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venerdì 18 marzo 2016
Impegno per il Bene Comune: il Comune si schieri a fianco degli ospiti e dei loro familiari per pretendere che la Regione paghi le rette per gli ammalati di Alzheimer
giovedì 10 marzo 2016
Adria, aumentano le rette della Casa di Riposo. Impegno per il Bene Comune invita il Sindaco a sollecitare la Regione ad adeguare la quota di sua competenza.
martedì 14 luglio 2015
Azzalin vicepresidente della III commissione consiliare: Stop al consumo di suolo reddito agricolo e fondi di rotazione. Subito legge speciale per il Polesine. Il Parco del Delta del Po diventi interregionale
mercoledì 8 luglio 2015
Congiuntura 2014 agroalimentare veneto, Azzalin: occupati in calo, necessario intervenire. Massimo impegno per la salvaguardia dei prodotti lattiero-caseari.
mercoledì 8 aprile 2015
Alessandra Moretti illustra il programma elettorale - video
Al di là di ogni banale e semplicistica posizione, i cittadini che intendono riporre fiducia nelle promesse volte alla lotta agli sprechi nella politica ed alla corruzione hanno ed avranno diritto a chiederne conto soprattutto se queste promesse sono fatte da coloro che dovrebbero esserne le prime 'vittime'.
Il programma della Moretti riassume, infatti, scelte difficili che tutti auspicano: taglio delle indennità, ricalcolo dei vitalizi (quasi 60 milioni di euro di tagli al funzionamento di Giunta e consiglio regionale con abolizione degli assegni di fine mandato) e ricalcolo di tutti i vitalizi (che costano ai veneti 11 milioni di euro) oltre a provvedimenti incisivi finalizzati a rinnovare il sistema appalti.
In particolare, la candidata della coalizione di centro sinistra, illustra come vi sia la previsione di tagliare dell'80% indennità di funzione del presidente della Giunta regionale, oltre al 10% dell'indennità di carica, con un risparmio annuale di circa di 5 milioni e 800mila euro.
I rimborsi spese previsti per ciascun consigliere regionale, saranno limitati ad un tetto massimo di euro 1500 mensili proporzionati alle spese effettivamente sostenute, in luogo degli attuali 4500 euro forfettari.
Il programma elettorale, inoltre, affronta anche la riduzione delle aziende partecipate e i loro consigli di amministrazione passando dalle 98 attuali a 2 macro holding, una per le infrastrutture, l'altra per la gestione e gli interventi finanziari.
Nel video di IReporter i particolari del piano di lotta agli sprechi della politica e trasparenza illustrato ieri nella sede del comitato elettorale a Limena (Padova).
martedì 7 gennaio 2014
Il gruppo regionale di Forza Italia nomina Marco Marin coordinatore regionale “La scelta di un senatore giovane e sportivo è simbolo di rilancio e garanzia”.
“Esprimiamo con gioia, orgoglio e soddisfazione la scelta di una persona giovane – spiegano i quattro consiglieri – di comprovata esperienza, perché è simbolo di rilancio, di rinnovamento per il partito e, nel contempo, di garanzia. A questo si aggiunge – continuano i consiglieri – che Marin è un grande sportivo, nel fisico e nell’animo, che è sinonimo di lealtà, correttezza e rispetto degli avversari, ma soprattutto di grandi “performance”.
Gruppo Forza Italia Veneto
sabato 21 dicembre 2013
Strutture per anziani non autosufficienti: Cristiano Pavarin risponde alle domande dell'Avvocato Guarnieri sul meccanismo dei posti a libero mercato
Personalmente non entro nel merito della singola questione, ma ritengo doveroso trattare il tema nella sua integrità.
Mentre condivido in pieno le sue preoccupazioni rivolte nei confronti di chi è costretto a pagare rette esorbitanti pur di trovare un posto in una struttura adeguata, credo che il tema meriti comunque di essere approfondito, anche sotto l'aspetto giuridico-amministrativo.
Sono convinto di come lo stesso Guarnieri e chiunque altro ricopra incarichi istituzionali vicini alla gente dovrebbe chiedersi, anche attraverso i dovuti approfondimenti legali, i motivi che determinano quel particolare tipo di ospitalità e quale sia il riferimento giuridico che regola la materia in tema di assistenza socio sanitaria.
Gli ospiti a libero mercato sono persone anziane, alle quali è stata riscontrata una condizione di non autosufficienza da parte di un'apposita commissione multidimensionale, motivo per cui hanno il diritto sancito dalla legge di essere assistiti e curati presso idonea struttura convenzionata con la Regione.
La normativa vigente in materia (Dpcm 14 febbraio 2001), prevede che il 50% del costo della retta di ricovero per gli anziani non autosufficienti debba essere finanziata a favore di tutti gli aventi diritto, da parte della Regione, attraverso un contributo personale continuativo, denominato quota sanitaria, mentre l'altro 50%, la quota alberghiera, rimane a carico dell'ospite.
Nel Veneto, purtroppo questo non accade compiutamente, tanto che una parte considerevole di persone non autosufficienti sono costrette al pagamento di costi esorbitanti anche se in alcuni casi, vengono finanziate le forme di contributo che cita giustamente Guarnieri, ma che comunque non basterebbero per recuperare il dovuto.
Si informi, l'amico Aldo, per rendersi conto, anche attraverso la riconosciuta competenza giuridica che esercita nella sua professione di avvocato, di come la Giunta regionale del Veneto, nonostante abbia recentemente aumentato il numero dei posti accreditati nelle strutture autorizzate, portandoli a un totale di 36mila, si limita a finanziare solamente 24mila impegnative sanitarie, lasciando scoperti in questo modo 12mila posti potenzialmente trasferibili nel libero mercato.
Con questo tipo di ricoveri i costi previsti a carico degli ospiti non autosufficienti (persone che per loro condizione di salute devono essere assistite e curate) e delle loro famiglie, che variano dal tipo di struttura da un minimo di 2100 a un massimo di 3200 euro mensili (un lusso che pochi possono permettersi,o che costringe alla rinuncia dei beni)!!
E' altrettanto vero che i posti letto nelle strutture del territorio di competenza dell'Asl 18 nel medio alto polesine, sono circa 1500, ma le impegnative sanitarie previste dalle delibere regionali ne finanziano poco più di 1050, e, quindi, la differenza determina la lista l'attesa, nella speranza che si liberi un posto in convenzione, lasciato libero per effetto di un lutto, magari del vicino di stanza.
Credo sia giunta l'ora di chiarire, a tutti i livelli istituzionali come vengano governate queste importanti tematiche sociali, che nei prossimi anni potrebbero avere effetti devastanti dato il progressivo invecchiamento della popolazione.
Cristiano Pavarin
venerdì 20 dicembre 2013
Padrin, Mainardi, Bendinelli: “Forza Italia non partecipa al voto, questo è un pasticcio!”. Una maggioranza Pdl-Pd boccia 15 volte la Giunta
E’ la domanda che sorge spontanea al Gruppo regionale di Forza Italia e che il capogruppo Leonardo Padrin ha rivolto all’aula del Consiglio regionale riferendosi al Progetto di legge n.374 “Norme in materia di società regionali”, spiegando le motivazioni del gruppo di Forza Italia a non partecipare al voto.
“Questo Progetto di legge – hanno spiegato Leonardo Padrin, Mauro Mainardi e Davide Bendinelli, i tre consiglieri di Forza Italia in aula – ha delle dinamiche da “palla avvelenata”: è partito dalla Prima Commissione, è arrivato in aula consiliare delegando la Giunta regionale ad assumerne la responsabilità e le decisioni, ma la Giunta ha rifiutato la stessa delega con degli emendamenti, emendamenti che però sono stati bocciati dal Consiglio.
“Ognuno deve assumersi le proprie responsabilità, la Giunta regionale ha presentato 15 emendamenti a questo Progetto di legge che sono stati tutti bocciati da una maggioranza composta da Pdl e Pd, ma dov’è il coordinamento? In questo modo – aggiungono i tre – si costringe la Giunta ad eseguire un compito che, di fatto, non vuole compiere.”
“E’ incongruente – aggiungono i consiglieri – costringere un soggetto (la Giunta regionale) con cui vi è un rapporto fiduciario, ad una delega che ha, di fatto, ha rifiutato”.
“Che futuro – concludono i tre - e quali obiettivi può avere un provvedimento in cui il delegato rifiuta la delega del delegante? Alla fine della giostra il provvedimento legislativo che ne uscirà avrà perso sia il suo significato che la sua efficienza”.
Gruppo Forza Italia Veneto
giovedì 19 dicembre 2013
Bocciato l’emendamento di Forza Italia che toglie il compenso al garante regionale dei diritti della persona Padrin, Mainardi, Bendinelli, Sernagiotto (Forza Italia): “Il garante deve essere una figura “alta” di chiara fama che non faccia del suo ruolo una professione”
“Le motivazioni dell’emendamento sono semplici – ha spiegato il relatore Davide Bendinelli - vogliamo che questa figura abbia una caratura morale non legata a logiche di compenso, quindi non faccia del suo ruolo un “mestiere” da cui trarre un profitto ma riceva solo rimborsi spese di vitto e trasporto strettamente legate alla sua attività. E’ un segnale – ha aggiunto Bendinelli - che il gruppo di Forza Italia vuole dare in linea con la ‘spending review’”.
L’emendamento ha creato un notevole scompiglio in aula e il capogruppo Leonardo Padrin ha così risposto ad alcuni consiglieri che sostenevano la legittimità del compenso del garante al pari del ruolo di un consigliere regionale.
“La differenza – ha spiegato Padrin – è che noi siamo eletti dal popolo mentre questa figura, importante, che stiamo creando, è una nomina di secondo grado. Come Forza Italia vogliamo che la persona scelta per svolgere questo ruolo sia di chiara fama e garantisca una funzionalità che prescinde da un emolumento economico. Solo in questo modo – ha aggiunto Padrin - si crea una struttura affidabile dove il garante non agirà in base ad interessi politici o di svariata natura per mantenere il suo incarico perché da esso non deriva il suo sostentamento”.
L’assessore Remo Sernagiotto ha ricordato: “Nessuno dei 9 commissari delle Ipab oggi recepiscono più di 1500 euro al mese per il loro incarico, spese comprese, ma prima del mio arrivo in giunta quel compenso si aggirava attorno ai 4500 euro al mese. La logica è la stessa, perché il garante dovrebbe essere economicamente indipendente dall’incarico che gli viene assegnato. Il nostro emendamento intende rappresentare la volontà dei cittadini”
Gruppo Forza Italia Veneto
lunedì 16 dicembre 2013
Padrin, Mainardi, Bendinelli, Sernagiotto (Forza Italia): “Salviamo le borse di studio per i medici in formazione specialistica delle università venete” Il Gruppo Regionale di Forza Italia presenta una mozione per chiedere al Governo di bandire 6mila nuovi contratti di formazione medica specialistica per l’anno 2013/2014 e si schiera contro la graduatoria unica per tutte le regioni.
E’ infatti allo studio del MIUR la creazione di un'unica graduatoria nazionale per l'assegnazione dei contratti di formazione specialistica. “Con la conseguenza che i primi classificati al concorso per l'accesso alle scuole di specializzazione – spiegano i consiglieri - potranno scegliere la sede preferita, mentre gli altri dovranno accontentarsi di quelle rimaste libere. Questo sistema porterebbe molti laureati veneti ad essere costretti a specializzarsi in altre parti d'Italia con aggravio delle spese regionali per formare medici che poi non lavorerebbero sul loro territorio”.
La mozione arriva in risposta a dati precisi e preoccupanti per il futuro della specializzazione medica italiana, a cominciare dalla crescita costante del numero degli accessi al corso di laurea in medicina. “Basta pensare – aggiunge il capogruppo di Forza Italia e presidente della V Commissione Sanità Leonardo Padrin – che si è passati dalle circa 7800 unità dell’anno accademico 2007/2008 alle oltre 10500 unità dell’anno accademico 2013/2014. Aumento a cui corrisponderà, nei prossimi anni, una conseguente crescita del numero dei laureati in medicina, destinato a superare le 9000-9500 unità per anno accademico”.
La mozione inoltre, tiene conto che nei prossimi 10 anni sono previsti massicci pensionamenti fra i medici dipendenti o convenzionati con il SSN, Servizio Sanitario Nazionale, (48% degli occupati in regime di dipendenza dal SSN e dalle Università, 62% dei medici di Medicina generale, il 58% dei Pediatri Libera Scelta e 55% degli Specialisti Convenzionati). Pensionamenti che, se non adeguatamente sostituiti con personale medico e specialistico, rischiano di sguarnire di risorse umane il Servizio Sanitario Nazionale, per cui verrebbe a mancare l’adeguata erogazione delle prestazioni assistenziali essenziali con un peggioramento della qualità dell’assistenza che minerebbe le stesse fondamenta dei servizi sanitari italiani.
I consiglieri di Forza Italia ricordano inoltre nella mozione che il numero di nuovi contratti di formazione medica specialistica è in diminuzione e, solo nell’ultimo periodo, si è passati dalle 5000 unità nell'anno accademico 2011/2012 a 4500 unità nell'anno accademico 2012/2013; che lo stanziamento attuale per contratti di specializzazioni per il 2013/2014 è sufficiente a garantire circa 2500 nuovi contratti a fronte dei circa 7500 laureati in medicina che il prossimo anno cercheranno di accedere alla formazione post-laurea.
“Per quanto riguarda la nostra regione – aggiungono i quattro – dei circa 2500 posti nelle scuole di specializzazione previsti a livello nazionale per l’anno accademico in corso, solo 189 verranno assegnati al Veneto, contro un fabbisogno di 602 unità. Le giovani generazioni di medici che non accederanno alla formazione medica post-laurea sono destinati ad un ruolo professionale marginale nel nostro Paese – aggiungono – e molti emigreranno in Paesi esteri per completare la loro formazione.
“Forza Italia intende combattere il fenomeno della “fuga dei cervelli” e, se le cose non cambiano, - concludono i consiglieri - il nostro Paese potrebbe trovarsi nell’assurda necessità di professionisti mentre questi sono costretti a specializzarsi all'estero, anche in Paesi che non garantiscono lo stesso livello di preparazione rispetto a quella italiana”.
Sernagiotto (Forza Italia) “Sì al Tavolo permanente sul Sociale con tutte le categorie” L’assessore regionale ai Servizi Sociali accoglie la richiesta emersa alla manifestazione regionale “Siamo il Sociale”
Sono le parole dell’assessore regionale ai Servizi Sociali Remo Sernagiotto (Forza Italia) all’indomani della convention regionale “Siamo il Sociale” sul tema della non autosufficienza che ha visto la partecipazione di circa 5000 persone al PalaFabris di Padova. L’assessore accoglie positivamente la richiesta di Ugo Campagnaro, presidente Confcooperative Federsolidarietà Veneto, per l’attivazione di una cabina unica di regia istituzionale sul tema del Sociale in cui sia coinvolto anche il Terzo Settore, per un monitoraggio dei bisogni e delle risposte basato su standard quantitativi e qualitativi.
“Ieri alla manifestazione ho ascoltato con molta attenzione tutte le osservazioni del “popolo del sociale” – ha detto Sernagiotto - ma ho notato che all’appuntamento mancavano alcune categorie, la mia intenzione è invece quella di coinvolgerle tutte realizzando un gruppo di lavoro per ascoltare tutte le voci: Confcooperative, Legacoop, le associazioni che si occupano della Sla, dell’autismo, della sindrome down, e così via. Nessuno deve rimanere escluso dal confronto – aggiunge l’assessore - perché assieme possiamo vagliare al meglio le risposte alle esigenze che sono diverse”.
“Chi invece alla manifestazione ha accusato presunti “tagli” alla disabilità e alla non autosufficienza – spiega Sernagiotto – ha detto una falsità: l’hanno scorso la Regione aveva stanziato 721 milioni di euro, quest’anno ne ha stanziati 732 milioni con uno sforzo enorme dati i tagli della “spending review”, ma era per noi era fondamentale non provocare disagi a chi deve già affrontare difficoltà ogni giorno. Va inoltre ricordato che la Regione del Veneto è l’unica regione d’Italia, ad oggi, a farsi interamente carico dei Ceod (Centri Educativi Occupazionali Diurni) senza chiedere la copartecipazione delle famiglie”.
sabato 14 dicembre 2013
I giovani Polesani a Villorba per il 3° Meeting dei Giovani – Il volo giova: dammi spazio. “Noi giovani cittadini cre-attivi”
Per qualsiasi informazione al riguardo, si può contattate la Provincia di Rovigo – Ufficio Politiche Giovanili (Tel. 0425 386371).
Per il terzo anno la manifestazione, dedicata ai giovani che ne vuole promuovere la partecipazione, creatività e capacità di innovazione proporrà diversi momenti di incontro, confronto e approfondimento con rappresentanti delle istituzioni, esperti e tanti giovani che hanno partecipato attivamente alle precedenti edizioni dei Bandi loro dedicati: “Giovani, cittadinanza attiva e volontariato” – II Ed., “Crea-lavoro: creatività giovanile per il Veneto del nuovo sviluppo” – II Ed., "Fiori di parole in musica: omaggio delle giovani generazioni ad un grande poeta veneto”, “Analisi, studio e diffusione di opere culturali e multimediali giovanili” – I Ed.. Inoltre, sarà l’occasione per presentare le nuove opportunità rivolte ai giovani nell’ambito della creatività, partecipazione, imprenditorialità e cultura.
L’incontro inizierà alle ore 9:30 con l’arrivo dei ragazzi e la colazione di benvenuto.
Alle 12:30 vi sarà il pranzo, organizzato in collaborazione con le Associazioni del territorio e alle 17:30 è previsto il concerto dell’Orchestra Ritmico Sinfonica Italiana diretta dal Maestro Diego Basso.
La giornata si concluderà verso le 18:30.
Per qualsiasi informazione:
www.osservatoriopolitichesociali.veneto.it
Per iscrizioni cliccare qui Osservatorio Regionale Politiche Sociali
giovedì 12 dicembre 2013
Nuovi tagli si abbattono sulle ULSS Venete. la n.19 di Adria salva. Comprenderà anche Cavarzere
Solo la provincia di Belluno (invariata) ed il Polesine, con le sue due ULSS, sarebbero state 'salvate'.
Nella nostra provincia, infatti dovrebbero rimanere le due Ulss di Rovigo ed Adria, che comprenderà anche Cavarzere.
Mentre la provincia di Venezia potrebbe far capo ad un'unica azienda sanitaria (in luogo delle tre attuali) comprendente le zone di Venezia, Mestre, Chioggia e Riviera del Brenta.
Il Veneto Orientale dovrebbe mantenere lattuale Ulss, nel trevigiano sarebbero unificate le Ulss di Treviso e Conegliano e salvaguardata l'Ulss di Asolo, Montebelluna e Castelfranco.
Anche la provincia di Padova perderebbe, secondo il disegno di legge, una Ulss (accorpando la n.15 e la n.16 e che comprenderebbe il capoluogo e cintura e l'Alta Padovana) e manterrebbe l'Ulss di riferimento della Bassa Padovana (corrispondente all'attuale Ulss 17).
Due per provincia le ULSS previste per Vicenza (una accorpante le attuali Ulss 3 e 4 e parte dell'ovest Vicentino ed una comprendente l'attuale azienda del capoluogo e l'altra parte dell'Ulss 5 dell'Ovest vicentino)e Verona (una Ulss per i territori a sud dall'asse autostradale ed una Ulss per quelli a nord, Verona e hinterland, Villafranca, Bussolengo e i comuni della sponda orientale del Lago di Garda).
L'operazione, che i proponenti hanno definito rispettosa delle peculiarità territoriali e aziendali e degli standards del piano sociosanitario, ira ad un risparmio di oltre 300 milioni di euro.
I firmatari della proposta si dicono certi che la riorganizzazione garantirà migliori servizi ai cittadini attraverso la distribuzione delle specialità e dei presidi nel territorio.
Il previsto risparmio sarebbe consentito dalla riduzione degli organici aziendali, dall'accentramento dei servizi tecnico-amministrativi e dei pagamenti ai fornitori.
Sul medesimo argomento sono già state depositate presso il Consiglio regionale ben altre quattro proposte di legge sostenute da Lega nord, Gruppo misto, Pd e Federazione della Sinistra veneta.
Il piano sociosanitario regionale, era stato oggetto, inoltre, di emendamenti diretti alla riduzione delnmero delle Ulss da parte di Italia dei Valori, Futuro popolare e Gruppo misto-Scelta civica.
Elisa Corniani
mercoledì 11 dicembre 2013
Consegnate a Zaia e Coletto le 'cartoline' firmate da 3 mila persone con diabete
Il Coordinatore della Giornata del Diabete in Veneto Giovanni Franchin le ha consegnate all'Assessore alla Sanità Luca Coletto che lo attendeva all'approdo sul Canal Grande della sede regionale.
Franchin ha consegnato le cartoline (del peso di 15 chili) all'Assessore Coletto e ha incontrato il Presidente Luca Zaia e l'Assessore ai Servizi Sociali Remo Sernagiotto e si è intrattenuto con l'Assessore Coletto spiegandogli il motivo che ha spinto le persone con diabete a organizzare in Veneto e in altre regioni italiane questa iniziativa che in Veneto per la cerimonia di consegna ha goduto del contributo non condizionato di Janssen Italia.
Le 'cartoline all'Assessore' chiedono alla Giunta Regionale di fare di più per aiutare le persone e i loro familiari a gestire il loro diabete e a fare la differenza tra una condizione sopportabile e una catastrofe per la salute della persona e per la vita della famiglia. In particolare si richiede di mettere in pratica le raccomandazioni del Piano Nazionale Diabete redatto dal Ministero della Salute e accolto in estate nella legislazione regionale.
Franchin ha presentato questa manifestazione come un atto di stima verso l’attenzione mostrata dalla Regione nei confronti delle persone con diabete e ha chiesto maggiore impegno per la prevenzione e la cura della persona con diabete
Accogliendo una proposta di Diabete Italia, durante la Giornata Mondiale del Diabete tra il 9 e il 14 novembre, nel corso dei circa 30 eventi organizzati per la Giornata Mondiale del Diabete in Veneto, i volontari delle Associazioni e dei Team diabetologici hanno chiesto ai cittadini di firmare delle 'Cartoline all'Assessore'.
Le persone con diabete infatti (si stima siano 250 mila nella nostra Regione) si impegnano quotidianamente a migliorare la loro alimentazione e fare esercizio fisico ma questo non basta per allontanare il rischio di infarti, ictus, cecità, dialisi e amputazioni. Occorre anche avere accesso agli specialisti per i controlli periodici, ai presidi per l'autocontrollo,e ai farmaci appropriati.
Non sempre in Veneto questo avviene. Anzi si nota una riduzione nelle possibilità di accesso delle persone con diabete ad alcuni o a tutti questi strumenti.
Il Coordinatore della Giornata Mondiale del Diabete in Veneto Giovanni Franchin
Zaia e Franchin (foto)
Coletto e Franchin (foto)
domenica 1 dicembre 2013
Regione Veneto: Nuovi bandi per formazione, consulenza e promozione
Dopo le modifiche apportate dalla Quarta Commissione del Consiglio Regionale e la successiva approvazione, con la deliberazione n. 1978 del 28 ottobre è arrivato il via libera definitivo della Giunta per l’apertura dei termini dei nuovi bandi delle misure 111, 114, 133 e 331 del Programma di Sviluppo Rurale.
I bandi attiveranno complessivamente 8 milioni di euro per interventi nell’ambito della formazione degli operatori agricoli e della consulenza a supporto delle aziende. Nel dettaglio, saranno destinati 3 milioni di euro per la Misura 111 “Formazione professionale e informazione rivolta agli addetti del settore agricolo, alimentare e forestale”, con particolare riferimento all’Azione 1 “Interventi di formazione e informazione a carattere collettivo”. Beneficiari della misura sono i soggetti iscritti all’Elenco regionale degli organismi di formazione accreditati (scadenza 29/11/2013). Altri 3 milioni di euro saranno riservati alla Misura 114 “Utilizzo dei servizi di consulenza”, nell’ambito dell’Azione 1 “Servizi di consulenza agricola rivolti agli imprenditori”. Destinatari degli aiuti sono gli imprenditori agricoli iscritti alla Camera di Commercio e all’Anagrafe del Settore Primario della Regione del Veneto (scadenza 10/01/2014). Si concentrerà invece sull’informazione ai consumatori e sulla promozione dei prodotti agricoli di qualità a marchio regionale “Qualità Verificata” il sostegno della Misura 133 “Attività di informazione e promozione”. Le risorse in questo caso ammontano a 1 milione e mezzo di euro. I beneficiari sono le associazioni di produttori con sede in Veneto (scadenza 20/12/2013).
Il ruolo multifunzionale delle imprese agricole sarà invece al centro della Misura 331 – Azione 1 “Interventi a carattere collettivo di formazione e informazione, educazione ambientale e sul territorio”. Gli interventi di formazione interesseranno aspetti riguardanti le fattorie plurifunzionali (fattorie didattiche, sociali, creative, eco-fattorie, agrinidi), e l’incentivazione della produzione di energia e biocarburanti da fonti rinnovabili. Le risorse a bando ammonteranno a 500mila euro (scadenza 29/11/2013). Possono partecipare al bando i soggetti iscritti all’Elenco regionale degli organismi di formazione accreditati. I testi completi dei bandi sono pubblicati sul Bollettino Ufficiale Regionale e sulle pagine web del portale regionale www.regione.veneto.it alla sezione “Sviluppo Rurale – Bandi e finanziamenti”.
Accedi ai bandi
venerdì 29 novembre 2013
L'appello delle scuole paritarie del Veneto cita il Papa
Premessa
Per Papa Francesco “la scuola è uno degli ambienti educativi in cui si cresce per imparare a vivere, per diventare uomini e donne adulti e maturi, capaci di camminare, di percorrere la strada della vita”. L’educazione dei giovani resta impegno prioritario di tutti, a partire dalla corresponsabilità degli adulti chiamati a costruire le scuole, comunità educative ed ‘alleanze educative’ con tutti i soggetti presenti nel territorio. Un’alleanza prima di tutto tra scuola e famiglia, in una rigorosa lealtà reciproca.
La Chiesa è per la scuola, perché la Chiesa ha a cuore i ragazzi e i giovani, ha a cuore la famiglia, ha a cuore la società intera. La chiesa è per la scuola, per tutta la scuola, perché la scuola fa parte del bene comune. Per una scuola autonoma e uno Stato garante della qualità, in modo da permettere ‘alle scuole di svolgere sempre meglio il proprio ruolo di servizio pubblico’ (Card. Angelo Bagnasco) nell’ambito del sistema nazionale di istruzione e di formazione.
In continuità con quanto emerso nelle ‘Conferenze sulla scuola e la formazione professionale’ che abbiamo realizzato gli anni scorsi, sulla base della Costituzione Italiana e della Dottrina sociale della Chiesa
1. Riteniamo urgente:
– riportare al centro del dibattito politico e sociale la necessità di costruire la coscienza, l’identità e la dignità del popolo italiano, attraverso opportune scelte politiche familiari, scolastiche e formative;
– sostenere e valorizzare tutta la scuola, pubblica statale e pubblica paritaria, i percorsi dell’istruzione e della formazione professionale, sia sotto l’aspetto culturale ed educativo, che economico-finanziario con tutte le risorse necessarie;
– realizzare le due soluzioni dell’Unione Europea del 1978 e del 2012 con le quali si richiamano gli stati membri a realizzare la tutela della liberta di scelta educativa della famiglia ed il pluralismo, per un pieno rientro dell’Italia nel sistema europeo.
2. Ribadiamo i fondamentali principi quali la centralità della persona umana, il primato della famiglia per l’educazione dei figli, la libertà di scelta educativa da parte delle famiglie, la libertà di insegnamento da parte dei docenti, il diritto all’istruzione e formazione da parte degli alunni, il valore educativo del lavoro, la scuola come bene di tutti e per tutti, fondata sulla Costituzione Italiana ispirata ai principi quali la sussidiarietà, la libertà religiosa, la democrazia, e costruita sui pilastri dell’autonomia e parità scolastica.
3. Facciamo nostro l’attuale e urgente richiamo che nel 2011 il Papa Benedetto XVI fece: “esorto tutti i governi a promuovere sistemi educativi che rispettino il diritto primordiale delle famiglie a decidere circa l’educazione dei figli e che si ispirino al principio di sussidiarietà, fondamentale per organizzare una società giusta” (Città del Vaticano, 10.01.2011).
4. Rimandiamo ai dati dell’inchiesta OCSE sui numeri virtuosi del sistema scolastico non statale che ogni anno si accolla una ’fetta’ di spesa pubblica pari a oltre 6 miliardi e mezzo di euro e che in cambio viene tartassato con imposte e contributi congelati, senza contare l’aumento dell’iva dal 4% al 10% previsto per i prossimi mesi.
5. Affermiamo
– che nel Triveneto la Istruzione e Formazione Professionale rappresenta la seconda gamba del sistema scolastico che prevede la formazione in situazione lavorativa, in laboratorio e in tirocinio quale canale privilegiato per l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro. Infatti, i risultati nell’ambito formativo con dati positivi per quanto concerne gli sbocchi occupazionali, la lotta alla dispersione scolastica e l’aumento costante della domanda da parte dei ragazzi e delle famiglie, sono sotto gli occhi di tutti;
– che il sistema paritario del Triveneto, a partire dalla scuola paritaria dell’Infanzia, è preparato per assicurare il raggiungimento degli obiettivi sulla formazione stabiliti dalla strategia ‘Europa 2020’ che prevede di raggiungere la scolarizzazione del 95% dei bambini fra i 4 ed i 6 anni.
6. Ricordiamo che le scuole paritarie fanno risparmiare lo stato: dati OCSE (Avvenire 16.6.2013)
Cifra media per alunno: statali € 6.882,78 all’anno paritarie € 500,00 all’anno.
Risparmio medio per ogni alunno alle paritarie € 6.382,78 all’anno.
Costo per alunno alla scuola statale: infanzia € 5.739,17
primarie € 6.634,15
medie € 6.835,85
superiori € 6.914,31
7. Vogliamo dare voce a chi da tanti anni non viene ascoltato, chiedendo
a. Allo Stato:
– politiche coerenti per garantire finanziamenti certi, in prospettiva pluriennale, per sostenere e realizzare l’autonomia scolastica per il sistema pubblico integrato, ed il sostegno a tutti in particolare a chi si trova in situazione di difficoltà e di disagio, sia il diritto/dovere di educazione della famiglia, il mantenimento e lo sviluppo del servizio scolastico;
– il definitivo superamento delle modalità di finanziamento delle scuole paritarie ora assicurato mediante incerti stanziamenti nella legge di bilancio e di stabilità annuali, stabilendo, secondo i principi della Legge 62/2000 della parità scolastica, il finanziamento delle scuole paritarie all’interno del sistema pubblico dell’istruzione, svincolato dal patto di stabilità;
– la necessità di assicurare per il 2013 l’intero importo dei contributi a bilancio senza alcun taglio e di garantire per il 2014 un importo di contributi di almeno 530 milioni di euro, minimo vitale per la sopravvivenza del sistema paritario;
– l’esclusione dei contributi assegnati al sistema della IeFP dai limiti del patto di stabilità delle Regioni. Infatti le Regioni che realizzano i percorsi triennali di IeFP garantiscono responsabilmente un servizio pubblico essenziale e quelle assoggettate al vincolo di bilancio del patto di stabilità, hanno difficoltà ad erogare le spettanze agli enti attuatori con ritardi che arrivano anche ai 12 mesi con conseguenti pesanti ricadute sul pagamento degli stipendi agli operatori;
– l’esigenza che siano assicurate alle Scuole paritarie gestite da Enti senza scopi di lucro (IMU, Tares…) per consentire di svolgere il loro servizio pubblico.
b. Alle Amministrazioni Regionali
– di rappresentare a Roma (Parlamento, Governo, MIUR,) nelle forme politicamente efficaci la questione dei ripristino dei fondi statali tenendo conto di una contribuzione statale che riconosca il ‘modello triveneto’ delle scuole dell’infanzia;
– di provvedere alla nuova organica, efficace legge regionale sul diritto allo studio, che non solo protegga l’esistente ma consolidi e rilanci i percorsi triennali , il quarto anno e l’intera filiera dell’ Istruzione e Formazione Professionale, con un adeguamento dei capitoli di bilancio e puntuale erogazione di acconti e saldi, comprendenti quelli per l’integrazione scolastica degli alunni diversamente abili;
– di ridefinire i costi standard per il sistema della IeFP e di realizzare una effettiva semplificazione nelle procedure amministrative e gestionali;
– di ricuperare lo spirito originario della legge Regionale del Veneto 1/2001 (Buono scuola) al fine di garantire una effettiva libertà di scelta educativa delle famiglie.
c. Alle Amministrazioni Comunali
– la stipula di Convenzioni e di Protocolli di intesa che tengano conto del diritto allo studio di ogni alunno.
d. All’opinione pubblica e ai mezzi di comunicazione
– che riscoprano la positività e fecondità del servizio pubblico delle scuole paritarie come parte integrante dell’unico sistema educativo di istruzione e di formazione professionale;
– che riconoscano e sostengano, a livello sociale, culturale e finanziario, l’impegno di chi vive e opera a contatto con le nuove generazioni, contribuendo a superare visioni ideologiche e pregiudizi che penalizzano i cittadini ed ostacolano il cammino per la costruzione di una società plurale, democratica, libera ed accogliente.
e. Alle comunità ecclesiali
– di considerare e sostenere in ogni luogo e tempo l’educazione integrale di ogni persona umana, riscoprendo la specificità della scuola, contribuendo a fare di essa una comunità in dialogo con le altre comunità educative, rivalorizzando la dimensione ecclesiale, la originalità profetica e la preziosità pedagogico-educativa delle scuole paritarie cattoliche dall’Infanzia alle Primarie, alle Superiori, ai Centri di Formazione Professionale.
Verona, 24 novembre 2013
Domani la Mobilitazione regionale contro "Grandi Opere" e Produzioni inquinanti sfocerà nella Manifestazione unitaria a Venezia
Per l'elenco completo della adesioni potete vistare la pagina Facebook dei Beati Costruttori di Pace: https://www.facebook.com/beatiicostruttoridipace?fref=ts
Al momento sono 155 le adesioni di comitati, associazioni, gruppi di cittadini da tutto il Veneto
NO GRANDI OPERE – NO CONSUMO DI SUOLO
PER LA DEMOCRAZIA E I BENI COMUNI
PER IL DIRITTO DI RESPIRARE, LAVORARE, VIVERE IN VENETO
Sabato 30 novembre ore 14 – stazione FS di Santa Lucia – manifestazione regionale a Venezia
La Terra non ce la fa più: ha bisogno di un anno e mezzo per recuperare quello che le viene sottratto in un anno. “Il clima impazzito sconvolgerà il pianeta. Siamo vicini al punto di non ritorno” (Ipcc-Onu 2013). E il Veneto è una delle regioni più inquinanti e inquinate d’Europa.
L’inquinamento atmosferico, prodotto da traffico, inceneritori, cementifici, centrali termoelettriche, industrie nocive, grandi navi, avvelena l’aria: la peggiore d’Europa.
Cementificazione e asfaltatura del suolo impoveriscono le campagne, provocano frane e alluvioni, distruggono il paesaggio e un patrimonio storico ed ambientale di valore inestimabile.
Eccessivi prelievi d’acqua inaridiscono i fiumi, provocando l’avanzamento del cuneo salino, e l’abbassamento delle falde acquifere.
Col sistema del “project financing” banche e grandi imprese succhiano miliardi di risorse pubbliche. Per i cittadini questo significa solo debito, aumenti di tariffe per i servizi e per pedaggi speculativi.
I cittadini e i Comuni non contano più nulla poiché la Regione ha azzerato la pianificazione urbanistica riducendola ad un incredibile delirio di autostrade e “progetti strategici” (mega-poli commerciali direzionali), mentre le verifiche ambientali sono ridotte a pura formalità.
Gli abitanti del Veneto sono da anni impegnati in una moltitudine di vertenze locali, volte a salvaguardare la vivibilità del territorio. Cittadine e cittadini di buona volontà si sono finalmente riuniti per chiedere una urgente inversione di rotta:
Fermare subito le “grandi opere” inutili e dannose (nuove autostrade e linee TAV, carbone nella centrale di Porto Tolle, MOSE, scavo nuovi canali in laguna, nuove scogliere e false barene-discariche);
Allontanare definitivamente le “grandi navi” dalla Laguna;
Liberare il territorio dalle servitù militari
Finanziare i Comuni, anche con la Cassa Depositi e Prestiti per manutenzione, messa in sicurezza, riqualificazione energetica di edifici pubblici e territorio – vera grande opera necessaria - dando lavoro alle piccole e medie imprese
Riconversione ecologica delle città, delle industrie e dell’agricoltura per creare buona e stabile occupazione
Gestione pubblica e partecipata, senza profitti in bolletta, di acqua e servizi pubblici – No allo sfruttamento indiscriminato delle risorse idriche
Fermare la privatizzazione della sanità: i “project financing” ospedalieri sottraggono risorse pubbliche alla prevenzione e alle prestazioni sanitarie
Stop al consumo di suolo agricolo : cambiare la legge urbanistica regionale e il nuovo PTRC – Piano Territoriale Regionale - per tutelare il patrimonio storico, culturale e paesaggistico, attuando finalmente e per intero il Codice nazionale del Paesaggio.
Basta con il ricorso alla “legge obiettivo” e ai commissari straordinari
Basta con inceneritori, cave e discariche – Incentivare riduzione, riuso e riciclo dei rifiuti
Stop a nuove autostrade, strade, raccordi e poli commerciali che desertificano i nostri centri, distruggendone il tessuto sociale e le attività economiche: investire per recuperare aree ed edifici da bonificare e riqualificare (a partire da Porto Marghera) per attività innovative.
Investire non in autostrade e Alta Velocità, ma in rinnovo e potenziamento delle ferrovie esistenti con un piano integrato di vera intermodalità. Favorire il trasporto pubblico locale e regionale (SFMR). Favorire la mobilità ciclo-pedonale. Spostare il trasporto merci dalla gomma alla rotaia.
Ricostruire gli organismi di valutazione e controllo ambientale per renderli indipendenti dai poteri politici ed economici: eliminare i conflitti d’interesse e di competenze e la concentrazione di tutti i poteri (di Piano, progetto, valutazione, attuazione e controllo) in una sola figura.
Garantire pubblicità e trasparenza ai lavori delle Commissioni d’inchiesta del Consiglio regionale sulla “finanza di progetto” e le aziende regionali, innanzitutto su Veneto Strade SpA
Smantellare l’intreccio politica-affari oggi all’attenzione della Magistratura
Difesa della Costituzione e delle assemblee elettive, contro ogni tentazione presidenzialistica. Partecipazione piena dei cittadini alle decisioni e ai controlli.
I comitati e i movimenti, le associazioni e i gruppi di cittadinanza attiva operanti in Veneto invitano tutte e tutti a far sentire la loro voce e a partecipare alle iniziative programmate.
venerdì 22 novembre 2013
Vanni Borsetto, consigliere provinciale PD, commenta l'approvazione delle schede ospedaliere
L’approvazione definitiva delle schede ospedaliere conferma l'indubbia centralità del polesine nella realtà veneta ma non sarei così ottimista come l’Assessore Regionale Coppola. Capisco che i tagli impongano scelte penalizzanti ma ritengo gravissimo che Porto Viro, unico riferimento nel Delta di pronto intervento, sia oggi depotenziato a scapito di Abano Terme, centro che dista pochi chilometri da strutture già efficientissime (Padova, Ospedali della Bassa padovana, ecc.).
Altro fatto penalizzante è stata la conferma dei tagli indiscriminati ai posti letto compensati solo in modestissima parte con quegli intermedi: è fuori da ogni logica che su 250.000 abitanti ed un territorio vastissimo 168 posti siano la risposta giusta in proposito. Dopo 17 anni dall’ultimo Piano Socio-sanitario l’utenza è mutata radicalmente in termini anagrafici e di integrazione sociale: se i pazienti più bisognosi vengono dimessi anzitempo perché lo impone la politica dei tagli mi sembra più che legittimo che questi trovino nel territorio cure e terapie adeguate prima della loro completa riabilitazione.Con queste schede, nonostante le buone parole del Governatore Zaia e dell'Assessore Isi Coppola, mi sembra oggettivamente difficile che ciò accada.
Vanni Borsetto Consigliere Provinciale PD
lunedì 4 novembre 2013
Donare voci. Una carta del lettore volontario
La Regione del Veneto ha riconosciuto d’interesse regionale “Donare voci. Una carta del lettore volontario” [file formato .PDF, 468 KB].
Il testo, elaborato da bibliotecari e lettori del progetto “La casa sull’albero”, offre definizioni, suggerimenti e proposte in merito alla figura del lettore volontario e alla lettura, che deve essere intesa come un’attività con una precisa funzione sociale per la promozione dello sviluppo e della crescita della persona
venerdì 25 ottobre 2013
FDS presenta un'interrogazione regionale per la mancata erogazione della cassa integrazione in deroga alla ICAP di Ficarolo e della Morupa di Giacciano con Baruchella
Riceviamo e pubblichiamo l'interrogazione presentata dal cons. Pettenò, sulla mancata erogazione della cassa integrazione in deroga, con particolare riferimento alla Provincia di Rovigo e ai casi della ICAP di Ficarolo e della Morupa di Giacciano con Baruchella.
CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
NONA LEGISLATURA
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA N.
LA REGIONE FINANZI LA CASSA INTEGRAZIONE IN DEROGA
Presentata il 24 ottobre 2013 dal cons. Pettenò
Premesso che:
la situazione della cassa integrazione in deroga in Veneto è preoccupante: le richieste giunte ad agosto di quest’anno sono state più di 12mila, con un aumento del 400% ma, dallo scorso aprile, la Regione ha bloccato la liquidazione dei fondi destinati a questo ammortizzatore sociale;
dato che:
la Provincia di Rovigo ha 912 richieste per 4.888 lavoratori, per un fabbisogno complessivo di quasi 32 milioni di euro; qui è attiva una convenzione con la Cassa di Risparmio del Veneto tramite la quale viene anticipata la CIGD ai lavoratori e con la Fondazione Cariparo per il pagamento degli interessi, per un importo complessivo di 6.218.000 euro che ha interessato 115 aziende e 1.612 lavoratori dal 2009 a tutt’oggi;
sempre a Rovigo i concordati presentati a luglio 2013 sono stati 20, a fronte dei 14 dell’anno precedente, mentre i fallimenti alla stessa data sono stati 51 rispetto ai 60 del 2012;
considerato che:
tra le situazioni più preoccupanti del Polesine si annoverano quelle della ICAP di Ficarolo e della Morupa di Giacciano con Baruchella;
l’ICAP occupa 73 lavoratori e da alcuni anni si trova in una situazione di sofferenza. In data 25.03.2013 ha presentato istanza di concordato preventivo al Tribunale di Rovigo ed è in attesa del decreto di ammissione allo stesso; nel frattempo ha chiesto l’applicazione degli ammortizzatori sociali in deroga: prima richiesta per il periodo dal 26.03.2013 al 31.07.2013, seconda richiesta dal 01.08.2013 al 30.09.2013, terza richiesta dal 01.10.2013 al 31.10.2013. La Cassa di Risparmio del Veneto ha anticipato la CIGD per il primo periodo in attesa del pagamento diretto da parte dell’INPS, mentre per le successive proroghe il meccanismo è bloccato in quanto la banca non apre nuovi fidi fino a che non recupera le spettanze già erogate;
la Morupa di Giacciano con Baruchella occupa 39 dipendenti ed ha presentato istanza di concordato in data 12.04.2013; nel frattempo ha richiesto la CIG in deroga, che è stata autorizzata per i periodi dal 12.04.2013 al 15.09.2013 e per il successivo fino al 31.10.2013, ma i lavoratori non possono chiedere l’anticipazione per il secondo periodo autorizzato, in quanto la Regione non ha ancora liquidato le spettanze relative al primo periodo;
ritenuto che:
gli ammortizzatori sociali vanno riconosciuti in tempi dignitosi e un ente pubblico non può ostacolare la loro erogazione in modo ingiustificato;
ciò premesso il sottoscritto consigliere chiede alla Giunta regionale di sbloccare immediatamente l’erogazione dei fondi previsti per la cassa integrazione in deroga.





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