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mercoledì 11 maggio 2016

Elezioni comunali Adria 2016 Omar Barbierato Programma Elettorale Sintetico Lista Civica Impegno per il Bene Comune


Care cittadine e cittadini adriesi, quello che leggete qui è solo un estratto del programma che abbiamo costruito in questo ultimo anno di lavoro (il programma completo lo potete trovare a breve nel nostro blog). Il programma di IBC è un programma “in continuo divenire”: ogni cittadina o cittadino può infatti contribuire con idee e proposte al suo miglioramento. Ogni punto è stato pensato e scritto da una cittadina o un cittadino come voi. Ed è così #adrichevorremmo: una città fatta dai cittadini per i cittadini. Vi diranno che votare per noi equivale a sprecare un voto: si sbagliano! Siamo tanti, più di quelli che vogliono farvi credere. Una forza tranquilla, che lentamente scuoterà le coscienze.
RELAZIONI CON LE ALTRE AUTONOMIE TERRITORIALI E LOCALI
• Adria deve riconquistare il ruolo di “capoluogo” del Basso Polesine, attraverso un dialogo aperto e disponibile verso i Comuni vicini, intraprendendo la sfida di essere vera alternativa a Rovigo per tutto il Delta
SVILUPPO SOSTENIBILE E TUTELA DEL TERRITORIO E DELL'AMBIENTE
TRASPORTI E DIRITTO ALLA MOBILITÀ
AGRICOLTURA, POLITICHE AGROALIMENTARI E PESCA
ENERGIA E DIVERSIFICAZIONE DELLE FONTI ENERGETICHE
ASSETTO DEL TERRITORIO ED EDILIZIA ABITATIVA
• Considerare il Parco del Delta quale garanzia di tutela ambientale e di opportunità di crescita sociale
• Restituire al verde pubblico tutte quelle aree che nel tempo sono state trasformate da parco ad area edificabile e qualificare le zone verdi esistenti attrezzandole con arredi e giochi
• Attuare il Censimento comunale delle piante ad alto fusto e il Piano del verde, inteso come sistema dialogante tra città e campagna costituito da zone verdi tra loro collegate pianificandone la manutenzione
SERVIZI ISTITUZIONALI GENERALI E DI GESTIONE
GESTIONE DELLE ENTRATE TRIBUTARIE E SERVIZI FISCALI
• Diminuire il numero dei componenti della Giunta dagli attuali 6 a 5 (compreso il Sindaco)
• Stabilire criteri di scelta oggettivi ed equi degli scrutatori, che tengano conto delle situazioni di difficoltà economiche personali e familiari
• Costituire Comitati di Quartiere e di Frazione, con rotazione periodica dei componenti, chiamati periodicamente a partecipare al Consiglio Comunale con funzioni di consultazione e propositive
• Attuare il percorso del bilancio partecipato affinché i cittadini possano proporre progetti per l’utilizzo concordato di una crescente quota di bilancio
• Acquisire, nell'ambito del quadro normativo esistente e con piano di sviluppo pluriennale, le risorse umane necessarie alla soddisfazione dei cittadini rispetto ai servizi erogati, privilegiando i profili tecnici e di agenti di polizia locale
TUTELA E VALORIZZAZIONE DEI BENI E DELLE ATTIVITÀ CULTURALI
ISTRUZIONE E DIRITTO ALLO STUDIO
TURISMO
• Valorizzare il Conservatorio di Adria attraverso l'inserimento nella rete universitaria cittadina e attraverso convenzioni di produzione di spettacoli e promozione per il Teatro Comunale
• Istituire Corsi universitari privilegiando le università aderenti al CUR (Padova e Ferrara) e in collaborazione con l’Ulss, il Museo Archeologico, il Conservatorio e gli enti di ricerca e di produzione del nostro territorio, al fine di creare una rete universitaria con prospettive di sviluppo nell'economia locale
· Ridare impulso a percorsi scolastici, di competenza regionale, professionalizzanti per giovani che vogliono entrare subito nel mondo del lavoro in coerenza con l’economia locale
• Istituire un ufficio di staff che all'interno del Comune si occupi della promozione del nostro territorio e del marchio Adria (a livello culturale, gastronomico, ambientale) e sviluppando, insieme agli altri attori locali, l’offerta turistica adriese su programmazione annuale degli eventi anche in riferimento a iniziative di turismo sociale
SVILUPPO ECONOMICO E COMPETITIVITÀ
POLITICHE PER IL LAVORO E LA FORMAZIONE PROFESSIONALE
• Incentivare agricoltura biologica e promuovere i prodotti tipici attraverso la ricerca di denominazioni e una fiera campionaria e agevolare forme di autogestione il consumo dei prodotti del territorio, a km 0
• Creare un ufficio comunale, con attività di staff per gli altri settori comunali e di sportello per gli operatori economici esterni, che si occupi esclusivamente di bandi europei per l’amministrazione e il territorio
· Modificare la regolamentazione dei parcheggi a pagamento e delle aree a disco orario liberalizzando la sosta in orari e giorni strategici per l’incentivazione della frequentazione del centro città
· Attivare un convenzione Comune-attività produttive della città per incentivare e fidelizzare consumatori adriesi attraverso un sistema elettronico (senza oneri e spese per le attività aderenti) che dia al cittadino un credito per pagare tasse e tariffe comunali
• Re-istituire i “giorni franchi” in occasione delle sagre tradizionali e feste patronali cittadine e delle frazioni ed altre particolari date, durante i quali non si applica la tariffa giornaliera di occupazione suolo pubblico e durante le quali, in precise aree centrali e periferiche dedicate ad accogliere iniziative di intrattenimento all'aperto, per le quali il Comune, attraverso un apposito Regolamento per la concessione dei contributi alle Associazioni del territorio, potrà decidere di erogare contributi per il sostenimento degli oneri SIAE
ORDINE PUBBLICO E SICUREZZA
• Riqualificare le strade e gli spazi pubblici (strade, marciapiedi, piazze, aree verdi) ripensandoli eliminando gli elementi che li rendono insicuri da ogni punto di vista: mancanza di illuminazione, guard-rail, punti di aggregazione non visibili o raggiungibili, impraticabilità
• Completare la videosorveglianza polifunzionale presente ai varchi della città anche in aree urbane con telecamere fisse e mobili dotate di sistema interconnesso con polizia locale e forze dell’ordine per la lettura targhe al fine di rilevare la presenza di auto per sospette o rubate e le infrazioni al Codice della Strada
DIRITTI SOCIALI, POLITICHE SOCIALI E FAMIGLIA
COOPERAZIONE E ASSOCIAZIONISMO
· Creare attorno all’Azienda Pubblica di Servizi alla Persona (che nascerà dalla trasformazione dell’attuale Centro Servizi Anziani) un grande centro integrato di servizi socio-assistenziali al quale affidare anche la gestione di ogni altro servizio consentito (es. gestione asilo nido comunale, mensa scolastica, ecc.) per scongiurare una futura perdita di servizi e creare nuovi e stabili posti di lavoro
· Costruire regole, iter e soluzioni per l’accesso utile al baratto amministrativo quale strumento per restituire ai cittadini in situazione di difficoltà economica, la possibilità di regolarizzare le proprie pendenze con l’Amministrazione comunale anche attraverso la disponibilità al servizio verso la comunità
· Destinare, nel rispetto delle normative esistenti e delle risorse di bilancio, alcuni immobili di proprietà comunale a utilizzi sociali in convenzione con la rete delle associazioni di volontariato radicate sul territorio anche per attivare – a costo zero - un servizio di pasti caldi (Legge del Buon Samaritano) dalle mense scolastiche e per istituire un centro di distribuzione alimentare per gli adriesi individuati dai servizi sociali e dalle associazioni di volontariato
POLITICHE GIOVANILI, SPORT E TEMPO LIBERO
• Dare impulso al Forum dei Giovani, organismo di intermediazione, confronto, proposta e consultazione con l’Amministrazione per tutte le attività, i servizi e i diritti dei giovanili e composto da delegati delle loro Organizzazioni, Associazioni e Rappresentanze
• Partecipare ai bandi pubblici e di enti di diritto privato che sostengono le attività per la promozione e l’organizzazione di manifestazioni sportive promozionali, agonistiche e spettacolari e gli studi, i convegni e i seminari in materia di sport, contribuendo a divulgarne la cultura e i valori

martedì 10 maggio 2016

E' partito il Pedibus della Scuola Primaria Vittorino da Feltre di Adria


Lunedì 9 maggio, alla scuola primaria “Vittorino da Feltre” di Adria, ha preso il via la prima edizione del “Pedibus” che accompagnerà per alcune mattinate un’ottantina di alunni lungo il percorso casa-scuola.


La bella iniziativa, facente parte dei progetti “Scuola e Salute” promossi dall’ULSS 19 di Adria, è stata organizzata dai genitori e ha riscosso un ampio consenso,  grazie anche alla disponibilità della signora Federica Zaia che ha programmato l’attività nei minimi dettagli.
Ogni bambino è fornito di pettorina e cartellino identificativo e non mancano le corde a cui tenersi uniti e cartelli apri-strada, tutto questo grazie allo sponsor, la ditta Mater Biotech, che ha fornito il materiale necessario.


Lo scopo di questa iniziativa è di contribuire alla socializzazione tra bambini piccoli e grandi, di sensibilizzare al benessere fisico con una salutare passeggiata e anche di avviare i bambini all’educazione stradale con la conoscenza delle prime regole della strada.




martedì 5 aprile 2016

Una visione oltre: ad Adria tutta la modernità del Groto. Al via performance artistiche e conferenze del progetto Pro Loco

Per la città etrusca il mese di aprile si preannuncia ricco di stimoli culturali grazie a un interessante e coinvolgente progetto della Pro Loco di Adria,  curato e diretto da Tobia Donà (foto a sinistra) e Stefano Cagol (foto a destra). 

L'iniziativa, denominata Una visione oltre,  ruota attorno alla figura di Luigi Groto, scrittore adriese del '500, sensibile interprete di un territorio che riuscì a leggere in profondità, anche senza l'ausilio della vista  irrimediabilmente persa in tenera età. 

Il progetto, sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo nell’ambito del bando Culturalmente 2015, trae spunto dall'etimologia del termine coesione, ovvero connessione, coerenza. Sarà Stefano Cagol, artista di fama internazionale, a coordinare un gruppo di 15 artisti under 35 e a realizzare una serie di performance dalla forte valenza simbolica, che coinvolgeranno anche i cittadini. Questi eventi che avranno luogo nel mese di maggio, saranno preceduti da tre workshop ospitati nei locali attrezzati della Fondazione Bocchi il 23, 24 e 25 aprile. 

Tre le conferenze in programma negli stessi giorni, presso i locali della mansarda del Comune, rispettivamente tenute dal professor Antonio Lodo, dalla dottoressa Sandra Bedetti e da Alberto Felice De Toni, Rettore dell'Università di Udine. 

Per la città l'iniziativa sarà occasione di riflessione e porterà alla creazione di numerosi video sulla città, a partire dalle suggestioni suscitate dalla figura di Groto e che saranno diffusi nel web. 
Dalla coesione tra istituzioni e associazioni locali scaturiranno tre spettacoli pubblici, destinati ad essere condivisi attraverso i social media e ad essere fruiti da un vasto pubblico. 

Non è stata trascurata la necessità di trasmettere alle nuove generazioni un'accurata conoscenza di Groto: tra i giovani artisti ci sarà infatti chi si occuperà di riportare alla luce la figura dell'illustre scrittore adriese attraverso i fumetti. 

Adria, Impegno per il Bene Comune: proprio la gestione Barbujani-Simoni-D’Angelo responsabile dei moltissimi soldi spesi per consulenze e incarichi esterni senza rotazione tra professionisti

Il proclamato spot elettorale “stop agli incarichi esterni” della Giunta Barbujani è la classica “chiusura della stalla quando i buoi sono ormai scappati”. Ma i buoi sono stati fatti scappare consapevolmente e oggi, come spesso è capitato in passato,  Bobo spera di salvarsi in extremis cercando di far dimenticare le responsabilità  della propria amministrazione.  

E’ invece proprio la gestione Barbujani-Simoni-D’Angelo ad essere  responsabile dei moltissimi soldi spesi in questi anni per consulenze e incarichi esterni, oltretutto senza aver cura di garantire il principio della rotazione tra i professionisti.

Erano tutti necessari quegli incarichi? Sono stati spesi bene quei soldi? Secondo Impegno per il Bene Comune la risposta è no. Emblematico è stato l’incarico, oneroso, per la progettazione del rifacimento di Piazza Oberdan, quella del pozzo: progetto voluto dalla giunta e pagato dal Comune, ma progetto inutile perché quei  lavori, fortunatamente, grazie a una raccolta firme, non sono mai stati realizzati.

Ma le stesse domande potremmo farle relativamente ad un’opera che sta assorbendo da anni milioni di Euro, che doveva essere inaugurata circa un anno fa, mentre invece si è trascinata fino ad oggi, per i cui incarichi professionali sono stati spesi centinaia di migliaia di Euro: il Teatro Comunale. 

Qui singolare è stato il percorso fatto dall’Amministrazione Comunale assieme ai consulenti esterni incaricati,  con la scelta di dare la precedenza alla facciata piuttosto che al palco nel primo stralcio. 

Dopo una nostra segnalazione si è pensato a risolvere l'allontanamento e lo smaltimento delle acque, con la conseguente necessità di dover sanare i vizi che, a lavori ancora in corso, sono stati provocati dalle infiltrazioni, danneggiando le stesse finiture appena realizzate. E come è stato garantito alla fine l’allontanamento delle acque della terrazza? 
Bucando i parapetti  con tubi pluviali che scaricano direttamente dall’alto proprio in corrispondenza delle porte di ingresso in particolare sopra la biglietteria,  creando inoltre problemi all’impianto di illuminazione esterna che non sembra più funzionare perfettamente.

Ma ciò che risulta veramente incomprensibile, e che getta un’ombra sul criterio seguito nell’organizzazione dei lavori, è il motivo per cui solo adesso, a ridosso della più volte annunciata inaugurazione, si stiano eseguendo opere per l’adeguamento ai fini della sicurezza antincendio  (come recita il cartello all’esterno del teatro) che, deve essere garantita in occasione della preapertura per la Festa Giovani di metà aprile.  

Non si capisce inoltre perché, tra questi lavori di adeguamento antincendio, l’importo che dovrebbe essere preponderante non sia, come  dovrebbe essere,  quello della parte impiantistica, ma quello della parte strutturale, che ammonta a ben 131.543,00 Euro. 

Forse anche qui si stanno eseguendo solo ora interventi che dovevano essere eseguiti prima, con la necessità di effettuare oggi lavori in più proprio perché non previsti o non collocati correttamente nella sequenza temporale delle opere? 
Perché non si è scelto di rinnovare il certificato prevenzione incendi precedente durante la chiusura del teatro aggiornando la manutenzione e i lavori necessari, economicamente c'è stato un vantaggio?

Alla luce di tutto ciò non sarebbe stato meglio che il comune avesse deciso da subito di coordinare direttamente i lavori risparmiando in incarichi esterni ed evitando  di spendere in opere fatte, disfatte e rifatte, invece di ascoltare la giunta proclamare demagogicamente solo adesso di voler stoppare le consulenze?

giovedì 31 marzo 2016

Impegno per il Bene Comune: la via etica della seta può passare per Adria

Per secoli in Italia il frusciare della seta accompagnava il pigro incedere del grande fiume lungo tutta la pianura padana. Ma prima del frusciare si sentiva, nei primi mesi della primavera, l’incessante e frenetico masticare dei bachi da seta che giorno e notte, prima di chiudersi nel prezioso bozzolo, divoravano, infaticabili, le foglie dei gelsi. 

I gelsi abbondavano in tutte le campagne perché era l’unico cibo di cui si nutrivano i bachi. 
Morus alba, o comunemente chiamato gelso bianco, era così diffuso nelle campagne della pianura da vederne il paesaggio profondamente diverso da quello che oggi conosciamo.

Poi arrivano le grandi guerre e la bachicoltura riceve il primo contraccolpo, ma nonostante tutto nel Veneto, negli anni ’50, c ‘erano circa 4000 aziende agricole che allevavano bachi da seta, integrando, così, il magro reddito dei contadini e mezzadri. 

Nel Veneto i bachi da seta erano soprannominati “cavalieri” forse perché nascevano il giorno di San Gregorio, il cavaliere che uccide il drago, o perché quando sono vicini alla filatura i bachi muovono la testa e tracollano come cavalieri. Intanto si affinano le tecniche per la produzione delle fibre sintetiche, la Cina investe in allevamenti intensivi nelle immense campagne utilizzando manodopera a costi bassissimi, e per finire negli anni 70 un principio attivo il Fenoxycarb, contenuto in un pesticida distribuito sui frutteti che per deriva andava a finire sulle foglie di gelso, innescò la sindrome da mancata filatura del baco della seta. 

Seguirono anni di battaglia per vietare l’uso del pesticida e , alla fine, permisero di bandire in Italia l’uso del pesticida, ma, ormai, era troppo tardi quasi tutti gli allevamenti di bachi da seta avevano chiuso i battenti. 

Oggi abbiamo perso quasi memoria di come s’allevano i bachi da seta, ma grazie ad un grande lavoro compiuto a partire dal 1871 dal CRA, ente ricerche agricole di Padova, le tecniche e i bachi per produrre la seta sono a disposizione di tutti. Recentemente alcuni hanno puntato la loro attenzione sul mercato della seta che, nonostante sia di nicchia, può dare buone soddisfazioni imprenditoriali.

I produttori cinesi a causa del grande boom economico si stanno spostando dalle campagne alle città e l inquinamento sta uccidendo i loro alberi di gelso, perciò la produzione di seta cinese inizia a diminuire sensibilmente e il costo del tessuto aumenta a causa della sempre maggiore richiesta dei mercati mondiali. 

Tutto ciò lascia spazio a chi in Italia vuole tornare in pista puntando sulla bachicoltura.
Martino Cerantola, presidente di Coldiretti Veneto ha presentato, recentemente, l’Associazione nazionale gelsibachicoltura rifondata per riproporre in chiave moderna la grande tradizione del nord est , che tramite il Programma di sviluppo rurale 2014-2020 contribuisce all’ammodernamento delle aziende sia per quanto riguarda le strutture che le attrezzature. 

Finanziamenti europei incoraggiano il recupero di attività biocompatibili e tradizionali del territorio, oppure sostengono con un contributo di circa 133 euro per telaino, ovvero ogni 20.000 larve allevate, con una produzione minima di 20 kg di bozzolo fresco.

Intanto tra Padova, Treviso e Vicenza alcune giovani Statup fanno rete e nei 28 giorni di vita che il baco impiega a tramutarsi in falena l’attività è frenetica perché di questo piccolo insetto non si spreca niente: la crisalide viene usata nei mangimi animali e si fa anche olio industriale per la cosmesi.

Impegno per il Bene Comune è convinta che una nuova etica imprenditoriale e più attenta all’ambiente, permetterà di reinterpretare ciò che eravamo in chiave moderna permettendo, in tal modo, di uscire da questa fase di stallo.

Impegno per il Bene Comune

giovedì 24 marzo 2016

Volo Libero: mille lanterne per ricordare Angelo D¹Arrigo al tramonto del 26 marzo

Al tramonto del 26 marzo centinaia di lanterne si alzeranno in volo da tutte le montagne che conobbero le imprese di Angelo D'Arrigo, a partire dall'Etna a due passi da casa sua, fino all'Everest ed all'Aconcagua.

D'Arrigo, nato a Catania e cresciuto a Parigi, fu pilota di deltaplano e di parapendio, mezzi con i quali si pratica il volo libero, cioè senza motore, ma apprese anche a pilotare il deltaplano a motore. Stabilì diversi record e vinse titoli mondiali. Fu un pilota particolare, curioso, attratto più dalla lotta per il superamento dei propri limiti, che non dalla competizione.

In un suo libro si legge: "Spingendo quotidianamente i nostri limiti, riusciamo, a piccoli passi, a superare le paure che ci vietano il possesso della nostra esistenza."
Così, rientrato adulto a Catania, si mise in cielo per mettere in pratica i suoi principi, ma non fu un percorso facile. Racconta in un libro di momenti tristi, come l'incidente nel corso di una gara e la prigione di Gheddafi dove fu rinchiuso per aver violato lo spazio aereo libico durante una traversata dalla Sicilia al Cairo in deltamotore.

Amò i rapaci, i grandi veleggiatori ed il loro volo istintivo sui quali compì approfondite ricerche. Condusse una nidiata di gru siberiane dal Circolo Polare Artico al mar Caspio, reintrodusse specie a rischio estinzione nell'Himalaya e in Sud America, aquile e condor allevati, "imprintati", da lui stesso.

Nella galleria del vento studiò il primo deltaplano della storia, la "Piuma" di Leonardo. Percorse il Sahara ed attraversò il Canale di Sicilia, sfiorò la vetta dell'Everest e volò fino a 9000 metri di quota sopra l'Aconcagua.
Mezzo preferito per le sue maggiori imprese il deltaplano senza motore, un'ala che si regge in aria sfruttando le correnti ascensionali. 
Poi il fatale 26 marzo 2006 a Comiso. Angelo s'imbarca come passeggero su un piccolo aereo con un pilota esperto ai comandi. Dopo alcune evoluzioni acrobatiche il velivolo si schianta al suolo. Aveva 45 anni ed ancora tanto da dare al mondo del volo libero.

Nel decimo anno dalla scomparsa, sul vulcano siciliano teatro delle prime imprese di Angelo D'Arrigo, nella zona dei monti Silvestri, gli sarà dedicata una scultura in pietra lavica, opera dell'artista Luca Zuppelli. La cerimonia è stata voluta dalla Fondazione Angelo D'Arrigo che ha coinvolto il Parco e la Funivia dell'Etna, l'area metropolitana di Catania ed il comune di Nicolosi che ospiterà il monumento. 
Ci saranno amici, parenti, autorità, la moglie Laura Mancuso, il figlio Gabriele e decine di associazioni culturali, sportive e d'ambientalisti a ricordare il campione.
Ci saranno migliaia di lanterne nei cieli di tutto il mondo.

Gustavo Vitali - Ufficio Stampa FIVL
Associazione Nazionale Italiana Volo Libero

lunedì 21 marzo 2016

Adria, Impegno per il Bene Comune: i fondi per la messa in sicurezza della Romea devono servire ad uscire dall’isolamento e a pensare al completamento della Transpolesana.

La notizia dei seicento milioni di Euro destinati alla messa in sicurezza della Statale Romea, tratto Venezia-Ravenna, non può e non deve lasciare indifferente la città di Adria e chi si propone per amministrarla.

Occorre fare alcune considerazioni, infatti, sul tratto della Romea che corre in provincia di Rovigo e sulle strade che vi si raccordano. Per una volta possiamo dire che la nostra Provincia  ha fatto la sua parte in passato, investendo risorse proprie per ridurne la pericolosità, ovvero eliminando gli incroci a raso e realizzando cavalcavia e svincoli nei comuni di Rosolina, Porto Viro, Taglio di Po, Ariano nel Polesine.

Lo stesso impegno non si è riscontrato nelle province di Ferrara e Ravenna e inadeguati sono stati anche gli investimenti della Provincia di Venezia, visto che, ad esempio  la strada che normalmente un cittadino adriese percorre per andare in direzione Venezia continua da anni ad inserirsi sulla Romea con un incrocio pericolosamente a raso e non regolato da impianto semaforico.

Nel momento in cui si legge che lo Stato mette a disposizione risorse finalizzate  alla messa in sicurezza per opere quali l’eliminazione  “delle intersezioni e incroci a raso e bretelle” è evidente che nelle province di Ravenna, Ferrara, Venezia  lo Stato dovrà realizzare quello che le stesse province non hanno fatto nel tempo, ovvero rotatorie e sovrappassi, mentre il rischio è che nella  provincia di Rovigo non venga fatto alcun investimento di questo tipo perché i polesani in passato hanno già provveduto autonomamente.

In pratica, se non ci si muove,  pochi di  quei seicento milioni di euro saranno riservati alle opere complementari  e integrative della “nostra”  Romea.

Eppure quando si parla di “bretella” si intende un raccordo sicuro , che garantisca una viabilità fluida sulle strade che si inseriscono sulla strada principale. Questo è quanto la Provincia, i comuni polesani e Adria dovrebbero chiedere e ottenere: una bretella sicura che colleghi Adria con la Romea.

La viabilità delle strade polesane in direzione est-ovest nel tratto Rovigo - Romea ha perso, infatti, da tempo quelle caratteristiche di sicurezza che garantiscono collegamenti agevoli e rapidi. Ammodernare il collegamento Adria - Romea significherebbe iniziare a sanare questa situazione e consentirebbe  alla nostra città e ai comuni vicini di uscire dall’isolamento proiettandosi concretamente verso  il  completamento della Transpolesana.

Leonardo Bonato
Impegno per il Bene Comune