una sinergia di forze e una volontà che spesso sono introvabili in questa palude di conoscenza che è l’Italia del 2015.

Vi sono varie forme di omofobia.

Principalmente occorrerebbe stroncare quella interiorizzata che è una delle situazioni psicologiche che rendono l’omofobia così fertile alla diffusione.

Alcune volte gli omofobi sono le stesse persone omosessuali che si sentono intrinsecamente sbagliati e non rispondenti ai canoni di una morale spesso becera e bacchettona.
Questo comporta una completa disistima che li fa vivere nascosti senza rivelarsi alla famiglia e nella società.
Allora non si denuncia per non peggiorare la cosa, per diventare sempre più invisibili leccandosi a casa le ferite e cercare di cancellare così quel contro natura che li perseguita come un incubo quotidiano.

Esiste poi l’omofobia esterna e il bullismo omofobico che bisognerebbe combattere con una corretta informazione, una più larga veduta dei rapporti con la cultura,la scuola, la famiglia, la politica e la
società, partendo dall’assunto che l’omosessualità come definita dall’OMS - Organizzazione Mondiale Della sanità: “non è una malattia da curare, né un orientamento sessuale da modificare, ma una normale variante della sessualità: affermare il contrario è una informazione priva di fondamento e scientificamente errata, foriera di un pericoloso sostegno al pregiudizio sociale.”

Premesso comunque che pregiudizi e stereotipi sono lunghi da estirpare ogni cittadino corretto e soprattutto una politica adeguata e degna di questo nome dovrebbe rendere giustizia a quella eguaglianza sociale che seppur nella diversità di ognuno di noi garantisca a ogni essere umano una vita dignitosa e felice, a Rovigo e in tutto il mondo.

Lucilla Palmisano
Comitato per l'art. 32, sanità e sociale

venerdì 24 aprile 2015

L’Omofobia a Rovigo esiste, ma non si vuole vedere. Bruna Giovanna Pineda commenta il fatto di cronaca che ha coinvolto una coppia omosessuale.

Parlare di omofobia solo quando vi è un atto di violenza non basta.
Da quanto tempo non si sentiva parlare di omofobia a Rovigo? 
Due o tre anni forse, se non ricordo male. Ricordo invece molto bene le lotte e gli attacchi subiti alcuni anni fa in Consiglio Comunale per aver voluto a tutti costi introdurre nel regolamento per le pari opportunità del Comune di Rovigo due paroline, ora come allora assai scomode, come “orientamento sessuale ” per la rimozione degli ostacoli che di fatto costituiscono discriminazioni dirette e/o indirette nel regolamento della Commissione delle Pari Opportunità. 
Fui attaccata in tutti i modi e da tutte le parti politiche perché accusata di voler destabilizzare il concetto di “ famiglia naturale”: in Consiglio Comunale fu vera battaglia, tanto che dovetti portarla per ben due volte prima di farla approvare. 
Alla fine, nonostante la stessa mia maggioranza in parte mi remasse contro, vinse il buon senso civico e civile. 
Questo fu solo il primo passo verso un percorso per i diritti civili fatto d’incontri, manifestazioni, dibattiti su cosa sia dover vivere in una società dove ci si sente discriminate/i solo perché si è deciso di vivere con coraggio il proprio amore senza falsi condizionamenti bigotti e patriarcali, che costringono di vedere la propria identità sessuale come qualcosa di fisso e non mutevole, come invece effettivamente avviene in natura, se di natura vogliamo sul serio parlare. 
Dopo tre anni di silenzio quasi tombale, in questi giorni si è riaperto il dibattito per un triste fatto di cronaca, che indipendentemente da come si sia veramente svolto, viste le continue ritrattazioni, ci fa riflettere. Parlare di omofobia, lesbo fobia, o trans fobia solo quando si manifesta un’aggressione, anche se presunta, non basta. 
Sarebbe come dire che tali fenomeni non esistono in quanto non si vedono o perché non sono denunciati, senza pensare che spesso una denuncia significherebbe per la vittima un “pericolosa” esposizione, visto l’immaturità e l’ottusità della società in cui viviamo. 
Tempo fa si diceva la stessa cosa della violenza di genere e domestica: si diceva che non esisteva perché non si vedeva, o meglio non si voleva vedere. 
L’omofobia esiste, come esistono tutte le altre discriminazioni dovute al proprio orientamento sessuale o di genere, qui a Rovigo come nel resto d’Italia. 
Quante storie di ragazze o ragazzi vi sono che stanno vivendo malissimo la loro adolescenza perché si sentono discriminati, vittime continue di atti di bullismo, non accettati da una società che li rifiuta a priori perché non consoni allo stereotipo di uomo/donna tradizionale e consumistico? 
Quante persone adulte vivono situazioni di angoscia e sofferenza per il lavoro o per la loro famiglia solo perché non possono palesare il proprio vero essere, il proprio amore, la loro vera vita, per paura di perdere il lavoro o gli affetti più cari? 
Quante violenze ancora dovranno subire queste persone, lasciate a soffrire e a subire tutto ciò dimenticate nella loro solitudine? 
Reagire con sdegno, denunciando un’aggressione omofoba va bene, ma non basta se non vogliamo che sia banalizzato l’accaduto come atto sporadico, più unico che raro, rischiando poi di passare in sordina come un semplice incidente. 
Oltre alle leggi specifiche, se vogliamo davvero evitare che questi tristi episodi accadano dobbiamo lavorare molto sul cambiamento culturale della nostra società, parlandone in mezzo alla gente il più possibile, organizzando incontri nelle scuole e parlando con le famiglie e i ragazzi, le associazioni tutte, avendo il coraggio di denunciarlo ogni giorno, mettendoci la faccia, il cervello e il proprio cuore, per una società e una città migliore.

Bruna Giovanna Pineda
Ex assessora per le Pari Opportunità del Comune di Rovigo
La Sinistra per un’Altra Rovigo, Livio Ferrari Sindaco

venerdì 30 gennaio 2015

La Polizia di Stato sventa il furto di alcuni capi di abbigliamento

Nel tardo pomeriggio di ieri la volante ha proceduto alla denuncia in flagranza di quattro cittadine rumene per furto aggravato in concorso.
Erano le 17 e 30 circa quando alla sala operativa della Questura è pervenuta la chiamata di una cittadina cinese la quale segnalava il furto in atto di alcuni capi di abbigliamento avvenuto nel discount di sua proprietà.
Gli operatori prontamente intervenuti hanno bloccato le quattro malfattrici che, dopo aver strappato le placche antitaccheggio di alcuni giubbotti e di un paio di pantaloni, si erano date a precipitosa fuga nelle vie limitrofe al negozio di abbigliamento.
Identificate e perquisite le quattro cittadine rumene sono state deferite alla Procura della Repubblica per furto aggravato dall’esercizio di violenza sulla cosa.
[Fonte: Polizia di Stato - Questura di Rovigo- I fatti del giorno]

sabato 14 dicembre 2013

Borsa schermata e kit per furti: due denunciati

Sono stati denunciati due giovani cittadini romeni arrivati in città ieri mattina.
L’equipaggio della Volante Adige all’uscita del casello autostradale di Rovigo ha proceduto al controllo degli occupanti di un’auto sospetta che si stava dirigendo verso il centro cittadino.
La verifica alla banca dati ha dato subito conferma agli agenti di aver colto nel segno; infatti i due trentenni cittadini romeni che viaggiavano a bordo dell’Audi, risultavano aver precedenti penali per furto.
Un’accurata perquisizione estesa all’auto ha permesso di rinvenire diversi strumenti atti allo scasso, alcune confezioni di profumi di marca con il codice a barre danneggiato ed una borsa in similpelle, accessoriata all’interno con un artigianale ma efficace sistema idoneo ad eludere i diffusi dispositivi antitaccheggio.
Tutto il materiale rinvenuto è stato sequestrato e i due romeni denunciati per ricettazione e possesso ingiustificato di oggetti atti allo scasso.
[Fonte: Questura di Rovigo - Categoria: I fatti del giorno]
Pubblicato il: 14 December 2013

Due denunciati per possesso di arnesi atti allo scasso

Denunciati dalla Volante due cittadini romeni trovati in possesso di attrezzi atti allo scasso.
Nella tarda mattinata di giovedì 12 dicembre 2013, la Volante Adige alle porte della città ha fermato per controllo un furgone sospetto.
Dai primi accertamenti è emerso che i due uomini a bordo, residenti in provincia, avevano precedenti penali specifici per reati contro il patrimonio.
Ne è scaturito un approfondimento del controllo che ben presto ha dato ragione all’intuito dell’equipaggio.
I poliziotti hanno infatti rinvenuto una tronchese, una cesoia, uno scalpello e due torce munite di cinghia da calzare in testa il cui possesso non era giustificato.
Sequestrati gli arnesi idonei allo scasso, i due possessori, un trentatreenne e un trentaquattrenne, sono stati denunciati in stato di libertà.


[Fonte: Questura di Rovigo - Categoria: I fatti del giorno]
Pubblicato il: 13 December 201

giovedì 12 dicembre 2013

Ladri di biciclette. Denunciato un giovane dalla Squadra Mobile

Nella mattinata di alcuni giorni fa, durante un servizio di prevenzione del crimine effettuato dalla Squadra Mobile in questo centro cittadino, un equipaggio notava due giovani che con fare sospetto si aggiravano nei pressi di alcune biciclette in sosta e regolarmente incatenate.
Vistisi scoperti dagli agenti in borghese, i due giovani romeni appena ventenni e di fatto senza fissa dimora, hanno tentato la fuga ma subito sono stati raggiunti e fermati.
All’atto del controllo gli operatori si accorgevano che uno di loro aveva un rigonfiamento nella parte anteriore del giubbotto. A richiesta dei poliziotti il giovane, aprendo l’indumento, estraeva una cesoia di grosse dimensioni e senza indugiare dichiarava che la stessa gli serviva per tranciare i lucchetti di qualche bicicletta lì parcheggiata.
In Questura, completati gli accertamenti sui due giovani, la cesoia veniva sequestrata ed il possessore denunciato in stato libertà per possesso di arnesi atti allo scasso.
[Fonte: Questura di Rovigo - Categoria: I fatti del giorno - 11 December 2013]

venerdì 29 novembre 2013

Domani la Mobilitazione regionale contro "Grandi Opere" e Produzioni inquinanti sfocerà nella Manifestazione unitaria a Venezia

Alla piattaforma aderiscono e partecipano la Rete dei Comitati Cittadini di Rovigo e la Rete dei Comitati Polesani.
Per l'elenco completo della adesioni potete vistare la pagina Facebook dei Beati Costruttori di Pace: https://www.facebook.com/beatiicostruttoridipace?fref=ts
Al momento sono 155 le adesioni di comitati, associazioni, gruppi di cittadini da tutto il Veneto

NO GRANDI OPERE – NO CONSUMO DI SUOLO
PER LA DEMOCRAZIA E I BENI COMUNI
PER IL DIRITTO DI RESPIRARE, LAVORARE, VIVERE IN VENETO

Sabato 30 novembre ore 14 – stazione FS di Santa Lucia – manifestazione regionale a Venezia

La Terra non ce la fa più: ha bisogno di un anno e mezzo per recuperare quello che le viene sottratto in un anno. “Il clima impazzito sconvolgerà il pianeta. Siamo vicini al punto di non ritorno” (Ipcc-Onu 2013). E il Veneto è una delle regioni più inquinanti e inquinate d’Europa.
 L’inquinamento atmosferico, prodotto da traffico, inceneritori, cementifici, centrali termoelettriche, industrie nocive, grandi navi, avvelena l’aria: la peggiore d’Europa.
 Cementificazione e asfaltatura del suolo impoveriscono le campagne, provocano frane e alluvioni, distruggono il paesaggio e un patrimonio storico ed ambientale di valore inestimabile.
 Eccessivi prelievi d’acqua inaridiscono i fiumi, provocando l’avanzamento del cuneo salino, e l’abbassamento delle falde acquifere.
 Col sistema del “project financing” banche e grandi imprese succhiano miliardi di risorse pubbliche. Per i cittadini questo significa solo debito, aumenti di tariffe per i servizi e per pedaggi speculativi.
 I cittadini e i Comuni non contano più nulla poiché la Regione ha azzerato la pianificazione urbanistica riducendola ad un incredibile delirio di autostrade e “progetti strategici” (mega-poli commerciali direzionali), mentre le verifiche ambientali sono ridotte a pura formalità.
Gli abitanti del Veneto sono da anni impegnati in una moltitudine di vertenze locali, volte a salvaguardare la vivibilità del territorio. Cittadine e cittadini di buona volontà si sono finalmente riuniti per chiedere una urgente inversione di rotta:
 Fermare subito le “grandi opere” inutili e dannose (nuove autostrade e linee TAV, carbone nella centrale di Porto Tolle, MOSE, scavo nuovi canali in laguna, nuove scogliere e false barene-discariche);
 Allontanare definitivamente le “grandi navi” dalla Laguna;
 Liberare il territorio dalle servitù militari
 Finanziare i Comuni, anche con la Cassa Depositi e Prestiti per manutenzione, messa in sicurezza, riqualificazione energetica di edifici pubblici e territorio – vera grande opera necessaria - dando lavoro alle piccole e medie imprese
 Riconversione ecologica delle città, delle industrie e dell’agricoltura per creare buona e stabile occupazione
 Gestione pubblica e partecipata, senza profitti in bolletta, di acqua e servizi pubblici – No allo sfruttamento indiscriminato delle risorse idriche
 Fermare la privatizzazione della sanità: i “project financing” ospedalieri sottraggono risorse pubbliche alla prevenzione e alle prestazioni sanitarie
 Stop al consumo di suolo agricolo : cambiare la legge urbanistica regionale e il nuovo PTRC – Piano Territoriale Regionale - per tutelare il patrimonio storico, culturale e paesaggistico, attuando finalmente e per intero il Codice nazionale del Paesaggio.
 Basta con il ricorso alla “legge obiettivo” e ai commissari straordinari
 Basta con inceneritori, cave e discariche – Incentivare riduzione, riuso e riciclo dei rifiuti
 Stop a nuove autostrade, strade, raccordi e poli commerciali che desertificano i nostri centri, distruggendone il tessuto sociale e le attività economiche: investire per recuperare aree ed edifici da bonificare e riqualificare (a partire da Porto Marghera) per attività innovative.
 Investire non in autostrade e Alta Velocità, ma in rinnovo e potenziamento delle ferrovie esistenti con un piano integrato di vera intermodalità. Favorire il trasporto pubblico locale e regionale (SFMR). Favorire la mobilità ciclo-pedonale. Spostare il trasporto merci dalla gomma alla rotaia.
 Ricostruire gli organismi di valutazione e controllo ambientale per renderli indipendenti dai poteri politici ed economici: eliminare i conflitti d’interesse e di competenze e la concentrazione di tutti i poteri (di Piano, progetto, valutazione, attuazione e controllo) in una sola figura.
 Garantire pubblicità e trasparenza ai lavori delle Commissioni d’inchiesta del Consiglio regionale sulla “finanza di progetto” e le aziende regionali, innanzitutto su Veneto Strade SpA
 Smantellare l’intreccio politica-affari oggi all’attenzione della Magistratura
 Difesa della Costituzione e delle assemblee elettive, contro ogni tentazione presidenzialistica. Partecipazione piena dei cittadini alle decisioni e ai controlli.
I comitati e i movimenti, le associazioni e i gruppi di cittadinanza attiva operanti in Veneto invitano tutte e tutti a far sentire la loro voce e a partecipare alle iniziative programmate.

Estorsione e sfruttamento della prostituzione. Arrestati due coniugi cinesi

Personale della Squadra Mobile in collaborazione con i colleghi di Cremona ha tratto in arresto due coniugi cinesi per estorsione e sfruttamento della prostituzione.
A portare sulle tracce dei due la denuncia di una trentacinquenne connazionale stanca di essere sfruttata come prostituta. I due coniugi infatti procacciavano i clienti, tutti facoltosi cinesi intascando le somme per le prestazioni sessuali. Il rifiuto della ragazza ha suscitato la furia della coppia che per tutta risposta ha minacciato di morte la malcapitata ed i suoi familiari rimasti in Cina, chiedendo come pegno delle minacce la somma di centomila euro. L’incontro per la consegna di metà della somma veniva fissato presso un fast food di Rovigo dove, tra patatine fritte ed hamburger, c’erano anche gli investigatori. Effettuata la consegna la coppia è stata immediatamente tratta in arresto e condotta presso il carcere a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
[Fonte: Questura di Rovigo, Categoria: I fatti del giorno del 27 Novembre 2013 ]

Rapina al supermercato. Arrestato dalle Volanti

Nella mattina di sabato scorso personale delle Volanti e del Reparto Prevenzione Crimine di Padova ha arrestato per rapina un pluripregiudicato rumeno.
Alle 10 circa è giunta al 113 la segnalazione di un’aggressione in atto presso un supermercato di Viale Porta Adige. Immediatamente la Volante e una pattuglia del Reparto Prevenzione Crimine di Padova, impegnata in un servizio straordinario di controllo del territorio, convergevano sul posto e bloccavano un rumeno ventitreenne.
Il giovane era stato sorpreso oltrepassare le casse senza provvedere al pagamento di generi alimentari occultati in un borsello. Vistosi scoperto aveva subito aggredito la responsabile per impedirle di chiamare il 113 ed altro personale interno per guadagnare la fuga, picchiando con pugni e calci, tentando di farsi largo anche con un pallet di legno.
Provvidenziale è stato l’arrivo degli agenti che hanno bloccato il rumeno procedendo al suo arresto per rapina impropria. Condotto prima all’ospedale civile per accertamenti è stato poi associato alla locale casa circondariale.
Stamane l’udienza per la convalida dell’arresto e la condanna ad un anno e sei mesi di reclusione.
[Fonte: Questura di Rovigo; Categoria: I fatti del giorno del 25 November 2013]

giovedì 14 novembre 2013

Incominciati i lavori per lo sviluppo della banda larga sul territorio del comune di Porto Tolle

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Il progetto stanziato nell’aprile del 2013 e finanziato dalla Regione Veneto e dal Ministero dello Sviluppo Economico, prevede la realizzazione di infrastrutture per le telecomunicazioni, è incluso nel programma per lo sviluppo della Larga Banda in tutte le aree sottosviluppate del paese. La mancata disponibilità di servizi di comunicazione in banda larga costituisce un fattore di divario digitale che si traduce nell’emarginazione di fasce di popolazione ed aree economiche dai flussi di informazione e dell’economia della conoscenza. La propagazione della banda larga è un progetto di sviluppo, delle telecomunicazioni, molto importante per il comune di Porto Tolle. Le società interessate nel progetto sono: l’Invitalia che ha il compito di sostenere i settori strategici per lo sviluppo, l’Infratel Italia spa, che svolge la funzione di soggetto attuatore del programma e la SIELTE spa, ditta esecutrice dei lavori. Le località (suddivise in zone “lavoro”), interessate all’interno del vasto territorio di Porto Tolle dove verranno posizionate le “dorsali della fibra ottica” sono: giunto Ca’Dolfin–Scardovari, giunto Ca’Mello-Porto Tolle2, Rivà-Porto Tolle, giunto Cà Mello-Tolle, Porto Tolle-Donzella, giunto Mazzini-Pila, Polesine Camerini-Isola Camerini, Porto Tolle- Cà Mello, Donzella-P.Camerini-Santa Giulia. Durante i lavori nelle strade potranno esserci alcuni disagi per la circolazione, in alcuni tratti stradali il traffico sarà controllato da un semaforo mobile.

giovedì 7 novembre 2013

Rovigo, arrestato albanese ricercato da oltre un anno

60475_2.jpgRicercato dal maggio 2012 per essere evaso dagli arresti domiciliari a Casalecchio di Reno, è stato catturato ieri sera dagli uomini delle Volanti a Rovigo, dopo una precipitosa e rocambolesca fuga a piedi.

In tre viaggiavano a bordo di una VW Golf che procedeva a fari spenti lungo via Sacro Cuore.

Intercettati dalla Volante Duomo, sono stati bloccati per un controllo.

Alla vista degli agenti, uno di loro si è lanciato in una folle corsa a piedi, inseguito da un’agente.

Il fuggitivo, con il poliziotto alle calcagna, nel cercare di far perdere le proprie tracce, ha imboccato il primo vicoletto che ha visto, ritrovandosi dopo poco di fronte a un cancello invalicabile: era l’accesso carraio della Questura.

Disperato, mostrando doti di agilità non comuni, con uno scatto fulmineo ha scavalcato la recinzione laterale delle abitazioni private confinanti.

Circondata l’area, è scattata la caccia all’uomo conclusasi dopo un lungo inseguimento a piedi lungo via Badaloni da parte di un poliziotto che, libero dal servizio e in abiti civili ha dato manforte ai colleghi impegnati nella ricerca.

Accompagnato in ufficio, l’uomo è stato identificato attraverso la comparazione delle impronte digitali.

E’ così emerso che il ventitreenne albanese, arrestato per fatti di droga a Prato, si trovava agli arresti domiciliari a Casalecchio di Reno.

Evaso e resosi irreperibile, era ricercato dal maggio 2012.

[Fonte: http://questure.poliziadistato.it/Rovigo; Categoria: I fatti del giorno]

Titolare licenza armi e medico curante denunciati per falso

60434_2.jpgSono stati denunciati in stato di libertà per falsità ideologica in certificati un utente titolare di licenza di porto di fucile ed il suo medico curante.

Nel 2011, dopo la presentazione di tutta la documentazione prevista, comprensiva della certificazione sanitaria, era stata rilasciata una licenza di porto di fucile per uso tiro a volo ad un quarantenne della provincia.

Lo stesso quarantenne, però, nel luglio di quest'anno, dovendo rinnovare la patente di guida, è stato invitato a presentarsi presso la Commissione Medica Locale per mancanza dei requisiti psicofisici.

Questo particolare ha fatto sorgere dubbi ai poliziotti dell’ufficio armi che hanno avviato immediatamente le indagini, coordinate dal Sostituto Procuratore Sabrina Duò.

La paziente ricerca dei trascorsi, ricostruiti anche attraverso le dichiarazioni rese dai vari protagonisti, ha fatto emergere che il certificato anamnestico presentato dall’interessato per ottenere il porto d’armi, rilasciatogli dal medico di famiglia nel 2011, non era completo.

In quest'ultimo certificato non figuravano infatti informazioni rilevanti in ordine al profilo anamnestico dell'utente, tra le quali un disturbo noto al medico, ritenuto importante per il giudizio di idoneità psicofisica.

In sostanza, il certificato all'epoca del rilascio non corrispondeva alla reale situazione delle condizioni psicofisiche dell'interessato, che perciò è stato denunciato per falso in concorso con il medico curante.

Naturalmente la licenza di porto di fucile, nel frattempo rilasciata, è stata revocata e le armi a scopo cautelativo sono state ritirate.

Nel 2010 è stato deferito per il medesimo reato altro medico di fiducia di questa provincia perché non aveva segnalato i problemi psichici e le sostanze psicoattive che il proprio assistito assumeva, procedimento penale conclusosi con la pena patteggiata di 2 mesi di reclusione.

[Fonte: http://questure.poliziadistato.it/Rovigo; Categoria: I fatti del giorno]

Mozione sospensione progetto Passante Nord Chiarimenti dell’assessore Rizzi

1769173.jpg“La frase riguardante il Passante Nord, contenuta nel Piano del traffico redatto dall’ing. De Bernardi e Molteni, è stata, a mio giudizio, strumentalizzata e interpretata in modo deviato”. E’ quanto ha affermato l’assessore alla Mobilità Germano Rizzi dopo l’approvazione ieri in Consiglio Comunale, della mozione presentata dalla minoranza, che sospende il progetto del Passante Nord.

Secondo i consiglieri che hanno proposto la mozione, per i tecnici che hanno redatto il Piano non sussistono più le condizioni per la realizzazione del Passante Nord.
In realtà, ha spiegato De Bernardi, il Piano del traffico opera a breve termine sui flussi attuali e in questo scenario il Passante Nord non c’è.
“Mi auguro – ha concluso Rizzi – che questi chiarimenti, che verranno ribaditi per iscritto nell’elaborato del Piano del traffico, servano a far capire che le argomentazioni su cui era fondata la mozione di ieri , erano solo pretestuose e strumentali al raggiungimento di obiettivi che nulla hanno a che vedere con il Piano del traffico.

 

Comune di Rovigo, 06/11/12

Comunicato n. 511

Questura di Rovigo, l'Ufficio Armi diffonde un vademecum per gli utenti

54262_2.jpgNegli ultimi sei mesi è stato registrato un crescente numero di infrazioni in materia di armi e munizionamento (acquisto, cessione, trasferimento, rinvenimento) che hanno comportato un deciso aumento di sanzioni e sequestri.

Sono state denunciate otto persone e sequestrati sette fucili, cinque pistole, oltre trecento proiettili.

Da qui è nata l’idea di aiutare il cittadino-utente a non incorrere in omissioni o inadempienze che possono avere gravi conseguenze, anche penali.

Così, l’Ufficio Armi della Questura di Rovigo ha predisposto un vademecum per gli appassionati utenti che sarà trasmesso alle armerie, alle associazioni, ai Commissariati, ai Carabinieri, alla Guardia di Finanza perché abbia la massima diffusione.

Sarà inoltre consultabile anche sul web, nella Carta dei Servizi del sito della Questura di Rovigo.

martedì 5 novembre 2013

Rovigo: l'intervento del Sindaco Bruno Piva alla Cerimonia per il 4 Novembre

1769153.jpgAutorità civili, militari e religiose, reparti in armi,  associazioni combattentistiche, concittadini tutti,

con l’emozione di  sempre, ci ritroviamo oggi riuniti - a Novantacinque anni dalla fine di un  conflitto mondiale, che si è concluso con l’armistizio siglato con l’Impero austro – ungarico a Villa Giusti (PD) - per commemorare chi, nel tempo e in scenari diversi, pur magari giovanissimo, ha sacrificato la vita per la sua Patria, la nostra Italia, consentendo i successivi,  radicali,   mutamenti politici e sociali che ne hanno determinato il cammino repubblicano e democratico fino ad oggi,       quattro novembre duemilatredici.

Celebriamo oggi la ricorrenza della fine di un conflitto, ma vogliamo  ricordare, con il dovuto rispetto, quanti  soffrirono, militari e civili, durante quei terribili anni che hanno insanguinato il nostro Paese.
 La gratitudine della Patria, di tutti noi presenti, che ne siamo parte attiva, è rivolta  proprio a coloro che, con la loro vita, i loro sacrifici, lottarono per creare l’Italia  Unita,  Libera e  Democratica.
Un patrimonio inestimabile, che proprio in questo periodo di  gravi difficoltà, va sempre più valutato e difeso.

Rivolgo, a nome di tutta la cittadinanza, un pensiero ai nostri militari caduti, anche recentemente, nelle diverse missioni che le nostre Forze armate compiono nel mondo. Ed in particolare ai nostri polesani: capitano Massimo Ranzani e Mauro Gigli.
Alle loro famiglie giunga la nostra sentita e rispettosa vicinanza.

A tutti i giovani che, in arme ed in servizio di volontariato,  prestano la loro opera di solidarietà e di pace in diversi Paesi nel mondo, rinnoviamo il nostro ringraziamento  ma anche il nostro sostegno ed incoraggiamento, fiduciosi che servirà a dare maggior vigore alle loro generose scelte.

I nostri ragazzi, gli ufficiali, i Comandanti che sovrintendono alle varie operazioni in atto, dimostrano al mondo intero le loro capacita professionali e l’orgoglio di essere italiani, come grande è l’orgoglio e la militare compostezza dimostrata dai nostri marò:   Massimiliano Latorre e Salvatore Girone che da troppo tempo aspettano che sia definita una giustizia che tarda arrivare.
Il nostro appoggio morale li possa raggiungere e li aiuti a rendere meno pesante la loro attesa di rientrare in seno alle loro famiglie.

In questo momento, è più che doveroso ricordare le nostre forze militari che sono quotidianamente impegnate nel canale di Sicilia, col delicato compito di soccorrere tanti esseri umani che un destino avverso spinge all’abbandono della propria Patria, considerata ormai inospitale, per correre incontro ad un futuro ignoto e, talora  funesto. 
Questa è ulteriore testimonianza del lavoro costante ed attento delle nostra Forze armate,  impegnate in missioni non bellicose, bensì umanitarie,   che continuano a salvare centinaia di vite umane: donne, bambini e uomini che affrontano viaggi in condizioni disumane,  persone disperate che sperando di raggiungere le nostre coste, per ricostruirsi una vita, finiscono spesso in balia di trafficanti senza scrupoli, veri mercanti della morte,
Speranza che, spesso e drammaticamente, si interrompe con la loro stessa vita, nei nostri mari, se non opportunamente  presidiati.

Rivolgendomi a tutti voi, ma in particolare ai giovani, auspico che mai debba venir meno l’amore per la Patria, da intendersi non come mera espressione di nazionalismo, ma come senso profondo di  una comune fratellanza e di una identità collettiva che, soprattutto nei momenti di maggiori difficoltà – come quello che attualmente viviamo - deve emergere per creare solidarietà ed abbattere quelle che vengono interpretate  a volte come barriere politiche, culturali o sociali.

Auguro a tutti, ai nostri soldati e soprattutto ai nostri giovani, non solo di conservare l’unità e la pace nella nostra Nazione, ma di saperle alimentarle sempre più, considerandole un valore aggiunto, che consolida la nostra identità nazionale.
Il 4 novembre rappresenta anche il giorno della nostra “memoria” per non dimenticare gli orrori della guerra e  per ricordare che la guerra, anche quando ritenuta inevitabile, è portatrice di violenza, che genera altra violenza e distruzione della vita in ogni sua forma.

Cerimonie come quella odierna non sono e non vogliono essere meri adempimenti.
Noi tutti , col resto d’Italia, siamo riuniti per tenere viva anche questa memoria.
Per dire forte e chiaro che nessun popolo può dimenticare la sua storia o perderebbe la sua identità
Conoscere e celebrare la propria  storia significa non solo recuperare il passato, ma anche impegnarsi a guardare al futuro con la consapevolezza di non dover mai più ricorrere alla violenza, all’illegalità, all’ingiustizia, alla sopraffazione,  alle divisioni, alle intolleranze, alle discriminazioni di qualsiasi natura.

L’obbligo di assicurare un futuro di pace alle giovani generazioni, all’Italia, passa attraverso  il mantenimento di una memoria collettiva del nostro passato,  rispettosa della verità che ha generato i vari eventi, anche quelli considerati meno nobili.
E la memoria passa attraverso la buona educazione,  lo studio, l’approfondimento culturale e il buon ascolto.
La buona educazione  e lo studio sono alla base della formazione della civiltà  e della coscienza civica.
E una coscienza civica non può non aver radicato in sé il rispetto per le istituzioni e prima ancora la loro conoscenza e ruolo e di certo è maggior garanzia di una partecipazione consapevole, attiva e interessata al bene comune, all’insegna del pensiero democratico.


Nel nuovo contesto europeo,   a  cui partecipiamo a pieno titolo, l’unità del Paese non è solo ricerca ed affermazione di unità geografica, ma dei valori condivisi,  sanciti dalla nostra Carta Costituzionale,    valori che danno alla nostra comunità il senso di appartenenza, di solidarietà e sano impegno civile che ci contraddistingue.
Fortificati da questa più allargata cittadinanza,  continuiamo a onorare i nostri caduti, gli eroi del Piave, i ragazzi del 1899. 
Abbiamo il dovere di riconoscere loro il posto che meritano nella costruzione di un’Italia libera e unita e al tempo stesso animata da un anelito di pace e comunanza tra i popoli europei.

A quei giovani militari o civili, alle loro vite non vissute, a tutta la popolazione caduta in guerra, rendiamo anche quest’anno un sentito omaggio ricordandoli con il rispetto e la viva partecipazione collettiva
Alle nostre Forze Armate va  il nostro sostegno per la loro opera costante e sempre attiva,  per i valori che ne animano le scelte e le azioni.

Ringrazio infine tutti coloro che hanno presenziato all’odierna celebrazione, testimoniando ancora una volta coscienza civile e condivisione del sentimento comune della nostra città di Rovigo.

 


Comune di Rovigo, 04/11/2013
Comunicato n. 508/13

lunedì 4 novembre 2013

Recuperato in Ungheria motore marino rubato a Porto Tolle

download (11).jpgRecuperato in Ungheria un motore marino rubato a Porto Tolle la notte tra il 15 e il 16 settembre scorso.

Il proprietario, un pescatore residente a Porto Tolle, all’alba di quel lunedì 16 settembre constatò il furto di un motore fuoribordo Honda del valore di 5000 euro, installato sulla propria imbarcazione professionale e di un’altra imbarcazione in legno, sempre di sua proprietà.

I natanti erano ormeggiati nell’area golenale del fiume Po di Venezia, situato a ridosso del centro abitato di Ca’ Tiepolo.

I poliziotti della Squadra Nautica intrapresero immediatamente le ricerche, rinvenendo durante la stessa mattinata l’imbarcazione in legno, utilizzata verosimilmente dai ladri per allontanarsi in acqua con il  motore asportato.

Nel frattempo, i colleghi della Sezione Anticrimine del Commissariato di Porto Tolle, avviarono le indagini e diramarono in campo internazionale le ricerche del motore Honda.

Nella serata dello stesso giorno, il Commissariato di Porto Tolle fu contattato dall’ufficio di collegamento della polizia di frontiera.

Durante un controllo eseguito dalla polizia ungherese nella località  Nagylak, sita al confine con la Romania, era infatti stato rinvenuto a bordo di un furgone condotto da due cittadini rumeni un motore marino simile a quello asportato la notte precedente a Porto Tolle.

Seguirono ore di lavoro frenetico per gli agenti del Commissariato.

Le  indagini da loro condotte appurarono che il mezzo utilizzato per il trasporto del motore fuoribordo fino allo stato ungherese con a bordo i due soggetti, nella serata del 15 settembre 2013, si trovava nel Comune di Porto Tolle.

Alla fine, reperite tutte le informazioni necessarie per identificare il motore, i poliziotti italiani spianarono la strada ai colleghi ungheresi e consentirono loro di arrestare gli autori del furto.

 

L’avente diritto ha recuperato il motore Honda direttamente in Ungheria, nella città di Makò.


[fonte: http://questure.poliziadistato.it/Rovigo; Categoria: I fatti del giorno]

03 November 2013

Commemorazione dei caduti della Polizia di Stato

60356_2.jpgIl 2 novembre, giorno dedicato alla commemorazione dei defunti, il Questore di Rovigo alle ore 9 ha deposto una corona di alloro al monumento dei caduti.

Alla semplice ma sentita cerimonia, officiata da Don Mario Lucchiari, hanno partecipato il Vice Questore Vicario, i funzionari, il personale in servizio, la delegazione A.N.P.S., i rappresentanti sindacali ed i genitori dell’Ispettore dei NOCS, Samuele Donatoni.

 

[fonte: http://questure.poliziadistato.it/Rovigo; Categoria: I fatti del giorno]


02 November 2013

I furbetti del test di italiano

60215_2.jpgDue denunciati dagli agenti dell’ufficio immigrazione a seguito del controllo effettuato presso la sede ove si svolgevano i test di italiano per l’ottenimento del permesso di soggiorno di lunga durata.

Gli operatori dell’Ufficio Immigrazione hanno atteso il regolare inizio delle prove di Italiano presso l’Istituto Scolastico per entrare in azione.

Il capillare controllo dei documenti di identità e di soggiorno degli esaminandi ha permesso di individuare due cittadini cinesi, un minore ed una naturalizzata italiana, i quali si erano sostituiti ad altri connazionali evidentemente con una minore dimestichezza con la lingua italiana

il poliziotti oltre al sequestro dei documenti falsi hanno denunciato i due furbetti  per i reati di sostituzione di persona, falsa dichiarazioni rese a Pubblico Ufficiale sulla propria identità, falsità materiale ed ideologica in atto pubblico.

[fonte: http://questure.poliziadistato.it/Rovigo; Categoria: I fatti del giorno]

Pubblicatoil:29 October 2013

martedì 29 ottobre 2013

Solidarietà a Giuseppe Franchi e al procuratore Carlo Negri

download.jpgL'Unione Sindacale di base esprime la propria solidarietà al sindacalista Cgil Giuseppe Franchi e al procuratore Carlo Crespi per le deliranti e vili minacce di cui sono stati fatti oggetto.

Chiunque svolga la propria funzione con serietà e coscienza non può e non deve subire atti intimidatori.
Contro ogni tentativo di chiudere la bocca e costringere al silenzio con la pressione minacciosa e ricattatoria la reazione non può che essere forte, collettiva e immediata.
 
Unione Sindacale di base
Usb Polesine