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mercoledì 6 maggio 2015

Rovigo, Coscienza Comune: adeguamento Isee entro il 2015 per tutelare bilanci familiari e fare programmazione equa e seria

Entro la fine del 2015 il Comune di Rovigo dovrà adeguarsi obbligatoriamente a quanto previsto dall'applicazione del decreto che introduce i nuovi criteri Isee, regolando le agevolazioni fiscali sul pagamento  delle tasse locali, delle tariffe per i servizi a carico dei singoli e delle famiglie, delle quote di rette a carico di invalidi e non autosufficienti e qualsiasi altra forma di sostegno economico ai cittadini residenti.
L'Isee, strumento di intervento nella programmazione di bilancio e di servizi degli enti pubblici, è prima di tutto il lasciapassare per l'accesso a quella proporzionalità di contribuzione alla spesa che costituzionalmente l'Italia garantisce ai propri cittadini.
Una garanzia modulata e declinata secondo le diverse realtà territoriali, che la normativa permette attraverso la possibilità per ogni Comune di decidere non solo quanto e come rendere più o meno agevolate le proprie tasse, rette, tariffe e benefici attraverso l'autonoma fissazione di fasce Isee alle quali applicare una più o meno alta percentuale di "sconto" ma anche se ampliare e integrare le categorie (platee) di cittadini aventi diritto.
A maggior ragione per il fatto che, da quest'anno, sarà possibile farsi calcolare (e vedere riconosciuta dagli enti) l'Isee contemporanea (“Isee corrente”) e non riferita agli anni precedenti come accadeva in passato. In questo modo chi, a seguito di eventi avversi, ha avuto una variazione lavorativa penalizzante tra le tipologie indicate per legge ed ha avuto una sostanziale modifica delle proprie condizioni di reddito (oltre il 25%) avrà la possibilità di far valere un Isee basato sui redditi degli ultimi mesi.
E' un passo delicato, pertanto, quello dell'adeguamento della regolamentazione Isee comunale, perché esso diventerà lo strumento normativo di programmazione di base per far coincidere equilibri di bilancio e di equità sociale nell'erogazione dei servizi, in un momento storico di sofferenze per le famiglie e di carenza di risorse per gli enti.
Non è scontato, quindi, che l'equilibrio comprenda una giusta misura dell'uno e dell'altro, ma potrebbe tradursi in una diseguaglianza di tutele tra bilancio comunale e delle singole famiglie, come accade ormai sempre quando si tratta di stabilire quanto deve contribuire un cittadino per finanziare priorità di spesa spesso considerate non necessarie dalla popolazione.
Coscienza Comune per Livio Ferrari Sindaco ha tra le proprie priorità quella di affrontare la revisione del regolamento con la massima attenzione alle persone e alle famiglie che in questi ultimi anni hanno perso la capacità di mantenere adeguati livelli e qualità di vita a causa della crisi economica e della pressione fiscale, pur mantenendo gli equilibri di bilancio idonei a soddisfare le esigenze di spesa per standard di opere e servizi essenziali alla comunità.
L'analisi delle platee e della proporzionalità delle agevolazioni, infatti, è fondamentale anche per calibrare su dati certi e monitorati la reale capacità dei cittadini di far fronte ai pagamenti richiesti, senza che vi siano poi crescenti situazioni debitorie da recuperare coattivamente, con ulteriori spese amministrative, con rischio di insolvenze e con accantonamento proporzionale di una maggiore quota del fondo di svalutazione crediti che la legge rende obbligatorio in bilancio.
E, certo, questo interessa anche i contribuenti che non hanno interesse o non hanno i requisiti per accedere, con l'Isee, alle agevolazioni.

Cristiano Pavarin
Coscienza Comune








sabato 11 aprile 2015

Rovigo, Cristiano Pavarin di Coscienza Comune: lo Stato fa ricorso contro i diritti dei cittadini indeboliti dal nuovo ISEE. Il TAR del Lazio li aveva difesi con tre recenti sentenze.

Il nuovo sistema di calcolo dell’isee recentemente entrato in vigore, penalizza pesantemente le persone con disabilità e i non autosufficienti. 

E’ questa la tesi inequivocabile sostenuta non soltanto dai diretti interessati, attraverso le associazioni in loro tutela, ma dallo stesso tribunale amministrativo del Lazio, il quale a Febbraio, attraverso 3 distinte sentenze ha inteso bocciare una parte considerevole del dpcm n. 159 del 2013, ovvero il nuovo regolamento Isee. 

La questione è contemporanea, visto che il decreto in questione è entrato in vigore dal primo di gennaio scorso, ma che di fatto è stato stravolto nel contenuto, per effetto delle sentenze in oggetto, per ora rimaste inverosimilmente inapplicate !!I 

I centri di assistenza fiscale convenzionati (Caaf), si ostinano a compilare i moduli come nulla di tutto questo fosse accaduto, mentre l’inps fa altrettanto nella parte di propria competenza,siamo all’inverosimile !!

Infatti i giudici amministrativi competenti hanno assolutamente respinto la possibilità di dover includere tra redditi effettivi, per il calcolo della situazione economica equivalente necessaria per le richieste delle prestazioni sociali agevolate ,anche quelle somme versate dallo Stato a compensazione di oggettive condizioni di difficoltà, come lo sono i sostegni economici previsti per le situazioni di grave disabilità ,indennità di accompagnamento,pensione invalidità civile e tutto ciò e tutto ciò che  è necessario allo scopo di dare sostegno economico a chi non può, per condizioni di salute, sostentarsi con un lavoro che consenta di guadagnare a sufficienza.

In questo modo le stesse categorie protette verso il quale è destinato il sostegno sono penalizzate da un isee che è “gonfiato” , dagli stessi contributi che figurano come reddito effettivo ,tanto che il rischio di superare i limiti di soglia previsti è molto reale. 

È evidente come ad oggi ,in seguito alle sentenze del TAR del Lazio, la compilazione del modello per la richiesta della certificazione isee ,non dovrebbe includere tali somme. Contro i cittadini e contro il TAR stesso, Il sottosegretario all’economia,onorevole Enrico Zanetti, è intervenuto sul tema durante un’interrogazione del 9 aprile scorso, annunciando come il Governo intenda impugnare presso il Consiglio di Stato le sentenze del Tar. 

Quindi il Governo Renzi conferma l’intenzione di proseguire verso la strada della penalizzazione delle persone con disabilità ,con l’obiettivo evidente di continuare rimettere in discussione (e sempre più a distruggere)il diritto alle cure e all’assistenza, sancito dalla nostra Costituzione e ribadito ancora nelle norme conclusive anche dalla normativa vigente. 
Paradossale verificare come lo stesso Governo sia costretto ad appellarsi contro i propri organismi di controllo confessando di fatto così che anche se con le sentenze del TAR Lazio, le condizioni giuridiche per continuare verso la strada che porta allo smantellamento dello stato sociale italiano hanno trovato concreta e legittima opposizione nello stato di diritto,sia sua ferma intenzione disapplicarle.

Cristiano Maria Pavarin Lista civica “Coscienza Comune” per Livio Ferrari Sindaco.