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Visualizzazione post con etichetta teatro. Mostra tutti i post
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lunedì 6 luglio 2015

Tra Ville e Giardini, l'appuntamento a Ficarolo è con i mille volti di Rosalia Porcaro. Nel giardino Villa Schiatti Giglioli tutta l'ironia della tradizione popolare napoletana

Il terzo appuntamento del cartellone 2015 di Tra Ville e Giardini, la rassegna estiva itinerante in tutto il Polesine, è nel segno della tradizione popolare napoletana, della sua musica e, soprattutto, del suo teatro. Mercoledì 8 luglio alle 21.30 nel giardino della cinquecentesca Villa Schiatti – Giglioli di Ficarolo, costruita dalla famiglia ferrarese degli Arienti ed attualmente sede municipale, andrà infatti in scena lo spettacolo “Mamme, suocere e... vajasse”, uno spaccato comico della Napoli di ieri e di oggi, di e con l’attrice Rosalia Porcaro, che presenta una carrellata di personaggi femminili emblematici, venati da un'arguta ironia.

La regia è di Massimo Puliani, mentre ad eseguire le musiche dal vivo sarà il Trio Ànema che interpreta in modo originale sia i titoli più conosciuti, sia i motivi della grande tradizione popolare partenopea. Il tutto ad inframezzare monologhi grotteschi attraverso persone incontrate tra i vicoli, nelle case popolari e borghesi di Napoli, nelle fabbriche dove i diritti sono “interpretati”. 

"Napoli delle maschere nude, Napoli delle melodie e delle grandi canzoni, Napoli ride, Napoli piange, Napoli eternamente Napoli" è il lungo sottotitolo della pièce che vedrà protagonista l'attrice di Casoria in tutti i suoi personaggi, vecchi e nuovi. Con Veronica, l’operaia, Carmela, la delusa dai politici, rassegnata a giocare tra i cassonetti, Natascia, la cantante neomelodica, l’aspirante escort e “la suocera”, lo spettacolo propone una divertente galleria di donne dalle mille speranze, sognanti e disincantate al tempo stesso, rappresentative di una Napoli pronta a trovare nella disperazione la forza di reagire e d’inventarsi la vita.

Rosalia Porcaro ha conosciuto il successo a partire dal 1997, quando partecipa a una serata di giovani emergenti presentata da Francesco Paolantoni, come autrice e attrice comica nei panni di "Veronica". Il personaggio riscuote successo in televisione grazie a programmi televisivi come Convenscion, Superconvenscion e L'ottavo nano, in cui interpreta il personaggio di "Natascha", Zelig e Un due tre stella. Ha partecipato alle fiction “Notte prima degli esami”, diretta da Elisabetta Marchetti e “Area Paradiso”, di Diego Abatantuono. 

lunedì 29 giugno 2015

Torna "Tra Ville e Giardini". A Villa Selmi stasera si inaugura l'edizione 2015 con la cantautrice Levante

Tocca a Levante, lunedì 29 giugno, l'onore di dare il via alla XVI edizione di Tra Ville e Giardini. 
Un onore più che reciproco, visto che sul palco allestito a Villa Selmi di Polesella, a partire dalle 21.30, salirà una cantautrice che la critica, dopo l'iniziale curiosa simpatia con cui ha accolto il suo singolo d'esordio - ”Alfonso”, vero e proprio tormentone dell'estate 2013 al punto da essere considerato quasi un manifesto generazionale, ha dominato sia l’airplay radiofonico che le piazze ed i festival di tutta Italia - è stata poi unanime nel definirla “la nuova stella nascente della musica pop italiana”.

Dopo il successo ottenuto con il suo fortunatissimo album d'esordio "Manuale Distruzione", uscito a marzo 2014 ed entrato subito nella top ten delle vendite, e dopo aver calcato le scene al fianco di artisti del calibro di Max Gazzè e dei Negramaro, Levante, al secolo Claudia Lagona, è ora in tour per presentare il suo secondo lavoro, “Abbi cura di te”, uscito il 5 maggio (INRI / Carosello Records), anticipato dal singolo “Ciao Per Sempre” che, presentato dal vivo al Swsx di Austin durante il suo tour negli Stati Uniti ed eseguito per la prima volta in tv dal vivo al concertone del Primo Maggio e “bissato” nella puntata del 2 maggio di “Che Fuori Tempo Che Fa” su Rai Tre, ha subito ottenuto, inutile a dirsi, uno strabiliante successo di pubblico.

L’anno scorso, Levante è stata selezionata da Mtv tra i finalisti degli European Music Award di Glasgow come “Best italian act” e, sempre nel 2014, ha ottenuto un premio dalla Academy Medimex per la sua opera prima come la migliore dell’anno, oltre a concorrere come finalista al Premio Tenco.

Ora, dunque, Levante cerca la definitiva consacrazione con “Abbi cura di te”, un album intenso, emozionante, divertente e ricco di sentimento che conferma il suo talento come musicista e come autrice. E, anche se a scorrere i titoli di molte delle 12 delle tracce a prima vista non sembrerebbe (oltre a “Ciao per sempre”, “Le lacrime non macchiano”, “Abbi cura di te”, “Contare fino a dieci”, “Tutti i santi giorni”, “Lasciami andare”), la sua ultima fatica propone  riflessioni più solari e positive rispetto a quelle più cupe e ciniche di “Manuale Distruzione”: un abbecedario della felicità in 12 passi legati dalla forza dell'amore, verso se stessi e verso i propri cari, per un cammino irto di ostacoli verso una felicità che forse non si raggiunge mai pienamente, ma che deve essere comunque una meta positiva verso cui tendere (vedasi – e sentasi – al proposito “La rivincita dei buoni”, “Biglietto per viaggi illimitati”, “Mi amo”).

Levante, che nel tour di quest'estate ha condiviso e condividerà in altre date il palco con un big internazionale come Paolo Nutini, a Polesella sarà accompagnata da Gionata Mirai, alla chitarra, da Alessio Sanfilippo alla batteria, da Matteo Curallo alle tastiere e da Mattia Bonifacino al basso.

Tra Ville e Giardini, organizzato dall'Ente Rovigo Festival con la direzione artistica di Claudio Ronda, in collaborazione con la Provincia ed i 14 Comuni che ospiteranno le altrettante tappe del lungo viaggio estivo, possibile grazie al contributo della Fondazione Cariparo, della Regione Veneto, della Camera di Commercio, come di consueto, non esaurisce la propria proposta nella rappresentazione, ma fa sì che la cornice stessa sia parte integrante del momento artistico. E ad accogliere il concerto di Levante sarà villa Selmi, location nota agli amanti della notte, ma novità nel panorama del festival.

In quest'ottica sarà infatti possibile apprezzare al meglio la grande villa edificata nel XVI, il “Palazzon” detto “della Foscara” perché in origine appartenuto al “magnifico Zuan Foscari”, poi attraversato da numerosi interventi di restauro una volta divenuto residenza delle famiglie nobili Donà e Selmi. Presenta una facciata compatta ed armoniosa ed un grande parco secolare impreziosito dalla presenza di fontane, viali e statue, che regalano alla location un’atmosfera fiabesca. La sua chiara impronta romantica fa ipotizzare che il suo disegno sia da attribuirsi a Giuseppe Jappelli, architetto e paesaggista fra i massimi esponenti del neoclassico Veneto.

Il costo del biglietto unico non numerato è di 5 euro e sarà acquistabile in loco fin dalle ore 20. Sarà possibile anche sottoscrivere i due abbonamenti previsti per l'edizione 2015 di Tra Ville e Giardini, i cui spettacoli quest'anno sono tutti con ingresso a 5 euro: l'abbonamento “sostenitore” per chi vuole dare il proprio contributo al festival ottenendo con un versamento di 50 euro il pass non nominale e quindi cedibile a terzi per tutti e 14 gli spettacoli (in pratica quattro spettacoli sono offerti) e l'abbonamento “smart” che costa 30 euro prevede la possibilità di scegliere i sette spettacoli cui assistere (uno è in omaggio).




lunedì 30 dicembre 2013

Rovigo, al Teatro Sociale per la Stagione di danza 2014, lunedì 6 gennaio in programma Romeo e Giulietta.

Per la prima volta, a ventitré anni dalla sua prima rappresentazione, dopo il debutto al Silvano Toti Globe Theatre di Roma,
il Romeo e Giulietta di Massimo Moricone, torna in Italia nella stagione 2014.

Creato nel 1991 per il Northern Ballet – una tra le maggiori compagnie britanniche – lo spettacolo ha ricevuto numerosi premi tra cui The Manchester Evening News' Best New Dance Production of the Year; Dance and Dancers Best Dance Production of the Year, Royal Philharmonic Music Award; e una nomination per ilprestigioso Laurence Olivier Award. Divenuto lo spettacolo più rappresentato dalla compagnia inglese, ha totalizzato centinaia di repliche in tutto il mondo, da Londra a Lisbona, Praga, Pechino, Istanbul e Bangkok. La BBC in co-produzione con Arts&Entertainement, ne ha successivamente tratto un film per la televisione, andato in onda su BBC1 e alcuni tra i principali network televisivi internazionali, tra cui Rai Sat.

Per questo nuovo allestimento Moricone ha rielaborato la coreografia riproducendo scenograficamente lo spazio teatrale shakesperiano e ricreando attorno ai due giovani amanti non più dunque la Verona trecentesca, teatro della tragedia shakespeariana, ma atmosfere e visioni di puro richiamo elisabettiano, aiutato dai costumi disegnati da Luca Dall’Alpi, di chiara ispirazione al teatro rinascimentale inglese.

La versione che sarà a Rovigo e a Udine è messa in scena e interpretata dal Balletto del Teatro Nazionale Slovacco che ha prodotto questa nuova edizione nell’aprile 2013.

La partitura di Sergei Prokofiev diviene ideale supporto sonoro all’azione coreografica che alterna scene di cruda violenza, nelle contese tra le due famiglie nemiche, a momenti di intensa passione che trascinerà i due protagonisti al tragico epilogo.

Interpreti di eccezione, MICHELA PAOLACCI e ORAZIO DI BELLA, ormai ben noti al pubblico italiano.

Lunedì 6 gennaio 2014 ore 16
ROMEO E GIULIETTA
Balletto del Teatro Nazionale Slovacco
coreografia e regia Massimo Moricone
musiche Sergej Prokofiev
costumi Luca Dall'Alpi

Si ricorda al pubblico che il botteghino del Teatro Sociale riaprirà il 2 gennaio 2014

giovedì 12 dicembre 2013

Assessorato alla Cultura del Comune di Rovigo e Teatro Sociale
presentano
"I CONCERTI DEL ROVIGO JAZZ CLUB"
seconda parte - autunno 2013

PATRIZIA LAQUIDARA TRIO

lunedì 16 dicembre 2013 ore 21.30

Patrizia Laquidara, voce
Giancarlo Bianchetti, chitarra
Davide Garattoni, contrabbasso


Patrizia Laquidara, cantante, autrice, compositrice, e – occasionalmente - attrice. Spazia dalla canzone d'autore alla musica popolare, fino alla sperimentazione vocale. E' stata definita “Poetessa di estrazione maudit” per la sua scrittura e considerata una delle punte di diamante tra le cantanti autrici italiane. La sua voce può essere descritta come una voce di “rottura”, a tratti dolce e sinuosa altrove impetuosa e dirompente, con una capacità sbalorditiva di ammaliare e stregare. Il suo talento eccentrico l'ha portata ad esibirsi in diverse parti del mondo, dal Giappone agli Stati uniti, passando dal Marocco e il Brasile dove ha già realizzato tre tournée, l'ultima delle quali conclusasi nell'agosto 2013. Ha collaborato con alcuni dei “mostri sacri” della musica mondiale, da Ian Anderson dei Jethro Tull ad Arto Lindsay, musicista che Patrizia ha scelto come produttore artistico del suo secondo album, “Funambola”. In questo live Patrizia sorprende per la padronanza della scena sulla quale si muove, regina indiscussa, mettendo in gioco tutto il suo repertorio – da Indirizzo Portoghese alle scorribande dentro la canzone popolare e d'autore, da Funambola a composizioni non ancora incise, fino ad arrivare al repertorio de “Il Canto dell'Anguana”, album vincitore della Targa Tenco 2011 nella sezione dialettale.
Un dialogo in cui la musica entra in risonanza con la voce, potenziandone la limpidezza, la forza espressiva e la qualità emotiva. Cosi di canto in canto Patrizia innalza un elogio al desiderio femminile nelle sue molteplici forme, passando dalla sensualità al gioco, dal mistero al rito, dalla delicatezza al dramma con la naturalezza che le è propria.



INFORMAZIONI
tutti i concerti sono ad ingresso libero per i soci del Rovigo Jazz Club


TESSERE RJC - ANNO 2013
La tessera 2013 - che può essere richiesta in occasione degli eventi - consente di assistere a tutti i concerti in programma, di essere informati delle attività del RJC e di partecipare alle Assemblee dei Soci.

GOLD (sostenitore), euro 60,00
BLUE (effettivo), euro 30,00
GREEN (under 26 e allievo Conservatorio) euro 15,00
BLACK (serale), euro 8,00

Per informazioni, visita la sezione "tessere" su: www.rovigojazzclub.it


APERTURA PORTE
dalle 20.45 alle 21.10:
ingresso riservato ai soci RJC con tessera valida per l'anno 2013.
dalle 21.10 alle 21.30:
ingresso aspiranti soci e tessere serali, fino ad esaurimento posti disponibili.


Rovigo Jazz Club
Via L. Einaudi, 77/8 - 45100 Rovigo
E-mail: info@rovigojazzclub.it - Web: www.rovigojazzclub.it



"I CONCERTI DEL ROVIGO JAZZ CLUB"
sono realizzati con il contributo
della Fondazione della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo
e con il sostegno del Centro Commerciale La Fattoria, Rovigo.

Teatro Sociale di Rovigo Piazza Garibaldi n. 14 – 45100
Uffici Tel. 0425 27853 - 21734 - Fax 0425 29212
Botteghino Tel. 0425 25614 Fax 0425 423164
Web site http ://www.comune.rovigo.it/teatro
E-mail: teatrosociale@comune.rovigo.it

Sabato 14 dicembre – ore 21 – Teatro Sociale La compagnia Teatro Insieme porta in scena “Maddalena occhi di menta”

“Maddalena occhi di menta”, aprirà il Festival regionale “Enzo Duse in prima nazionale sabato 14 dicembre alle 21 al Teatro Sociale. Lo spettacolo, che vedrà la partecipazione dell’Orchestra giovanile del conservatorio “F. Venezze”, diretta da Luca Paccagnella, andrà in scena con un apposito allestimento per la regia e l'adattamento di Roberto Pinato, grazie alla collaborazione del Comune di Rovigo e al contributo della Fondazione Rovigo Cultura.
Il Festival regionale "Enzo Duse", è organizzato nel 50° anniversario della morte del drammaturgo veneto (1901-1963) da F.i.t.a. - Federazione italiana teatro amatori del Veneto, nell'ambito dell'accordo di programma fra la Regione e il Comune di Arquà Polesine, e coinvolgendo le amministrazioni comunali di Este, Mirano, Rovigo, Vigonza e Villadose, con il patrocinio di Provincia di Rovigo, Città di Venezia, Università Ca' Foscari e associazione Culturale Minelliana di Rovigo.
Il cast è composto da Gianpaolo Targa, Lisa Rossi Milani, Gilberta Zanforlin, Luca Nezzo, Marna Poletto, Lauro Stievano, Claudio Viscardini, Enrico Modica Agnello, Roberta Orlunghi, Teresa Viale e Nicola Civiero. A rendere ancora più speciale l'evento, la partecipazione dell'orchestra giovanile del conservatorio "F. Venezze" di Rovigo, che eseguirà le musiche di scena. In programma, brani di Janacek (Music for swining club), Tcaikovsky (La bella addormentata), Dudamel (Conga de fuego) e Fauré (Pavana). Le scenografie sono state realizzate dalla pittrice Laura Gioso e Roberto Pinato, i costumi da Mauro Poli. Maestro preparatore dell'orchestra Daniela Borgato.
Per Maddalena occhi di menta al Teatro Sociale i biglietti sono in vendita a 9 euro (8 i ridotti) per platea, gradinata e posto palco, e a 7 euro (6 i ridotti) per loggia e loggione. Botteghino del Teatro aperto dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 19.30, tutti i giorni escluso il lunedì; nei giorni di spettacolo apertura fino alle 22. Acquisti on-line su www.comune.rovigo.it, nello spazio dedicato al Teatro Sociale.
Informazioni sul festival nel sito www.fitaveneto.org. Un trailer dello spettacolo nel sito della compagnia www.teatroinsiemesarzano.it.

La trama.
Nella Parigi dei primi del Novecento, Pickman, consulente per signore e signorine che vogliano ritrovare la felicità, vive e lavora con il suo assistente Amleto e la sua “compagna” Olivia. La loro massima è: «La verità è una palla che finisce sempre in rete: se non ci va al primo tocco, la ci si caccia a pedate». Tra clienti e gendarmi che cercano di far luce su possibili imbrogli, arriva Maddalena - fanciulla candida e dagli occhi di menta in grado di convertire i cuori più duri – che chiede... di non essere aiutata. La madre, vecchia fiamma di Pickman e stella decaduta del teatro, vuole farla sposare al figlio di un Duca, che porta in dote tre milioni di franchi. Tra paternità probabili e improbabili, arresti per trovare la libertà e scarcerazioni che riportano in gabbia, Maddalena riuscirà a garantire un finale… inaspettato.


Comune di Rovigo, 11/12/13
Comunicato n. 572/13

Rovigo, Teatro Sociale Stagione di Prosa 2013/2014: Veronica Pivetti in Mortaccia di Giovanna Gra Immagine - mercoledì 18 dicembre 2013 ore 21

Teatro Sociale
STAGIONE DI PROSA 2013/2014
mercoledì 18 dicembre 2013 ore 21
VERONICA PIVETTI
Mortaccia
di Giovanna Gra
regia Giovanna Gra
con
quattro ballerini

Protagonista del secondo appuntamento della Stagione di Prosa del Teatro sociale di Rovigo, sarà mercoledì 18 dicembre alle 21, Veronica Pivetti con “Mortaccia” di Giovanna Gra. Uno spettacolo musicale nuovissimo e interamente originale, che riesce persino a dimostrare che la Morte può essere....simpatica!

Per molti è argomento di confine.
Per alcuni è un'ossessione, per altri un pensiero che aiuta a vivere, per gli inglesi addirittura un must.
Ma si può davvero ridere della morte?
A questa domanda prova a rispondere Mortaccia, uno spettacolo musicale dalle tinte gotiche e irriverenti con punte di comicità al confine con l'impegno, in cui Veronica Pivetti, sapientemente diretta dalla sempre originale regista Cristina Pezzoli, veste i panni di una morte moderna, dinoccolata, sarcastica e candida.


La stagione di prosa è promossa dall'assessorato alla Cultura e al Teatro, con il patrocinio della Regione Veneto e il sostegno di Asm, di Cassa di risparmio del Veneto e di Guerrato s.p.a

Biglietti e abbonamenti potranno essere acquistati presso il botteghino del Teatro tutti giorni, tranne il Lunedì, dalle ore 10.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.30. Nel giorno di spettacolo l'orario pomeridiano verrà protratto fino alle 22.30.
ABBONAMENTI 8 RECITE
platea 180,00€
palco centrale (pacchetto 4 posti) 680,00€
palco laterale (pacchetto 3 posti) 510,00€
gradinata 140,00 €
loggia 92,00€
loggione 80,00€
BIGLIETTI SINGOLI
platea 25,00 €
posto palco 25,00 €
gradinata 19,00 €
loggia 13,00 €
loggione 11,00€
Tanto per gli abbonamenti, fatta eccezione per quelli relativi al palco centrale e laterale, quanto per i singoli biglietti sono previste riduzioni dei prezzi per gli under 25 per gli over 65.
Per gli abbonamenti gli spettatori interessati potranno esercitare il diritto di prelazione pagando un supplemento di 5€ per loggia e loggione e di 8€ per le altre postazioni.
Tutte le informazioni sono comunque disponibili sul sito www.comune.rovigo.it/teatro.



Rovigo, 11/12/13
Comunicato n. 571/13

lunedì 9 dicembre 2013

Padova, "Tosca" di Giacomo Puccini chiude la Stagione Lirica di Padova 2013 al Teatro Verdi

STAGIONE LIRICA 2013
TOSCA
musica di Giacomo Puccini
Libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica

Lunedì 23 dicembre, ore 20.45
Venerdì 27 dicembre, ore 20.45

Personaggi e interpreti
Floria Tosca, celebre cantante, Susanna Branchini
Mario Cavaradossi, pittore, Andeka Gorrotxategui
Il Barone Scarpia, capo della polizia, Carlos Almaguer

Coro piccoli cantori San Bortolo diretto da Giorgio Mazzucato
Coro Li.Ve diretto da Dino Zambello
Orchestra Regionale Filarmonia Veneta
Maestro concertatore e direttore d¹orchestra FABIO MASTRANGELO
Regia, Scene, Costumi HUGO DE ANA
Ripresa di Giulio Ciabatti

coproduzione Li.Ve.


"Tosca" di Giacomo Puccini chiude la Stagione Lirica di Padova 2013 al Teatro Verdi

Dopo il successo di Lucrezia Borgia e Rigoletto, lunedì 23 e venerdì 27 dicembre, ore 20.45, come terzo ed ultimo titolo in cartellone al Teatro > Verdi, la Stagione Lirica di Padova 2013 porta in scena, Tosca di Giacomo Puccini, una delle opere più conosciute ed amate del compositore lucchese, in una coproduzione Li.Ve., tra i Teatri di Padova, Bassano e Rovigo.

Una Tosca che gioca sui colori bianco e nero, omaggio al cinema degli esordi con la regia dello spettacolo, firmata dal regista argentino Hugo de Ana, ripresa dal regista triestino Giulio Ciabatti.
L¹Opera, tratta dal dramma omonimo di Victorien Sardou, venne rappresentata per la prima volta a Roma, al Teatro Costanzi, il 14 gennaio 1900 e vede il suo momento culminante e più atteso dal pubblico, nelle parole "Vissi d'arte, vissi d'amore", pronunciate da Tosca nella famosissima aria del secondo atto. Esse racchiudono tutta l'essenza dell¹opera e della protagonista, un¹eroina forte e passionale, vittima della sua eccessiva gelosia, disposta a tutto pur di difendere e proteggere l'uomo che ama, che arriva all'estremo sacrificio, buttandosi da Castel Sant'Angelo, a causa della disperazione per la perdita del proprio amato.
Per questa messa in scena è stato scelto un cast d¹eccezione dal profilo internazionale. Nel ruolo di Tosca, Susanna Branchini, soprano dal timbro elegante e dalla seducente presenza scenica, nei panni del pittore Cavaradossi il tenore basco Andeka Gorrotxategui; Scarpia, personaggio della stirpe di Jago, è interpretato da baritono messicano Carlos Almaguer, che ritorna a Padova dopo il successo dello scorso anno nel Nabucco.. Completano la compagnia il basso Paolo Battaglia (Angelotti), il baritono Domenico Colaianni (il sagrestano), il tenore Luca Casalin (Spoletta), il basso
> Enrico Rinaldo (Sciarrone), il baritono Victor Garcia Sierra (un carceriere) e Simone Stocchero nel ruolo del pastorello.
L'orchestra Regionale Filarmonia Veneta sarà diretta Fabio Mastrangelo.
Il Coro Li.Ve diretto dal maestro Dino Zambello affiancato dal Coro piccoli cantori San Bortolo diretto da Giorgio Mazzucato.
La Stagione Lirica è promossa dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Padova e realizzata grazie al Ministero per i Beni e le Attività Culturali, con il sostegno della Regione Veneto, e con il contributo della Fondazione Antonveneta.

Info:
Biglietteria Teatro Verdi: tel. 049/87770213
Comune di Padova - Settore Attività Culturali - Servizio Manifestazioni
tel. 049 8205611/5623 - 388 3085379
http//padovacultura.padovanet.it
cultura@comune.padova.it

domenica 8 dicembre 2013

Teatro Sociale Sagione di Prosa 2013/2014: Martedì 10 dicembre 2013 Laura Morante in "The Country" di Martin Crimp

Teatro Sociale
STAGIONE DI PROSA 2013/2014
Teatro Stabile dell'Umbria, Fondazione Brunello Cucinelli e Nuovo Teatro
MARTEDI'10 DICEMBRE 2013
Laura Morante in
The Country
di Martin Crimp
Traduzione Alessandra Serra
Regia Roberto Andò
con Gigio Alberti e Stefania Ugomari di Blas
scene e luci Gianni Carluccio
costumi Agata Cannizzaro

Si alza il sipario sulla nuova Stagione di Prosa del Teatro Sociale di Rovigo, che prenderà il via martedì 10 dicembre alle 21 con una prestigiosa interprete del cinema e del teatro italiano, Laura Morante, in The Country di Martin Crimp.
La stagione di prosa è promossa dall'assessorato alla Cultura e al Teatro, con il patrocinio della Regione Veneto e il sostegno di Asm, di Cassa di risparmio del Veneto e di Guerrato s.p.a
Martin Crimp è considerato uno dei più interessanti drammaturghi contemporanei. Con grande controllo e intelligenza teatrale offre una visione critica della società postmoderna geniale e convincente.
“Leggendo The Country, dapprima nella bella traduzione di Alessandra Serra, poi nell'originale inglese – scrive Andò nelle note di regia- ho avuto conferma della grandezza di questo autore, dotato di una scrittura magistrale.
Biglietti e abbonamenti potranno essere acquistati presso il botteghino del Teatro tutti giorni, tranne il Lunedì, dalle ore 10.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.30. Nel giorno di spettacolo l'orario pomeridiano verrà protratto fino alle 22.30.
ABBONAMENTI 8 RECITE
platea 180,00€
palco centrale (pacchetto 4 posti) 680,00€
palco laterale (pacchetto 3 posti) 510,00€
gradinata 140,00 €
loggia 92,00€
loggione 80,00€
BIGLIETTI SINGOLI
platea 25,00 €
posto palco 25,00 €
gradinata 19,00 €
loggia 13,00 €
loggione 11,00€
Tanto per gli abbonamenti, fatta eccezione per quelli relativi al palco centrale e laterale, quanto per i singoli biglietti sono previste riduzioni dei prezzi per gli under 25 per gli over 65.
Per gli abbonamenti gli spettatori interessati potranno esercitare il diritto di prelazione pagando un supplemento di 5€ per loggia e loggione e di 8€ per le altre postazioni.
Tutte le informazioni sono comunque disponibili sul sito www.comune.rovigo.it/teatro.

Comune di Rovigo, 04/12/13
Comunicato n. 558/13

Seconda settimana di iniziative dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Rovigo

In occasione della XIX Settimana dei Beni Culturali in Polesine, dopo la presentazione del libro “Di passaggio. Tracce di viaggiatori in Polesine da Dante ad Herbert” raccontato da Sergio Garbato e disegnato da Gabbris Ferrari e la visita guidata gratuita al Teatro, ecco le iniziative dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Rovigo al Museo dei Grandi Fiumi ed al Teatro Sociale:

Sabato 7 Dicembre 2013, ore 16.00
ROVIGO - Museo dei Grandi Fiumi, Piazzale San Bartolomeo 18
"Dai Romani al Medioevo - Viaggio interattivo attraverso la storia"
Visita guidata tematica con laboratorio per bambini e ragazzi (dai 6 ai 13 anni).
In collaborazione con CeDi - Turismo & Cultura
Biglietto d'ingresso 2 € - Visita guidata gratuita
Per informazioni: tel. 0425 21530 / cedi@turismocultura.it - museograndifiumi@comune.rovigo.it

Domenica 8 Dicembre 2013, ore 16.00
ROVIGO - Museo dei Grandi Fiumi, Piazzale San Bartolomeo 18
"Dall'età del Bronzo all'età del Ferro. Vita quotidiana nell'Antico Polesine"
Visita guidata tematica al Museo dei Grandi Fiumi.
In collaborazione con CeDi – Turismo & Cultura
Biglietto d'ingresso 2 € - Visita guidata gratuita
Per informazioni: tel. 0425 21530 / cedi@turismocultura.it - museograndifiumi@comune.rovigo.it

Venerdì 13 Dicembre 2013, ore 17.30
ROVIGO - Museo dei Grandi Fiumi, Piazzale San Bartolomeo 18
“Taste the Past, il cervo nell'antico Polesine”. Visita interattiva tematica, simulazione di
archeologia sperimentale e degustazione
In collaborazione con Cultour Active e bar osteria “Al Morin”
Per informazioni: tel. 0425 25077 - cell. 347 9254809 - segreteria@cultouractive.com

Sabato 14 Dicembre 2013, ore 10.30
ROVIGO - Palazzo della Gran Guardia, Piazza Vittorio Emanuele II
Presentazione rivista semestrale "Ventaglio novanta" a cura di Lino Segantin
Per informazioni: tel. 0425 206705 - nuccia.venuto@comune.rovigo.it

Sabato 14 Dicembre 2013, ore 11.15
ROVIGO - Teatro Sociale, Piazza Garibaldi 14
Visita guidata gratuita al Teatro Sociale, a cura di Milena Dolcetto.
Per informazioni: tel. 0425 206712 - milena.dolcetto@comune.rovigo.it

Sabato 14 Dicembre 2013, ore 15.45
ROVIGO - Museo dei Grandi Fiumi - Piazzale San Bartolomeo, 18
Accoglienza dei visitatori nel Chiostro del Monastero e visita animata al Museo
con i giovani CTG “Latin Lovers”, a cura di CeDi - Turismo & Cultura
Biglietto d'ingresso 2 € - Visita guidata gratuita
Per informazioni: tel. 0425 21530 / cedi@turismocultura.it
Per motivi organizzativi è obbligatoria la prenotazione


**

Per info:
Teatro Sociale di Rovigo Piazza Garibaldi n. 14 – 45100
Uffici Tel. 0425 27853 - 21734 - Fax 0425 29212
Botteghino Tel. 0425 25614 Fax 0425 423164
Web site http ://www.comune.rovigo.it/teatro
E-mail: teatrosociale@comune.rovigo.it

venerdì 6 dicembre 2013

Il Teatro Sociale apre le sue porte L'assessorato alla Cultura organizza visite guidate gratuite

Nell'ambito della XIX Settimana dei Beni culturali in Polesine l'assessorato alla Cultura ha organizzato per sabato 7 dicembre alle 11.15, una visita guidata gratuita della durata di un'ora all'interno del Teatro Sociale, per far conoscere più da vicino la storia di questo prestigioso contenitore culturale, che ogni anno ospita meravigliosi spettacoli.
La storia del teatro cittadino è iniziata nel 1816, con la costituzione della Società del Teatro, che ha scelto come area più adatta alla costruzione del nuovo stabile, quella in cui sino al 1809 si ergeva il convento di S. Maria dei battuti, demolito per volontà di Napoleone. La stesura del progetto fu affidata al molto apprezzato ingegnere rodigino Sante Baseggio.
Il sipario si è alzato per la prima volta la sera del 3 Marzo 1819 con "L'ombra di Fetonte, ossia l'omaggio della riconoscenza rodigina" di Sante Campioni, in occasione della visita in città di Francesco I d'Asburgo. L'inaugurazione ufficiale si è tenuta il 26 aprile 1819 con "Adelaide di Borgogna" di Pietro Generali.
Quello che vediamo oggi non è il teatro costruito da Baseggio, in quanto un incendio lo ha distrutto nella notte tra il 21 e 22 gennaio 1902. Il nuovo progetto interno è stato elaborato dall'ingegnere padovano Daniele Donghi che ha deciso di mantenere la parte anteriore del precedente teatro, rimasta quasi indenne. Grazie alla decorazione di Giovanni Vianello, semplice, elegante ed ottenuta per la maggior parte con tecniche pittoriche, il teatro rodigino è stato tra i primi in Veneto ad adottare i canoni dello stile liberty.
L’inaugurazione della nuova sede è avvenuta il 12 ottobre 1904 con “Iris” diretta dal compositore Pietro Mascagni.
Ripresa l'attività, il Teatro di Rovigo ha saputo tenere sempre alto il prestigio, pur affrontando momenti di grave crisi. Sicuro motivo di vanto è l'aver tenuto a battesimo due dei maggiori cantanti del secolo scorso, Beniamino Gigli e Renata Tebaldi.
Il Teatro Sociale è stato rilevato dall'amministrazione comunale, che dal 1964, tramite l'assessorato alla Cultura, si occupa direttamente della gestione. Nel 1967 è stato riconosciuto “Teatro lirico di tradizione" e oggi ospita seguitissime stagioni liriche, di danza, di prosa, concertistica, un cartellone jazz e numerose iniziative di spettacolo per giovani.
La seconda visita guidata è in programma per sabato 14 dicembre sempre alle 11.15.
Le visite guidate al Teatro Sociale sono a cura di Milena Dolcetto, per informazioni tel. 0425/206712 – milena.dolcetto@comune.rovigo.it

Comune di Rovigo, 05/12/13
Comunicato n. 561/13

mercoledì 4 dicembre 2013

Sabato 14 dicembre – ore 21 – Teatro Sociale “Maddalena occhi di menta” Il Festival Enzo Duse apre con una prima nazionale

La compagnia Teatro Insieme di Sarzano, con la commedia “Maddalena occhi di menta” in prima nazionale, aprirà ufficialmente il festival regionale “Enzo Duse”. Lo spettacolo, che vedrà la partecipazione dell’Orchestra giovanile del conservatorio “F. Venezze”, diretta da Luca Paccagnella, andrà in scena sabato 14 dicembre alle 21 al Teatro Sociale, con un apposito allestimento per la regia e l'adattamento di Roberto Pinato, grazie alla collaborazione del Comune di Rovigo e al contributo della Fondazione Rovigo Cultura.
Il Festival regionale "Enzo Duse", è organizzato nel 50° anniversario della morte del drammaturgo veneto (1901-1963) da F.i.t.a. - Federazione italiana teatro amatori del Veneto, nell'ambito dell'accordo di programma fra la Regione e il Comune di Arquà Polesine, e coinvolgendo le amministrazioni comunali di Este, Mirano, Rovigo, Vigonza e Villadose, con il patrocinio di Provincia di Rovigo, Città di Venezia, Università Ca' Foscari e associazione Culturale Minelliana di Rovigo.
Il cast è composto da Gianpaolo Targa, Lisa Rossi Milani, Gilberta Zanforlin, Luca Nezzo, Marna Poletto, Lauro Stievano, Claudio Viscardini, Enrico Modica Agnello, Roberta Orlunghi, Teresa Viale e Nicola Civiero. A rendere ancora più speciale l'evento, la partecipazione dell'orchestra giovanile del conservatorio "F. Venezze" di Rovigo, che eseguirà le musiche di scena. In programma, brani di Janacek (Music for swining club), Tcaikovsky (La bella addormentata), Dudamel (Conga de fuego) e Fauré (Pavana). Le scenografie sono state realizzate dalla pittrice Laura Gioso e Roberto Pinato, i costumi da Mauro Poli, che ha utilizzato tessuti in shantung con un colore per ogni personaggio, a parte quello della protagonista, molto bello ma normale, come ha spiegato il regista Pinato, che non ha, giustamente, voluto svelare il finale a sorpresa dello spettacolo. Maestro preparatore dell'orchestra Daniela Borgato.
“Siamo orgogliosi – ha detto l’assessore alla Cultura Anna Paola Nezzo, affiancata dalla figlia di Duse, Manuela -, di partecipare a questo festival, che contribuisce a tramandare, attraverso i nostri personaggi, la storia e l’identità della nostra terra”.
Soddisfazione anche da Mauro Dalla Villa di Fita Veneto. “Il cartellone del festival comprende una buona parte di recite di Duse attualmente nel repertorio delle compagnie Fita, ma alcune sono state prodotte appositamente , tra queste vi è “Maddalena occhi di menta”. Una commedia mai rappresentata che viene proposta in un allestimento studiato per il Teatro Sociale. Auspichiamo trovi il favore del pubblico e della critica”.
Un festival in onore di Duse, ha aggiunto il critico e giornalista Sergio Garbato, è una testimonianza di amore per un autore che si è sempre sentito in credito di amore con la vita”.
Nell'ambito delle celebrazioni per il cinquantenario della morte di Duse si è già svolto, lo scorso ottobre a Rovigo, un importante convegno di studi. L'associazione Minelliana, inoltre, ha pubblicato, come ha ricordato il presidente Mario Cavriani, la riedizione delle sue Commedie venete, a cura di Piermario Vescovo, docente dell'Università Ca' Foscari di Venezia, opera che sarà presentata mercoledì 11 dicembre alle 17.30 in Accademia dei Concordi.
Per Maddalena occhi di menta al Teatro Sociale i biglietti sono in vendita a 9 euro (8 i ridotti) per platea, gradinata e posto palco, e a 7 euro (6 i ridotti) per loggia e loggione. Botteghino del Teatro aperto dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 19.30, tutti i giorni escluso il lunedì; nei giorni di spettacolo apertura fino alle 22. Acquisti on-line su www.comune.rovigo.it, nello spazio dedicato al Teatro Sociale.
Informazioni sul festival nel sito www.fitaveneto.org. Un trailer dello spettacolo nel sito della compagnia www.teatroinsiemesarzano.it.

La trama.
Nella Parigi dei primi del Novecento, Pickman, consulente per signore e signorine che vogliano ritrovare la felicità, vive e lavora con il suo assistente Amleto e la sua “compagna” Olivia. La loro massima è: «La verità è una palla che finisce sempre in rete: se non ci va al primo tocco, la ci si caccia a pedate». Tra clienti e gendarmi che cercano di far luce su possibili imbrogli, arriva Maddalena - fanciulla candida e dagli occhi di menta in grado di convertire i cuori più duri – che chiede... di non essere aiutata. La madre, vecchia fiamma di Pickman e stella decaduta del teatro, vuole farla sposare al figlio di un Duca, che porta in dote tre milioni di franchi. Tra paternità probabili e improbabili, arresti per trovare la libertà e scarcerazioni che riportano in gabbia, Maddalena riuscirà a garantire un finale… inaspettato.


Comune di Rovigo, 03/12/13
Comunicato n. 556/13

venerdì 29 novembre 2013

Rovigo, per la Stagione di Prosa 2013/2014 prosegue la vendita degli abbonamenti

Il Teatro Sociale informa che al botteghino prosegue la vendita degli abbonamenti della stagione di Prosa 2013/2014. Dal 3 dicembre prossimo partirà la vendita dei biglietti singoli.
Il botteghino è aperto con i seguenti orari: 10.00/12.30 – 16.00/19.30 (Lunedì chiuso ); 10.00/12.30 – 16.00/22.00 giorno di spettacolo. Tel. 0425/25614.

Di seguito il calendario
Calendario Stagione di Prosa 2013-2014 Teatro Sociale di Rovigo

martedì 10 dicembre - ore 21
LAURA MORANTE
THE COUNTRY di MARTIN CRIMP regia ROBERTO ANDÒ

mercoledì 18 dicembre ore 21
VERONICA PIVETTI
MORTACCIA di GIOVANNA GRA regia GIOVANNA GRA

venerdì 17 gennaio ore 21
COMPAGNIA JURIJ FERRINI
LA LOCANDIERA di CARLO GOLDONI regia JURIJ FERRINI

mercoledì 29 gennaio ore 21
SERGIO RUBINI e MICHELE PLACIDO
ZIO VANJA di ANTON ?ECHOV regia MARCO BELLOCCHIO

venerdì 07 marzo ore 21
ALESSANDRO BENVENUTI
NINO FORMICOLA
TUTTO SHAKESPEARE IN 90 MINUTI di ADAM LONG, DANIEL SINGER e JESS WINFIELD regia ALESSANDRO BENVENUTI

lunedì 31 marzo ore 21
MAURIZIO CASAGRANDE
TOSCA D'AQUINO
PRIGIONIERO DELLA SECONDA STRADA di NEIL SIMON regia GIOVANNI ANFUSO

lunedì 14 aprile ore 21
UMBERTO ORSINI
IL GIUOCO DELLE PARTI di LUIGI PIRANDELLO regia ROBERTO VALERIO

mercoledì 23 aprile ore 21
KATIA RICCIARELLI
ALTRO DI ME... di MAURIZIO COSTANZO e ENRICO VAIME regia MARCO MATTOLINI


Comune di Rovigo, 27/11/13
Comunicato n. 543/13

giovedì 28 novembre 2013

1 dicembre al Teatro Comunale di Trecenta (RO) CERCASI EREDE è il nuovo appuntamento della rassegna di PROSA


Prosegue la stagione del Comunale "Ferruccio Martini" organizzata dal Comune di Trecenta e Fondazione Aida. L'appuntamento è domenica 1 dicembre (ore 21.00) con la compagnia "I 7 moli – ars et bonum" in Cercasi erede – commedia brillante di Luciano Lunghi, giovane ed apprezzato autore, che ha elaborato una drammaturgia nel solco della tradizione locale.

Quattro nipoti, giovani, avidi, annoiati, si contendono l'eredità di famiglia: un vecchio castello… "con annessi e connessi". Gli annessi: un'anziana Contessa con badante; I connessi: due astuti fantasmi alla ricerca del miglior candidato non solo di erede del castello, ma anche del patrimonio familiare fatto di valori immobili e morali. Tra passato e attualità, la scelta pilotata dagli spiriti va nella linea della continuità e premia l'entusiasmo che solo la passione dà.

ARS ET BONUM, la prima compagnia mista di Polesella nasce nel 1957. Nel 1975 il gruppo si rinnova e cambia il proprio nome in "GRUPPO TEATRALE "i 7 moli"-ARS ET BONUM" in omaggio alle tradizioni rivierasche (i moli fungono da frangiflutti contro l'erosione dell'acqua del Po e, prima dell'alluvione del 1951, Polesella ne aveva ben sette). Vastissima la programmazione; da ricordare, su tutte: "Due dozzine di rose scarlatte" di De Benedetti; "El rospo" e "El boteghin dei sogni" di Wulten fino alla commedia "Queste nostre metà" di Enzo Duse con la quale il gruppo ha raggiunto l'ottimizzazione delle scelte di regia, scenografia e recitazione. Il "1° laboratorio teatrale" di Polesella del 2004 è lo stimolo per la messa in scena del lavoro teatrale "Doppio misto" di Patrizio Gottardo (pseudonimo dello stesso regista Massimo Mazzetti) a cui segue la commedia "Cercasi erede" di Luciano Lunghi.



Teatro Comunale di Trecenta
piazza Garibaldi - 45027 Trecenta (RO)
Ufficio Cultura-Biblioteca tel. 0425 701089

Fondazione Aida
tel. 045 8001471-045 595284 - fax 045 8009850 e-mail:  fondazione@f-aida.it -  www.fondazioneaida.it-   www.facebook.com/fondazioneaida

Ufficio Stampa // Fondazione Aida
Monica Fattorelli - Tel. 045 8001471-045 595284 Fax 045 8009100






giovedì 7 novembre 2013

Stagione Lirica Teatro Sociale di Rovigo: dal 13 Novembre in scena "Il Matrimonio segreto: dramma giocoso in due atti"

1769156.jpgStagione Lirica Teatro Sociale

mercoledì 13 novembre 2013 ore 16.00 teatroragazzi
venerdì 15 novembre 2013 ore 20.30 turno A
domenica 17 novembre 2013 ore 16.00 turno B


Il Matrimonio segreto - dramma giocoso in due atti

musica di Domenico Cimarosa
libretto di Giovanni Bertati


Personaggi     Interpreti
Signor Geronimo    Fabrizio Beggi
Elisetta      Giulia Semenzato
Carolina     Dorela Cela
Fidalma      Loriana Castellano
Conte Robinson     Andrea Zaupa
Paolino      Filippo Adami

Maestro concertatore
e direttore d’orchestra    Damiano Binetti
Regia      Italo Nunziata
Scene e costumi    Pasquale Grossi
Light designer     Patrick Latronica

 

 

Orchestra Regionale Filarmonia Veneta
Coproduzione del Teatro Sociale di Rovigo, del Teatro Comunale di Ferrara e del Teatro Comunale di Treviso Mario del Monaco
Concorso Toti Dal Monte edizione 2012

 

La Stagione Lirica e di Balletto del Teatro Sociale di Rovigo prosegue con “Matrimonio Segreto”, di Domenico Cimarosa, in scena venerdì 15 novembre alle 20.30 e in replica domenica 17 novembre alle 16.
La prima rappresentazione risale al 7 febbraio 1792 al Teatro di Corte di Vienna.

L’opera verrà presentata giovedì 14 novembre alle 18 in Accademia dei Concordi, a cura dell’Associazione
Amici del Teatro Sociale di Rovigo “Miranda Bergamo Berton”. Relatore Sergio Garbato

 

 

Felicità e Commedia
nel Matrimonio segreto
di Sergio Garbato
Les jours de bonheur, vous préfèrerez Cimarosa; dans les moments de tristesse, Mozart aura l’avantage.
Stendhal
Quando, la sera del 7 febbraio 1792, all’Hofoper di Vienna, andò trionfalmente in scena Il Matrimonio segreto, Mozart era già morto sia pure da appena due mesi e l’opera comica italiana aveva ormai esaurito la sua eccezionale vitalità.
Il «Matrimonio segreto», dunque, arrivava a giochi fatti, nel momento in cui restava posto solo all’epigonismo
e allo stanco perdurare di moduli e schemi fin troppo collaudati. Era il frutto tardivo di una stagione lentamente consumata nel serrato avvicendarsi di titoli e nomi che, nel volgere degli anni, avevano segnato il trionfo europeo di un genere. Un genere che, peraltro, era stato già trasformato, visto che Mozart aveva felicemente trasceso ogni dato iniziale, facendo imboccare alla commedia buffa la strada tanto più ardua dell’ approfondimento psicologico e drammatico, rimandando, nella inquietante densità di significati, a più complessi e rivelatori rapporti con la realtà.
Il miracolo del Matrimonio segreto è proprio la sua capacità di tener conto e ignorare al tempo stesso questi fatti, compendiando così la parabola di un secolo e perpetuandone gusto e stile, ma anche caricandosi impercettibilmente delle luci sinistre del suo tramonto.
Una purezza che non viene mai incrinata dall’imitazione o dalla preveggenza.
Questo forse perchè Il Matrimonio segreto nasceva proprio quando la Rivoluzione francese metteva tutto in discussione e le corti d’Europa si attardavano a rimpiangere un tempo che mai più avrebbe potuto essere «ritrovato».
In questa prospettiva, il capolavoro di Cimarosa assumeanche, ma dall’esterno, un valore emblematico.
Quel soffermarsi, per un momento, al di là della storia, a riguardare indietro, con la coscienza però che quella pausa è già essa stessa illusione. Si risistemano in questo modo le irrinunciabili tessere di un difficile mosaico, prescindendo dalle occasioni e dalla quotidianità, ritrovando nella perfezione del capolavoro tutto il senso e il percorso dell’opera comica settecentesca. Senza però forzare verso nuove direzioni e neppure aggiungendo postumi significati, al punto, insomma, che Il Matrimonio segreto è l’elegante rappresentazione dello stile di tutto un secolo, l’approdo ultimo di una vicenda musicale che qui trova la sua assolutezza.
Ce lo assicura, più ancora della attenta ammirazione di Goethe, l’estrema suggestione stendhaliana, che fu una vera e propria iniziazione alla musica: «La musica mi è piaciuta per la prima volta a Novara, qualche giorno prima della battaglia di Marengo. Andai a teatro, davano Il Matrimonio segreto». Scoperta fatale che segnò, lo possiamo dire, tutto un destino umano e letterario. E ancora la felicità della scoperta di Stendhal è il ponte che mancava per congiungere l’inquieto tramonto del secolo con i fermenti romantici già dietro alla porta: «Credo ch’e l amor mio per Cimarosa vienne di ciò ch’elli fa nascere delle sensationi pareilles a quello che desidero di far nascere un giorno. Quel misto d’allegria e di tenerezza del Matrimonio è affatto congeniale con me» (osservazioni scritte in un italiano un po’ balordo e sgrammaticato in una pagina di diario del 30 settembre 1812 a Mosca). L’origine del soggetto, così come le varie elaborazioni che seguirono, denuncia, oltre all’indubbio cosmopolitismo (al punto che il libretto non ebbe mai bisogno di particolari adattamenti con la diffusione europea dell’opera), la tensione verso la sintesi e il superamento degli sparsi e contraddittori frammenti del gusto settecentesco.
Si tratta del Marriage à la mode, sulfureo e straordinario ciclo pittorico, sei stampe e sei dipinti, eseguito intorno al 1745 dal grande William Hogart (allo stesso artista si richiameranno, due secoli più tardi, Auden e Strawinskij per The Rake’s Progress). Ciclo che, nel presentare le tristi conseguenze di un matrimonio di interesse, aveva ispirato, oltre a un anonimo poemetto e un romanzo politico (The Marriage Act del 1754 di John Shebbeare), la brillante e celebrata commedia di David Garrick e George Colman senior, The Clandestine Marriage (1766), nel cui prologo si rende omaggio, appunto, al pittore.
La fortunata commedia di Garrick e Colman sr. Trovò derivazioni in Francia e altrove, finendo per diventare
Sophie ou le mariage caché (1768) di Marie Jeanne Laboras de Mezières meglio nota come Madame Riccoboni e, successivamente, ventidue anni dopo, Le mariage clandestin di J. A. Pierre vicomte de Ségur.
Da questi tre lavori teatrali (ma la fonte diretta è molto probabilmente l’ultimo), Giovanni Bertati desunse il libretto per Cimarosa. Se, a tutta prima, il soggetto, nel Matrimonio segreto, appare piuttosto edulcorato rispetto alle sue origini figurative, va anche detto che le tinte rosee non attenuano del tutto la luce del lontano modello. Ma, piuttosto che il tema del matrimonio clandestino o alla moda, Bertati coglie l’indubbia teatralità di rappresentare, assieme alla vicenda che non può che essere commedia, un ambiente, un gusto, un atteggiamento. E, in questo senso, è particolarmente puntuale l’osservazione di Francesco Degrada che «nella storia della librettistica settecentesca, questa reticolare interconnessione tra le singole opere drammatiche, e il loro stretto rapporto con il teatro di prosa e con le vicende della cultura del tempo, ampiamente intesa, produce intorno ad un determinato nucleo drammatico una stratificazione di motivi, una
ricchezza di contenuti che la musica ha buon gioco a rilevare». Al punto, nel caso del Matrimonio segreto, che il soggetto e la sua affermazione finiscono per essere dimenticati e condensati, sublimati, nell’opera, quasi fossero nati con e per essa.
Nessun intendimento, naturalmente, in Bertati e in Cimarosa, di compendiare, attraverso un soggetto e la sua traduzione in lavoro drammatico e musicale, una vicenda che aveva trovato più di un riscontro, e tanto meno il proprio tempo o un atteggiamento morale. Ma il risultato è poi quello, grazie, forse e paradossalmente, a una sorta di amoralità nel trattamento, proprio sulla soglia ultima del secolo rappresentato.
Così, Il Matrimonio segreto resta, in definitiva, lavoro autonomo da quello che lo muove e che rappresenta, miracolo di equilibrio e poesia, di sentimento e cinismo.
Il librettista, Giovanni Bertati, veneziano di terra ferma, alternativa a Da Ponte, poeta cesareo nella corte che già aveva ospitato Metastasio, consegna, con Il Matrimonio segreto, il suo capolavoro letterario (eppure con Cimarosa aveva già collaborato in più di una occasione Il capriccio drammatico nel 1781, Gli amanti alla prova nel 1786 e, in seguito, Amor rende sagace nel 1793).
Capolavoro, si badi, non tanto di finezza linguistica e letteraria, quanto di totale disponibilità a essere messo in musica, già rivelando un possibile (ed effettivo) rapporto con il secolo seguente. Così, nella costruzione di una commedia di modi indubitabilmente settecenteschi, già si indovinano termini diversi e anticipatori, che verranno ripresi negli anni a venire. «Costanti stilistiche – scrive Franca Cella-modulano con misura i vezzi del Settecento e li rendono accettabili all’Ottocento, anzi ricorrenti, senza più altro riferimento che quello musicabile».
Quelle nozze, celebrate già prima dell’apertura del sipario, danno un taglio diverso alla situazione, addirittura
la determinano, spostando l’interesse dal matrimonio, che dovrebbe alla fine coronare le ansie degli innamorati, agli espedienti per poterlo esplicitare e farlo diventare socialmente reale. Da qui, i contrasti e i molti equivoci.
Il dato fondamentale diventa allora l’ignoranza da parte di tutti di quel matrimonio già avvenuto. Ecco che, all’interno della commedia, ogni fatto e ogni sentimento si spostano dal proprio centro verso altre direzioni: il conte Robinson non vuole più sposare Elisetta, ma Carolina che crede libera; Fidalma moltiplica le sue attenzioni per Paolino e comincia a far progetti; Elisetta vuole invece togliere di mezzo la sorella presunta rivale; e ancora Geronimo ha modo di lusingare con altri calcoli la propria avarizia. Insomma, proprio a causa dell’ignoranza del dato iniziale, ogni cosa viene interpretata e spinta diversamente dal suo reale consistere. Per un attimo si dà libero accesso all’irrompere della vita, come se niente fosse successo, come se i giochi non fossero già fatti, lasciando che le possibilità si moltiplichino, le direzioni divergano, mentre il destino scopre una nuova disponibilità.
Non è soltanto l’elegante e settecentesca commedia degli equivoci, anche se il modo di proporsi non è poi mutato, prospettandosi addirittura non dissimile, non fosse che si svolge fra quattro pareti, dal romanzo inglese del tempo che, per altri versi, aveva caratterizzato il secolo.
È lo spirito che cambia. Nel Matrimonio segreto, infatti, traversie ed equivoci servono soprattutto a illuminare
caratteri e psicologie, a dare maggior vigore, almeno per quanto riguarda i protagonisti, alla “comédie larmoyante” che si avvia verso la sua definitiva acquisizione borghese.
Colpisce soprattutto la gratuità dell’azione, visto che le nozze già avvenute non si potranno certo cancellare e comunque verranno a galla, prima o poi, per far rientrare la realtà nei suoi previsti binari. E ancora, i pretesti e gli equivoci, le traversie e le incomprensioni non sono, come in Mozart e Da Ponte, modi di rimandare a una complessità di sentimenti che ripropone le profondità dell’essere. In Cimarosa e Bertati, invece, il cuore non ha misteri, tutto è abbastanza prevedibile, la leggerezza degli intenti e dei colori dà alle cose un anormale sorriso, scioglie tutto nella delicatezza di un acquerello. L’opera vuole essere immediatamente e completamente fruibile: un pretesto per la musica.
In altri tempi, si è voluto insistere su uno stretto rapporto tra Il Matrimonio segreto e una presunta matrice mozartiana, quasi uno scambio fra i due. Ed è indubitabile che qualcosa ci sia stato (Mozart aveva composto l’aria per soprano «Alma grande e nobil core» da inserire ne I due baroni di Rocca Azzurra del 1789; Cimarosa, dal canto suo, aveva inserito nel Matrimonio segreto il rondò «Al desio di chi t’adora» che Mozart aveva aggiunto alle Nozze di Figaro, per non dire della citazione, nell’ouverture, dei tre famigerati accordi del Flauto magico), anche se poi non risulta che Cimarosa, durante il suo primo soggiorno viennese del 1787, abbia assistito alla rappresentazione delle Nozze di Figaro e del Don Giovanni. Già Eduard Hanslick aveva indicato i termini corretti di un rapporto:
«Per quanto poco il Figaro di Mozart e il Matrimonio segreto di Cimarosa derivano l’uno dall’altro, tuttavia fra
loro vi è una sorta di matrimonio segreto» e meglio ancora, in tempi più recenti, il citato Francesco Degrada, dopo aver rilevato che «Il Matrimonio segreto rivela insieme a innegabili punti di contatto stridenti estraneità rispetto alla matrice mozartiana», osservava che la diversità consiste soprattutto nel fatto che «la musica di Cimarosa e segnatamente nel Matrimonio segreto, sembra scoraggiare ogni sguardo che oltrepassi la puntuale empiria delle situazioni consegnate dal libretto; essa apre un mondo di pura, dolcissima euritmia per chiuderlo immediatamente nel cerchio magico del suo incanto».
È proprio la qualità particolare della musica cimarosiana che dà al Matrimonio segreto quella invincibile attitudine verso un sentimentalismo sostanziale e tangibile (una qualità fisica), quello stesso che l’indispensabile Stendhal colse immediatamente e pose come esperienza fondamentale per la musica del suo e di ogni tempo.
Tanto più che Cimarosa, sicuramente il maggiore rappresentante dell’opera buffa napoletana della seconda
metà del Settecento, rappresenta l’anello mancante tra Mozart e Rossini. E in filigrana già si può cogliere non poco della Cenerentola del pesarese, che sarebbe arrivata venticinque anni dopo: la famiglia incoerente, personaggi come Dandini (che ritrova, pari pari, in «E adesso e adesso prendo fiato», una frase del conte cimarosiano «E rimango dolente e sconsolato») e Don Magnifico e le due sorelle, il gusto per le onomatopee che sono poi una autentica fuga dalla realtà e un sintomo di quella follia che caratterizzerà l’opera rossiniana. Nel Matrimonio segreto, però, la musica volteggia anche pericolosamente, ma non esce mai dalla strada tracciata, perché i personaggi sanno benissimo che non possono scavalcare i limiti dell’azione e del ruolo che è stato loro assegnato. Alla fine, infatti, si deve ristabilire quell’ordine che era stato provvisoriamente spezzato con una serie di colpi di scena che avevano spinto la situazione di ogni personaggio verso il parossismo.
A ben guardare, molto si gioca sulla tradizionale simmetria dell’insieme: sei personaggi equamente suddivisi in tre uomini e tre donne e secondo due fasce d’età che coincidono con le voci gravi (i vecchi Geronimo,
Fidalma e il Conte Robinson) e quelle più acute (i giovani Paolino, Carolina ed Elisetta). Ecco, dunque, il basso comico Geronimo che una mezza sordità rincitrullisce e che ripropone il vecchio beffato della Commedia dell’arte e della tradizione dell’opera buffa napoletana, ma anche veneziana; gli fanno riscontro la sorella Fidalma, contralto, vedova che smania di risposarsi e il Conte Robinson, basso, l’aristocratico squattrinato rappresentante di una aristocrazia in declino, che la Rivoluzione francese stava cancellando dalla storia e che, con Geronimo, nell’irresistibile duetto comico «Se fiato in corpo avete», sembra presagire una celebre pagina del donizettiano Don Pasquale. Ma ecco, anche, il tenore Paolino, il classico giovane amoroso, velleitario e smarrito, non diversamente dal Don Ottavio mozartiano, tormentato dalla clandestinità
del suo matrimonio e al tempo stesso dai pericolosi approcci del Conte verso la sua segreta sposa, così che la sua aria «Prima che spunti in ciel l’aurora» si può intendere come un malizioso anticipo del romanticismo donizettiano e più ancora del belcanto rossiniano; è però Carolina, soprano e figlia minore di Geronimo, l’eroina incontrastata dell’opera, già prefigurando la Cenerentola rossiniana che con lei condividerà l’acuta sensibilità e la nobiltà dei sentimenti, che traspaiono nella grande e perfetta aria «Perdonate, signor mio» e ancora nel magnifico e patetico recitativo che sottilmente si trasforma in un’aria «Misera!... In qual contrasto»; infine, Elisetta, soprano, sorella maggiore di Carolina, mossa da una acredine e da una fatuità che diventano vera durezza di cuore che non esita a consigliare per Carolina la strada del convento.
Agli spunti del soggetto e del libretto Cimarosa ha saputo, ogni volta, far corrispondere situazioni musicali adeguate e caratterizzanti, tutto costruendo su una libera invenzione melodica, che finisce per creare nuovi riscontri e una più sottile trama strutturale.
«La melodia ha le sue esigenze di forma, - scrive Paolo Gallarati - si estende in ampie simmetrie, raggiunge
la quadratura attraverso ordinate ripetizioni, clausole, ampie spaziature interne. Difficile utilizzarla per
seguire l’incalzare di un’azione in chiave realistica...
Quella di Cimarosa è una cantabilità che non rinuncia mai ad espandersi in lunghezza, circolando tra le voci
e l’orchestra in dolci, meravigliosi arabeschi. Risultato: il dramma rallenta il suo passo, il canto si abbandona
a fluviali ripetizioni di parole, già ridotte al minimo da Mozart, per dar modo alla melodia di avvolgere tutto nelle sue ideali corrispondenze».
La spontaneità e la assoluta libertà creativa, eredità naturale dell’opera buffa napoletana, qui diventano inesauribile ricchezza melodica, che dà sobrio colore alle emozioni, sfumando continuamente dal comico al patetico e viceversa, tratteggiando con finezza le psicologie. Ogni convenzionalità viene bandita nell’invenzione, nel gioco di rispondenze, riportandoci soprattutto il ritratto di un mondo sentimentale, in cui gli affetti non si incrinano che per un momento. È fin troppo facile, allora, parlare di grazia, eleganza, fresco languore. Tutte caratteristiche, è vero, che furono proprie di Cimarosa e che certo non mancano nel Matrimonio segreto, ma che vengono immerse in una costruzione di grande sapienza compositiva e di attenta libertà formale, dove la sensibilità timbrica fa la sua parte.
«Nell’incontro dialogante fra i caratteri onde scaturiscono le scene d’assieme - ha notato Teodoro Celli - in cui è miracolo l’unità pur nella continua specificazione delle persone, riconosciamo il più grande valore del Matrimonio. Ma su tanta giocondità di commedia, trema il melanconico palpito degli sposi segreti, quell’accento patetico che fa di Carolina e Paolino persone presaghe dell’imminente stagione romantica. Ascoltate Paolino nell’ultimo atto proporre alla sua donna di fuggire, con la frase carezzevole e struggente: “Pria che spunti in ciel l’aurora...”: riconoscerete nella sua la voce di tanti personaggi che il successivo melodramma ci donerà, via via nel secolo seguente, fino a chiudersi con l’incantevole amore degli adolescenti Fenton e Nannetta del Falstaff verdiano».
Ma probabilmente, Il Matrimonio segreto va visto e gustato al di là delle sue implicazioni, nella sola luce della poesia. Prova ne sia il successo che sempre l’ha accompagnato, fin da quella sera del suo debutto a Vienna, quando l’imperatore Leopoldo II, alla fine della recita, chiese subito una replica immediata.

 

Comune di Rovigo, 31/10/2013 

Comunicato n. 509/13

Pubblicato il 04/11/13

Rovigo, Martedì 12 novembre al Ridotto del Teatro Sociale il regista Italo Nunziata spiega il “suo” Matrimonio Segreto

1769163.jpgIl regista di “Matrimonio Segreto” incontra il pubblico in due eventi speciali. In occasione del prossimo appuntamento con la Stagione Lirica e di Balletto del Teatro Sociale di Rovigo che, venerdì 15 novembre alle 20.30, vede in scena “Matrimonio Segreto”, di Domenico Cimarosa, l’assessorato alla Cultura ha organizzato degli incontri con il regista Italo Nunziata. Si tratta di occasioni speciali per poter ascoltare e apprendere l’opera, attraverso la visione del suo supervisore. Nunziata darà infatti, la sua versione dell’opera bozzetti alla mano. Una proposta di sicuro interesse sia per i ragazzi che per il pubblico appassionato di lirica.

Gli incontri si terranno martedì 12 novembre al Ridotto del Teatro Sociale,  alle 11 per le scuole e alle 18 per il pubblico.

 

Comune di Rovigo, 05/11/2013 

Comunicato n. 510/13

Al Teatro Comunale di Trecenta (RO) il 9 e il 10 novembre in scena "Qualcuno di troppo" e "La Bella Addormentata"

qualcuno_t1.jpgDoppio appuntamento questa settimana al Teatro Comunale di Trecenta (RO) per la stagione 2013/2014.

Si ispira a Sister Act e A qualcuno piace caldo la commedia musicale Qualcuno di troppo (Dive si nasce, suore si diventa) del 9 novembre 2013. Seguirà domenica 10 novembre la Bella Addormentata, spettacolo per le famiglie. 

Si ispira a Sister Act e A qualcuno piace caldo la commedia musicale Qualcuno di troppo (Dive si nasce, suore si diventa) del 9 novembre 2013 in programma al Teatro Comunale “F. Martini” di Trecenta per la stagione organizzata dal Comune e Fondazione Aida. Un irriverente commedia musicale, accompagnata da note musicali e canzoni eseguite dal vivo, prodotta dalla Compagnia dell’Arca per la regia di Valerio Bufacchi e liriche di Gilberto Lamacchi.

qualcuno_t_2.jpgDal palco di un locale notturno, due uomini che sbarcano il lunario travestendosi da showgirl si trovano inaspettatamente coinvolti in un’implicata faccenda di malaffare. Costretti a fuggire dai sicari, si ritrovano in un austero convento travestite da suore ispettrici. Spettacolo adatto per tutte le età e divertimento assicurato tra le situazioni, canti, balli e colpi di scena di questo animato Convento dove QUALCUNO è veramente DI TROPPO!

labellaaddormentata2.jpgA seguire, domenica 10 novembre secondo appuntamento con la rassegna “Famiglie a teatro” sempre al Comunale di Trecenta (RO). Alle ore 16.00 la compagnia TIEFFEU porta in scena La Bella Addormentata per la regia di Mario Mirabassi. Lo spettacolo ripropone la fiaba conosciuta da tutti nella versione raccolta e trascritta dai Grimm e da Perrault, mettendo in scena raffinate marionette di grandi dimensioni, in un contesto scenografico di grande impatto visivo, realizzato con particolari meccanismi che danno luogo a trasformazioni “magiche” a vista. L’interazione tra attori e figure e le intromissioni nella storia, consentono una fluidità dell’azione scenica a vantaggio di una penetrante partecipazione emotiva del pubblico.

Informazioni
Teatro Comunale di Trecenta: piazza Garibaldi – 45027 Trecenta (RO).      
Ufficio cultura-biblioteca tel. 0425/701089.

Biglietti:

PROSA: 10/8 euro

FAMIGLIE A TEATRO: 5/4 euro    


 

 

 

giovedì 24 ottobre 2013

Padova, 2N.est presenta RUHEVOLL di Massimo Scrignòli e Nina Nasilli

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2N.est

NINA NASILLI

11 ottobre  – 10 novembre 2013

Galleria Cavour – piazza Cavour

 

presenta

 

RUHEVOLL

di Massimo Scrignòli e Nina Nasilli

(ed. Pulcinoelefante)

mercoledì 30 ottobre  ore 18

Galleria Cavour – piazza Cavour

INGRESSO LIBERO

 

In occasione della personale 2N.est di Nina Nasilli - che per successo di critica e pubblico sarà prorogata fino al 16 novembre 2013 - inserita nel contenitore RAM organizzato dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Padova e curata da Barbara Codogno, mercoledì 30 ottobre 2013 alle ore 18.00 si potrà assistere a un evento suggestivo e coinvolgente, in cui la parola della poesia si coniuga con l’eloquenza dell’arte visiva nell’incontro tra l’una e l’altra con la musica. A Gustav Mahler è infatti dedicato il raffinato libro d’artista, contenente versi di Massimo Scrignòli e disegni di Nina Nasilli, che verrà presentato in anteprima nazionale a Padova.

Questa preziosa plaquette, in soli 33 esemplari, è composta con caratteri mobili, stampata e rilegata a mano su carta prodotta in Germania con un procedimento che ha origini nel ‘700 e viene cucita e confezionata singolarmente a mano per volontà di Alberto Casiraghy che ogni anno dedica al magico “costruttore di cattedrali sinfoniche” la pubblicazione di uno dei suoi famosi pulcinielefante.

Sarà proprio questo personaggio poliedrico - scrittore, poeta, violinista, liutaio, pittore, tipografo, nonché fondatore della casa editrice "Pulcinoelefante" - a raccontare la sua passione per Mahler, la sua difesa della stampa tipografica e, insieme a Massimo Scrignòli (poeta tra i piú significativi della sua generazione, vincitore tra l’altro del Festival Nazionale di Poesia “San Pellegrino”, premio fondato da Salvatore Quasimodo) e a Nina Nasilli, a conversare di poesia, musica e arte col pubblico presente.

Gli appassionati di Gustav Mahler, geniale musicista a cavaliere tra Ottocento e Novecento sanno bene che il contatto con i suoi Lieder e con le sue Sinfonie equivale a un vero e proprio “contagio” che in alcuni porta a una malattia inguaribile: “il morbo di Mahler”, come ama sottolineare il grande critico musicale Quirino Principe.

Il sodalizio tra Massimo Scrignòli  e Alberto Casiraghy è iniziato piú di venti anni fa. Insieme hanno realizzato 14 libri d’arte, molti dedicati naturalmente a Mahler. In questi ultimi anni, con l’incontro sul filo dell’arte e della poesia con Nina Nasilli, la collaborazione si è allargata. Per le edizioni “pulcinoelefante”, dal 2011 a oggi sono nati tre “pulcini” dedicati a Mahler con versi di Massimo Scrignòli e disegni di Nina Nasilli: “Ewig, Mahler”, “Il dono caduto”,  e il nuovo  “Ruhevoll”.

“Ruhevoll” (letteralmente “calma piena”), è uno dei termini usati da Mahler per indicare il tempo e la scansione di alcuni movimenti/adagi di sue sinfonie. Non è certamente un caso che una della grandi tavole della mostra di Nina Nasilli si intitoli appunto “Adagio (Ruhevoll)”. E anche il ciclo “Nido dentro”, sempre visibile in mostra, è formato da piccole carte analoghe, per dimensioni, tecnica e “ispirazione”, a quelle che sono contenute nel libro d’arte.

A circondare con le giuste atmosfere l’eccezionalità di questo pomeriggio d’arte, poesia e musica saranno la voce del soprano Cristina Miatello e le melodie del pianoforte  suonato da Marina D’Ambroso: insieme infatti eseguiranno dal vivo sette Lieder di Mahler, con testi dello stesso Mahler, del poeta Ruckert, e dal ciclo di canzoni popolari “Das Knaben Wunderhorn”.

Alberto Casiraghy parlerà dell’arte della stampa, della sua passione divisa tra Mahler e Alda Merini;  Massimo Scrignòli leggerà e “racconterà” i propri versi, e Nina Nasilli leggerà “Die zwei blauen Augen von meinem Schatz” (I due occhi azzurri del mio tesoro), testo di uno dei Lieder che saranno eseguiti.

 

 

I protagonisti della serata:

 

Alberto Casiraghi, in arte “Casiraghy”, è un artista poliedrico: scrittore, poeta, musicista, liutaio, pittore, nonché fondatore a Osnago (Lecco) della singolare casa editrice “Pulcinoelefante”. Un personaggio speciale, fuori dagli schemi, difensore e custode dell'arte tipografica. I primi testi delle Edizioni Pulcinoelefante risalgono al 1982 e da allora la casa ha pubblicato piú di 9.000 opere di autori di tutto il mondo, classici e contemporanei. Queste edizioni, caratterizzate dal piccolo formato, sono uniche ed originali grazie alla loro preziosa fattura artigianale: i testi sono composti con caratteri mobili in piombo (una tecnica “antica” che in Italia è ormai praticata da pochissimi maestri tipografi), per essere impressi con una vecchia macchina da stampa che Casiraghy ha “salvato” dalla rottamazione. Si utilizza esclusivamente carta Hahnemühle (una carta pregiatissima che si produce in Germania dal 1600). Nascono cosí plaquettes d’arte di poche pagine cucite a mano, con aforismi, poesie, pensieri di scrittori, poeti e personaggi del mondo della cultura, e arricchite da un'incisione o una piccola opera originale realizzata da artisti italiani e stranieri. Generalmente le tirature sono intorno alle trenta copie. Ciascuno dei “librini” (come li definisce lo stesso Casiraghy) diviene un'opera d'arte a sé stante. Le edizioni del Pulcinoelefante sono ormai un’icona dell’editoria d’arte e sono state e continuano ad essere esposte nei principali musei, gallerie e istituti di cultura di tutto il mondo. Ci sono poeti e artisti in “lista di attesa” da qualche anno … perché Casiraghy stampa, o meglio “sforna”, un libro al giorno, come si fa con il pane, tanto che il prestigioso editore Vanni Scheiwiller, che lo ammirava moltissimo e aveva voluto realizzare un catalogo generale delle opere del Pulcinoelefante, lo aveva affettuosamente definito “il panettiere degli editori”. Grande appassionato della musica di Gustav Mahler, ogni anno Casiraghy dedica al compositore boemo un “pulcino” con la complicità di poeti e artisti, come lui, “mahleriani”.

 

Massimo Scrignòli, nato nel 1953, vive in provincia di Ferrara, sulle rive del Po. Lavora nell’editoria e nel 1987 ha fondato la casa editrice Book Editore, che tuttora dirige, con la quale si occupa prevalentemente di poesia e saggistica a carattere universitario, ed è oggi considerata una delle piú impegnate tra le piccole editrici di qualità. Ha curato la versione e l’introduzione critica dei racconti di Franz Kafka contenuti in Relazione per un’accademia e altri racconti (Book Editore, 1997). Ha collaborato con molti prestigiosi artisti, tra cui Concetto Pozzati, Enrico Baj, Davide Benati, Mirta Carroli, Nina Nasilli, Agostino Bonalumi, per la realizzazione di volumi e cartelle d’arte. Suoi testi sono stati tradotti in inglese, croato, portoghese e spagnolo; tra i suoi libri di poesia ricordiamo: Notiziario tendenzioso (prefazione di Giovanni Raboni, 1979); Libro d’acqua (postfazione di Silvio Ramat, 1994; Lesa maestà (Marsilio, 2005) e Vista sull’Angelo (Book Editore, 2009). Già finalista al Premio “Viareggio” e vincitore del Festival Nazionale di Poesia “San Pellegrino”, nel 2004 e nel 2006 è stato chiamato a rappresentare l’Italia all’International Poetry Festival Croatia di Zagabria-Zara. Colpito in giovane età dal “morbo di Mahler” … (cosí definisce Quirino Principe gli amanti incondizionati del grande musicista, al quale Scrignòli ha anche dedicato nel 1997 il poemetto Buio bianco, Edizioni del Buio di Luna), il suo sodalizio con il Pulcinoelefante è iniziato ormai una ventina di anni fa, ed ha portato alla realizzazione di quattordici libri d’arte con varî artisti, tra cui cinque dedicati appunto a Gustav Mahler.

 

Nina Nasilli, pittrice e poetessa, irrequieta enfant-prodige della nostra poesia contemporanea (aveva sette anni quando le sue prime liriche furono notate dalla Società Dante Alighieri, che ne patrocinò la divulgazione), Nina Nasilli è un’artista completa nella cui opera il tratto eloquente è sempre contrassegnato da un fascinoso dialogo tra linea, colore, pensiero e parola poetante. Di significativa importanza è stato per lei l’incontro  negli Anni ’90 con Ottiero Ottieri, scrittore tra i piú raffinati del Novecento, con il quale ha mantenuto un intenso rapporto umano e intellettuale fino alla morte dello scrittore. Dal 2002 la poesia di Nasilli ottiene riconoscimenti, premi letterari e significative menzioni in tutta Italia, e nel 2006 pubblica il suo primo libro di poesia Imperfezioni Moleste (Giraldi editore). Nel contempo prosegue intensamente la sua attività artistica, che sfocia in due importanti personali: “SegniUrgenti” (Chioggia) e “Imperfezioni Moleste” (Venezia, Scuola Grande di San Giovanni Evangelista); tiene mostre in varie città italiane e capitali europee, e nel 2007 interviene all’esibizione To call to mind nella Sezione Contemporary Art della 52a Biennale d’Arte di Venezia. Nel 2008 espone in alcune città negli Stati Uniti e tiene un’importante personale organizzata dal Comune di Ferrara a “Casa Ariosto”.

Questo lungo e fecondo periodo culmina con la pubblicazione del volume d’arte So che sei bella, anima mia! (Il Prato editore) e dei libri di poesia: Imperfezioni moleste. E oltre (Il Prato editore); Tra-dis-co (trame di disprezzo coerente e licantropo, dedicato ad Ottieri, Book Editore); Oasi criptate (con Margerita Gadenz e Patrizia Garofalo, Edizioni Il Foglio Letterario), Parabola d’amore (Racconto in versi per il teatro pensando a Marina C. e Rainer Maria R. nell’anno del fato 1926, Book Editore). Con il Pulcinoelefante ha già realizzato tre libri d’arte, di cui due dedicati a Mahler.

 

Cristina Miatello si è affermata sulla scena internazionale come una delle più apprezzate interpretii del repertorio barocco e cameristico.

Ha collaborato stabilmente con i più prestigiosi Ensemble di Musica Antica, quali Dedalus, Aurora, Ensemble Concerto, Concerto Italiano, esibendosi per i maggiori Enti ed Associazioni Concertistiche: Fondazione Gulbenkian di Lisbona, il Teatro Colon di Buenos Ayres, l’Arena di Verona, la Freundgesellschaft di Vienna e molti altri.

Ospite dei principali Festival Musicali europei (Utrecht, Barcellona, Daroca, Munster, Avignon, Toulose, ecc.) ha effettuato varie tournée in Germania, Giappone, Bolivia e Argentina.           

Ha registrato più volte per emittenti radiotelevisive di tutta Europa ed ha una ampia discografia, che le ha valso vari premi della critica europea.

Nel 2003 ha fondato l'Ensemble Vocale Veneto, con cui elabora programmi dedicati al madrigale italiano.

Insegna Canto rinascimentale e barocco nei Conservatori di Venezia e Verona.

 

Marina D’Ambroso. Il Lied è la passione del viandante solitario; ma per cantarlo bisogna essere in due. Premiata come miglior pianista al Concorso Internazionale di Lied “Walter Gruner” di Londra (unica interprete italiana a ottenere questo riconoscimento), Marina D’Ambroso ha collaborato con numerosi cantanti della scena internazionale, tra cui Lucia Valentini Terrani, Leo Nucci, Lorna Windsor, Leonardo De Lisi, Nuccia Focile. Ha tenuto concerti per società musicali italiane e straniere (Società del Quartetto di Milano, GOG di Genova, Amici della Musica di Perugia e di Padova, Bratislav Cantans Festival, Cracovia Philharmonic, Autunno Musicale di Santander, London City Art Trust). Per la Nuova Fonit Cetra ha inciso musiche di Malipiero, Ullmann e Hartmann in collaborazione con Athestis Chorus; per Vocalia, melodie delle sorelle Lili e Nadia Boulanger. Insegna al Conservatorio “Pollini” di Padova.

 

Info:

 

2N.est personale di Nina Nasilli

Padova, Galleria Cavour, piazza Cavour, 12 ottobre  – 10 novembre 2013

Inaugurazione: venerdì 11 ottobre 2013 ore 17.30

Conferenza stampa con  preview per la stampa: venerdì 11 ottobre 2013 alle ore 11.00, Galleria Cavour, piazza Cavour, Padova.

Mostra promossa dal Comune di Padova, Assessorato alla Cultura, Settore Attività Culturali

Direzione della mostra: Mirella Cisotto Nalon

Cura della mostra: Barbara Codogno

Ingresso libero

Orario mostra: da martedì a domenica 10:00-13:00 / 15:00-19:00, chiuso il lunedì.

 

Per info: Comune di Padova – Settore Attività Culturali

Tel. 049 8204547– bertolinl@comune.padova.it

 

http://padovacultura.padovanet.it