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venerdì 13 novembre 2015

Ponti di barche sul Po a rischio chiusura, Azzalin: Si sta lavorando per trovare una soluzione anche attraverso l'Ente Parco

“Regione ed Ente Parco del Delta del Po del Veneto sono già al lavoro per cercare di trovare una soluzione all'allarme lanciato dagli amministratori locali sulla possibile chiusura da gennaio dei ponti di barche sul Po di Gnocca e sul Po di Goro, che oltre a mettere in contatto centri abitati altrimenti a rischio di trovarsi isolati, rappresentano una caratteristica del nostro Delta ed una risorsa anche dal punto di vista della sua fruizione turistica. E' impensabile, che proprio mentre si cercano strade per la valorizzazione di questa terra, che ha ricevuto anche l'importante riconoscimento Mab Unesco, si taglino i ponti”. A sottolinearlo è il consigliere regionale Graziano Azzalin, che da polesano si è già attivato perché sia trovata al più presto una soluzione.

“L'assessore Cristiano Corazzari – aggiunge l'esponente del Pd - si è subito mostrato disponibile ed altrettanta disponibilità l'ho riscontrata da parte del commissario straordinario dell'Ente Parco Mauro Viti. Proprio con quest'ultimo è stata valutata positivamente l'ipotesi che possa essere il Parco ad intervenire in modo da salvaguardare un patrimonio paesaggistico del Delta che assolve anche ad una fondamentale ed imprescindibile funzione di collegamento stradale fra i centri abitati di Gorino Sullam, nel Comune di Taglio di Po e di Santa Giulia, nel Comune di Porto Tolle, ma anche fra Gorino Veneto e Gorino Ferrarese, che ricadono rispettivamente nel territorio di Ariano nel Polesine e Goro, quindi un collegamento fra le due province di Rovigo e Ferrara e fra le due regioni Veneto ed Emilia-Romagna. Proprio l'unità che serve per far decollare il Delta del Po e che va anzi rinsaldata. Il ponte sul Po di Goro, insomma, oltre ad un collegamento viario è anche un simbolo del cammino congiunto che i due territori, divisi amministrativamente, ma unici dal punto di vista geografico ed ambientale, devono percorrere. Per questo il ponte non può e non deve essere chiuso”.

giovedì 22 ottobre 2015

Delta libero dalla minaccia delle trivelle, Azzalin: il sì unanime del Consiglio regionale passo di grande responsabilità che non trova riscontro su quanto accade sull'altra sponda del Po

“Il Delta del Po è stato messo definitivamente al sicuro da ogni rischio di trivellazioni grazie al voto unanime del consiglio regionale che, per chiarire definitivamente ogni dubbio al riguardo, ha approvato all'unanimità la modifica della legge istitutiva del Parco nella quale si specifica che non solo non possono essere rilasciate autorizzazioni per l’estrazione di idrocarburi, ma nemmeno permessi di ricerca di alcun tipo. Anche i vibroseis, i mezzi di ricerca a vibrazione sismica, dunque, nel Delta non potranno entrare in funzione”. A sottolineare l'importante risultato è il consigliere regionale Graziano Azzalin, all'indomani della seduta dell'assemblea di Palazzo Ferro Fini dove sono arrivati 41 sì su 41 presenti alla proposta di legge che lo vedeva come primo firmatario.

“Già in commissione si era registrata l'unanimità e lo stesso capogruppo della Lega Nicola Finco aveva sottoscritto la norma – sottolinea il consigliere polesano – quindi non avevo dubbi che anche il consiglio avrebbe risposto in modo affermativo a questa proposta, volta a chiarire ogni dubbio dopo la sentenza del Tar che aveva cassato la delibera con la quale la Regione aveva negato l'autorizzazione di ricerca di idrocarburi spiegando che non vi erano espliciti divieti che impedissero una ricerca senza perforazioni come quella che la Northsun aveva in programma. Ricorso legittimo, come legittimo e doveroso era da parte nostra riformulare la legge del 1997 per ribadire senza fraintendimenti che il Delta non si tocca, proprio perché è un area protetta. Un territorio unico la cui valenza ambientale è stata ulteriormente confermata dal recente riconoscimento Mab dell'Unesco. Questo non può farci sottacere che dall’altra sponda del Po l’atteggiamento verso le estrazioni anche in area protetta è ben diverso. Credo che da oggi anche in Emilia Romagna si debba riconsiderare la propria posizione e che, eventualmente, la realizzazione di un parco interregionale possa portare ad un'estensione delle tutele su tutto il Delta, al di là dei suoi confini amministrativi”.

“Ora per il Delta veneto non ci sono più dubbi – conclude Azzalin – Nemmeno sul fatto che tutte le forze politiche della nostra regione abbiano una posizione unanime ed univoca sul no alle trivellazioni, come già emerso in occasione della proposta di legge statale sulla subsidenza e sulla richiesta di referendum. E' un segnale di grande maturità politica e credo che anche l'impegno per far sì che proprio l'esito del referendum sia di segno positivo, sarà ampio e trasversale. La battaglia contro la corsa agli idrocarburi presenti nel nostro sottosuolo non è certo conclusa. Ed anche per il Polesine, la terra che più di ogni altra fa i conti con le pesantissime conseguenze delle estrazioni metanifere che hanno accelerato i processi di sprofondamento del terreno, non è completamente al riparo. Ma l'ennesimo passo compiuto dal consiglio regionale, con la chiara volontà antitrivellazioni senso manifestata più volte dallo stesso presidente Zaia, è un segnale concreto più che rassicurante”.

giovedì 11 giugno 2015

Delta del Po patrimonio UNESCO: Azzalin punta sul parco interregionale

“Il 9 giugno 2015 è un grande giorno per il Delta del Po, divenuto ufficialmente Riserva della Biosfera dell’Unesco”. A sottolinearlo è il consigliere regionale democratico Graziano Azzalin, fresco di rielezione a Palazzo Ferro Fini, che non manca di mettere in risalto la notizia del riconoscimento ufficiale arrivato da Parigi, dove si è riunito il Comitato internazionale del Programma Mab (Man and the biosphere) dell’Unesco. “Un cammino iniziato ormai due anni fa – rimarca Azzalin – con la proposta di candidatura presentata dai due enti Parco del Delta del Po di Veneto ed Emilia-Romagna e dal Parco dell’Appennino Tosco-Emiliano, sottoscritta e sostenuta dalle Regioni, dal Ministero dell’Ambiente e dai Comuni del territorio”.

“Il riconoscimento ufficiale arrivato è un risultato importantissimo – sottolinea Azzalin – ma non è e non deve essere una semplice bandierina da far svolazzare su un territorio che ha bisogno di una svolta da punto di vista della sua valorizzazione e della sua governance. Non a caso, il rilievo mosso lo scorso anno il riconoscimento non fu assegnato, era proprio sulla governance 'divisa in due' di un'area unica in tutti i sensi. Ora non resta che mettere in pratica quelle che sono state le dichiarazioni che i vertici dei due Parchi hanno già messo nero su bianco e procedere con il passaggio dell'interregionalità Il Parco del Delta interregionale non è ‘uno’ strumento, ma è ‘lo’ strumento per pianificare l’economia di un’area vasta: due parchi per un unico territorio non hanno più senso se mai lo hanno avuto, tant’è vero che la stessa legge istitutiva del Parco del Delta del Po del Veneto prevedeva proprio una successiva trasformazione da regionale in interregionale. Mantenere separati i due parchi è il frutto di politiche di corto respiro che hanno tarpato le ali allo sviluppo, alla crescita ed alla promozione di un’aria meravigliosa e con un enorme potenziale grazie anche alle prospettive che ora apre l'ingresso nel circuito Unesco”.

Secondo il consigliere regionale polesano, infatti, “due Parchi che vanno a due diverse velocità finiscono per danneggiare tutti e non ci si può presentare come un unica area Mab ancora divisi con due enti di gestione diversi, due presidenti, due direttori e via dicendo. Un parco unico è quello che ora serve e che trova l'opposizione solo da parte di chi ha interesse a conservare piccole rendite di posizione che fanno a pugni con la vocazione mondiale che ora il Delta del Po può assumere”.

domenica 3 maggio 2015

Elezioni Regionali, il candidato 5 Stelle in visita nel DELTA DEL PO-Porto Tolle

Jacopo Berti, il Candidato del Movimento 5 Stelle alla Presidenza della Regione Veneto, incontrerà 
martedì 5 maggio 2015, dalle ore, presso  la Sala della Musica in Ca' Tiepolo, le rappresentanze sindacali, le associazioni di categoria, le cooperative pescatori, gli enti e le associazioni per la tutela e la salvaguardia del territorio, le associazioni di volontariato, gli enti e i comitati cittadini per approfondire le numerose tematiche riguardanti il territorio.
All'incontro saranno presenti i candidati provinciali del Movimento 5 Stelle alla carica di Consigliere Regionale.
Durante la mattinata, Jacopo Berti sarà in nel Delta del Po-Porto Tolle per conoscere l'ambiente delle lagune e degli orti e visitare il Consorzio Cooperative Pescatori del Polesine,


giovedì 12 dicembre 2013

DeltArte vince il bando Culturalmente 2013

L'Associazione Culturale Voci per la Libertà e la curatrice dei DeltArte Melania Ruggini sono orgogliosi di annunciare che la Fondazione CA.RI.PA.RO. ha interamente finanziato, attraverso il bando Culturalmente, il progetto "DeltArte - il Delta della creatività edizione 2014 | Geografie ad alto potenziale creativo".

DeltArte – il delta della Creatività nasce nel 2012 dal progetto interamente ideato da Melania Ruggini e per iniziativa dell'associazione di promozione sociale Centro Studi Agnese Baggio. Per la prima edizione del 2013 il progetto viene finanziato dalla Fondazione CA.RI.PA.RO. e assume il carattere della manifestazione itinerante d'arte contemporanea sul Parco del Delta del Po della provincia di Rovigo, basata sulla fluidità del dialogo aperto tra creatività giovanile e ambiente.

L'attività riscuote numerosi consensi e per la seconda edizione, che si realizzerà da maggio 2014 in varie sedi dell'Ente Regionale Veneto del Parco del Delta del Po, il progetto è promosso dall'Associazione Culturale Voci per la Libertà che già da due anni è presente nel territorio del Delta con il festival musicale dedicato ai diritti umani Voci per la Libertà - Una Canzone per Amnesty.
Siamo certi che la sinergia tra le due progettualità artistiche potranno dare ottimi risultati,


DeltArte 2014: è un esperimento creativo di rigenerazione culturale che nasce quale manifestazione itinerante d'arte contemporanea, basata sulla fluidità del dialogo aperto tra creatività giovanile e ambiente circostante. Il punto di riferimento di DeltArte è il Delta del Po della provincia di Rovigo in cui iniziare a scrivere una delle pagine più stimolanti del racconto contemporaneo per mezzo dell'arte, nelle sue molteplici forme. Il programma prevede una serie di interventi culturali – mostre, performance, concerti, happening, escursioni, laboratori, concorso, workshop – realizzati da una ventina di artisti nazionali ed internazionali, di età inferiore o uguale ai trentacinque anni, legati da un comune denominatore: l'esplorazione di identità geografiche e umane in mutamento.
www.deltarte.com



Culturalmente 2013: 25 sono le associazioni culturali giovanili (19 della provincia di Padova e 6 della provincia di Rovigo) che beneficeranno di un contributo (massimo 30.000 euro) nell'ambito di "Culturalmente". L'iniziativa, per la quale sono stati messi a disposizione 700.000 euro e giunta quest'anno alla seconda edizione, ha come obiettivo quello di stimolare e sostenere la produzione culturale giovanile creando opportunità di lavoro. I progetti dovevano essere incentrati su tematiche di attualità quali pratiche di sostenibilità e tutela dell'ambiente e del patrimonio artistico, sulla riqualificazione degli spazi urbani e suburbani, sulla promozione della cultura e la valorizzazione del territorio attraverso le nuove tecnologie. Nell'edizione 2012 erano stati sostenuti 25 progetti, per un importo di circa 600.000 euro.

giovedì 28 novembre 2013

Il Coordinamento nazionale no al carbone palude al Ministro Orlando che invita le associazioni ambientaliste per un'azione condivisa sui cambiamenti climatici.

Con un comunicato stampa a margine della Conferenza sui Cambiamenti Climatici di Varsavia (COP19) il Ministro Orlando ha annunciato di voler incontrare a Roma le associazioni ambientaliste “per giungere ad un'azione condivisa sui cambiamenti climatici tra politica e società civile" ritenendo "essenziale coinvolgere non solo gli addetti ai lavori, ma tutte le espressioni della società nell' elaborazione delle politiche di contrasto ai cambiamenti climatici”.
Le centrali a carbone italiane sono vetuste e tutte a buona ragione inserite tra le 200 industrie inquinanti che l’EEA ha stimato come responsabili del 50% dei danni economici provocati alla salute e all’ambiente. Il costo complessivo delle centrali italiane oscilla tra 1,9 e 2,6 MLD€ /anno.
La Banca Mondiale, USA e UK - e a breve la Svizzera e la Germania – hanno dichiarato di
aver sospeso finanziamenti per nuove centrali a carbone che sono in fase di progressivo smantellamento nei paesi sviluppati. L’Italia dispone di una potenza installata di oltre il doppio di quella necessaria e la stessa Terna investe sull’integrazione con le reti europee e il necessario ammodernamento finalizzato ad accogliere l’energia prodotta dalle fonti rinnovabili.
La retorica dominante è quella che vede Cina e India, insieme ai maggiori paesi in via di sviluppo, come massimi inquinatori. Anziché puntare il dito sulle altrui responsabilità, mentre ci attiviamo nell’opera di giusta persuasione, è opportuno che anche l’Italia stabilisca una road map che consideri la progressiva dismissione delle centrali, a partire da quelle più inquinanti, e la sospensione della costruzione di quelle in progetto.
Comitati ed associazioni aderenti al Coordinamento Nazionale No Carbone e la Rete Internazionale Stop Enel, particolarmente attivi sul territorio italiano e non solo, hanno apprezzato questa proposta del Ministro Orlando di incontrare le associazioni, e attraverso una lettera inviata al Ministero chiedono di poter partecipare a questo incontro con una propria delegazione e poter esprimere le opportune valutazioni.

I Comitati e le associazioni di Brindisi, Civitavecchia, La Spezia, Porto Tolle, Rossano, Saline Joniche, Savona‐Vado‐Quiliano 
aderenti al progetto di Coordinamento Nazionale No Carbone:
noalcarboneitalia@gmail.com )
e alla Rete Internazionale Stop Enel (www.stopenel.org ‐ noenel@autistici.org)

venerdì 25 ottobre 2013

Da IDV una nuova proposta di riorganizzazione della sanità bassopolesana


1369734395.JPGE’ da tempo che come gruppo politico seguiamo le trasformazioni in atto nella sanità polesana, trasformazioni dovute al nuovo Piano Sanitario della regione Veneto  e alle schede ospedaliere che  tradotte si concretizzano in  servizi sanitari. Per avere un quadro generale, abbiamo osservato la situazione delle varie province del Veneto. Per renderci conto di  come è stata gestita, altrove, la sanità rispetto al nostro territorio e in particolare nel bassopolesine. La provincia di Treviso è tra quelle, dove si è operato meglio in termini di valorizzazione e gestione dei servizi sanitari, rispetto ad altre zone del veneto. Si compone di tre ULSS, 7-8-9, dotate ognuna di, almeno, un ospedale per acuti. Tra i servizi di alta specializzazione, per ogni ULSS, è presente un laboratorio di emodinamica interventistica H24: Treviso, Conegliano, Castelfranco. L’ ospedale HUB di TV, poi, è dotato di servizi di alta specialità quali, cardiochirurgia, neurochirurgia e chirurgia pediatrica. Gli altri ospedali, sparsi per il territorio, sono sede di alcuni servizi essenziali, trovandosi i servizi mancanti negli ospedali più grandi (ospedali a 2 gambe); altri ancora, si sono differenziati in centri di riabilitazione di alto-altissimo livello, come l’ Ospedale nodo di rete monospecialistico riabilitativo di riferimento, di Motta di Livenza.

Ma la realtà che meglio si presta al confronto con la nostra sanità basso-polesana, è  la ULSS N° 2 di Feltre. Abitanti 84.000, contro i nostri 75.000. L' ULSS feltrina, dispone di due ospedali. Il primo, il presidio ospedaliero di rete di Feltre con 297 posti-letto è dotato di servizi completi e di qualità. Per es. cardiologia con Unità Coronaria(UTIC) (12+8 Posti-Letto), neurologia e pneumologia, con 20 Posti-Letto ciascuno, nefrologia-dialisi con posti-letto e poi via-via, tutte le altre specialità di area medica e chirurgica. Il secondo, ospedale di Lamon, nodo di rete monospecialistico riabilitativo di riferimento per l’ ULSS 1 e 2 (Belluno e Feltre), con 62 posti-letto di sola riabilitazione.

Anche l’ ULSS 19 di spone di 2 ospedali. Il primo, Adria, presidio ospedaliero di rete, con 178 posti-letto. Tra i servizi presenti: Cardiologia con 8 p-l + 2 (virtuali), di Unità Coronarica(UTIC). Pneumologia e neurologia: servizi ambulatoriali, con zero posti-letto. Riabilitazione, attualmente, con zero posti-letto. Area chirurgica ridotta all’ osso, in quanto a dotazione di posti letto. Servizio di nefrologia e dialisi, centro trasfusionale e laboratorio analisi, forniti dall’ ULSS 18 di Rovigo. Il secondo, Ospedale di P. Viro, con 125 Posti-letto. Dotato di:  cardiologia 5 p-l, medicina-geriatria-lugodegenza 45 p-l (Adria: 52 p-l). E poi chirurgia generale, day surgery, ortopedia (10 pl). In pratica, una replica dei servizi già presenti all’ ospedale di Adria, come ha avuto modo di segnalare la stessa corte dei conti.

Da questo confronto si evince che, per esempio, unendo in un unico ospedale, i 5 posti-letto di cardiologia di P. Viro, con i 10 di Adria si potrebbe ricavare un reparto di cardiologia con 5 posti di Unità coronaria(UTIC) e 10 di degenza cardiologica. Questa semplice operazione, innalzerebbe di molto, sicurezza e qualità del servizio, rispetto all’ esistente. Anche l’ area chirurgica andrebbe raggruppata in unica struttura, sempre in nome della qualità e della sicurezza. A Porto viro andrebbero allocati i posti di riabilitazione e i nascenti posti di cure intermedie. In questo modo avremmo 2 strutture, di cui la prima completa di tutti i servizi e idonea ad operare come ospedale per acuti, con garanzia di qualità e sicurezza per i cittadini. La seconda specializzata ad alto-altissimo livello  nel campo riabilitativo ed anche punto di primo soccorso e sede dei posti letto di cure intermedie.

Il razionale di una organizzazione di questo tipo, è di avere un ospedale di medie dimensioni, 250-260 p-l, completo, efficiente e sicuro. Un secondo ospedale, di piccole dimensioni, specializzato nel campo della riabilitazione, di cui c’è un forte bisogno, considerato l’invecchiamento della popolazione. Un intervento siffatto, migliorerebbe la gestione economica, grazie all’ eliminazione degli inutili doppioni e dei conseguenti sprechi. Perché bisogna ricordare, che non è la vicinanza che rende sicuro il cittadino, ma la presenza di una struttura sanitaria completa di servizi di qualità, dove il cittadino trova le giuste risposte alle sue esigenze di salute.

Invitiamo pertanto i politici regionali, del nostro territorio, di destra e di sinistra a proporre soluzioni strutturali, non piccoli aggiustamenti, magari per ottenere posti-letto o un primariato in più. Serve una visione di sistema, perché stiamo attraversando una crisi durissima e non sappiamo se “domani” avremo un’ altra occasione.

                                                            


Rosa Barzan

 

cons. comunale IDV Adria

lunedì 14 ottobre 2013

deltaLAB: incontri e visite guidate per la costruzione di una cultura del-per il territorio del delta del Po

MANIFESTOdeltaLAB.jpgL’Associazione Pro Loco di Porto Tolle, promuove un ciclo di sei lezioni e di otto visite guidate gratuite intitolato“deltaLAB” finanziato con i contributi della Misura 313 del Programma di Sviluppo Rurale per il Veneto 2007-2013 Asse 4 – Leader nell’ambito delle azioni del GAL Delta del Po ed eseguito dalla Regione Veneto – Direzione Piani e Programmi Settore Finanziario.

L’iniziativa si svolgerà nel periodo ottobre 2013 - maggio 2014.

 

I sei incontri si terranno presso la Sala della musica di Ca’Tiepolo, in via Giordano, 3 dalle ore 21.00 alle 23.00 circa, mentre le visite guidate saranno programmate nella primavera.

 

Il progetto “DeltaLAB” ha la finalità di promuovere una riflessione su una nuova cultura “del-per il territorio”, affinché il Delta sia visto non solo come una risorsa, ma anche come un valore, attraverso una conoscenza territoriale sia teorica (lezioni) che reale (visite) dei vari elementi naturalistico-ambientali, culturali, sociali che lo compongono.

 

Il programma sarà il seguente:

 DeltaLAB

1^ Candidatura MAB-Unesco e promozione territoriale integrata: Delta del Po risorsa o valore?

31/10

Dott.ssa Anna Agostini

(Fram-menti, Castelfranco Veneto TV)

2^ Il Delta territorio-risorsa di acqua: dal X a.C. alla romanizzazione

07/11

Prof. Raffaele Peretto

(Presidente Centro Polesano di Studi Storici, Archeologici ed Etnografici)

3^ Il Delta territorio-risorsa di terra: il dominio veneziano, la bonifica, la riforma fondiaria e l’industria metanifera

14/11

Ing. Lino Tosini

(Presidente Fondazione Ca’ Vendramin)

4^ Il valore acqua: l’acquacoltura, la pesca in mare e le eccellenze ittiche del Delta

28/11

Dott. Emanuele Rossetti

(Biologo Consorzio delle cooperative pescatori di Scardovari)

5^ Il valore terra: le eccellenze dell’agricoltura del Delta

12/12

Dott. Stefano Milan

(Coordinatore mercato ortofrutticolo di Rosolina della Camera di Commercio di Rovigo)

6^ Sfide territoriali e identità future del
Delta

19/12

Prof.ssa Marina Bertoncin

(Ordinario Università di Padova)

 

L’iniziativa è aperta a tutti e gratuita.


Modulo di adesione dal sito della Pro Loco

mercoledì 28 agosto 2013

Dal delta del Po a Venezia Marco Invernizzi in bici elettrica nel suo Giro d’Italia e poi del Mondo

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Partito il 10 Agosto da Milano, il Giro d’Italia e poi del Mondo in bicicletta elettrica, in solitaria, di


Marco Invernizzi affronta la tappa dal delta del Po a Venezia.


Marco sta affrontando l’avventura in solitaria con una bicicletta elettrica a pedalata assistita, un


mezzo pulito, silenzioso, economico, per una sfida ecosostenibile che dovrebbe stimolare tutti i


cittadini alla riflessione sui nostri comportamenti quotidiani, se essi siano o come possano essere


all’insegna di un valore universale: l’ecosostenibilità.


Il Giro d'Italia di Marco in tutte le sue tappe andrà alla riscoperta della tipicità italiana, dei costumi,


delle tradizioni, della cultura locale e quindi del cibo, una grande e straordinaria risorsa italiana che


ci rende unici.


L’incontro con Marco nelle varie tappe sarà l'occasione per conoscere tutti i dettagli e le curiosità di


questa sfida e al contempo per approfondire la conoscenza, insieme a Marco e allo specialista in


bici elettriche ROCKETBIKING (http://ww.rocketbiking.com) che sostiene l’iniziativa, delle


principali caratteristiche, delle ultime innovazioni tecnologiche e dei vantaggi pratici ed economici


di questo tipo di mezzo di trasporto, utile non solo per il cicloturismo, ma anche e soprattutto


nell'uso quotidiano.


Nel suo attraversare l'Italia prima e il Mondo poi, Marco condividerà in tempo reale sui social


network il suo diario quotidiano, fatto di testi, foto, video, raggiungibile all’indirizzo internet:


www.eBikeWorldTour.com oppure più mnemonicamente:


www.GiroMondoBiciElettrica.com


dove si potranno trovare tutte le informazioni e gli ultimi aggiornamenti riguardanti il progetto, il


percorso, e dove si può interagire con Marco in qualsiasi momento scrivendogli oppure


commentando il suo diario, come analogamente sarà possibile su Facebook all’indirizzo web:


www.facebook.com/eBikeWorldTour


“Come ROCKETBIKING (http://ww.rocketbiking.com) abbiamo messo a disposizione di Marco


tutte le nostre competenze tecniche ed organizzative per supportarlo in questa sfida, cogliendone ed


apprezzandone il grande spirito d’impresa, la sua volontà e la sua determinazione, e per cogliere


l’opportunità di far parlare di uno straordinario mezzo di trasporto, economico ed ecologico, quale


alternativa a moto ed auto, non solo per fare del turismo, bensì nella della vita quotidiana di


ciascuno, come dimostrato negli altri Paesi europei dove la bicicletta a pedalata assistita è già



straordinariamente diffusa” afferma Francesco Orrù manager dell’e-commerce specializzato in

biciclette elettriche a pedalata assistita.

Grazie

Marco Flavio Invernizzi

 

www.GiroMondoBiciElettrica.com

ebikeworldtour@gmail.com - http://ebikeworldtour.com/ - www.facebook.com/eBikeWorldTour