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Visualizzazione post con etichetta dipendenti pubblici. Mostra tutti i post
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martedì 10 novembre 2015

Adria, Impegno per il Bene Comune contesta la Giunta: scredita i dipendenti comunali.

Che i dipendenti comunali abbiano degli obblighi contrattuali e che ogni violazione a tali obblighi sia una violazione anche penale lo dice l’ordinamento giuridico Italiano. 

Che a ricordarlo agli stessi dipendenti sia un superiore gerarchico è doveroso e che ad auspicarlo siano gli amministratori  è opportuno. 

Ma se un sindaco espone sulla stampa i moniti che dovrebbero essere diretti e riservati agli ambiti lavorativi interni il fatto suscita quanto meno delle domande.

Al lettore infatti tutto ciò non passa inosservato, anzi è portato, giustamente, a domandarsi se questo non sia una velata accusa di sospette infrazioni. 

Impegno per il Bene Comune si chiede a quale fine questa amministrazione tenda quando getta sospetti pubblici sull’operato dei propri dipendenti, come in questo caso, ovvero nel recente passato parlando di “stipendificio”, o addirittura lancia accuse dirette come quando ha additato nei dirigenti la causa delle questioni più spinose che nel recente periodo hanno interessato il nostro Comune ( il caso “Borghi autentici d’Italia” e il caso “Vendita aree verdi Amolaretta”) e ancora quando ha deciso di consegnare al giudizio dell’opinione pubblica la decisione di “sospendere” le indennità di risultato fino a verifica che non sussistano aspetti pregiudizievoli nelle azioni condotte dai dirigenti nel corso del 2014 (si trattava delle problematiche relative al credito vantato da Adria Nuoto per la gestione della piscina comunale al rapporto con la ditta Beghelli per l’iniziativa adottata dall'ex assessore della Lega Nord Fabio Panetto, ed ai noti rapporti con l’associazione BAI) che di fatto ANCI e ARAN hanno consentito di risolvere rilevando l’infondatezza della decisione.

Poiché la documentazione tutta sembra mostrare come le scelte dell’amministrazione siano invece il punto di partenza e di arrivo dei percorsi contestati  questa azione ci appare infatti  solo la solita logora e stinta modalità di distrarre ed orientare l’opinione cittadina con il vecchio adagio del “dipendente pubblico fannullone ed incompetente”. 

In realtà quegli stessi dirigenti e dipendenti sono gli stessi che lavorano quotidianamente dietro le quinte per realizzare tutte le iniziative, le opere e i servizi di cui Sindaco e Assessori amano sfoggiarsi sulla stampa senza mai menzionarne l’operato.

Ricordiamo infatti al signor Sindaco e alla sua coalizione di governo che la conduzione della città passa necessariamente attraverso le azioni che Giunta e Consiglio sono chiamati a fare: affidare gli incarichi ai dirigenti, i budget di bilancio ai settori e la responsabilità dei procedimenti amministrativi ai dipendenti e che queste azioni sono basate su rapporti fiduciari che l’approvazione dei rispettivi atti dichiarano (fino ad ora) esserci. E ricordiamo che in caso vi siano delle ragioni fondate di sfiducia esistono i percorsi giuridici per agire, solo ad esito positivo dei quali l’Amministrazione è legittimata ad informare l’opinione pubblica.

Nel frattempo dovrebbero trovare spazio, accanto ai propri, anche i meriti dei dipendenti.

Marco Tosato, Vice presidente Comitato Impegno per il Bene Comune.  

sabato 10 ottobre 2015

Adria, fusione ULSS e Azienda Zero: Impegno per l Bene Comune non ci sta e rilancia. Difesa della 19 o ritiro della delega del sociale e gestione diretta con Casa di Riposo pubblica.

Il sistema sanitario italiano si fonda sul principio di responsabilità pubblica per la tutela del diritto alla salute dei cittadini quale interesse costituzionale della comunità, e sui valori dell'uguaglianza e dell'equità di accesso alle prestazioni, sulla garanzia di informazione e partecipazione dei cittadini, sulla tutela della salute in modo uniforme sull’intero territorio nazionale.

E si fonda altresì sulla dualità di competenze di Regioni (sanità) e di Comuni (sociale), che il modello veneto ha esaltato con modalità di integrazione tra i servizi che hanno sicuramente portato uguaglianza di trattamento e qualità. 

Impegno per il Bene Comune, quindi, per conto della comunità adriese, chiede alle autorità preposte -  al Sindaco di Adria e Presidente della Conferenza dei Sindaci Massimo Barbujani in primis e a tutti i Sindaci membri della Conferenza – quale posizione intendano assumere e quali azioni intendano perseguire per la salvaguardia del diritto degli abitanti dell'Ulss 19 di poter accedere ai servizi sanitari e socio sanitari al pari dei cittadini di altre province del Veneto.

Entro il mese di ottobre i Sindaci (e non i cittadini) hanno la possibilità di produrre alla Regione Veneto le proprie competenti, motivate, documentate osservazioni che oppongano specifiche resistenze e pongano concrete soluzioni alla riforma sanitaria regionale ed hanno l'autorità di attuare azioni per riprendere in mano i servizi socio-assistenziali finora delegati alle Ulss.

Questa riforma sanitaria regionale prevede la riduzione dalle attuali 21 Ulss a 10 (7 provinciali e 3 ospedaliere), la soppressione della figura del Direttore dei Servizi Sociali, la privazione di funzioni e di ruolo delle conferenze dei sindaci con la conseguenza che tutto quello che riguarda sociale e sanità sarà calato dall'alto, da Venezia, l'istituzione di una Azienda sanitaria denominata "Zero" gerarchicamente superiore alle 10 previste che sarà gestita da un solo Direttore referente del Presidente della Regione e finanziata con i fondi per i Livelli essenziali di assistenza nei quali sono fatti confluire anche i fondi fondi per la non autosufficienza, non più divisi per imputazione al sociale.

Di fatto, l'“Azienda Zero” avrà compiti di programmazione e gestione accentrata di tutta la sanità regionale (attualmente di competenza della Giunta Regionale e dei Comuni) ed una sola persona (il Direttore) gestirà l'intera sanità pubblica veneta.

Non importa se l'ordinamento giuridico italiano individua tra le funzioni fondamentali dei comuni ai sensi dell’art. 117, comma 2, lett. p) della Costituzione la «progettazione e gestione del sistema locale dei servizi sociali ed erogazione delle relative prestazioni ai cittadini, secondo quanto previsto dall’articolo 118, quarto comma, della Costituzione» (lett. g). 

In Veneto non saranno più i Comuni e le Regioni gli Enti di riferimento dei cittadini ma un'Azienda!

La preoccupazione di Impegno per il Bene Comune è che, oltre al pericoloso sovvertimento dei poteri, le previste riduzioni non siano dirette a ottimizzare i servizi (quando mai i tagli si sono tradotti in situazioni migliorative per i cittadini?) ma anzi che si tolgano servizi al territorio e che si depotenzino gli attuali.

La richiesta di Impegno per il Bene Comune rivolta ai Sindaci dell'Ulss 19 è di lottare con determinatezza per tutelare i cittadini di tutto il territorio, affinché sia garantita permanenza del nostro sistema policentrico, che si valorizzino le eccellenze dei presidi ospedalieri, si rafforzi la rete dell'urgenza ed emergenza e si garantisca l'integrazione della rete ospedaliera con il territorio.
Per questo Impegno per il Bene Comune chiede che:
- i sindaci dell'Ulss 19 si costituiscano in coordinamento con tutti gli altri sindaci che sono in lotta per il mantenimento delle proprie Ulss affinché sia portata avanti con ogni mezzo la difesa dell'Ulss 19;
- sia mantenuta in ogni caso la sede dell'Ulss ad Adria e che non sia ridotta a distretto;
- siano mantenuti gli esecutivi delle conferenze dei sindaci;
- sia mantenuta la progettazione nei Piani di Zona così come contemplati ora;
- siano mantenuti i fondi e le competenze divise tra sanità e sociale
- mantenuta la figura del Direttore dei Servizi Sociali.

Ma se si volesse passare dall'ottica di risparmio a tutti i costi all’ottica di rilancio, inoltre, e rispondere ad una riforma regionale imposta e calata dall'alto, i nostri Comuni potrebbero farlo!

Hanno infatti la possibilità di ritirare la delega alla Regione, riprendendosi le quote economiche assegnatele, e subito dopo l'approvazione della legge sulla trasformazione delle IPAB, favorire il rinnovamento della Casa di Riposo di Adria in Azienda Pubblica di Servizi alla Persona (magari ragruppandola con piani di rilancio a quelle di Papozze e Cavarzere) incaricandola dell’assunzione in gestione diretta delle attività relative ai servizi socio-assistenziali ora affidate e pagate all'Ulss.
Nell'ambito delle funzioni costituzionali in capo ai Comuni, infatti, sono proprio i Servizi socio-sanitari. 

Così facendo, sotto il diretto controllo delle nostre amministrazioni locali, si darebbe davvero corpo alle intenzioni sul mantenimento ed ottimizzazione dei servizi socio-assistenziali ai cittadini; non solo, questi servizi potrebbero essere ampliati e migliorati, garantendo nel contempo anche una salvaguardia di posti di lavoro che non sarebbe più questuata alla Regione e senza nessuna rassicurazione di conservazione nel tempo.

La specificità del territorio polesano non è in discussione nella riforma regionale ma nulla offre questo riconoscimento in termini di miglioramento dei servizi nel futuro e nella possibilità di accesso da parte della popolazione tenendo in considerazione anche la conformazione dei territori e i flussi della popolazione nella mobilità sanitaria.

Elisa Corniani
Impegno per il Bene Comune

martedì 14 aprile 2015

Adria, Michela Grotto: in Comune trasferimenti di personale con parere negativo del Segretario e quesito all'Anticorruzione.

Una nebbia fitta e ostinata sembra insidiare senza tregua la casa di vetro dell'amministrazione adriese.

L'ultimo banco di nebbia ha oscurato la visibilità in occasione di una mobilità interna che ha riportato all'urbanistica un dipendente trasferito ad altro settore non più tardi di un anno fa.

Fortunatamente ci viene in soccorso qualche articolo di giornale ed è così che veniamo a conoscenza di scelte dirigenziali che, a cercare nell'albo pretorio del comune, non sembrano essere supportate dalle opportune determinazioni.

Infatti, ad oggi, le determine del settore Lavori Pubblici, a cui fa riferimento l'urbanistica, si fermano stranamente al numero 153 per riprendere poi dal 166 e nessuno dei documenti accessibili ha per oggetto il trasferimento in questione, che potrebbe quindi essere argomento di una delle determine non pubblicate.

Nel frattempo apprendiamo, sempre dai giornali, che il trasferimento di questo dipendente è frutto di un accordo fra dirigenti a cui ha fatto seguito il parere negativo del segretario comunale rivoltosi addirittura all'ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione) per un verdetto finale.

In tutto questo salta agli occhi che, nell'aggiornamento al Piano Triennale per la Prevenzione della Corruzione, pubblicato nel sito del comune e adottato con delibera di Giunta n°12 del 30 Gennaio 2015 alla presenza di tutti gli assessori e dello stesso segretario, l'incarico ricoperto dal dipendente in oggetto risulta essere compreso tra le aree ritenute a più elevato rischio di corruzione con l'indicazione di criteri di rotazione del personale con cadenza biennale, criterio evidentemente non rispettato.

Adesso si vorrebbe capire se dobbiamo rivolgerci a" Chi l'ha visto" per conoscere il contenuto delle determinazioni non pubblicate e  se le indicazioni del Piano Anticorruzione debbano valere per tutti o, come spesso accade nel nostro sfortunato Paese, siano valide per qualcuno e per qualcun altro no.

Michela Grotto
Liberi Cittadini per il Polesine