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lunedì 30 dicembre 2013
Sostegno alla domiciliarità: Saccardin, ci pensi, per favore!
I presupposti sono sempre gli stessi e il concetto iniziale è sempre quello di abbassare i costi a carico dell'ente, ma ciò pare avvenire senza uno studio concreto rispetto alla reale platea di cittadini che potrebbero,per condizione, usufruirne negli prossimi anni.
La proposta di delibera per il nuovo regolamento del servizio di assistenza domiciliare ora non avrebbe senso, considerato come la regione Veneto abbia modifica il sistema di assistenza domiciliare ma sopratutto è in arrivo il nuovo sistema dell'ISEE.
Lo scorso 3 Dicembre attraverso un decreto del Presidente della consiglio dei Ministri sono stati modificati il campi di applicazione e i criteri per stabilire la situazione economica equivalente ,del nucleo familiare delle persone richiedenti i servizi riferiti alle prestazioni sociali agevolate.
Presto, il decreto in oggetto sarà pubblicato nella gazzetta ufficiale ed entro 120 giorni da quella data i comuni dovranno modificare il sistema che regola i servizi sociali , rivedendo tariffe e modalità.
In questo senso il comitato "Per l'articolo 32, sanità e sociale ", vista l'importanza del tema, organizzerà prossimamente un incontro pubblico per far conoscere ai cittadini le importanti e gravi modifiche apportate alla normativa riguardante il reddito ISEE.
Per i motivi sopra descritti non ci appare comunque opportuno discutere ora del servizio di assistenza domiciliare basato su normative obsolete se, tra qualche mese , il Consiglio comunale sarà per legge chiamato a ratificare il nuovo sistema.
Chiediamo all'Amministrazione comunale ,ai Consiglieri e all'Assessore Saccardin di sospendere ogni decisione in merito almeno fino a quando non saranno ratificate le modifiche all’ISEE sia per quanto competenza della Regione che dello stesso Governo, considerato che la discussione, presso le stesse Istituzioni, è ancora aperta e potrebbero quindi sopraggiungere consistenti modifiche di metodo e nel merito di una questione sociale davvero importante.
Mentre ricordiamo che la platea interessata all'assistenza domiciliare è composta in misura maggiore da persone anziane che vivono sole, invitiamo gli amministratori comunali a monitorare statisticamente l’area di utenza per avere una dimensione il più possibile reale del problema is considerazione di come, purtroppo, questa categoria di persone è destinata ad aumentare nel corso dei prossimi anni.
Ci aspettiamo buonsenso prima che decisionismo a perdere.
Comitato “Per l’articolo 32 – sanità e sociale”
Rovigo
sabato 21 dicembre 2013
Strutture per anziani non autosufficienti: Cristiano Pavarin risponde alle domande dell'Avvocato Guarnieri sul meccanismo dei posti a libero mercato
Personalmente non entro nel merito della singola questione, ma ritengo doveroso trattare il tema nella sua integrità.
Mentre condivido in pieno le sue preoccupazioni rivolte nei confronti di chi è costretto a pagare rette esorbitanti pur di trovare un posto in una struttura adeguata, credo che il tema meriti comunque di essere approfondito, anche sotto l'aspetto giuridico-amministrativo.
Sono convinto di come lo stesso Guarnieri e chiunque altro ricopra incarichi istituzionali vicini alla gente dovrebbe chiedersi, anche attraverso i dovuti approfondimenti legali, i motivi che determinano quel particolare tipo di ospitalità e quale sia il riferimento giuridico che regola la materia in tema di assistenza socio sanitaria.
Gli ospiti a libero mercato sono persone anziane, alle quali è stata riscontrata una condizione di non autosufficienza da parte di un'apposita commissione multidimensionale, motivo per cui hanno il diritto sancito dalla legge di essere assistiti e curati presso idonea struttura convenzionata con la Regione.
La normativa vigente in materia (Dpcm 14 febbraio 2001), prevede che il 50% del costo della retta di ricovero per gli anziani non autosufficienti debba essere finanziata a favore di tutti gli aventi diritto, da parte della Regione, attraverso un contributo personale continuativo, denominato quota sanitaria, mentre l'altro 50%, la quota alberghiera, rimane a carico dell'ospite.
Nel Veneto, purtroppo questo non accade compiutamente, tanto che una parte considerevole di persone non autosufficienti sono costrette al pagamento di costi esorbitanti anche se in alcuni casi, vengono finanziate le forme di contributo che cita giustamente Guarnieri, ma che comunque non basterebbero per recuperare il dovuto.
Si informi, l'amico Aldo, per rendersi conto, anche attraverso la riconosciuta competenza giuridica che esercita nella sua professione di avvocato, di come la Giunta regionale del Veneto, nonostante abbia recentemente aumentato il numero dei posti accreditati nelle strutture autorizzate, portandoli a un totale di 36mila, si limita a finanziare solamente 24mila impegnative sanitarie, lasciando scoperti in questo modo 12mila posti potenzialmente trasferibili nel libero mercato.
Con questo tipo di ricoveri i costi previsti a carico degli ospiti non autosufficienti (persone che per loro condizione di salute devono essere assistite e curate) e delle loro famiglie, che variano dal tipo di struttura da un minimo di 2100 a un massimo di 3200 euro mensili (un lusso che pochi possono permettersi,o che costringe alla rinuncia dei beni)!!
E' altrettanto vero che i posti letto nelle strutture del territorio di competenza dell'Asl 18 nel medio alto polesine, sono circa 1500, ma le impegnative sanitarie previste dalle delibere regionali ne finanziano poco più di 1050, e, quindi, la differenza determina la lista l'attesa, nella speranza che si liberi un posto in convenzione, lasciato libero per effetto di un lutto, magari del vicino di stanza.
Credo sia giunta l'ora di chiarire, a tutti i livelli istituzionali come vengano governate queste importanti tematiche sociali, che nei prossimi anni potrebbero avere effetti devastanti dato il progressivo invecchiamento della popolazione.
Cristiano Pavarin
lunedì 16 dicembre 2013
Sernagiotto (Forza Italia) “Sì al Tavolo permanente sul Sociale con tutte le categorie” L’assessore regionale ai Servizi Sociali accoglie la richiesta emersa alla manifestazione regionale “Siamo il Sociale”
Sono le parole dell’assessore regionale ai Servizi Sociali Remo Sernagiotto (Forza Italia) all’indomani della convention regionale “Siamo il Sociale” sul tema della non autosufficienza che ha visto la partecipazione di circa 5000 persone al PalaFabris di Padova. L’assessore accoglie positivamente la richiesta di Ugo Campagnaro, presidente Confcooperative Federsolidarietà Veneto, per l’attivazione di una cabina unica di regia istituzionale sul tema del Sociale in cui sia coinvolto anche il Terzo Settore, per un monitoraggio dei bisogni e delle risposte basato su standard quantitativi e qualitativi.
“Ieri alla manifestazione ho ascoltato con molta attenzione tutte le osservazioni del “popolo del sociale” – ha detto Sernagiotto - ma ho notato che all’appuntamento mancavano alcune categorie, la mia intenzione è invece quella di coinvolgerle tutte realizzando un gruppo di lavoro per ascoltare tutte le voci: Confcooperative, Legacoop, le associazioni che si occupano della Sla, dell’autismo, della sindrome down, e così via. Nessuno deve rimanere escluso dal confronto – aggiunge l’assessore - perché assieme possiamo vagliare al meglio le risposte alle esigenze che sono diverse”.
“Chi invece alla manifestazione ha accusato presunti “tagli” alla disabilità e alla non autosufficienza – spiega Sernagiotto – ha detto una falsità: l’hanno scorso la Regione aveva stanziato 721 milioni di euro, quest’anno ne ha stanziati 732 milioni con uno sforzo enorme dati i tagli della “spending review”, ma era per noi era fondamentale non provocare disagi a chi deve già affrontare difficoltà ogni giorno. Va inoltre ricordato che la Regione del Veneto è l’unica regione d’Italia, ad oggi, a farsi interamente carico dei Ceod (Centri Educativi Occupazionali Diurni) senza chiedere la copartecipazione delle famiglie”.
domenica 1 dicembre 2013
Martedì 3 dicembre 2013, Giornata internazionale delle persone con disabilità: incontro pubblico di Comitato "Per l'art.32- sanità e sociale" Polesine e la FISH
La sanità pubblica e le politiche sociali sono questioni importanti per ogni cittadino e vanno difese con forza in ogni loro aspetto partendo proprio da chi è più debole.
Vi aspettiamo.
Il Comitato "Per l'art.32- sanità e sociale" Polesine
venerdì 25 ottobre 2013
Le sofferenze sociali impongono la costruzione di un nuovo welfare: Porto Tolle a convegno
Questa sera, venerdì 25 ottobre 2013 ore 9:00 presso la Sala Consigliare del Municipio di Porto Tolle è in programma il Convegno "Welfar: sistema sociale che vuole garantire a tutti i cittadini la fruizione dei servizi sociali ritenuti indispensabili.
Negli ultimi anni le politiche dell'austerità hanno creato più sofferenza sociale e non hanno certo posto fine alla crisi. Politici ed economisti vogliono dare l'impressione di fare qualcosa. Ma, in realtà, non hanno la minima idea di quello che devono fare. Perciò, non sanno nemmeno come porre rimedio al problema.
Ma è così semplice!
Qualsiasi sia la "soluzione" da adottare, dovrebbe contemplare un'ampia rete di sicurezza sociale per ridurre la sofferenza umana. I diritti sociali derivano dalla dimostrazione dello stato di bisogno. Il sistema è fondato sulla precedenza ai poveri meritevoli e non sulla logica del "cavarsela da soli". "
Fabio Osti - Segretario Provinciale UILP Rovigo
PROGRAMMA:
Apertura lavori : Dr. Giampietro Gregnanin - Segretario Generale UIL Rovigo
Relazione: Fabio Osti - Segretario Provinciale UILP Rovigo
Interventi:
Claudio Bellan - Sindaco del Comune di Porto Tolle
Dr.ssa Tiziana Virgili - Presidente Amministrazione Provinciale di Rovigo
Dr. Pietro Girardi
Direttore Generale ULSS 19 - Adria
Prof.ssa Marina Bovolenta - Presidente Conferenza dei Sindaci ULSS 19 - Adria
Leonarda Ielasi - Assessore alle Politiche Sociali Comune di Porto Tolle
Conclusioni: Walter Sperotto - Segretario Regionale UILP Veneto
lunedì 2 settembre 2013
Home Care Premium – assistenza domiciliare ai non autosufficienti - Il termine per le domande è il 30 settembre
COMUNE DI ROVIGO
Ufficio Stampa: Paola Gasperotto
Tel.0425/206102
e-mail: ufficiostampa@comune.rovigo.it
Il termine per le domande è il 30 settembre
C’è ancora disponibilità per il progetto Home care premium. Gli interessati possono presentare domanda fino al 30 settembre agli uffici dei Servizi sociali in viale Trieste, 18, dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 12.30 e il martedì pomeriggio dalle 15.15 alle 17.15. Lo ha comunicato l’assessore Antonio Saccardin, ricordando che l’iniziativa è a cura dell’Inps gestione ex Inpdap ed è volta a promuovere l’assistenza domiciliare per i non autosufficienti. Possono beneficiarne gli utenti della gestione ex Inpdap, cioè i dipendenti e pensionati pubblici, i loro coniugi conviventi e familiari di primo grado (genitori e figli), non autosufficienti. Sono ammessi al beneficio i giovani minori, figli o orfani di dipendenti o pensionati assistiti dalla gestione ex INPDAP, in condizione di handicap.
Il Comune di Rovigo è capofila, ma il progetto coinvolge tutti i Comuni del distretto n.1 dell’Ulss 18, per questo il numero di iscritti va da un minimo di 50 ad un massimo di 100.
“Siamo arrivati a 117 iscritti – ha detto Saccardin -, di cui 106 sono del Comune di Rovigo e 11 suddivisi tra altri 7 Comuni. Ad oggi, da Venezia ne sono stati accettati 38. Resta comunque, la possibilità di fare ancora domanda”.
Il progetto ha lo scopo non solo di sostenere e definire interventi diretti assistenziali in denaro ma anche di supportare la comunità degli utenti nell’affrontare, risolvere e gestire le difficoltà connesse alla status di non auto sufficienza proprio o dei propri familiari.
Le prestazioni economiche sono erogate per garantire alla persona diversi servizi: l’assistente familiare, l’intervento a domicilio di OSS operatrici del servizio socio-assistenziale-specialistico, interventi presso il Centro Diurno, servizi di accompagnamento/trasporto per specifici e particolari eventi (visite mediche, accesso al centro diurno, terapie..), consegna pasti a domicilio, installazione a domicilio di dotazioni, attrezzature e strumenti tecnologici di domotica tali da ridurre il grado di non autosufficienza.
Chi necessita di una badante, che dovrà essere iscritta all’albo comunale, come ha spiegato l’assistente sociale del Comune Maddalena Cozzolino, potrà avere un contributo fino a 1.300 euro mensili, ovviamente in base all’Isee. Le badanti sprovviste di attestato o esperienza professionale documentata da contratti, potranno svolgere un corso di formazione.
Il progetto dovrebbe essere avviato a novembre è avrà la durata di un anno.
Per informazioni tel. 0425/206482
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