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venerdì 18 marzo 2016

Impegno per il Bene Comune: il Comune si schieri a fianco degli ospiti e dei loro familiari per pretendere che la Regione paghi le rette per gli ammalati di Alzheimer

Impegno per il Bene Comune, soddisfatto che anche il Movimento 5 Stelle voglia intervenire e unirsi finalmente nella discussione annosa del rispetto della legge 328/2000, invita il loro candidato sindaco adriese Cristina Caniato ad approfondire meglio la materia (come sta facendo ad esempio al nostro fianco Patrizia Bartelle da molti mesi) per essere davvero utili ai cittadini senza incappare in equivoci e errate interpretazioni che rischiano di rendere demagogia quella che invece è tutela dei diritti. 

Il candidato sindaco grillino scambia quello che è l'inserimento nell'ISEE di colui che vuole entrare in una casa di riposo dei redditi e dei patrimoni di tutti i figli (detta "quota aggiuntiva" e prevista dalla legge sul nuovo ISEE) per la richiesta ai figli stessi di contribuire al pagamento delle rette del genitore non autosufficiente con più di 65 anni e ISEE basso (detta "integrazione rette" ed illegittima perché la legge 328/2000 prevede che in questo caso sia il Comune a pagare la differenza tra reddito dell'ospite e importo della retta). 

Anche se con enorme ritardo, il Comune di Adria si è adeguato nel 2010 con delibera di Giunta n.25 e riconosce il proprio obbligo di pagare questa differenza. I 21 dicembre scorso il Consiglio Comunale adegua il Regolamento di applicazione Isee alla nuova legge, prevedendo che nel calcolo ISEE si debbano considerare anche i redditi e i patrimoni di tutti i figli. 
I figli non conviventi partecipano al calcolo dell'ISEE, ma non partecipano al pagamento della differenza delle rette. 

Sono due cose diverse. E' semplice e molto chiaro. Delibera non smentisce delibera, la Giunta non smentisce se stessa. 
La Caniato cade in un equivoco banale. 

Ci dispiace per dover intervenire ancora una volta a fare chiarezza non solo per la tutela dei diritti dei cittadini ma anche dalla confusione di chi vorrebbe difenderli su presupposti errati. 

Ci sono infatti altre strade per garantire i diritti di ospiti, familiari e cittadini, salvaguardando la correttezza delle spese a carico del bilancio comunale. Una di queste è che il Comune si schieri a fianco degli ospiti e dei loro familiari per pretendere dalla Regione che le rette dovute per l'ospitalità di persone con bisogni totalmente sanitari (come i malati di Alzheimer o in stato vegetativo,  ad es) siano invece pagate interamente, come dovrebbero, dal Sistema Sanitario anziché lasciare che le rette siano chieste agli ospiti stessi o pagarne addirittura la differenza con bilancio comunale. 

Elisa Corniani 
Impegno per il Bene Comune

giovedì 10 marzo 2016

Adria, aumentano le rette della Casa di Riposo. Impegno per il Bene Comune invita il Sindaco a sollecitare la Regione ad adeguare la quota di sua competenza.

Mentre le Ipab e i Sindaci di Rovigo, Badia Polesine, Lendinara e Stienta si ritrovano per rappresentare alla Regione del Veneto le difficoltà in cui versano le loro Case di Riposo a causa del mancato riconoscimento e pagamento delle impegnative che coprono gli alti costi delle prestazioni socio sanitarie nei posti letto, nulla si sente in merito da parte del Sindaco di Adria e della Conferenza dei Sindaci dell’Usl 19 per le strutture pubbliche di Adria e Papozze che dovrebbero tutelare.

La situazione di inadeguatezza delle impegnative sanitarie è dichiarata infatti anche nella delibera n. 4 dello scorso 4 febbraio del Centro Servizi Anziani di Adria, che motiva l’aumento delle rette di 1 euro al giorno anche con il mancato adeguamento delle coperture regionali dei costi socio sanitari e ponendo praticamente a carico di tutti gli ospiti parte del mancato intervento regionale.

Impegno per il Bene Comune, invita con urgenza il Sindaco Massimo Barbujani, nella sua duplice veste anche di Presidente della Conferenza dei Sindaci, e la Rappresentante Legale della Casa di Riposo di Adria a convocare con urgenza un’assemblea per discutere e ratificare, facendo fronte comune con gli altri amministratori comunali e delle strutture interessate, un documento che chieda alla Regione del Veneto di intervenire adeguando la copertura della parte sanitaria.

Appare molto grave che si deliberi di aumentare le rette di tutti gli ospiti, facendo pesare sulle famiglie quanto – stando a quanto dichiarato nella citata delibera – è invece causato da una mancanza della Regione, che – cosa ancor più grave - non si è nemmeno chiamata in causa fino ad oggi.

La stessa delibera n. 4 del 04.02.2016, inoltre, introduce con decorrenza dal 1° febbraio un versamento una tantum di 150 euro a carico degli ospiti al momento dell'ingresso per coprire le spese di avvio pratica, predisposizione, compilazione anagrafica, impostazione cartella infermieristica, apertura procedure informatizzate, fotocopie varie ecc.

Come già per La Casa del Sorriso di Badia Polesine, per la quale i Comitati Polesani Altopolesano dei cittadini per il “San Luca”, Impegno per il Bene Comune, Per l'articolo 32, sanità e sociale e Per la Salute del Delta  hanno presentato una richiesta di intervento al Garante regionale dei Diritti della Persona, così anche per la delibera della Casa di Riposo di Adria Impegno per il Bene Comune sta valutando di presentare analogo ricorso al fine di definirne la conformità alla legislazione nazionale e regionale.    

Le spese che motivano il versamento dei 150 euro, infatti, nel caso degli ospiti non autosufficienti sembrerebbero essere riferite a fasi incluse e necessarie a procedure e procedimenti sanitari ed alberghieri già finanziati dalle rispettive quote a carico di Regione ed ospiti stessi (definite tassativamente dalla legge), che rischierebbero così di pagarle due volte, tant’è che una legge regionale del 2004 pone il divieto di richiesta all’ingresso nella struttura anche dei versamenti a titolo cauzionale.

Non solo, ma le pretese spese di istruttoria e accoglienza, in questo modo, sarebbero determinate senza far ricorso all’ISEE, che è invece la base di calcolo di tutte le prestazioni sociali agevolate rivolte a persone con disabilità e non autosufficienti.

Elisa Corniani
Impegno per il Bene Comune

martedì 8 marzo 2016

Adria: 400 firme per la Casa di Riposo senza dubbio pubblica.

Oggi 7 Marzo il Movimento Impegno per il Bene Comune consegna al protocollo le 408 firme raccolte affinchè la Casa di Riposo di Adria rimanga "pubblica". 

Non parole ma fatti contraddistinguono ancora una volta il nostro operato.

Molteplici le ragioni alla base di quest'azione: difendere i lavoratori e gli ospiti, rispettare la volontà alla base del lascito Renovati, creare le basi per costruire nuovi  servizi socio sanitari per il Delta.

Da futuri amministratori dobbiamo capire che i servizi presenti e futuri ad Adria sono utili a tutto il Delta, questa deve essere secondo noi la strada da perseguire.

Omar Barbierato
Impegno per il Bene Comune

sabato 5 marzo 2016

Adria, sabato si chiude la petizione per la Casa di Riposo pubblica.

Sabato 5 alle ore 18 presso piazza Groto di Adria Impegno per il Bene Comune chiude la raccolta firme della petizione per una Casa di Riposo Pubblica. 

Ancora una volta ci siamo mossi in modo concreto e non solo a parole al fine di consegnare ad Adria la possibilità di costruire nel prossimo futuro nuovi servizi socio sanitari per il Delta. 

In un momento di crisi sociale ed economica pensiamo sia doveroso trovare proposte percorribili che possano aiutarci a costruire un futuro migliore per la nostra comunità. Sull'aumento rette deliberato dalla Casa di Riposo chiediamo alla Presidente Passadore quali siano le spese che lo giustificano.

Ai due consiglieri (su cinque) che hanno votato contro questa decisione chiediamo che dichiarino pubblicamente le ragioni della loro scelta.

Impegno per il Bene Comune

giovedì 4 febbraio 2016

Adria, il via alla petizione per impegnare il consiglio comunale sulla prossima scelta di trasformazione della casa di riposo.

Impegno per il Bene Comune promuove questo sabato alle 1030 presso largo Mazzini l'avvio della raccolta firme per la petizione popolare sulla Casa di Risposo di Adria. 
Noi ci siamo già espressi sull'importanza che la struttura rimanga pubblica per le opportunità date solo alle future strutture pubbliche di poter svolgere i servizi socio sanitari  nella nostra città e per tutto il Delta che potrebbero essere a rischio di trasferimento con la fusione delle Ulss. 
Se la Casa di Riposo diventasse Azienda Pubblica infatti potrebbe ospitare e gestire moltissimi servizi attualmente gestiti dall'Ulss o da ditte esterne in appalto, ed altri servizi ad oggi mancanti, e potrebbe farlo assumendo personale con contratti stabili e pubblici, generando economie. 
E' fondamentale che il Consiglio Comunale e l'amministrazione di Adria si esprimano quindi in modo chiaro sul futuro del c.s.a., e che il consiglio d'amministrazione della Casa di Riposo, in quanto espressione politica dell'attuale maggioranza e minoranza, sia vincolata alla volontà dei cittadini e dei loro rappresentanti. 
A margine di questa iniziativa chiediamo inoltre che il Sindaco si faccia portatore di alcune nostre istanze rispetto al consiglio d'amministrazione e ai cittadini: chiediamo che il lascito della sig. Renovati sia reso pubblico, si dica se è vero che si sta pensando ad alzare le rette degli ospiti e per quale ragione, infine, si indichi dove è stata posta la targa che commemora la sig.a Renovati. 
Finora la maggioranza ha ridotto i ragionamenti sul futuro della Casa di Riposo  solo in termini di edilizia rispetto ai problemi di adeguamento della struttura o alla costruzione di una nuova, mentre l'offerta dei servizi, l'aspetto umano e la tutela dei posti di lavoro legati all'attuale proposta di legge regionale n.25 di Zaia non sono stati affrontati politicamente in modo colpevole fino ad ora.

Impegno per il Bene Comune

martedì 26 gennaio 2016

Adria, Impegno per il Bene Comune: Casa di Riposo: solo Servizi Anziani o nuovo Centro Territoriale per la gestione integrata di tutti i servizi socio-sanitari ed assistenziali anche dei territori vicini?

Davanti ad una sala gremita ed attenta si è tenuto sabato scorso, 23 gennaio, presso la Sala Cordella ad Adria l’incontro pubblico dal titolo “Interessi uguali e contrari sulla Casa di Riposo: solo Centro Servizi Anziani o nuovo Centro di riferimento per la gestione integrata di tutti i servizi socio-sanitari ed assistenziali di Adria e territori vicini?”  promosso dal Comitato Impegno per il Bene Comune per parlare della Casa di Riposo di Adria, dei lavoratori, degli ospiti, delle loro famiglie, ma anche di tutti i cittadini di Adria e del Delta.

Nel corso dell’incontro centrale è stata infatti la presentazione della proposta, nata dallo studio e dall’analisi che il Comitato ha realizzato  dal luglio scorso sul progetto di legge regionale 25 che imporrà alle IPAB come la Casa di Riposo (Centro Servizi Anziani) di Adria e altre strutture del Polesine di trasformarsi in Aziende Pubbliche di  Servizi (APSP) o in soggetti privati, che Impegno per il Bene Comune ha voluto chiamare “Adria Città Sociale”.

Omar Barbierato, presidente del Comitato e candidato Sindaco per la lista civica omologa, ed Elisa Corniani, Valutatore per l'Accreditamento Istituzionale in ambito sociale veneto, hanno illustrato come la Casa di Riposo, solo scegliendo di diventare Azienda Pubblica di Servizi alla Persona, possa sfruttare tutte le opportunità offerte dal progetto di legge per diventare prima di tutto il Centro di realizzazione un Centro di Servizi allargato al territorio e ai servizi socio assistenziali integrati (Ulss, Conferenza dei Servizi, Comuni).

In questo modo (e solo in questo modo) si riuscirebbe a dare le risposte sul territorio e a trattenere sullo stesso le risorse e le decisioni che riguardano i cittadini. Si creerebbe ad Adria, con riferimento al territorio del Delta, una APSP derivante dalla trasformazione della Casa di Riposo-CSA, che, magari anche con fusione o raggruppamento di altre Case di Riposo vicine, raccolga a sé le deleghe sulle funzioni e gestisca  i servizi di affidati  direttamente da Comuni ed ULSS quali: asilo nido, centro diurno per anziani, centro diurno per persone con disabilità, casa di riposo, servizi sociali comunali e socio assistenziali dell’Ulss, Ospedale di Comunità, Centrale Operativa Territoriale, centro ambulatoriale, assistenza domiciliare, trasporto disabili,mense scolastiche e tutto ciò che è riferibile al sociale e al socio sanitario.

La Città di Adria, così, potrà ricominciare ad avere sul e per il proprio territorio i servizi pubblici, i posti di lavoro, l’indotto dato dal privato a supporto dell’attività della APSP che sta perdendo e che rischia di perdere nei prossimi anni a causa dell’adeguamento del Piano Socio Sanitario regionale in scadenza nel 2016 e della riforma sanitaria in discussione in Regione.

Siamo pronti a fare una petizione affinchè il Consiglio Comunale di Adria si esprima sul futuro del C.S.A.

Chiediamo al Sindaco di esprimere la posizione dell'attuale amministrazione, e di farsi portatore presso la presidente Passadore di alcune nostre domande ed istanze. Chiediamo se è vero che si stia pensando di aumentare le rette, quando con la scelta di diventare A.P.S.P. si potrebbero costruire dei risparmi chiedendo di abbassare le aliquote dell' i.r.a.p., e di rendere pubblico il lascito testamentario della Renovati, fondamentale per capire le volontà della benemerita donatrice, e dove sia stata posizionata la targa che ricorda il lascito della sig.a Renovati, 

Siamo pronti per questa grande sfida ed opportunità per Adria.

venerdì 22 gennaio 2016

Adria, Impegno per il Bene Comune sulla Casa di Riposo: la trasformazione imposta dalla legge può diventare un'enorme possibilità di rilancio

Sabato 23 gennaio alle ore 17.30 in Sala Cordella ad Adria si parlerà ancora del progetto di legge regionale che imporrà alle IPAB come la Casa di Riposo (Centro Servizi Anziani) di Adria e altre strutture del Polesine di trasformarsi in Aziende Pubbliche di  Servizi (APSP) o in soggetti privati con le osservazioni presentate alla V Commissione Consigliare dai Comitati polesani, da UNEBA, dalla Conferenza Permanente per la Programmazione Socio Sanitaria, che ne stanno  segnando la discussione durante l’iter di approvazione.

Interverrà Elisa Corniani, Valutatore per l'Accreditamento Istituzionale in ambito sociale veneto

All’incontro pubblico, dal titolo “Interessi uguali e contrari sulla Casa di Riposo: solo Centro Servizi Anziani o nuovo Centro di riferimento per la gestione integrata di tutti i servizi socio-sanitari ed assistenziali di Adria e territori vicini?” Omar Barbierato, candidato sindaco della lista civica Impegno per il Bene Comune, presenterà la proposta per i servizi socio assistenziali e i rapporti con l’ULSS “Adria Città Sociale”, occasione unica per riportare Adria al centro del Delta e farne il punto di riferimento per i servizi socio-assistenziali di tutto il territorio, riportando alla pari l’equilibrio dei rapporti con ULSS e Regione.

lunedì 28 dicembre 2015

Sospensione privatizzazione Ipab-Case di Riposo venete: Impegno per il Bene Comune e i Comitati polesani in attesa della conferma ufficiale, che ne sancirà l'importante vittoria.

Impegno per il Bene Comune plaude alla notizia che si legge nelle dichiarazioni contenute nella nota a firma di Giuseppe Franchi, referente provinciale per Fp - Cgil, dei delegati Cgil per la Casa del sorriso Mara Briatore e Gustavo Soragni, secondo le quali “la stessa Regione Veneto  sembra intenzionata  a sospendere  non solo la privatizzazione dell'Ipab di Badia Polesine ma tutte le richieste di privatizzazione".

Dallo scorso luglio, insieme ai Comitati polesani Per l’Articolo 32 Sanità e Sociale, Altopolesano per il San Luca e Per la salute del Delta, il Comitato adriese è in prima linea per l’opposizione ai procedimenti di privatizzazione delle Ipab-Case di Riposo iniziati in provincia di Rovigo prima ancora che sia approvata la nuova legge sulla trasformazione di tutte le Ipab venete.

L’azione intrapresa dai Comitati è stata mirata, con la presentazione di formali note indirizzate ai sindaci, ai presidenti delle Ipab, alle Conferenze dei Sindaci, ai consiglieri regionali eletti in polesine, fino all’appello ufficiale diretto a Luca Zaia, Presidente della Regione del Veneto e consigliere firmatario del progetto di per la nuova legge regionale. 

I Comitati, inoltre, sono stati sentiti in audizione presso la competente Commissione Consigliare regionale e lì hanno potuto esprimere ai componenti - interessatissimi e attenti - ogni osservazione in merito alle proprie posizioni volte a sostenere la scelta di una trasformazione pubblica in Apsp, a supporto delle quali i Comitati stessi hanno presentato una proposta di emendamento al progetto di legge.

Intensa è stata e continuerà ad essere anche l’attività di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e di informazione ai cittadini sul procedimento di approvazione della nuova legge e sui suoi riflessi concreti, con iniziative pubbliche e attraverso i media che hanno sempre più sèguito, curate da Cristiano Pavarin (Comitato per l'Articolo 32, Sanità e Sociale) Elisa Corniani (Comitato Impegno per il Bene Comune) con la collaborazione della Fp - Cgil in particolar modo nella persona di Giuseppe Franchi.

I Comitati, infatti, hanno fin da subito ritenuto inspiegabile il disegno di taluni amministratori locali che non si pongano come prioritaria (così come vorrebbe il testo della nuova legge) la valutazione di una trasformazione delle Ipab-Case di Riposo in aziende pubbliche di servizi alla persona che concorreranno (a differenza dei soggetti privati) al procedimento di programmazione e realizzazione del sistema integrato socio-sanitario e si priverebbero di una leva di governance preziosa in un momento storico in cui gli enti locali sembrano destinati a subire solo politiche calate dall’alto senza potersi difendere.

Elisa Corniani e Omar Barbierato
Impegno per il Bene Comune

http://impegnobenecomune.blogspot.it/
email: direttivoimpegnobenecomune@gmail.com

sabato 10 ottobre 2015

Adria, fusione ULSS e Azienda Zero: Impegno per l Bene Comune non ci sta e rilancia. Difesa della 19 o ritiro della delega del sociale e gestione diretta con Casa di Riposo pubblica.

Il sistema sanitario italiano si fonda sul principio di responsabilità pubblica per la tutela del diritto alla salute dei cittadini quale interesse costituzionale della comunità, e sui valori dell'uguaglianza e dell'equità di accesso alle prestazioni, sulla garanzia di informazione e partecipazione dei cittadini, sulla tutela della salute in modo uniforme sull’intero territorio nazionale.

E si fonda altresì sulla dualità di competenze di Regioni (sanità) e di Comuni (sociale), che il modello veneto ha esaltato con modalità di integrazione tra i servizi che hanno sicuramente portato uguaglianza di trattamento e qualità. 

Impegno per il Bene Comune, quindi, per conto della comunità adriese, chiede alle autorità preposte -  al Sindaco di Adria e Presidente della Conferenza dei Sindaci Massimo Barbujani in primis e a tutti i Sindaci membri della Conferenza – quale posizione intendano assumere e quali azioni intendano perseguire per la salvaguardia del diritto degli abitanti dell'Ulss 19 di poter accedere ai servizi sanitari e socio sanitari al pari dei cittadini di altre province del Veneto.

Entro il mese di ottobre i Sindaci (e non i cittadini) hanno la possibilità di produrre alla Regione Veneto le proprie competenti, motivate, documentate osservazioni che oppongano specifiche resistenze e pongano concrete soluzioni alla riforma sanitaria regionale ed hanno l'autorità di attuare azioni per riprendere in mano i servizi socio-assistenziali finora delegati alle Ulss.

Questa riforma sanitaria regionale prevede la riduzione dalle attuali 21 Ulss a 10 (7 provinciali e 3 ospedaliere), la soppressione della figura del Direttore dei Servizi Sociali, la privazione di funzioni e di ruolo delle conferenze dei sindaci con la conseguenza che tutto quello che riguarda sociale e sanità sarà calato dall'alto, da Venezia, l'istituzione di una Azienda sanitaria denominata "Zero" gerarchicamente superiore alle 10 previste che sarà gestita da un solo Direttore referente del Presidente della Regione e finanziata con i fondi per i Livelli essenziali di assistenza nei quali sono fatti confluire anche i fondi fondi per la non autosufficienza, non più divisi per imputazione al sociale.

Di fatto, l'“Azienda Zero” avrà compiti di programmazione e gestione accentrata di tutta la sanità regionale (attualmente di competenza della Giunta Regionale e dei Comuni) ed una sola persona (il Direttore) gestirà l'intera sanità pubblica veneta.

Non importa se l'ordinamento giuridico italiano individua tra le funzioni fondamentali dei comuni ai sensi dell’art. 117, comma 2, lett. p) della Costituzione la «progettazione e gestione del sistema locale dei servizi sociali ed erogazione delle relative prestazioni ai cittadini, secondo quanto previsto dall’articolo 118, quarto comma, della Costituzione» (lett. g). 

In Veneto non saranno più i Comuni e le Regioni gli Enti di riferimento dei cittadini ma un'Azienda!

La preoccupazione di Impegno per il Bene Comune è che, oltre al pericoloso sovvertimento dei poteri, le previste riduzioni non siano dirette a ottimizzare i servizi (quando mai i tagli si sono tradotti in situazioni migliorative per i cittadini?) ma anzi che si tolgano servizi al territorio e che si depotenzino gli attuali.

La richiesta di Impegno per il Bene Comune rivolta ai Sindaci dell'Ulss 19 è di lottare con determinatezza per tutelare i cittadini di tutto il territorio, affinché sia garantita permanenza del nostro sistema policentrico, che si valorizzino le eccellenze dei presidi ospedalieri, si rafforzi la rete dell'urgenza ed emergenza e si garantisca l'integrazione della rete ospedaliera con il territorio.
Per questo Impegno per il Bene Comune chiede che:
- i sindaci dell'Ulss 19 si costituiscano in coordinamento con tutti gli altri sindaci che sono in lotta per il mantenimento delle proprie Ulss affinché sia portata avanti con ogni mezzo la difesa dell'Ulss 19;
- sia mantenuta in ogni caso la sede dell'Ulss ad Adria e che non sia ridotta a distretto;
- siano mantenuti gli esecutivi delle conferenze dei sindaci;
- sia mantenuta la progettazione nei Piani di Zona così come contemplati ora;
- siano mantenuti i fondi e le competenze divise tra sanità e sociale
- mantenuta la figura del Direttore dei Servizi Sociali.

Ma se si volesse passare dall'ottica di risparmio a tutti i costi all’ottica di rilancio, inoltre, e rispondere ad una riforma regionale imposta e calata dall'alto, i nostri Comuni potrebbero farlo!

Hanno infatti la possibilità di ritirare la delega alla Regione, riprendendosi le quote economiche assegnatele, e subito dopo l'approvazione della legge sulla trasformazione delle IPAB, favorire il rinnovamento della Casa di Riposo di Adria in Azienda Pubblica di Servizi alla Persona (magari ragruppandola con piani di rilancio a quelle di Papozze e Cavarzere) incaricandola dell’assunzione in gestione diretta delle attività relative ai servizi socio-assistenziali ora affidate e pagate all'Ulss.
Nell'ambito delle funzioni costituzionali in capo ai Comuni, infatti, sono proprio i Servizi socio-sanitari. 

Così facendo, sotto il diretto controllo delle nostre amministrazioni locali, si darebbe davvero corpo alle intenzioni sul mantenimento ed ottimizzazione dei servizi socio-assistenziali ai cittadini; non solo, questi servizi potrebbero essere ampliati e migliorati, garantendo nel contempo anche una salvaguardia di posti di lavoro che non sarebbe più questuata alla Regione e senza nessuna rassicurazione di conservazione nel tempo.

La specificità del territorio polesano non è in discussione nella riforma regionale ma nulla offre questo riconoscimento in termini di miglioramento dei servizi nel futuro e nella possibilità di accesso da parte della popolazione tenendo in considerazione anche la conformazione dei territori e i flussi della popolazione nella mobilità sanitaria.

Elisa Corniani
Impegno per il Bene Comune

giovedì 3 settembre 2015

Adria, la Casa di Riposo ad una svolta: pubblica o privata? Se ne parla il 9 settembre in Sala Cordella.

Il Centro Servizi Anziani, cioè la Casa di Riposo è al servizio della comunità adriese da 163 anni.
Ora, dopo 125 anni dall’entrata in vigore della Legge Crispi, che la volle un’Istituzione Pubblica di Assistenza e Beneficienza, dovrà affrontare una nuova, moderna, sfida.
Il progetto di legge regionale n. 25, presentato al Consiglio Regionale del Veneto da Luca Zaia in persona, e il cui iter di discussione è stato avviato, imporrà infatti alle IPAB quali la Casa di Riposo (CSA) di Adria e di Papozze (così come altre strutture del Polesine) di trasformarsi in Aziende Pubbliche di  Servizi (APSP) o in soggetti privati.
Su questo argomento si parlerà, all’incontro che si terrà ad Adria, Sala Cordella – 9 settembre 2015 ore 17.30 sul tema “Casa di Riposo e Servizi Socio assistenziali: quale futuro”, primo sul tema nel territorio della Conferenza dei Sindaci della AULSS 19 e dedicato ad un ampio e completo approfondimento sugli aspetti delle diverse alternative pubblico/privato, i vantaggi, i rischi, le opportunità dal  cambiamento dei servizi sul territorio, dei rapporti con i Comuni, dei contratti di lavoro.
E in modo particolare saranno approfondite tutte le opportunità che la nuova normativa offrirà per ampliare e migliorare in efficienza, efficacia ed economicità i servizi offerti dalle APSP nei confronti dei Comuni e delle pubbliche amministrazioni, a differenza dei soggetti di diritto privato.
Saranno inoltre presentati gli emendamenti proposti dai quattro Comitati polesani (Comitato Altopolesano dei cittadini per il “San Luca”, Comitato Impegno per il Bene Comune, Comitato per l'articolo 32, sanità e sociale, Comitato per la Salute del Delta) al progetto di legge, sui quali la Consigliera regionale Patrizia Bartelle ha già manifestato ampio e approfondito formale interesse per una eventuale presentazione in sede di discussione del progetto di legge a Palazzo Ferro Fini.
Relatori delle tematiche (Quadro normativo attuale, Differenze  tra APSP e soggetti privati, Opportunità e sviluppi, Rischi e interessi contrapposti, Proposte dai Comitati) coordinati da  Omar Barbierato, Presidente Comitato Impegno per il Bene Comune, saranno: Elisa Corniani, Valutatore per l'Accreditamento Istituzionale in ambito sociale veneto, Cristiano Pavarin, Comitato per l’art. 32, sanità e sociale, Davide Benazzo, Segretario Funzione Pubblica CGIL Rovigo.

Comitato Impegno per il Bene Comune 

lunedì 10 agosto 2015

I Comitati polesani si appellano a Zaia (firmatario del nuovo progetto di legge) per sospendere ogni "vecchio" iter privatizzazione delle IPAB

I Comitati polesani - Altopolesano dei cittadini per il "San Luca", Impegno per il Bene Comune, per l'art.32 sanità e sociale, per la salute del Delta – si appellano direttamente a Luca Zaia, Presidente della Regione del Veneto e consigliere firmatario del progetto di legge regionale che intende regolamentare per il futuro la trasformazione delle IPAB in aziende pubbliche o persone giuridiche di diritto privato di servizi alla persona.
I Comitati, infatti, ritengono che l’autorità istituzionale stessa del Presidente della Regione non possa essere raggirata da tentativi di eludere il percorso proposto per il rinnovamento delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza che dal 2001 la Regione del Veneto attende di vedere riconosciuta dopo innumerevoli proposte mai approvate e polemiche e proteste per le soluzioni finora esistenti.

“Infatti, ora come ora l’unica alternativa alle IPAB, che sono destinate in ogni caso alla trasformazione” dichiara Omar Barbierato del Comitato per la salute del Delta “è solo ed unicamente la privatizzazione, mentre il Presidente Zaia ha inteso offrire ai cittadini con la nuova legge anche la possibilità di fruire dei servizi propri delle IPAB altresì attraverso aziende pubbliche che concorreranno al procedimento di programmazione e realizzazione del sistema integrato regionale e locale di servizi alla persona e al piano di zona.”

Appare, dunque, ai Comitati inspiegabile quale sia il disegno di taluni amministratori locali che con l’accelerazione sulle privatizzazioni delle Case di Riposo (IPAB) di fatto privano la collettività della duplice possibilità di scelta e si privano di una leva di governance preziosa in un momento storico in cui gli enti locali sembrano destinati a subire solo politiche calate dall’alto senza potersi difendere.

Pertanto, i Comitati polesani ritengono importantissima la difesa dei diritti delle comunità locali cui il loro lavoro fa riferimento anche portando all’attenzione del Presidente della Regione Luca Zaia di come le azioni di alcuni primi cittadini possano di fatto essere un’opposizione silenziosa e legittimata dalle norme attuali al progetto di integrazione dei servizi alla persona che egli stesso considera di poter affidare agli stessi amministratori locali proprio inserendolo nei piani di zona di diretta approvazione dei Sindaci attraverso le rispettive Conferenze.

Comitato Altopolesano dei cittadini per il “San Luca”
Comitato Impegno per il Bene Comune 
Comitato per l'articolo 32, sanità e sociale 
Comitato per la Salute del Delta


martedì 4 agosto 2015

Badia Polesine, anche i Comitati polesani contro la privatizzazione senza la regolamentazione regionale adeguata


I Comitati polesani - Altopolesano dei cittadini per il "San Luca", Impegno per il Bene Comune, per l'art.32 sanità e sociale, per la salute del Delta – aderiranno alla manifestazione di protesta che sindacati, operatori e cittadini terranno presso la sede comunale di Badia Polesine per ribadire la contrarietà alla privatizzazione della IPAB Casa del sorriso.
“Non si è contrari alla trasformazione dell’IPAB” dichiara Cristiano Pavarin del Comitato per l’articolo 32 sanità e sociale “perché tutte le IPAB devono trasformarsi: lo dice la legge statale n.328 emanata nel 2000! Ma nel nuovo testo di legge regionale che si sta discutendo in questi giorni e che regolamenterà la trasformazione saranno previste tre diverse modalità: le IPAB potranno decidere (con i giusti requisiti) se trasformarsi in APSP – Aziende Pubbliche di Servizi alla Persona o in soggetti di diritto privato o in loro raggruppamenti. Non più solo privatizzazione, dunque, ma anche nuova veste quali aziende pubbliche o addirittura realtà allargate. Perché dunque affrettare le privatizzazioni secondo una legge esistente che limita scelte e opportunità?”
I Comitati polesani chiederanno in questi giorni incontri con i Sindaci interessati (non solo quelli di Comuni sedi delle IPAB) e con le due Conferenze dei Sindaci delle ULSS 18 e 19 per illustrare, ad esempio, che le APSP acquisiranno un ruolo importante a livello di programmazione locale attraverso il piano di zona e potranno convenzionarsi direttamente coi Comuni e con le ULSS per cogestire servizi territoriali importanti (come l'assistenza domiciliare, ma anche servizi ambulatoriali, centri diurni e molto altro ancora).

domenica 10 maggio 2015

Adria, Impegno per il Bene Comune: se Sindaco, Giunta e Maggioranza disertano un consiglio comunale, disprezzano i cittadini

Il Consiglio Comunale di giovedì 7 maggio ha raccontato una brutta pagina di governo locale con gran parte della Maggioranza, la Giunta, e il Sindaco che ne hanno disertato la seduta, irrispettosi verso l’Ente che governano e verso i cittadini adriesi.

Unico punto all'ordine del giorno era la "Discussione sull'attività svolta dal Consiglio di Amministrazione del Centro Servizi Anziani di Adria conseguente alla relazione svolta dalla Presidente nella seduta del 27 marzo 2015” ed era stato convocato su sollecito della Minoranza per poter avviare la discussione successiva alla relazione, alla quale la Presidente Sandra Passadore a chiusura del monologo ininterrotto, si era sottratta.

La validità della seduta, disertata da gran parte della maggioranza, dalla Giunta, dal Sindaco e dalla convocata Presidente, è stata resa possibile grazie alla responsabilità istituzionale del Presidente del Consiglio Comunale e di due componenti della maggioranza stessa: Nicola Gennari e Michele De Bellis, palesemente imbarazzati nel dover prendere atto del difetto di chi invece doveva garantire una legittima e democratica discussione.

Al completo, invece, la Minoranza consiliare.

A giustificazione gli assenti hanno fatto pervenire l’informazione secondo la quale un’annunciata mancata comparizione della Passadore rendeva superflua anche la loro presenza.

Impegno per il Bene Comune ricorda, anche ai consigliere Stefania Tescaroli e Nicola Gennari, ritiratisi dalla seduta ritenendo superflua la loro permanenza in tali condizioni, che il Consiglio Comunale è l'assemblea pubblica rappresentativa di tutta la cittadinanza e che la partecipazione della Presidente era doverosa così come quella degli amministratori comunali e del primo cittadino, in quanto il dibattito richiesto dai componenti del consiglio stesso impone il massimo rispetto e gode del medesimo diritto di risposta e trasparenza che l’ordinamento giuridico riconosce ad ogni cittadino, senza che in questo possano entrare questioni tra compagini politiche di Minoranza e Maggioranza, che devono rimanere mere espressioni di voto,  posizione e volontà deliberative.

Gli interventi successivi, che hanno sostituito il primo imbarazzo, hanno poi lasciato trapelare un motivo che contrasta ancor di più con l’interesse legittimo dei cittadini a ricevere risposte.

Qualche battibecco dai banchi dei consiglieri di Maggioranza, infatti, ha portato alla luce il fastidio per la mancanza del numero legale, attribuita alla Minoranza, che ha invalidato la conferenza dei capigruppo convocata lo scorso 28 aprile sul medesimo ordine del giorno.

Impegno per il Bene Comune, ricordando che anche nella Conferenza il numero legale è assicurato dalla presenza dei capigruppo di Maggioranza, ritiene che i rappresentanti assenti al Consiglio Comunale ed alla Conferenza dei Capigruppo debbano renderne ampia giustificazione ai cittadini adriesi che da sempre e senza distinzione di appartenenza politica ripongono prioritaro interesse e massima attenzione sui temi che riguardano la Casa di Riposo, istituzione che rende o potrebbe offrire ospitalità o lavoro propri o a i loro familiari.

lunedì 13 aprile 2015

Adria, CSA: molti interventi elettorali e poche concretezze per la garanzia della rappresentanza di familiari e ospiti e del pluralismo di amministrazione.

Impegno per il Bene Comune commenta "lo sfortunato Consiglio Comunale del 27 marzo scorso svoltosi a Bottrighe" (sottintendendo che, forse, una convocazione fatta ad Adria avrebbe consentito una presenza maggiore dei familiari degli ospiti) "che ha visto l'Avvocato Sandra Passadore relazionare sul quinquennio di amministrazione della Casa di Riposo (CSA) da lei presieduta, prima come vice-presidente poi come presidente del consiglio di amministrazione (CdA)"
Secondo Impegno per il Bene Comune si sono susseguiti sulla stampa numerosi interventi di candidati alle consultazioni regionali e amministrative di Rovigo schierati nelle fila delle diverse forze politiche generando il sospetto di interventi finalizzati solo alle competizioni elettorali.
L'iniziativa di cittadinanza attiva adriese rileva che nessuno di questi intervenuti ha segnalato, ad esempio, una problematica che da molto tempo gli utenti, i familiari degli utenti, i dipendenti segnalano come prioritaria, ovverosia la necessità di renderli protagonisti della gestione secondo una logica di partecipazione decisionale attiva e responsabile (che la normativa regionale sull’accreditamento pone come uno dei punti fondamentali della qualità dei servizi socio sanitari veneti, ndr).
Impegno per il Bene Comune pensa, invece, che la Casa di Riposo sia un bene di tutti che dovrebbe essere al di fuori di visioni, spartizioni e inevitabili lotte partitiche che non generano buona amministrazione ma, finalmente, essere amministrata da persone competenti in grado di svolgere il loro servizio gratuitamente e con un rimborso spese rigorosamente documentato.
Riferendosi neo-nominato consigliere Daniele Ceccarello che devolve 100 euro della sua indennità alla Scuola dell'Infanzia di Baricetta, Impegno per il Bene Comune dice "Facile è donare, elargire parte dell'indennità a scopo benefico quando si è pagati dagli anziani ospiti che faticano spesso a pagare una retta mensile che gli amministratori si permettono pure di aumentare!!!" chiedendosi se "gli anziani sono stati interpellati in merito" e che, ancora "colmo dei colmi vota per la costruzione di una nuova sede del CSA nell'area adibita a parcheggio presso il vecchio ospedale cittadino dichiarando a verbale che nutre delle perplessità in merito".
L’operato di Ceccarello, secondo l'inziativa civica, è in ogni caso fonte di tanti quesiti: mentre vota per la costruzione di una nuova sede del CSA nell'area adibita a parcheggio presso il vecchio ospedale cittadino egli dichiara a verbale che nutre delle perplessità in merito, quasi a far pensare che, ad esempio, egli sappia che il parcheggio in questione possa essere una zona archeologica rilevante soggetta ad un qualche vincolo e che, sapendolo, si riservi la possibilità di smarcarsi in un secondo tempo quando si dichiarerà pubblicamente la non esecutibilità del progetto.
Così come, nell'analisi di Impegno per il Bene Comune, è difficile individuarne l’appartenenza politica.
Pur essendo stato nominato nel CdA per rappresentare la minoranza e, quindi, essere il controllore dell’operato della maggioranza a tutela della pluralità dell’amministrazione della Casa di Riposo, ora è candidato alle prossime elezioni regionali per Fratelli d'Italia, che fa parte della maggioranza in consiglio comunale, rappresentato da Michele De Bellis, il quale, tuttavia, nella seduta consiliare del 27 marzo scorso non risparmiò accuse dirette contro l’intero CdA, e quindi anche contro lo stesso Ceccarello.
Impegno per il Bene Comune, infine, constata come nonostante le dichiarazioni delle parti in causa, che la Casa di Riposo sia di fatto sterile terreno di scontro politico.