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giovedì 3 settembre 2015

Adria, le forze civiche in "campo" per salvare il verde pubblico: Impegno per il Bene Comune si fa organizzatore della una raccolta firme promossa dai residenti

Tutto bene quel che finisce….in vendita.
Questa è soluzione che il Consiglio Comunale, ha deciso di adottare con una variante di destinazione urbanistica (che dovrà essere approvata dal Consiglio stesso in un secondo momento) permettendo così la vendita all’asta di quattro lotti di terreno facenti parte di un’area di verde pubblico utilizzata dagli abitanti della zona circostante via della Solidarietà
La motivazione che si sente confermare a gran voce dall’Amministrazione è che “si vende per fare cassa”.
Che queste ragioni siano discutibili e pretestuose  (le spese alle quali si poteva rinunciare sono infatti un lungo elenco) non giustificano il fatto che si privi una comunità del verde pubblico di pertinenza della lottizzazione in cui hanno scelto di acquistare la propria casa e vivere con la famiglia.
Questi residenti, infatti,  giovedì 27 agosto hanno indetto una protesta cittadina per opporsi alla mancanza di rispetto nel rapporto tra cittadino e Amministrazione Comunale, alla quale il Sindaco Massimo Barbujani ha risposto confermando solo  quanto già dichiarato precedentemente e senza dare alcuna motivazione alle ragioni sociali di questa de pauperizzazione.
 I cittadini, quindi, hanno chiesto al Comitato Impegno per il Bene Comune, presente alla protesta e da mesi interessato alla problematica del PAT, di affiancarli in un’opera di diffusione della loro posizione e di raccolta delle firme per  impedire l’approvazione della variante urbanistica e, quindi, della vendita delle aree verdi pubbliche interessate.
Per questo, sono già partite due petizioni. Una è on line su firmiamo.it (per coloro che non possono materialmente firmare perché lontani) e una su moduli che cittadini stanno diffondendo porta a porta e che da mercoledì 2 e per tutto il mese di settembre potranno essere sottoscritti  negli appositi banchetti presenti ai mercati cittadini del mercoledì e del sabato mattina. 

Comitato Impegno per il Bene Comune

martedì 4 agosto 2015

Adria, Impegno per il Bene Comune chiede all’Amministrazione e all’assessore Simoni di fare chiarezza sul futuro dei rifiuti polesani

"Apprendiamo che l’assessore dice di essersi accorto solo ora che la discarica “ Taglietto1” sarebbe non economica per il territorio, ma Impegno per Il Bene Comune  lo aveva fatto già il 17 febbraio del 2014  nell’incontro pubblico di sala Caponnetto" dichiara il Comitato "quando abbiamo chiesto ai vertici di Ecoambiente di spiegare ai cittadini come sarebbe stato assorbito il peso economico della costruzione di una nuova discarica. 
L’assessore poi parla di termovalorizzatore ma non apre un confronto pubblico col territorio e si dimentica di spiegare le criticità legate all’ipotesi che sponsorizza. I termovalorizzatori producono quotidianamente ceneri e scorie da smaltire in apposite discariche per rifiuti pericolosi, quindi servirebbe una discarica a servizio del termovalorizzatore, vedi l’es. di Brescia. 
Il nostro territorio che ha raggiunto buoni livelli di differenziata produce tutta la quantità di rifiuti necessaria al funzionamento del termovalorizzatore? Oppure si sarà costretti ad acquistarne e a stoccarne da altri territori? Ci vogliono almeno due o tre anni per ultimare un impianto anche nei paesi “normali”, e nel frattempo cosa si farà? Qual è l’entita del business?  Impegno per Il Bene Comune  comprende dunque che questa proposta va in direzione contraria ad un miglioramento della differenziata e del riutilizzo del rifiuto che dovrebbe essere il vero obiettivo, riducendo sempre più la parte indifferenziata. Ad Adria ad esempio abbiamo visto che un privato ha creduto nella possibilità di premiare I cittadini che conferiscono bottiglie di plastica con un eco compattatore: perchè non ci crede anche la nostra amministrazione proponendo uno sconto sulla tari? Se non si hanno idee a volte basterebbe imparare a copiare quelle degli altri."

http://impegnobenecomune.blogspot.it/

giovedì 30 luglio 2015

Azzalin (PD) e Finco (Lega): nuovo disegno di legge per vietare le ricerche di idrocarburi in Polesine

Una legge “agile” che mira ad ottenere un obiettivo immediato: escludere ogni tipo di ricerca di idrocarburi nei Comuni compresi nell'area del Parco del Delta del Po, ricacciando indietro ogni possibile tentativo di sfruttamento. Dopo averla già presentata lo scorso mandato raccogliendo sostegni trasversali, ma non riuscendo a farla approvare per il “blocco” imposto dalle incombenti elezioni, il consigliere Graziano Azzalin la ripropone ora, primo atto della nuova legislatura e, significativamente, il testo ha già ottenuto la sottoscrizione da parte del capogruppo della Lega Nord in consiglio regionale, Nicola Finco, oltre a quella dei consiglieri del Pd a cominciare dalla capogruppo Alessandra Moretti.

“Il Delta del Po conosce bene quale sia il problema della subsidenza causata dalle estrazioni di metano e non intende concedere nessun appiglio a chi voglia mettere le mani sul gas presente nel sottosuolo. Una posizione chiara e trasversale che vogliamo mettere ancora una volta nero su bianco precisando un passaggio normativo che forse aveva bisogno di essere aggiornato: se la legge non ci tutela, cambiamo la legge”. Con queste parole il consigliere regionale Graziano Azzalin spiega il senso della proposta di legge che ha elaborato e che va a modificare l'articolo 30 della legge istitutiva del Parco del Delta del Po in modo da rendere impossibile la ricerca con ogni mezzo di idrocarburi: “La ratio della norma era già chiara, ma la sentenza del Tar che ha accolto il ricorso della Northsun e abrogato la delibera con la quale la Regione non concedeva il permesso di ricerca, ha reso necessaria una precisazione e quindi, al posto del comma che recita 'è vietata la realizzazione di pozzi e impianti per la ricerca e l’estrazione di idrocarburi nel sottosuolo' con questo emendamento si inserisce la dizione ' non sono rilasciati: permessi di ricerca di idrocarburi, autorizzazioni per l’estrazione di idrocarburi'. In questo modo sarà possibile evitare ogni tipo di fraintendimento semantico e ribadire una chiara volontà manifestata a più riprese da parte della Regione Veneto a cominciare dal presidente Zaia, che su questo ha una posizione di totale chiusura che ci vede incrollabilmente d'accordo”

“Se la ratio della norma citata è chiara – si legge nella relazione del progetto di legge in riferimento alla legge istitutiva del Parco - meno lo è lo scopo di una ricerca per l'individuazione di depositi metaniferi, la cui presenza è nota e confermata dai fatti sopracitati, che non sia prodromica ad un successivo sfruttamento. Per evitare ogni tipo di fraintendimento semantico e ribadire una chiara volontà manifestata a più riprese da parte della Regione Veneto, il presente Progetto di legge si propone, quindi, di emendare l’articolo 30, comma 1, lettera b), della legge regionale 8 settembre 1997, n. 30, ricomprendendo nel divieto ogni tipo di ricerca di idrocarburi, con qualsiasi mezzo essa avvenga, vietando il rilascio di permessi di ricerca così come le autorizzazioni per l’estrazione di idrocarburi nell’ambito dell’intero territorio dei comuni interessati dal Parco del Delta del Po”.

Adria, Rosa Barzan: la Maggioranza sia onesta e spieghi perché votò all'unanimità per le discariche di Villadose

Il 28 febbraio 2013 fu portata in Consiglio Comunale la proposta di deliberazione riguardante la bonifica della discarica di “Taglietto 1” e la realizzazione della nuova discarica di bacino. 

In quella sede fu chiesto alla maggioranza di destra, vista la sempre maggiore diminuzione del volume dei rifiuti indifferenziati conferiti in discarica,  di rimandare ad altra data  la deliberazione in questione, alla luce anche dell’inversione di tendenza della Regione Veneto, contraria alla creazione di nuove discariche, per meglio valutare i pro e i contro della costruzione dell’impianto di Villadose, che sarebbe costato diverse decine di milioni di euro alla collettività.

I capigruppo della maggioranza ribadirono che nessun rinvio sarebbe stato possibile e che convintamente avrebbero approvato la deliberazione perché la realizzazione di una nuova discarica avrebbe evitato una “emergenza rifiuti” e i costi per i cittadini sarebbero diminuiti.

A distanza di oltre due anni le considerazioni da fare potrebbero essere più d’una: il costo del conferimento di una tonnellata di rifiuti in discarica è lievitato, e sembra che da settembre raggiungerà i 146 € a fronte dei 67 del 2013; nonostante le promesse di pubblici amministratori e di funzionari del Consorzio RSU, i costi per i cittadini non sono certamente diminuiti, oltre che essere inversamente proporzionali alla qualità del servizio di raccolta fornito da Ecoambiente; nessuna innovazione è stata posta in essere per creare un sistema premiante per i cittadini che differenziano al massimo i loro rifiuti, nonostante siano molte le realtà italiane in grado di  dimostrare che questo è possibile.
Nel complesso sistema attuale di gestione integrata dei rifiuti, dove i diversi attori (Consorzio RSU – Ecoambiente – Amministrazioni comunali) a gran voce si proclamano difensori dei cittadini contribuenti, ma che in realtà scaricano sulla collettività la loro incapacità di gestire con oculatezza un servizio di così grande rilevanza sociale e ambientale, sembra che a farla da padrone siano i diversi gruppi di potere che vogliono avere un ruolo dominante all’interno della macchina organizzativa e gestionale, seguendo un copione visto purtroppo troppe volte. Ora c’è, tra i nostri  amministratori,  chi considera adesso TAGLIETTO 1 un impianto inutile e fuori tempo, eppure nel 2013 fu votata a maggioranza e CONVINTAMENTE. Cos’è cambiato in questi due anni di così importante per rinnegare quello che prima sembrava irrinunciabile?   
Sta passando il messaggio che la raccolta differenziata è troppo costosa,   portando ad un aggravio di costi, qualcuno ha nominato i termovalorizzatori come soluzione al problema.  Sarebbe solo un insensato ritorno al passato, ma termovalorizzatori e discariche sono comunque  grandi affari che fanno girare diversi milioni di euro. 
E in tutto questo bailamme di polemiche, di politica inconcludente, di manager profumatamente pagati, di scarica barile delle responsabilità, il 30 luglio in un consiglio comunale con troppi e importanti  argomenti all’ordine del giorno, da discutere in fretta e furia come sempre, si andrà a votare il Piano finanziario di Ecoambiente e le nuove tariffe della Tari. 


Per IDV
Rosa Barzan e Simonetta Girardi

domenica 19 luglio 2015

La monnezza è oro


Erano i tempi delle ecoballe Impregilo e delle clamorose prime scoperte della terra dei fuochi alimentata dai rifiuti nocivi che la camorra interrava per conto delle aziende del ricco e indignato nord e un boss camorrista pentito, Nunzio Perrella, durante un'intervista, pronunciava una frase che suona come un epitaffio a ogni tentativo di introdurre la virtuosità nelle gestione dei rifiuti:la monnezza è oro. 
Un paio di  settimane a l'oasi naturalistica di Ronco all'Adige è stata posta sotto sequestro, vi sono stati 16 arresti e numerosi indagati a piede libero tra cui il direttore del settore bonifiche di Veritas, azienda veneta leader nel settore rifiuti, per la scoperta di discariche abusive interrate di rifiuti nocivi che hanno inquinato le acque di falda. 
Questa e numerose altre recenti vicende simili ci dicono che ormai la terra dei fuochi ce l'abbiamo sotto casa e che il boss ha ragione assoluta. 
Anche in Polesine, tra veti incrociati, esposti, denunce, ricorsi si sta giocando una partita sulla discarica Taglietto 1 di Villadose, affare di qualche decina di milioni di euro, che vede contrapposte fazioni vecchie e nuove che si fronteggiano senza esclusione di colpi.
Le notizie sulla mancata ratifica regionale delle modifiche alla convenzione per la trasformazione del Consorzio rsu in Consiglio di bacino richieste dal liquidatore del Consorzio Tugnolo e l'intervento della Corte dei conti che chiede di verificare la bontà dell'appalto pubblico per la messa in sicurezza e la bonifica di Taglietto 1, assieme alla messa in discussione da parte del neosindavo Bergamin della fusione tra Asm e Ecogest in Ecoambiente, la dice lunga sul livello dello scontro in campo. 
Peccato che nella guerra per bande si perda di vista il vero oggetto davvero interessante della faccenda:la riduzione della massa di rifiuti prodotti anche attraverso l'introduzione della raccolta differenziata a Rovigo che, con un quinto degli abitanti,  incide pesantemente sulla gestione rifiuti dell'intera Provincia.
Con l'indifferenziata rodigina si chiudono le porte di S.Urbano, ma, invece di ragionare sul come arrivare  alla differenziatasi arretra e peggiora.
Per alcune realtà comunali si parla addirittura di un ritorno alle isole ecologiche o si vocifeta addirittura della realizazione di un anacronistico inceneritore. 
Il rischio reale, in tutto questo caotico fronteggiarsi, è che la gestione del ciclo dei rifiuti in Polesine finisca in mani private probabilmente meno controllabili e meno attente alla salute dei polesani. 
O, magari, è davvero quello che, alzando un polverone, si cerca di ottenere con aziende importanti che si nascondono dietro i duellanti. 
La "bonanza" maleodorante, ma redditizia troverà un fortunato cercatore di quell'oro. 
I cittadini?
Niente, quelli servono solo all'atto del pagamento.

Vanni Destro

martedì 14 luglio 2015

Azzalin vicepresidente della III commissione consiliare: Stop al consumo di suolo reddito agricolo e fondi di rotazione. Subito legge speciale per il Polesine. Il Parco del Delta del Po diventi interregionale

Il consigliere del Pd Graziano Azzalin è stato confermato alla vicepresidenza della III commissione consiliare le cui competenze ora, in seguito alla riorganizzazione, non comprendono più solamente le  politiche agricole e per la montagna, caccia e pesca, ma anche le politiche economiche e del lavoro, ivi comprese le politiche per l'istruzione, la formazione, la ricerca, la cultura, il turismo.

Presidente della commissione è stato nominato Sergio Berlato di Fratelli d’Italia, mentre segretario è Nazzareno Gerolimetto del gruppo Zaia Presidente. Particolarmente soddisfatto il consigliere Azzalin, componente anche della IV commissione, che spiega come “per traghettare la Regione al 2020 come Zaia ha spiegato ieri nelle dichiarazioni rese in consiglio, bisogna agire innanzitutto sulla programmazione, che rappresenta la vera sua funzione politica e istituzionale, affrontando quindi le questioni in modo strutturale e strategico e non in modo frammentario come è avvenuto in questi anni”.

Particolarmente care al vicepresidente eletto con 27 preferenze, la questione dell'assetto idrogeologico e delle tutela del territorio e quella del consumo di suolo agricolo, “e non la riduzione come annunciata dal presidente, proprio l'azzeramento”. Riguardo al settore primario, Azzalin sottolinea i dati dell'ultimo report di Veneto Agricoltura, dai quali emerge “una situazione di difficoltà per la tenuta del reddito sulla quale bisogna intervenire”. Riguardo ai provvedimenti che riguardano più in generale economia e lavoro, invece, saluta con favore la proposta di Zaia di una gestione unificata dei fondi di rotazione, “ma questi vanno rimpinguati e messi al sicuro visto che nel recente passato molte risorse sono state smobilitate”.

Intervenendo ieri in aula durante il dibattito sul programma illustrato da Zaia, Azzalin ha lanciato la proposta di una legge speciale per il Polesine sulla scia di quanto fatto per Belluno ed ha sottolineato come “se si portano avanti cose giuste e positive troverà in noi interlocutori attenti e collaborativi per fare ancora meglio, ma se si intende fare di quest’aula una palestra per un nuovo e velleitario Stato e scaricare su altri le proprie responsabilità lo respingeremo con determinazione e saremo intransigenti a qualsiasi manomissione della nostra Costituzione e dell’unità del nostro Paese”.

Un punto, infine è stato sottolineato da Azzalin: “Nelle quasi 200 pagine di programma della nuova Giunta non compare mai la parola Parchi o aree protette. Una dimenticanza grave, visto che parliamo di quasi un quarto del territorio regionale. E un'opportunità da cogliere, a cominciare dall'attuazione del Parco interregionale del Delta del Po, così come in sostanza chiesto anche dal recente riconoscimento Unesco”.

Adria, ruspe sulle aree verdi pubbliche, in vendita pur di fare cassa.

A pochissimi giorni dall’approvazione del PAT, il piano urbanistico che indica come priorità per Adria la qualità ambientale, la qualificazione urbana, l’invarianza idraulica ottenuta soprattutto con il contenimento dell’edificazione e con la tutela del suolo, apprendiamo da Busson, assessore all’urbanistica e al patrimonio, che la giunta Barbujani per fare cassa venderà migliaia di metri quadri di aree ore destinate a parchi e giardini pubblici, perché siano sfruttate ai fini edificatori.

Il colmo è che poi sindaco e assessori fanno finta di niente e, anzi, come spesso capita al vicesindaco D’Angelo, si ergono a difensori dell’ambiente. 

A questo punto non si può più parlare di “contraddizione”, ma di vera e propria presa in giro nei confronti dei cittadini. 

La stessa giunta che ha aumentato le tasse comunali per poi senza battere ciglio pagare  decine di migliaia di Euro in più rispetto a quanto indicato dai propri dirigenti per progetti e operazioni di dubbia validità, ora ci dice che ha bisogno di denaro per far quadrare i conti e che lo recupererà vendendo parte del patrimonio pubblico. 

In definitiva si spende e si spande perché tanto paga Pantalon, cioè il cittadino, che oltretutto viene privato di un servizio. 

C'è il rischio che al danno si aggiunga la beffa: chiediamo all'assessore Busson se la trasformazione in “edificabile” dell’area verde della lottizzazione Amolaretta cancellerà di fatto l’unica pista ciclabile che oggi collega quella zona con la riviera del Canalbianco. 

In questo caso l’amministrazione Barbujani dopo non esser riuscita a realizzare, pur impegnando soldi pubblici in opere inutili, una seconda ciclabile per quella zona, ora sceglierebbe di eliminare ogni collegamento ciclopedonale con la strada arginale. 

Un bel premio per quei residenti che nel tempo si sono visti ridurre drasticamente la superficie a verde che indirettamente avevano pagato con il prezzo dell’immobile acquistato e che aspettano ancora l’asfaltatura delle strade che il Comune si era impegnato a fare eseguire!

Impegno per il Bene Comune

giovedì 9 luglio 2015

Vanni Destro: chi è causa degli effetti naturali collaterali ai disastri naturali pianga se stesso

Bombe d'acqua, alluvioni, frane, trombe d'aria, uragani. 
Sono le stazioni della Via Crucis che l'essere umano, nella sua follia sviluppista che è sempre stata cieca e sorda verso la natura, si è autoimposto.
Eppure non si torna indietro.
Ogni giorno si rilancia con un nuovo, assurdo progetto che va ad insultare la natura che reagisce come può e sa annichilendoci.
Una strada inutile, una centrale inutile, una discarica o un termovalorizzatore inquinanti, una diga fluviale che sconvolge l'equilibrio idraulico e la biodiversità.
Siamo ferocemente bacati dal verme del profitto a tutti i costi e, in questo, ci consegniamo nelle mani di gente povera di scrupoli, ma ricca di cordoglio plastificato.
Non esiste danno che non venga considerato risarcibile e quindi rischiosamente affrontabile e pure la vita umana si valuta dal cartellino del prezzo.
Ogni disastro è considerato effetto collaterale sopportabile se fa pingue il conto in banca.
Poi si piange e si dimentica fino al prossimo "evento eccezionale".
Chi è causa del proprio male pianga se stesso.

Vanni Destro
Rovigo

martedì 26 maggio 2015

Rovigo, giovedì 28 maggio Liberi Cittadini presenta le proposte per l'utilizzo dei rifiuti quali risorse per il Comune e la Città.

Il giorno 28 Maggio 2015, alle ore 21:00, presso La Sala dell'hotel Villa Regina Margherita, in viale Regina Margherita, 6 a Rovigo la Lista Civica Liberi Cittadini per il Polesine, Rovigo e Frazioni terrà un importante incontro sulla gestione dei rifiuti. 

Relatori della serata Massimo Dall'Aglio e Vittorio La Paglia che presenteranno un'alternativa concreta alle discariche inquinanti e costose e al "fumo" dei termovalorizzatori.

Parte importante del programma, le proposte saranno illustrate per dimostrare, attraverso la descrizione di progetti reali, come la produzione di biometano dalla frazione umida e di come i rifiuti possano diventare una risorsa economica per le casse comunali ed un vantaggio per i cittadini con riduzione delle bollette.

Sarà presente il candidato Sindaco Livio Ferrari.


mercoledì 20 maggio 2015

Tescaroli: tuteliamo l'ambiente. La candidata al Consiglio Regionale raccoglie l'appello del Comitato “Impegno per il bene Comune”

La candidata al Consiglio Regionale Avv. Stefania Tescaroli si schiera contro le trivellazioni nel mare adriatico per l'estrazione degli idrocarburi in risposta l'appello del Comitato “Impegno per il bene Comune”.
“Il decreto Sblocca Italia ha legittimato le trivellazioni nel mare Adriatico, sopratutto nella fascia   davanti alla nostra regione ed in particolare davanti a Venezia; tale decreto, però, non ha considerato gli enormi rischi ambientali che le estrazioni potrebbero causare al nostro territorio.   
Il Polesine con il suo Parco del Delta del Po rappresenta un patrimonio ambientale e turistico del quale noi tutti godiamo. 
Lo sfruttamento del giacimenti nel mare per l'estrazione degli idrocarburi avrebbe ripercussioni disastrose nei terreni, in quanto vi è il concreto rischio geologico di impoverimento e di subsidenza per le nostre spiagge ed il nostro territorio; il decreto dà man forte  alle multinazionali del petrolio con lo scopo di arricchire unicamente la loro economia a discapito del nostro ambiente e della nostra sicurezza. 
Il Polesine, invece, va tutelato e messo in risalto per le sue naturali bellezze, che con le trivellazioni andrebbero deturpate. 
Un altro dannoso problema è l'ingente volume dei fanghi trattati in Polesine con il conseguente spandimento dei liquami nei terreni agricoli. Bisogna far chiarezza e adottare più incisive misure di prevenzione e di controllo sulle attività che si occupano di questo.
Il messaggio che mi preme mandare ai cittadini consiste nel mio impegno in regione di tutelare il nostro ambiente e preservarne la reale ricchezza mettendolo al servizio degli stessi, adottando tutte le misure che saranno necessarie  e ascoltando i suggerimenti e le esigenze degli abitanti del nostri territorio”.

martedì 19 maggio 2015

“La Terra nutre: l’Uomo la divora”, Azzalin: la messa in sicurezza del territorio è la prima e più importante opera pubblica da compiere

Graziano Azzalin, candidato al Consigio Regionale del Veneto, interviene in occasione della settimana della bonifica e dichiara"Va stigmatizzata la scelta sbagliata della Giunta uscente che ha ridotto all'osso i contributi relativi al funzionamento delle idrovore ed alla manutenzione lungo i corsi d'acqua. Noi crediamo invece che la messa in sicurezza del territorio sia la prima e più importante opera pubblica da compiere”.

“Si chiude il prossimo 24 maggio la Settimana nazionale della bonifica, intitolata significativamente 'La Terra nutre: l’Uomo la divora'. Questo slogan chiarisce perfettamente il senso di un'azione costante di cura dell'assetto idrogeologico che in Polesine conosciamo bene, ma che in Veneto resta ancora marginale perché in questi anni la Regione ha pensato solo a tagliare rendendo difficile la stessa sopravvivenza dei consorzi, che hanno problemi perfino a pagare le bollette per il funzionamento delle idrovore”. 
Il consigliere regionale Graziano Azzalin, attualmente candidato come capolista del Pd alle elezioni del 31 maggio, si è occupato a più riprese del tema che, spiega “nonostante la fragilità del nostro territorio messa drammaticamente in evidenza anche dai più recenti eventi alluvionali, ha visto la Giunta ridurre all'osso gli stanziamenti relativi agli interventi infrastrutturali in materia di bonifica, alla gestione e manutenzione degli impianti di bonifica, agli interventi di manutenzione lungo i corsi d’acqua e per le difese a mare. Una scelta sbagliata da stigmatizzare”.

“Bisogna essere chiari – rimarca Azzalin – la maggioranza uscente, divisa e litigiosa, non ha mai voluto risolvere una questione che è essenziale per evitare disastri e per mantenere in salute il territorio: la sicurezza idrogeologica dovrebbe essere una priorità condivisa, ma a quanto pare non è così. Noi crediamo che si debba investire su questo e che la messa in sicurezza del territorio sia la prima e più importante opera pubblica da compiere”

lunedì 18 maggio 2015

Trivellazioni e ricerche di idrocarburi: la candidata al Consiglio regionale Mirella Zambello risponde all’appello di Impegno per il Bene Comune

Con riferimento all’appello di  “Impegno per il bene comune”, riferito al tema del territorio e nello specifico alla questione dei fanghi e delle trivellazioni, ritengo che questo sia un ambito su cui vigilare e soprattutto su cui debba essere fatta un’attenta programmazione da parte della Regione. 
Le questioni ambientali vanno affrontate con la logica del coinvolgimento dei portatori di interesse, che sono tutti i cittadini e le istituzioni  presenti nei territori, come prevede peraltro la normativa di materia ambientale. 
Nello specifico  la regolamentazione ed il controllo dei fanghi, rappresenta una questione  che deve trovare i soggetti istituzionali impegnati innanzitutto  nel definire  le competenze in maniera chiara.  
Questo è una fase in cui la distribuzione delle competenze in materia ambientale che erano in capo alle Provincie è ancora in via di definizione, ma sicuramente la pianificazione deve coinvolgere il livello regionale, perché i fanghi possano essere conferiti nei Centri di raccolta dove effettivamente ve ne è una maggiore produzione, per  evitare così di scaricare anche tale tipo di rifiuto in territori altrui. 
Nella provincia di Rovigo andrebbe verificata la quantità di fanghi provenienti da altri territori, ed è una priorità  prevedere il controllo della tipologie di materiale che arriva in Polesine, attraverso campionamenti nei terreni e nelle acque, al fine di verificare che la concentrazione di elementi chimici contenuti non siano nocivi. 
Vanno inoltre controllate le modalità con cui avvengono gli spargimenti, non sempre rispettosi dei metodi idonei per evitare odori molesti per la popolazione residente. Nella mia esperienza di sindaco ho constatato quanto è importante vigilare sulle azioni delle aziende del settore e richiamare gli organismi istituzionali all’indispensabile ruolo di vigilanza.
Per quanto riguarda le trivellazioni si tratta di far valere le competenze regionali in materia di  tutela territoriale ed ambientale nei confronti delle normative nazionali, che dovrebbero limitare le autorizzazioni a sondaggi di questo tipo, spesso dannose data la fragilità. 
E’ all’attenzione del Consiglio regionale, evidentemente del prossimo, una proposta per rafforzare la normativa che tutela l’area del Parco del Delta, già coinvolto dal fenomeno della subsidenza, che andrà sostenuta.
La Regione ha la titolarità per pianificare gli interventi  e su questo è necessario un maggior impegno per non agire solo in termini di protezione e salvaguardia  ambientale, ma anche per valorizzarne tutte le potenzialità e orientare le azioni verso il miglioramento della qualità e della vivibilità delle nostre comunità. 
 
Mirella Zambello
candidata al Consiglio regionale per il Pd


Trivellazioni e ricerche di idrocarburi, ecco cosa si può fare e cosa è stato fatto: il candidato al consiglio regionale Graziano Azzalin risponde all'appello di Impegno per il Bene Comune

Raccolgo ben volentieri l'invito lanciato da “Impegno per il Bene Comune” di Adria, che chiede ai candidati alle regionali quali siano le proposte di legge che vorrebbero  presentare per  tutelare il nostro territorio dai rischi concreti che sta correndo relativamente alla ricerca degli idrocarburi nel sottosuolo polesano.

Sull'argomento, infatti, mi sono speso a più riprese. Il primo atto importante è la proposta di legge statale che ho presentato e che il consiglio regionale ha approvato in base al quale si inserisce l'intero territorio delle province di Rovigo, Venezia e Padova fra quelli nei quali è vietato ogni tipo di trivellazione.

Ancora il Parlamento non lo ha convertito in legge, ma quell'atto resta un importante paletto che segna una volontà chiara e trasversale del consiglio regionale.

Relativamente alle trivellazioni nell'area di Adria, va fatta una premessa importante. in base alla legge istitutiva del Parco del Delta del Po, in tutti i Comuni che ricadono nella sua area le trivellazioni sono vietate. Quello che non è vietato, o meglio non lo è secondo il Tar che ha cassato la delibera regionale, sono le ricerche fatte senza perforazioni.

Non trovando comunque sensato che si possano fare ricerche, anche se con il metodo dei vibroseis, ho presentato un apposito disegno di legge nel quale si modifica proprio la legge del Parco inserendo anche le ricerche, in qualsiasi modo effettuate, fra le possibilità escluse a priori. La proposta di legge non è stata discussa perché la sessione di bilancio e poi lo stop dei lavori del consiglio prima delle elezioni non ha fato sì che giungesse in aula. Ma quel testo è già pronto e, almeno per i Comuni che ricadono nell'area del Parco del Delta, rappresenta una importantissima garanzia. Questa legge, proprio come chiede “Impegno per il Bene Comune” può essere immediatamente approvata dopo l'insediamento del nuovo consiglio.

Credo che sia ben chiara la volontà di tutto il territorio, già sofferente a causa della subsidenza provocata dalla passate estrazioni metanifere, di dire no ad ogni possibile speculazione sugli idrocarburi. La sicurezza idrogeologica viene prima di ogni altro ragionamento, anche dal punto di vista economico, perché i danni provocati dall'abbassamento del suolo, per non parlare di altre pericolose possibilità, hanno un costo altissimo. E in Polesine lo sapiamo bene.

Graziano Azzalin
consigliere regionale del Veneto

capolista Pd elezioni regionali 2015

sabato 16 maggio 2015

Adria, Impegno per il Bene Comune chiede ai futuri eletti alle Regionali di difendere il territorio da fanghi e trivellazioni.

Ricordiamo ai tanti candidati polesani e adriesi nelle prossime elezioni  che sono in corsa per entrare in un’assemblea legislativa, non solo per sostenere questo o quel candidato presidente di regione. A loro chiediamo, quindi, quali siano le proposte di legge che vorrebbero  presentare per  tutelare il nostro territorio dai rischi concreti che sta correndo. A noi piacerebbe, in particolare, che avessero già nel cassetto le linee guida di due disegni di legge urgenti che, fatte salve le competenze superiori, nazionali e comunitarie, porterebbero la Regione Veneto a farsi carico della fragilità del Polesine sia nei confronti dei sondaggi con  trivellazioni per le  estrazioni di idrocarburi, sia nei confronti dello sproporzionato volume dei fanghi trattati e del  conseguente abnorme  uso  dello spandimento liquami sui terreni agricoli. E’ desiderio dei cittadini, infatti, che i propri rappresentanti nelle istituzioni non si limitino a partecipare a manifestazioni pubbliche o a esprimere opinioni, ma che operino concretamente esercitando appieno il ruolo che  viene  loro attribuito e per il quale vengono pagati dalla comunità, ovvero contribuiscano a costruire norme sagge e buoni regolamenti. Questo vale anche per gli amministratori locali ai quali Impegno per il Bene Comune indirizza una proposta. Pur sapendo che gli strumenti urbanistici comunali non possono contenere  norme cogenti in contrasto con le leggi regionali e nazionali, suggeriamo che il P.A.T. adriese, che si dice di prossima approvazione, contenga delle precise indicazioni di principio. Si dovrebbe   chiarire una volta per tutte quale sia la posizione di una comunità, che sta pianificando l’assetto del proprio territorio, nei confronti di un fenomeno già in atto: l’invasione ingiustificata e dannosa di liquami nelle nostre terre che, più che arricchirle rendendole fertili, le impoverisce trasformandole in discariche. Parimenti il Piano dovrebbe contenere in premessa un principio fondamentale che esprima il rifiuto di ogni azione  che anche ipoteticamente possa aggravare il rischio idrogeologico, il quale storicamente ha sempre imposto pesanti e dolorosi tributi alle popolazioni polesane,  perchè del bradisismo indotto da estrazioni metanifere stiamo ancora pagando le conseguenze.  Riteniamo che queste enunciazioni di principio possano essere segnali importanti per affermare che su questi temi l’attenzione della cittadinanza sarà sempre alta, contribuendo a scoraggiare tentazioni speculative e a scongiurare profonde ferite ambientali. Ogni livello politico - amministrativo può contribuire a migliorare la qualità della vita di una comunità,  ma perché ciò accada è fondamentale che chi ci rappresenta in Regione,  in Consiglio Comunale, in Parlamento sia cosciente che enormi  sono le potenzialità del proprio ruolo se c’è la volontà di metterlo al servizio del bene comune.

IMPEGNO PER IL BENE COMUNE

giovedì 30 aprile 2015

Rovigo, Liberi Cittadini e la seconda discarica di Villadose

Il rifiuto ovvero la spazzatura sono un problema generalizzato in tutto il mondo. Dalle isole di plastica naviganti negli oceani (contro le quali sbattono gli animali marini) alle discariche disseminate in tutto il globo, che a prima vista, possono sembrare verdi collinette di campagna, belle a vedersi ma di impatto ambientale assolutamente nefasto.
E parafrasando il molleggiato "dove prima c'era solo pianura, ora c'è una discarica".
Eppure riportato dai nostri quotidiani, si legge che una corretta, più lungimirante, efficace e sostenibile gestione, permette anche di creare posti di lavoro. Si stima che incrementando la raccolta differenziata complessiva al 70% (cosa che il Comune di Ponte delle Alpi ha già superato abbondantemente) si potrebbero creare 30.000 nuovi occupati.
Non solo, ma gestendo correttamente e recuperando il più possibile si potrebbe ridurre significativamente l'importazione di materie prime dall'estero. L'equazione è rifiuti = business, ovvero "circular economy", capace di favorire ambiente e portafoglio.
Nel nostro Veneto siamo ormai sulla media del 63% con costo di smaltimento attorno ai 15€ per Kg, contro i 38€ della Sicilia con solo il 15% di differenziata. Siamo sulla buona strada ma si può fare molto di più.
Tra le proposte riportate sui giornali si va da una rivisitazione della Tari (tassa sui rifiuti) basta sull'effettivo rifiuto prodotto, allo sviluppo del mercato delle "materie prime seconde", alla promozione del riuso e del riciclo. Pensiamo a quante "opere buone" si potrebbero fare utilizzando quei 20 milioni di euro paventati per la seconda discarica a Villadose, per realizzare ad esempio centri di recupero (stile Vedelago) portando il rifiuto realmente smaltito in discarica al minimo se non addirittura a zero.
Ma ci vogliono teste pensanti, teste diverse dalle attuali perché le idee ci sono e sono tutte molto buone e senza lambiccarsi il cervello basterebbe copiare le ottime idee messe a frutto da altri comuni, Paesi, comunità, a livello italiano, europeo e mondiale.
Diceva una pubblicità "basta poco che ce vo'?"
E quello che dovremo fare noi stessi per consentire un futuro più ecocompatibile e sostenibile per le generazioni future è partire da un nuovo modo di pensare il rifiuto.

Vittorio La Paglia
Liberi Cittadini per il Polesine

lunedì 27 aprile 2015

Adria, Impegno per il Bene Comune: la manutenzione e il decoro in una comunità che si rispetti deve essere di ordinaria amministrazione.

Impegno per il Bene Comune, dopo aver letto e valutato le condizioni di una città sempre più povera e con meno residenti, non può rimanere in silenzio e fa notare che ogni intervento di manutenzione è diventato straordinario.
Dal rifacimento di una strada, ad un rattoppo di una buca, dallo sfalcio dell'erba ad una conduttura rotta.
Ogni occasione è buona per avere notorietà sulla stampa o sui social da parte degli amministratori.
Lo stesso primo cittadino, lamenta il numero degli operatori addetti allo sfalcio, ma non fa nulla per incrementarne il numero e chiede a volontari di utilizzare macchinari comunali facendoseli dare dal magazzino, non sapendo il rischio che fa correre al Comune in caso di infortunio.
L'assessore Simoni vantava sulla stampa la spesa della considerevole somma di seimila euro per acquisto giochi e sistemazione parchi. 
I parchi sistemati sono due. In centro città, nella periferia e nelle frazioni, se non ci fossero i privati in qualche caso ad operare, i parchi sarebbero inutilizzabili e alcuni  tuttora lo sono.
Le strade sono un colabrodo, prive in alcuni casi di segnaletica secondaria, mettendo a rischio le vite dei cittadini e non solo.
Quali sono ci chiediamo allora le priorità e la progettualità di questa amministrazione a lungo termine?
Dov'è dopo 6 anni la città  misura di bambino?
E' più importante la  sicurezza dell'intera comunità o solo di alcuni?
Abbiamo speso un'ingente somma di denaro pubblico per diventare comunità ospitale, cosa penseranno della nostra città, i pochi turisti che ci visiteranno?
La manutenzione e il decoro in una comunità che si rispetti deve essere di ordinaria amministrazione.


Impegno per il Bene Comune

mercoledì 22 aprile 2015

Rovigo, Liberi Cittadini chiede: illuminarsi di meno o con intelligenza?

Siamo in campagna elettorale e lo si vede dai proclami avveniristici di città più illuminate, più smart, più elettriche, più green. 
Anche se prima di tutto bisognerebbe illuminare le menti di chi amministra per risolvere le quotidianità e poi passare ad una progettazione reale, concreta, fattibile e concretizzabile, e non spot pubblicitari fine a se stessi. 
E se vogliamo realmente parlare di illuminazione la prima cosa da chiedersi è se per "la riqualificazione" di Via Fuà Fusinato siano stati utilizzati lampioni con tecnologia a led o le solite lampade energivore e se la prossima Giunta rivedrà gli attuali assetti illuminanti, dal monitoraggio dello stato dell'arte della nostra ormai obsoleta illuminazione pubblica, sia stradale che di tutti gli uffici pubblici, ai contratti in essere di gestione utenze elettriche, per verificare gli spazi di risparmio ed efficientamento. 
Chieti investirà 3 milioni di € per la riqualificazione energetica dei sistemi di pubblica illuminazione dei comuni del proprio territorio, Torino ne investirà 2,2 (tramite servizi di una E.S.Co). 
Rovigo? Al massimo spegnerà lampioni qua e là o finalmente metterà in atto azioni vere e concrete di riqualificazione?
Ricordo che le lampade a led oltre ad abbattere il consumo elettrico del 50% (almeno), abbattono l'inquinamento luminoso verso il cielo e i costi di manutenzione e sostituzione delle stesse, le quali (a meno di atti di vandalismo) sono praticamente eterne. 
E' vero mancano i soldi, ma in Europa ci sono (nel 2012 ben 45 miliardi di € non utilizzati dall'Italia), e bisogna essere pronti ad andarli a prendere con progetti veri, concreti, realizzabili e con dovizia di domande fatte "a regola d'arte". 
Quindi il Comune di Rovigo dovrà prima di tutto "accendersi" per avere le corrette competenze per richiedere in modo preciso e puntuale i fondi e poi "accendere" tutta la macchina burocratica-amministrativa per poterli utilizzare in modo corretto senza sprechi né giochi di "apparizione e sparizione" dei fondi, perché non è vero che "i i bandi si vincono e si perdono" (come disse un assessore della giunta Piva), ma è vero che con menti illuminate la macchina pubblica funziona meglio e invece "llluminarmi di meno", preferisco illuminarmi con intelligenza.

Vittorio La Paglia
Liberi Cittadini per il Polesine

lunedì 13 aprile 2015

Rovigo, La Paglia di Liberi Cittadini non ci sta e dice "Mi rifiuto di riciclarmi".

Siamo in campagna elettorale. 
Si vede dalle comparsate sui giornali e non solo di personaggi che fino a ieri erano in giunta o in consiglio comunale e che oggi si accorgono di certi problemi che il gruppo politico-partitico di provenienza aveva invece creato, non ultimo quello del trasporto disabili e del risparmio sull'illuminazione pubblica.
Non da meno ci sono incontri di cui alcuni senza alcuna utilità, altri almeno che cercano di risvegliare la comunità verso problemi che oggi sembrano poco importanti ma che, sottovalutati, esploderanno nel futuro. In particolare i rifiuti. 
Ci sono comuni in italia che hanno portato la capacità della raccolta differenziata a valori molto alti (Ponte delle Alpi nel bellunese ha superato il 90%), mentre in altre città si è sperimentato il porta a porta anche in centro, non solo nelle frazioni. 
Altre ancora come Napoli e Roma hanno installato postazioni dove inserire il "vuoto a perdere" (vetro, plastica, lattina) con la restituzione di un bonus per la spesa nei supermercati convenzionati.
Ma un altro passo da gigante è quello di smettere di realizzare discariche come semplici posteggi di rifiuti a danno dell'ambiente e della salute ma realizzare centri di raccolta, differenziazione e recupero del rifiuto in modo da ridurre al massimo l'eventuale conferimento, magari, come succedeva in quel di Vedelago, trasformando anche l'indifferenziabile in un materiale per l'edilizia, come sabbia sintetica, mattoni o elementi di arredo urbano (panchine, porta-biciclette), rendendo il rifiuto "materia prima" vendibile e quindi fonte di reddito. 
Oltre che utilizzare l'umido e lo sfalcio del verde per produrre gas metano con metodi e strutture a bassissimo impatto ambientale, per non dire non inquinanti (metodo digestione anaerobica) da vendere ad esempio a Asm Set per distribuirlo ai nostri concittadini per utilizzo domestico e autotrattivo (la normativa c'è). 
Con guadagno di tutti, dal Comune che riduce i costi per la gestione dei rifiuti, Ecoambiente per la produzione del gas metano "artificiale", Asm Set per la distribuzione e noi perché è meglio una discarica in meno che un tumore in più. Con l'unica accortezza di essere noi stessi cittadini modello nella gestione casalinga del rifiuto. 
Una filiera virtuosa del rifiuto parte proprio da noi, smettendo di buttare per terra ciò che abbiamo in tasca ma usando i dovuti cestini e a casa , con senso civico e rispetto, seguendo le regole di una buona differenziazione.
Non come quei cittadini che invece di chiamare il centro raccolta cittadino hanno preferito abbandonare frigo e tv in strada.

Vittorio La Paglia
Liberi Cittadini per il Polesine

martedì 31 dicembre 2013

Porto Tolle, l'Amministrazione comunale rilancia il sostegno al progetto di riconversione dell’impianto di Polesine Camerini

Si è tenuto ieri alla sala Consiliare del Comune di Porto Tolle un tavolo operativo convocato dal Sindaco Claudio Bellan a seguito dell’incontro avuto la scorsa settimana con il Ministro dell’Ambiente Orlando per discutere dell’annosa vicenda Enel.
Erano presenti tutte le parti sociali, economiche e sindacali del territorio, nonché gli Onorevoli Diego Crivellari e Andrea Causin, i consiglieri regionali Graziano Azzalin e Diego Bottacin.
Il Sindaco Bellan ha introdotto i lavori facendo sintesi sui contenuti dell’incontro romano “l’incontro è stato positivo, il Ministro ha ribadito la volontà a definire a breve questa progettualità, proponendo un incontro a quattro tra Ministero, Regione, Comune ed Enel, perché il territorio ha necessità di portare a casa una risposta concreta e sincera e di conoscere le difficoltà con Enel. E’ quindi necessario fare squadra, partendo dall’istituzione di un tavolo di confronto permanente comunale”.
Aprendo la discussione, il Sindaco ha definito la posizione dell’amministrazione comunale che resta quella di proseguire nel sostenere il progetto di riconversione dell’impianto di Polesine Camerini, passando comunque per lo smantellamento immediato dei serbatoi e di uno dei quattro gruppi.
L’Onorevole Causin ha proposto di portare Enel in audizione all’ottava commissione parlamentare, per capire finalmente le reali intenzioni del colosso energetico, intenzioni che, si è convenuto nella discussione, ad ora sono tutte proiettate in investimenti all’estero.
A questo punto il commissario provinciale Cisl, Andrea Moscatoba e il consigliere provinciale Ivano Gibin hanno osservato che la riflessione politica dovrebbe infatti essere spostata a livello nazionale perché la mancanza di investimenti da parte dei grandi colossi energetici non riguarda solo il sito di Porto Tolle ma implica fattori che riguardano la politica energetica nazionale.
Il consigliere regionale Bottacin e l’Onorevole Crivellari, fautore dell’incontro romano, hanno convenuto sull’utilità del tavolo di confronto locale, quest’ultimo ha però ricordato che per quanto la politica possa impegnarsi, sarà Enel, in qualità di multinazionale a decidere sull’investimento da farsi rispondendo a logiche soprattutto economiche.
Il consigliere regionale Azzalin ha chiarito che il problema riconversione legato ai vincoli della legge regionale sul Parco è un problema superato con l’avvenuta modifica della legge stessa, come confermato anche da Mariano Grillo direttore generale per le valutazioni ambientali del ministero dell'Ambiente, presente all’incontro romano.
I lavori si sono chiusi con l’impegno assunto dall’Amministrazione Comunale di effettuare entro il mese di gennaio l’incontro con il Governatore Zaia e poi l’incontro a quattro Ministero, Regione, Comune ed Enel.

Comunicato stampa del Comune di Porto Tolle