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Visualizzazione post con etichetta trivellazioni. Mostra tutti i post
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sabato 19 marzo 2016

Referendum sulle Trivellazioni: Azzalin, Bisogna metterci il quorum. Sbaglia chi tenta di affossare la consultazione

Ora ancora di più: invitare ad astenersi sul referendum contro le trivellazioni, come ha fatto la segreteria nazionale, è un errore che pagheremo pesantemente come Pd. L’ennesima conferma di come il cumulo di cariche fra presidente del consiglio e segretario di partito produca un cortocircuito. Del resto, lo statuto del Pd prevede l’incandidabilità a segretari locali di quanti ricoprono cariche istituzionali. Abbiamo quindi il paradosso che l’assessore di un piccolo comune non può fare il segretario di circolo, ma il capo del Governo può essere al tempo stesso il segretario nazionale. 

In questa occasione, una volta di più si vede come, per compiacere il leader assoluto, parte del Pd abbia deciso di abdicare ai propri valori e principi e questo, da fondatore del Pd, non lo posso accettare in silenzio. Sulle trivellazioni non posso condividere questa posizione che contrasta, non solo con le battaglie che abbiamo condotto in questi anni,ma soprattutto affossa l’etica politica di un partito che ha la parola democratico nel suo stesso nome.

Il referendum è lo strumento sovrano della democrazia diretta e partecipata. Sbaglia chi tenta di affossare la consultazione, quasi temesse il pronunciamento dei cittadini che, invece, è sempre da ritenere importante. Nascondersi dietro un dito, sminuire la portata di una consultazione popolare, è un segno di grave miopia politica e in netto contrasto con la storia che ha dato vita al Pd. Così come non rendersi conto di quale sia il pensiero dei propri militanti sul territorio, sempre più distanti dai vertici nazionali, chiusi nella loro torre d’avorio. Verrà un momento in cui, però, anche loro avranno bisogno del voto dei cittadini e sarebbe brutto accorgersi che il proprio elettorato, in quel caso sì preferirà l’astensione, non riconoscendosi più in quello che era il proprio partito.

Il tema delle estrazioni, a livello territoriale è forte e sentito, dal Veneto alla Puglia. In Polesine, in particolare, portiamo ancora le profonde cicatrici dei disastri causati dalla subsidenza a seguito delle estrazioni metanifere sospese per legge 50 anni fa proprio per arrestare lo sprofondamento del territorio e il conseguente dissesto idrogeologico. A noi non si può dire che le estrazioni di idrocarburi non hanno conseguenze. Si esca dai salotti romani e dagli studi televisivi per toccare con mano la realtà locale.

Le battaglie giuste vanno fatte e portate avanti con tutte le energie, non esistono ordini di scuderia che possono attenuare o fermare il mio impegno in difesa dei nostri mari e del territorio che rappresento.

Il 17 aprile sarà un grande giorno per la democrazia e non voglio sprecare questa occasione.


Graziano Azzalin
Consigliere regionale Pd Veneto
Membro del comitato promotore del referendum

mercoledì 16 marzo 2016

Adria, Impegno per il Bene Comune: fondamentale che la partecipazione sia altissima

Ieri sera presso la Sala Cordella di Adria Impegno per il Bene Comune ha organizzato un importante appuntamento informativo in vista del referendum del 17 Aprile a cui ha risposto con grande partecipazione ed attenzione la città. 

L'ing. Barbierato Omar ha presentato e condotto la serata con relatori l'ing. Giancarlo Mantovan, Direttore dei Consorzi di Bonifica Adige Po e Delta del PO, e  l'ing. Leonardo Bonato già membro della commissione tecnica del Parco Regionale del Delta del Po Veneto. Durante la serata sono stati documentati i danni della subsidenza causati dall'estrazione del metano nel nostro territorio. Sono danni economici che il nostro territorio è destinato a pagare per sempre, mentre si sono arricchiti altri. 

Ancora una volta, con la legge di stabilità si pensa di raccogliere piccoli guadagni rispetto ai danni enormi provocati dall'abbassamento del terreno che colpiscono tutti i territori interessati, e nel nostro caso, le attività principali, agricoltura, pesca, turismo, oltre ad argini, scani, spiagge ed infrastrutture. 

Dobbiamo superare il quorum e far vincere il SI il prossimo 17 Aprile. E' fondamentale informare adeguatamente i cittadini e convincerli a farsi cassa di risonanza affinchè la partecipazione sia altissima. 

Anche le Regioni non interessate direttamente lo sono in realtà dal punto di vista economico, basti pensare ai miliardi spesi per il Mose. L'ing. Mantovani ha inoltre spiegato i rischi nascosti dietro al progetto di navigabilità del Po e della diga sull'Adige: la risalita del cuneo salino, e la necessità che i sedimenti fluiscano verso la foce e il delta dei fiumi Adige e Po. 

La Politica locale si deve unire attorno a questi problemi per salvare l'ambiente, i cittadini e l'economia del nostro Polesine e del nostro Delta.

Impegno per il Bene Comune

venerdì 11 marzo 2016

Adria, Impegno per il Bene Comune: un incontro per il SI al referendum sulle trivelle

Il Comitato Impegno per il Bene Comune aderisce al Comitato Provinciale Polesano per il SI al referendum sulle trivelle del 17 Aprile formatosi a Rovigo lo scorso 2 Marzo.  

Per dare una giusta informazione ai cittadini quindi organizza per lunedì 14 Marzo alle 21:15 presso la Sala Cordella un appuntamento pubblico a cui è invitata tutta la cittadinanza. 

All'incontro condotto dal Candidato Sindaco Omar Barbierato,  interverranno l'ingegnere Giancarlo Mantovani, Direttore dei Consorzi di Bonifica Delta del Po e Adige Po, e l’Ingegnere Leonardo Bonato (già membro della Commissione Tecnica Parco Regionale Veneto del Delta del Po). 

E’ importante che  i cittadini informati vadano a votare per raggiungere il quorum e per difendere il nostro territorio.

Omar Barbierato
Impegno per il Bene Comune

domenica 6 marzo 2016

Adria, refferendum sulle trivellazioni: Impegno per il Bene Comune invita a votare SI

Impegno per il Bene Comune invita ad andare a votare al referendum abrogativo del 17 Aprile promosso da 9 regioni italiane (Basilicata, Marche, Puglia, Sardegna, Veneto, Calabria, Liguria, Campania e Molise)  contro i progetti petroliferi del governo, e a votare SI al quesito referendario che chiede che i contratti in essere delle piattaforme offshore  in acque territoriali italiane entro le 12 miglia dalla costa non vengano rinnovati. 

Il rischio per il nostro territorio e per il Mar Mediterraneo è troppo grande. 

Stiamo organizzando ad Adria una conferenza con esperti del nostro Polesine per spiegare dal punto di vista scientifico e tecnico quali rischi corriamo nella nostra zona.

Impegno per il Bene Comune

venerdì 12 febbraio 2016

Referendum su trivellazioni. Azzalin (Pd): “Il Governo cambi data e favorisca la partecipazione con l’Election Day, come proposto dalle Regioni”

“La data del 17 aprile va a penalizzare pesantemente la partecipazione alla consultazione referendaria sulle trivellazioni. L’indicazione del Governo va in senso contrario alla necessità di dare ascolto e di coinvolgere i cittadini su una questione di primaria importanza per il territorio e la qualità dell’ambiente”. 
La presa di posizione è del consigliere regionale del Pd e vice presidente della Commissione Agricoltura e Politiche del lavoro, Graziano Azzalin,  che insieme al presidente del Consiglio regionale Roberto Ciambetti rappresenta il Veneto nel gruppo di lavoro delle 10 Regioni (ora 9) proponenti il referendum anti-trivelle. 

“Essendo previsto, per la validità del referendum, il raggiungimento del quorum, a differenza di quello istituzionale posto dal presidente del Consiglio come un grande momento di confronto istituzionale, è evidente che, slegando la consultazione dalle elezioni amministrative, questo obiettivo diventa oggettivamente difficile. Il parere dei cittadini non solo andrebbe favorito ma politicamente richiesto: la soluzione più logica, anche dal punto di vista del risparmio di soldi pubblici, era quella di inserire il referendum in un Election Day”. 

sabato 23 gennaio 2016

Azzalin, sulle Trivellazioni il Veneto ha vinto un'altra battaglia: il Governo non ha impugnato la legge che mette il Delta del Po al sicuro da ogni rischio di ricerca ed estrazione di idrocarburi

“Nella guerra contro le trivellazioni, il Veneto ha vinto un'importante battaglia ed ha messo il Delta del Po completamente al riparo dalla minaccia delle trivelle”. A sottolinearlo è il consigliere regionale Graziano Azzalin, che insieme al presidente Roberto Ciambetti rappresenta il Veneto nel gruppo di lavoro delle 10 Regioni (ora 9) proponenti il referendum anti-trivelle. La battaglia in questione è quella relativa alla legge regionale 18 del 2015, presentata proprio da Azzalin ed approvata all'unanimità del consiglio lo scorso ottobre, con la quale si modifica la legge istitutiva del Parco del Delta del Po, specificando che non solo non possono essere rilasciate autorizzazioni per l’estrazione di idrocarburi su tutta l'area protetta, ma nemmeno permessi di ricerca di alcun tipo.

“Da parte del Ministero dello Sviluppo economico – spiega il consigliere - era stata inizialmente avanzata l'ipotesi di un'impugnazione per conflitto di attribuzione, in quanto, si segnalava con una nota da Palazzo Chigi, si riteneva che la legge violasse la competenza concorrente con lo Stato in tema di energia. Nella nota inviata da Roma si fa presente che 'la disposizione censurata non consente lo svolgimento delle attività upstream', ovvero tutto il processo che porta all'estrazione di idrocarburi, 'limitando la realizzazione di impianti di interesse nazionale in determinate aree del territorio regionale'. I chiarimenti forniti dalla Regione, però, sono stati più che esaustivi. Si è infatti ribadito che la norma riguarda un'area protetta con gravi problemi di subsidenza e quindi si configura come una legge speciale per la tutela dell'ambiente. Una spiegazione che ha fatto sì che il Governo decidesse di non impugnare la legge, che è quindi ora pienamente in vigore: il territorio dei Comuni di Adria, Porto Viro, Porto Tolle, Rosolina, Ariano nel Polesine, Taglio di Po, Loreo, Corbola e Papozze, quindi, è e resterà libero dalle trivelle”. 

“La modifica della legge – evidenzia Azzalin – si è resa necessaria dopo la sentenza del Tar che ha accolto il ricorso della Northsun ed abrogato la delibera con la quale la Regione non concedeva il permesso di ricerca, perché effettuato senza prospezioni, ma con l'uso di Vibroseis, non esplicitamente vietati Con la nuova formulazione si eviterà ogni tipo di fraintendimento semantico e si ribadisce una chiara volontà manifestata a più riprese da parte della Regione Veneto. Ora, come veneti, ci mettiamo in cammino, sempre unitariamente verso il referendum: il quesito ammesso dalla Corte Costituzionale ha ovviamente un significato che va oltre l'abrogazione della norma specifica, perché costringerà il Governo a confrontarsi con tutti i cittadini sulla politica energetica da seguire, accertando attraverso il voto se davvero il Paese vuole le trivellazioni o meno. Il Veneto ha già detto no”.

giovedì 22 ottobre 2015

Delta libero dalla minaccia delle trivelle, Azzalin: il sì unanime del Consiglio regionale passo di grande responsabilità che non trova riscontro su quanto accade sull'altra sponda del Po

“Il Delta del Po è stato messo definitivamente al sicuro da ogni rischio di trivellazioni grazie al voto unanime del consiglio regionale che, per chiarire definitivamente ogni dubbio al riguardo, ha approvato all'unanimità la modifica della legge istitutiva del Parco nella quale si specifica che non solo non possono essere rilasciate autorizzazioni per l’estrazione di idrocarburi, ma nemmeno permessi di ricerca di alcun tipo. Anche i vibroseis, i mezzi di ricerca a vibrazione sismica, dunque, nel Delta non potranno entrare in funzione”. A sottolineare l'importante risultato è il consigliere regionale Graziano Azzalin, all'indomani della seduta dell'assemblea di Palazzo Ferro Fini dove sono arrivati 41 sì su 41 presenti alla proposta di legge che lo vedeva come primo firmatario.

“Già in commissione si era registrata l'unanimità e lo stesso capogruppo della Lega Nicola Finco aveva sottoscritto la norma – sottolinea il consigliere polesano – quindi non avevo dubbi che anche il consiglio avrebbe risposto in modo affermativo a questa proposta, volta a chiarire ogni dubbio dopo la sentenza del Tar che aveva cassato la delibera con la quale la Regione aveva negato l'autorizzazione di ricerca di idrocarburi spiegando che non vi erano espliciti divieti che impedissero una ricerca senza perforazioni come quella che la Northsun aveva in programma. Ricorso legittimo, come legittimo e doveroso era da parte nostra riformulare la legge del 1997 per ribadire senza fraintendimenti che il Delta non si tocca, proprio perché è un area protetta. Un territorio unico la cui valenza ambientale è stata ulteriormente confermata dal recente riconoscimento Mab dell'Unesco. Questo non può farci sottacere che dall’altra sponda del Po l’atteggiamento verso le estrazioni anche in area protetta è ben diverso. Credo che da oggi anche in Emilia Romagna si debba riconsiderare la propria posizione e che, eventualmente, la realizzazione di un parco interregionale possa portare ad un'estensione delle tutele su tutto il Delta, al di là dei suoi confini amministrativi”.

“Ora per il Delta veneto non ci sono più dubbi – conclude Azzalin – Nemmeno sul fatto che tutte le forze politiche della nostra regione abbiano una posizione unanime ed univoca sul no alle trivellazioni, come già emerso in occasione della proposta di legge statale sulla subsidenza e sulla richiesta di referendum. E' un segnale di grande maturità politica e credo che anche l'impegno per far sì che proprio l'esito del referendum sia di segno positivo, sarà ampio e trasversale. La battaglia contro la corsa agli idrocarburi presenti nel nostro sottosuolo non è certo conclusa. Ed anche per il Polesine, la terra che più di ogni altra fa i conti con le pesantissime conseguenze delle estrazioni metanifere che hanno accelerato i processi di sprofondamento del terreno, non è completamente al riparo. Ma l'ennesimo passo compiuto dal consiglio regionale, con la chiara volontà antitrivellazioni senso manifestata più volte dallo stesso presidente Zaia, è un segnale concreto più che rassicurante”.

mercoledì 14 ottobre 2015

Polesine, Azzalin: un progetto di legge regionale unanime per vietare ogni tipo di ricerca di idrocarburi nel Parco del Delta

E' stato approvato all'unanimità dalla Seconda commissione del consiglio regionale il progetto di legge che va a modificare l'articolo 30 della legge istitutiva del Parco del Delta del Po in modo da rendere impossibile la ricerca con ogni mezzo di idrocarburi nel territorio dei comuni ricompresi nell'area protetta. 

Il consigliere regionale Graziano Azzalin, primo firmatario della proposta di legge, esprime tutta la propria soddisfazione: “Sono molto contento che ancora una volta tutte le forze politiche del Veneto abbiano espresso in modo unanime la contrarietà alle trivellazioni. Credo che questo possa essere un esempio sul quale si possano inserire anche le azioni di contrasto alle mire speculative di cui è oggetto il territorio del Parco regionale dell'Emilia Romagna. Ricordo che presto si dovrebbe andare a votare proprio con il referendum nazionale per ribadire il no alle estrazioni”.

Per quanto riguarda il progetto di legge, che deve essere ora sottoposto al voto del consiglio, probabilmente già prima della fine del mese, “la ratio della norma era già chiara, vietando prospezioni, estrazioni e coltivazioni – spiega Azzalin riferendosi all'articolo 30 - ma la sentenza del Tar che ha accolto il ricorso della Northsun e abrogato la delibera con la quale la Regione non concedeva il permesso di ricerca, ha reso necessaria una precisazione e quindi, al posto del comma che recita 'è vietata la realizzazione di pozzi e impianti per la ricerca e l’estrazione di idrocarburi nel sottosuolo', con questo emendamento si inserisce la dizione ' non sono rilasciati: permessi di ricerca di idrocarburi, autorizzazioni per l’estrazione di idrocarburi'. In questo modo sarà possibile evitare ogni tipo di fraintendimento semantico e ribadire una chiara volontà manifestata a più riprese da parte della Regione Veneto a cominciare dal presidente Zaia, che su questo ha una posizione di totale chiusura che ci vede incrollabilmente d'accordo”. Non a caso il progetto di legge, oltre alla firma di Azzalin e dei colleghi del Pd vede anche la sottoscrizione del capogruppo della Lega Nord in consiglio Nicola Finco

giovedì 30 luglio 2015

Azzalin (PD) e Finco (Lega): nuovo disegno di legge per vietare le ricerche di idrocarburi in Polesine

Una legge “agile” che mira ad ottenere un obiettivo immediato: escludere ogni tipo di ricerca di idrocarburi nei Comuni compresi nell'area del Parco del Delta del Po, ricacciando indietro ogni possibile tentativo di sfruttamento. Dopo averla già presentata lo scorso mandato raccogliendo sostegni trasversali, ma non riuscendo a farla approvare per il “blocco” imposto dalle incombenti elezioni, il consigliere Graziano Azzalin la ripropone ora, primo atto della nuova legislatura e, significativamente, il testo ha già ottenuto la sottoscrizione da parte del capogruppo della Lega Nord in consiglio regionale, Nicola Finco, oltre a quella dei consiglieri del Pd a cominciare dalla capogruppo Alessandra Moretti.

“Il Delta del Po conosce bene quale sia il problema della subsidenza causata dalle estrazioni di metano e non intende concedere nessun appiglio a chi voglia mettere le mani sul gas presente nel sottosuolo. Una posizione chiara e trasversale che vogliamo mettere ancora una volta nero su bianco precisando un passaggio normativo che forse aveva bisogno di essere aggiornato: se la legge non ci tutela, cambiamo la legge”. Con queste parole il consigliere regionale Graziano Azzalin spiega il senso della proposta di legge che ha elaborato e che va a modificare l'articolo 30 della legge istitutiva del Parco del Delta del Po in modo da rendere impossibile la ricerca con ogni mezzo di idrocarburi: “La ratio della norma era già chiara, ma la sentenza del Tar che ha accolto il ricorso della Northsun e abrogato la delibera con la quale la Regione non concedeva il permesso di ricerca, ha reso necessaria una precisazione e quindi, al posto del comma che recita 'è vietata la realizzazione di pozzi e impianti per la ricerca e l’estrazione di idrocarburi nel sottosuolo' con questo emendamento si inserisce la dizione ' non sono rilasciati: permessi di ricerca di idrocarburi, autorizzazioni per l’estrazione di idrocarburi'. In questo modo sarà possibile evitare ogni tipo di fraintendimento semantico e ribadire una chiara volontà manifestata a più riprese da parte della Regione Veneto a cominciare dal presidente Zaia, che su questo ha una posizione di totale chiusura che ci vede incrollabilmente d'accordo”

“Se la ratio della norma citata è chiara – si legge nella relazione del progetto di legge in riferimento alla legge istitutiva del Parco - meno lo è lo scopo di una ricerca per l'individuazione di depositi metaniferi, la cui presenza è nota e confermata dai fatti sopracitati, che non sia prodromica ad un successivo sfruttamento. Per evitare ogni tipo di fraintendimento semantico e ribadire una chiara volontà manifestata a più riprese da parte della Regione Veneto, il presente Progetto di legge si propone, quindi, di emendare l’articolo 30, comma 1, lettera b), della legge regionale 8 settembre 1997, n. 30, ricomprendendo nel divieto ogni tipo di ricerca di idrocarburi, con qualsiasi mezzo essa avvenga, vietando il rilascio di permessi di ricerca così come le autorizzazioni per l’estrazione di idrocarburi nell’ambito dell’intero territorio dei comuni interessati dal Parco del Delta del Po”.

mercoledì 20 maggio 2015

Spinello risponde all'appello di Impegno per il Bene Comune su fanghi e trivellazioni: la Regione ha la possibilità di legiferare su questioni vitali per i nostri territori e mi impegno a lavorare per le esigenze del mio territorio.

Ovviamente né trivellazioni né sversamento di fanghi sui terreni agricoli è quello che ha in mente il candidato consigliere regionale del Pd, Sandro Gino Spinello. Il candidato, infatti, ha deciso di raccogliere l’appello lanciato dal comitato adriese ‘Insieme per il bene comune’ ai candidati per prendere posizione su queste questioni.

“Dire che si è contrari alle trivellazioni nel nostro territorio - afferma Spinello - è un’ovvietà e sulla questione ho già avuto modo di intervenire per dire con fermezza no a qualsiasi tipo di ricerca di idrocarburi nel territorio polesano, peraltro già vietati”. 

Un discorso diverso, invece, quello da fare per la questione dello spargimento di fanghi in agricoltura: “Per sua naturale conformazione il Polesine ha di fatto a disposizione una quantità di suolo agricolo enorme e con l’attuazione di una serie di provvedimenti messi in campo da un certo tipo di politica di incentivazione sbagliata anche a livello europeo si è arrivati alla scelta di molti proprietari di abbandonare la coltivazione per ospitare queste sostanze. Sostanze, tra l’altro, sempre meno compatibili con i terreni e che hanno provocato un aumento preoccupante della presenza di metalli pesanti e di azotati causando, inoltre, una permeabilizzazione del terreno concausa dei dissenti idrogeologici che si sono verificati”. 

Anche su questo punto, secondo il candidato, è evidente che si debba porre un limite e che, una volta eletto, in presenza anche della nuova legge sugli ecoreati, vorrà porre con forza al suo partito e al Consiglio tutte queste questioni. Ma non basta: “E’ evidente che norme più severe siano necessarie - continua Spinello - ma ciò che è alla base di tutto è perseguire una nuova idea di sviluppo per il Polesine. Oggi, il suolo agricolo coltivato polesano, produce per l’80% a scopo animale e non è sensato. Occorre rimettere in campo idee e incentivi che facciano sì che si torni a coltivare a scopo alimentare, che il Polesine torni ad essere produttore di cibo di qualità”. 

La proposta alternativa è già pronta nel cassetto di Spinello: “Invece che si mettano i terreni non coltivati a disposizione di queste sostanze - afferma - si dovrebbe incentivare l’allevamento a terra, riportando il Polesine ad essere un’eccellenza anche nella zootecnia. Il modello da perseguire potrebbe essere quello, in questo settore, della Regione Puglia, dove si sono utilizzati i terreni non coltivati per allevamenti d’eccellenza. Gli agricoltori e gli allevatori, coltivando a scopo alimentare o allevando a terra, avrebbero una ricaduta in termini di reddito e non si correrebbero rischi per la salute”.

Spinello, quindi, è certo che servano proposte concrete: “La campagna elettorale, purtroppo, può riservare promesse vuote - afferma - Ma la Regione ha la possibilità di legiferare su questioni vitali per i nostri territori e occorre essere chiari e sinceri con i cittadini e partire proprio dalle loro esigenze. Per questo mi impegno a lavorare in questa direzione e voglio mantenere un contatto stretto con il mio territorio, i suoi abitanti e i suoi rappresentanti, anche se sarò eletto”. 

Tescaroli: tuteliamo l'ambiente. La candidata al Consiglio Regionale raccoglie l'appello del Comitato “Impegno per il bene Comune”

La candidata al Consiglio Regionale Avv. Stefania Tescaroli si schiera contro le trivellazioni nel mare adriatico per l'estrazione degli idrocarburi in risposta l'appello del Comitato “Impegno per il bene Comune”.
“Il decreto Sblocca Italia ha legittimato le trivellazioni nel mare Adriatico, sopratutto nella fascia   davanti alla nostra regione ed in particolare davanti a Venezia; tale decreto, però, non ha considerato gli enormi rischi ambientali che le estrazioni potrebbero causare al nostro territorio.   
Il Polesine con il suo Parco del Delta del Po rappresenta un patrimonio ambientale e turistico del quale noi tutti godiamo. 
Lo sfruttamento del giacimenti nel mare per l'estrazione degli idrocarburi avrebbe ripercussioni disastrose nei terreni, in quanto vi è il concreto rischio geologico di impoverimento e di subsidenza per le nostre spiagge ed il nostro territorio; il decreto dà man forte  alle multinazionali del petrolio con lo scopo di arricchire unicamente la loro economia a discapito del nostro ambiente e della nostra sicurezza. 
Il Polesine, invece, va tutelato e messo in risalto per le sue naturali bellezze, che con le trivellazioni andrebbero deturpate. 
Un altro dannoso problema è l'ingente volume dei fanghi trattati in Polesine con il conseguente spandimento dei liquami nei terreni agricoli. Bisogna far chiarezza e adottare più incisive misure di prevenzione e di controllo sulle attività che si occupano di questo.
Il messaggio che mi preme mandare ai cittadini consiste nel mio impegno in regione di tutelare il nostro ambiente e preservarne la reale ricchezza mettendolo al servizio degli stessi, adottando tutte le misure che saranno necessarie  e ascoltando i suggerimenti e le esigenze degli abitanti del nostri territorio”.

lunedì 18 maggio 2015

Trivellazioni e ricerche di idrocarburi: la candidata al Consiglio regionale Mirella Zambello risponde all’appello di Impegno per il Bene Comune

Con riferimento all’appello di  “Impegno per il bene comune”, riferito al tema del territorio e nello specifico alla questione dei fanghi e delle trivellazioni, ritengo che questo sia un ambito su cui vigilare e soprattutto su cui debba essere fatta un’attenta programmazione da parte della Regione. 
Le questioni ambientali vanno affrontate con la logica del coinvolgimento dei portatori di interesse, che sono tutti i cittadini e le istituzioni  presenti nei territori, come prevede peraltro la normativa di materia ambientale. 
Nello specifico  la regolamentazione ed il controllo dei fanghi, rappresenta una questione  che deve trovare i soggetti istituzionali impegnati innanzitutto  nel definire  le competenze in maniera chiara.  
Questo è una fase in cui la distribuzione delle competenze in materia ambientale che erano in capo alle Provincie è ancora in via di definizione, ma sicuramente la pianificazione deve coinvolgere il livello regionale, perché i fanghi possano essere conferiti nei Centri di raccolta dove effettivamente ve ne è una maggiore produzione, per  evitare così di scaricare anche tale tipo di rifiuto in territori altrui. 
Nella provincia di Rovigo andrebbe verificata la quantità di fanghi provenienti da altri territori, ed è una priorità  prevedere il controllo della tipologie di materiale che arriva in Polesine, attraverso campionamenti nei terreni e nelle acque, al fine di verificare che la concentrazione di elementi chimici contenuti non siano nocivi. 
Vanno inoltre controllate le modalità con cui avvengono gli spargimenti, non sempre rispettosi dei metodi idonei per evitare odori molesti per la popolazione residente. Nella mia esperienza di sindaco ho constatato quanto è importante vigilare sulle azioni delle aziende del settore e richiamare gli organismi istituzionali all’indispensabile ruolo di vigilanza.
Per quanto riguarda le trivellazioni si tratta di far valere le competenze regionali in materia di  tutela territoriale ed ambientale nei confronti delle normative nazionali, che dovrebbero limitare le autorizzazioni a sondaggi di questo tipo, spesso dannose data la fragilità. 
E’ all’attenzione del Consiglio regionale, evidentemente del prossimo, una proposta per rafforzare la normativa che tutela l’area del Parco del Delta, già coinvolto dal fenomeno della subsidenza, che andrà sostenuta.
La Regione ha la titolarità per pianificare gli interventi  e su questo è necessario un maggior impegno per non agire solo in termini di protezione e salvaguardia  ambientale, ma anche per valorizzarne tutte le potenzialità e orientare le azioni verso il miglioramento della qualità e della vivibilità delle nostre comunità. 
 
Mirella Zambello
candidata al Consiglio regionale per il Pd


Trivellazioni e ricerche di idrocarburi, ecco cosa si può fare e cosa è stato fatto: il candidato al consiglio regionale Graziano Azzalin risponde all'appello di Impegno per il Bene Comune

Raccolgo ben volentieri l'invito lanciato da “Impegno per il Bene Comune” di Adria, che chiede ai candidati alle regionali quali siano le proposte di legge che vorrebbero  presentare per  tutelare il nostro territorio dai rischi concreti che sta correndo relativamente alla ricerca degli idrocarburi nel sottosuolo polesano.

Sull'argomento, infatti, mi sono speso a più riprese. Il primo atto importante è la proposta di legge statale che ho presentato e che il consiglio regionale ha approvato in base al quale si inserisce l'intero territorio delle province di Rovigo, Venezia e Padova fra quelli nei quali è vietato ogni tipo di trivellazione.

Ancora il Parlamento non lo ha convertito in legge, ma quell'atto resta un importante paletto che segna una volontà chiara e trasversale del consiglio regionale.

Relativamente alle trivellazioni nell'area di Adria, va fatta una premessa importante. in base alla legge istitutiva del Parco del Delta del Po, in tutti i Comuni che ricadono nella sua area le trivellazioni sono vietate. Quello che non è vietato, o meglio non lo è secondo il Tar che ha cassato la delibera regionale, sono le ricerche fatte senza perforazioni.

Non trovando comunque sensato che si possano fare ricerche, anche se con il metodo dei vibroseis, ho presentato un apposito disegno di legge nel quale si modifica proprio la legge del Parco inserendo anche le ricerche, in qualsiasi modo effettuate, fra le possibilità escluse a priori. La proposta di legge non è stata discussa perché la sessione di bilancio e poi lo stop dei lavori del consiglio prima delle elezioni non ha fato sì che giungesse in aula. Ma quel testo è già pronto e, almeno per i Comuni che ricadono nell'area del Parco del Delta, rappresenta una importantissima garanzia. Questa legge, proprio come chiede “Impegno per il Bene Comune” può essere immediatamente approvata dopo l'insediamento del nuovo consiglio.

Credo che sia ben chiara la volontà di tutto il territorio, già sofferente a causa della subsidenza provocata dalla passate estrazioni metanifere, di dire no ad ogni possibile speculazione sugli idrocarburi. La sicurezza idrogeologica viene prima di ogni altro ragionamento, anche dal punto di vista economico, perché i danni provocati dall'abbassamento del suolo, per non parlare di altre pericolose possibilità, hanno un costo altissimo. E in Polesine lo sapiamo bene.

Graziano Azzalin
consigliere regionale del Veneto

capolista Pd elezioni regionali 2015