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giovedì 10 marzo 2016

Adria, aumentano le rette della Casa di Riposo. Impegno per il Bene Comune invita il Sindaco a sollecitare la Regione ad adeguare la quota di sua competenza.

Mentre le Ipab e i Sindaci di Rovigo, Badia Polesine, Lendinara e Stienta si ritrovano per rappresentare alla Regione del Veneto le difficoltà in cui versano le loro Case di Riposo a causa del mancato riconoscimento e pagamento delle impegnative che coprono gli alti costi delle prestazioni socio sanitarie nei posti letto, nulla si sente in merito da parte del Sindaco di Adria e della Conferenza dei Sindaci dell’Usl 19 per le strutture pubbliche di Adria e Papozze che dovrebbero tutelare.

La situazione di inadeguatezza delle impegnative sanitarie è dichiarata infatti anche nella delibera n. 4 dello scorso 4 febbraio del Centro Servizi Anziani di Adria, che motiva l’aumento delle rette di 1 euro al giorno anche con il mancato adeguamento delle coperture regionali dei costi socio sanitari e ponendo praticamente a carico di tutti gli ospiti parte del mancato intervento regionale.

Impegno per il Bene Comune, invita con urgenza il Sindaco Massimo Barbujani, nella sua duplice veste anche di Presidente della Conferenza dei Sindaci, e la Rappresentante Legale della Casa di Riposo di Adria a convocare con urgenza un’assemblea per discutere e ratificare, facendo fronte comune con gli altri amministratori comunali e delle strutture interessate, un documento che chieda alla Regione del Veneto di intervenire adeguando la copertura della parte sanitaria.

Appare molto grave che si deliberi di aumentare le rette di tutti gli ospiti, facendo pesare sulle famiglie quanto – stando a quanto dichiarato nella citata delibera – è invece causato da una mancanza della Regione, che – cosa ancor più grave - non si è nemmeno chiamata in causa fino ad oggi.

La stessa delibera n. 4 del 04.02.2016, inoltre, introduce con decorrenza dal 1° febbraio un versamento una tantum di 150 euro a carico degli ospiti al momento dell'ingresso per coprire le spese di avvio pratica, predisposizione, compilazione anagrafica, impostazione cartella infermieristica, apertura procedure informatizzate, fotocopie varie ecc.

Come già per La Casa del Sorriso di Badia Polesine, per la quale i Comitati Polesani Altopolesano dei cittadini per il “San Luca”, Impegno per il Bene Comune, Per l'articolo 32, sanità e sociale e Per la Salute del Delta  hanno presentato una richiesta di intervento al Garante regionale dei Diritti della Persona, così anche per la delibera della Casa di Riposo di Adria Impegno per il Bene Comune sta valutando di presentare analogo ricorso al fine di definirne la conformità alla legislazione nazionale e regionale.    

Le spese che motivano il versamento dei 150 euro, infatti, nel caso degli ospiti non autosufficienti sembrerebbero essere riferite a fasi incluse e necessarie a procedure e procedimenti sanitari ed alberghieri già finanziati dalle rispettive quote a carico di Regione ed ospiti stessi (definite tassativamente dalla legge), che rischierebbero così di pagarle due volte, tant’è che una legge regionale del 2004 pone il divieto di richiesta all’ingresso nella struttura anche dei versamenti a titolo cauzionale.

Non solo, ma le pretese spese di istruttoria e accoglienza, in questo modo, sarebbero determinate senza far ricorso all’ISEE, che è invece la base di calcolo di tutte le prestazioni sociali agevolate rivolte a persone con disabilità e non autosufficienti.

Elisa Corniani
Impegno per il Bene Comune

sabato 10 ottobre 2015

Adria, fusione ULSS e Azienda Zero: Impegno per l Bene Comune non ci sta e rilancia. Difesa della 19 o ritiro della delega del sociale e gestione diretta con Casa di Riposo pubblica.

Il sistema sanitario italiano si fonda sul principio di responsabilità pubblica per la tutela del diritto alla salute dei cittadini quale interesse costituzionale della comunità, e sui valori dell'uguaglianza e dell'equità di accesso alle prestazioni, sulla garanzia di informazione e partecipazione dei cittadini, sulla tutela della salute in modo uniforme sull’intero territorio nazionale.

E si fonda altresì sulla dualità di competenze di Regioni (sanità) e di Comuni (sociale), che il modello veneto ha esaltato con modalità di integrazione tra i servizi che hanno sicuramente portato uguaglianza di trattamento e qualità. 

Impegno per il Bene Comune, quindi, per conto della comunità adriese, chiede alle autorità preposte -  al Sindaco di Adria e Presidente della Conferenza dei Sindaci Massimo Barbujani in primis e a tutti i Sindaci membri della Conferenza – quale posizione intendano assumere e quali azioni intendano perseguire per la salvaguardia del diritto degli abitanti dell'Ulss 19 di poter accedere ai servizi sanitari e socio sanitari al pari dei cittadini di altre province del Veneto.

Entro il mese di ottobre i Sindaci (e non i cittadini) hanno la possibilità di produrre alla Regione Veneto le proprie competenti, motivate, documentate osservazioni che oppongano specifiche resistenze e pongano concrete soluzioni alla riforma sanitaria regionale ed hanno l'autorità di attuare azioni per riprendere in mano i servizi socio-assistenziali finora delegati alle Ulss.

Questa riforma sanitaria regionale prevede la riduzione dalle attuali 21 Ulss a 10 (7 provinciali e 3 ospedaliere), la soppressione della figura del Direttore dei Servizi Sociali, la privazione di funzioni e di ruolo delle conferenze dei sindaci con la conseguenza che tutto quello che riguarda sociale e sanità sarà calato dall'alto, da Venezia, l'istituzione di una Azienda sanitaria denominata "Zero" gerarchicamente superiore alle 10 previste che sarà gestita da un solo Direttore referente del Presidente della Regione e finanziata con i fondi per i Livelli essenziali di assistenza nei quali sono fatti confluire anche i fondi fondi per la non autosufficienza, non più divisi per imputazione al sociale.

Di fatto, l'“Azienda Zero” avrà compiti di programmazione e gestione accentrata di tutta la sanità regionale (attualmente di competenza della Giunta Regionale e dei Comuni) ed una sola persona (il Direttore) gestirà l'intera sanità pubblica veneta.

Non importa se l'ordinamento giuridico italiano individua tra le funzioni fondamentali dei comuni ai sensi dell’art. 117, comma 2, lett. p) della Costituzione la «progettazione e gestione del sistema locale dei servizi sociali ed erogazione delle relative prestazioni ai cittadini, secondo quanto previsto dall’articolo 118, quarto comma, della Costituzione» (lett. g). 

In Veneto non saranno più i Comuni e le Regioni gli Enti di riferimento dei cittadini ma un'Azienda!

La preoccupazione di Impegno per il Bene Comune è che, oltre al pericoloso sovvertimento dei poteri, le previste riduzioni non siano dirette a ottimizzare i servizi (quando mai i tagli si sono tradotti in situazioni migliorative per i cittadini?) ma anzi che si tolgano servizi al territorio e che si depotenzino gli attuali.

La richiesta di Impegno per il Bene Comune rivolta ai Sindaci dell'Ulss 19 è di lottare con determinatezza per tutelare i cittadini di tutto il territorio, affinché sia garantita permanenza del nostro sistema policentrico, che si valorizzino le eccellenze dei presidi ospedalieri, si rafforzi la rete dell'urgenza ed emergenza e si garantisca l'integrazione della rete ospedaliera con il territorio.
Per questo Impegno per il Bene Comune chiede che:
- i sindaci dell'Ulss 19 si costituiscano in coordinamento con tutti gli altri sindaci che sono in lotta per il mantenimento delle proprie Ulss affinché sia portata avanti con ogni mezzo la difesa dell'Ulss 19;
- sia mantenuta in ogni caso la sede dell'Ulss ad Adria e che non sia ridotta a distretto;
- siano mantenuti gli esecutivi delle conferenze dei sindaci;
- sia mantenuta la progettazione nei Piani di Zona così come contemplati ora;
- siano mantenuti i fondi e le competenze divise tra sanità e sociale
- mantenuta la figura del Direttore dei Servizi Sociali.

Ma se si volesse passare dall'ottica di risparmio a tutti i costi all’ottica di rilancio, inoltre, e rispondere ad una riforma regionale imposta e calata dall'alto, i nostri Comuni potrebbero farlo!

Hanno infatti la possibilità di ritirare la delega alla Regione, riprendendosi le quote economiche assegnatele, e subito dopo l'approvazione della legge sulla trasformazione delle IPAB, favorire il rinnovamento della Casa di Riposo di Adria in Azienda Pubblica di Servizi alla Persona (magari ragruppandola con piani di rilancio a quelle di Papozze e Cavarzere) incaricandola dell’assunzione in gestione diretta delle attività relative ai servizi socio-assistenziali ora affidate e pagate all'Ulss.
Nell'ambito delle funzioni costituzionali in capo ai Comuni, infatti, sono proprio i Servizi socio-sanitari. 

Così facendo, sotto il diretto controllo delle nostre amministrazioni locali, si darebbe davvero corpo alle intenzioni sul mantenimento ed ottimizzazione dei servizi socio-assistenziali ai cittadini; non solo, questi servizi potrebbero essere ampliati e migliorati, garantendo nel contempo anche una salvaguardia di posti di lavoro che non sarebbe più questuata alla Regione e senza nessuna rassicurazione di conservazione nel tempo.

La specificità del territorio polesano non è in discussione nella riforma regionale ma nulla offre questo riconoscimento in termini di miglioramento dei servizi nel futuro e nella possibilità di accesso da parte della popolazione tenendo in considerazione anche la conformazione dei territori e i flussi della popolazione nella mobilità sanitaria.

Elisa Corniani
Impegno per il Bene Comune

venerdì 25 settembre 2015

Adria, Omar Barbierato rilancia al Sindaco: o per l'USL 19 o con Zaia.

Il comitato Impegno per il Bene Comune ritiene positiva la richiesta del sindaco di Barbujani di mantenere ad Adria la presidenza dell'Ulss nel malaugurato caso di accorpamento, in quanto tale scelta è sostenuta dai numeri del bilancio sano dell'Ulss Adriese, e non certo per mero campanilismo. Come Presidente del Comitato dico però che questa proposta non basta  Massimo. 
Non più tardi di tre anni fa eravamo fianco a fianco anche il sabato e la domenica a raccogliere più di 3000 firme in pochissimo tempo a difesa dell' Ulss19, dei suoi servizi, e dei servizi dell'Ospedale di Adria.  
Come Sindaco e  Presidente della Conferenza dei Sindaci ci aspettiamo che continui quella giusta battaglia, sostenuta da tutti i cittadini. 
Siamo rimasti amaramente sorpresi e ci siamo sentiti presi in giro quando abbiamo saputo dai quotidiani che eri pronto a correre con Zaia alle ultime Regionali, pur sapendo che il programma elettorale dell'attuale Presidente comprendeva l'unificazione delle Ulss contro cui abbiamo protestato. Altri sindaci in provincia di Belluno, e non solo, stanno lottando come leoni e non hanno mai smesso in questi anni, cercando di mostrare che una Ulss piccola può essere più efficiente e virtuosa di una grande, e ribadendo la specificità del nostro territorio riconosciuta dalla Commissione Sanità del Consiglio Regionale. 
Conservare e potenziare i servizi socio sanitari deve essere un obiettivo senza colori politici e noi siamo pronti ancora una volta a sostenere ogni iniziativa che vada in quella direzione per il Bene Comune.

Omar Barbierato
Presidente Comitato Impegno per il Bene Comune

giovedì 9 aprile 2015

Adria, Impegno per il Bene Comune chiede ai candidati al consiglio regionale e ai sindaci locali una posizione a difesa del mantenimento dell'ULSS 19

Il movimento Impegno per il Bene Comune richiama l’attenzione sulla rischiosità della proposta di previsione di un’unica ULSS per provincia che si ripete nei programmi elettorali di diversi candidati presidenti di Giunta regionale del Veneto.
Impegno per il Bene Comune, pertanto, chiede ai candidati  locali alle prossime elezioni regionali, appartenenti a tutti gli schieramenti politici, un impegno pubblico ad esprimersi a favore dell’Ulss 19 e dei suoi servizi, ma non solo, a parlare e confrontarsi con i cittadini e gli elettori sulle questioni sanitarie, sulle eccellenze così come sulle criticità (è il numero delle Ulss il problema della Sanità in Veneto? Quali sono ad esempio i debiti dell’Ulss18 rispetto all’Ulss19? Una Ulss piccola può essere virtuosa e contenere le spese in modo migliore rispetto ad una più grande) ed attraverso proposte concrete da portare avanti per il bene dei cittadini del nostro territorio (investire e potenziare alcuni servizi dell’Ospedale di Adria in modo da costruire una o più eccellenze appetibili a pazienti che provengano non solo dal Polesine).
La storia recente dell’alto Polesine, di Cavarzere e dell’alto Ferrarese  ha dimostrato che i risparmi promessi dal taglio delle cariche di dirigenti non sono rimasti sul territorio per migliorare i servizi socio-sanitari.
Sono rimaste, invece, le macerie  per i cittadini, che si sono dovuti organizzare in comitati per la difesa del poco rimasto, dopo una letterale desertificazione dell’offerta sanitaria precedente alle unificazioni.
Per questo Impegno per il Bene Comune, nel ribadire la difesa dei servizi esistenti, chiede pari dignità rispetto agli altri territori del Veneto ed esige quello che la Regione Veneto aveva annunciato e promesso: l’istituzione, presso l’Ospedale di Adria, dei posti letto integrati sul territorio a fronte del taglio dei posti letto per acuti stabilito nelle schede ospedaliere.
Impegno per il Bene Comune in tal senso chiede alla Conferenza dei Sindaci dell’Ulss19 di esprimersi a difesa dell’azienda e dei servizi socio sanitari erogati, oltre che di prendere in considerazione, insieme al direttore Girardi, ogni proposta per migliorarli, potenziarli e innovarli, anche con iniziative minimali ma di grande efficacia, quali la creazione e gestione di cartelle cliniche on line per i cittadini del Delta, consultabili ed utilizzabili dai cittadini durante tutto l’arco della loro vita, dal medico di famiglia e dai servizi territoriali per il percorso di analisi, vaccini ed operazioni.
Tutto ciò si rende ormai un’esigenza incontrovertibile anche per rendere concreto il riconoscimento della specificità, determinata dalla Commissione Sanità della Regione Veneto, del Delta e del Polesine quale territorio unico per conformazione, per vie di comunicazione, e per la media dell’età.

Impegno per il Bene Comune