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Visualizzazione post con etichetta Tra Ville e Giardini. Mostra tutti i post
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lunedì 10 agosto 2015

Davanti alla secolare chiesa di San Basilio doppio appuntamento per due anniversari. Fra Grande guerra e Liberazione il ricordo si articola con musiche d'epoca e parole


Un doppio anniversario celebrato con un doppio appuntamento. Sul sagrato della splendida pieve di San Basilio martedì 11 agosto, a partire dalle 21.30, saranno riportate in vita atmosfere e suggestioni delle due guerre mondiali. 

Il tenore Leonardo De Lisi e Marina D'Ambrosio al piano, infatti, proporranno “Musiche e souvenirs della Belle Epoque” in ricordo della Grande Guerra a cento anni dall'entrata dell'Italia nel conflitto che ha segnato drammaticamente la storia dell'Europa. Atmosfere malinconiche e notturne del liberty musicale e alcuni passaggi tratti da fugaci colonne sonore, come quadri di un’esposizione di quei primi decenni del “secolo breve”, saranno revocati da Marina D’Ambroso, che, formatasi alla scuola di grandi liederisti, ha collaborato con numerosi cantanti della scena internazionale ed è stata premiata come miglior pianista al Concorso Internazionale di Lied “Walter Gruner” di Londra, e da Leonardo De Lisi, allievo di grandi maestri e vincitore di prestigiosi concorsi internazionali, è uno dei più eclettici interpreti italiani del repertorio vocale da camera, con una carriera ormai trentennale.

Ma davanti alla facciata della piccola chiesa dal grande incanto, che sorge sulle dune fossili del Delta del Po da 15 secoli, si ricorderanno anche altre pagine della nostra storia, quelle della guerra di Liberazione, conclusasi 70 anni fa, attraverso un reading pensato per raccontare ai giovani di oggi i sogni, le speranze e gli ideali dei giovani di ieri, che hanno lottato per creare un Paese fatto di persone libere e uguali nei diritti e nei doveri. “The Beat of Freedom” di e con Marta Cuscunà, tratto dal libro “Io sono l'ultimo. Lettere di partigiani italiani” a cura di Giacomo Papi, Stefano Faure ed Andrea Liparoto, parla di uguaglianza, di libertà e lotta per i diritti, in un racconto corale per i ragazzi e le ragazze di oggi, sul sogno rock di un Paese di persone ed uguali nei diritti. Il reading nasce dal desiderio di raccogliere il testimone e portarlo avanti e di evidenziare che i partigiani, prima di tutto, erano giovani: si innamoravano, scoprivano di avere paura e coraggio. La libertà era nei monti, per la prima volta riuscivano a sentirla e picchiava nella testa.

Fra musica, teatro, danza e idee, cultura, territorio, ambiente e turismo, Tra Ville e Giardini, anche in questa 16esima edizione offre un caleidoscopio di emozioni attraverso il Polesine, promossa e sostenuta dalla Provincia di Rovigo, finanziato dalla Regione Veneto, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e dalla Camera di Commercio di Rovigo, ed è organizzata in collaborazione con Ente Rovigo Festival ed i Comuni di Adria, Ariano nel Polesine, Badia Polesine, Canda, Ceneselli, Ceregnano, Ficarolo, Fratta Polesine, Lendinara, Polesella, Porto Tolle, Rovigo, San Martino di Venezze, Trecenta.

domenica 9 agosto 2015

Stefano Benni a Badia con i suoi cinque crudeli, ironici e folli racconti sull'amore. Nel Giardino dell'Abate appuntamento anche coi Saperi e Sapori della maître De Prà

Nel Giardino dell'Abate, lunedì 10 agosto si rincorreranno strani personaggi. Sono i protagonisti surreali ma non troppo dei “5 racconti sull'amore”, il reading che vedrà protagonista Stefano Benni, scrittore, giornalista, sceneggiatore, poeta e drammaturgo italiano e la sua fine ironia nel dodicesimo appuntamento in cartellone per Tra Ville e Giardini.

Comunicatore d’eccellenza, Stefano Benni da anni riempie piazze e teatri con i suoi arguti reading. Sollecitazioni letterarie, curiosità dei nostri tempi, protagonisti della storia: questi alcuni degli ingredienti universali che Benni racconta ogni sera al pubblico nelle sue appassionate ed appassionanti letture. Per questo spettacolo, che si terrà all'interno della splendida Abbazia della Vangadizza, con il suo carico austero di arte e storia, Stefano Benni ha scelto, tra i tanti che ha scritto, cinque racconti sull'amore crudeli, comici, folli. Le tante facce della favola che seduce e illude tutti, dai romantici ai cinici. Un amore dolce e motorizzato tra due teppistelli di periferia, una gara di tradimenti di una mostruosa coppia borghese, la mitica isola di Amikinontamanonamikitama, un vecchio nostalgico che ricorda un antico amore, uno strano incontro tra sconosciuti su un ponte. E poi una sexy cappuccetto rosso rapper e altre poesie.

La serata badiese si aprirà alle 21 con il terzo ed ultimo appuntamento dell'itinerario tematico Saperi e Sapori, che vedrà come protagonista la maître del Ristorante Dolada, la più longeva Stella Michelin italiana, conservata ininterrottamente dal 1970 fino ad oggi. Figlia dello chef Enzo De Prà, anima del Dolada, e sorella di Riccardo, apprezzato chef che oggi si divide tra la cucina del ristorante di famiglia di Plois D’Alpago e quello aperto a Londra e che è stato scelto da George Clooney per curare il suo banchetto di nozze, con la sua grande esperienza Benedetta De Prà proporrà un itinerario alla scoperta della della cultura gastronomica che caratterizza la cucina e la tradizione veneta.

Il percorso tematico Saperi e Sapori, il cui simbolo è una tavola imbandita, pensato in occasione dell'Expo di Milano, è possibile grazie al sostegno di alcune importanti realtà del territorio polesano: l'azienda agricola La Lumaca polesana, che si occupa dell'allevamento di chiocciole da gastronomia a ciclo integrato completo; l'Agriturismo Corte Carezzabella della storica azienda agricola Il frutteto di San Martino, con colture ortofrutticole e vitivinicole; la Biscopan di Badia Polesine famosa soprattutto per il suo pan biscotto; l'Abafoods, sempre di Badia, che si occupa di produzione e confezionamento di bevande vegetali e succhi di frutta bio; l'Industria dolciaria Borsari, che affonda le radici nella tradizione per produrre panettoni, pandori, colombe e snack di ogni tipo.

sabato 8 agosto 2015

Una lettura intima e sensuale nel cuore verde di Adria dei mostri sacri della musica. Ai Giardini Zen un viaggio attraverso le emozioni sonore con Onorato e Godano

Lou Reed, Radiohead, Neil Young, Nick Cave & The Bad Seeds, Johnny Cash, Depeche Mode sono indubbiamente dei mostri sacri della musica internazionale. Se poi a riproporre i loro capolavori sono due artisti indiscussi come Cristiano Godano e Giancarlo Onorato ecco che un'ora e mezzo di concerto si trasforma in un'ora e mezzo di magia allo stato puro. E magica è stata infatti l'atmosfera che si respirava ieri sera, 7 luglio, nella splendida cornice dei Giardini Zen di Adria, dove è avvenuto l'incantesimo dello spettacolo “Ex Live”.

Dopo il saluto del sindaco di Adria Massimo Barbujani e del direttore artistico Claudio Ronda, mentre in città prendeva le mosse la notte bianca del “Venerdì d'estate”, sul retro del Teatro Comunale, immersi nel delizioso angolo verde nel cuore della città etrusca, Cristiano Godano, carismatico leader dei Marlene Kuntz, e Giancarlo Onorato, ex Underground Life, accompagnati da Meg Russo alle tastiere, da Guido Maria Grillo, voce, chitarra percussioni, e da Federico Fenucci al basso, hanno dato vita ad una serata rock intensa, intima e a tratti sensuale, che definire “concerto” è certamente riduttivo.

Sì, perché il loro excursus musicale è stato in realtà un vero e proprio viaggio. Un viaggio che, come ha spiegato Giancarlo Onorato dal palco, prende le mosse dal libro “Ex. Semi di musica vivifica”, scritto dallo stesso Onorato (da cui il titolo dell'evento “Ex Live”). “E' la storia di un ragazzo che vive i suoi 18 anni nel '77, che viaggia contromano, si perde, si lascia andare e trova come filo conduttore della sua ricerca di bellezza la musica e le opere dei grandi artisti – ha sottolineato Onorato - Una storia che noi raccontiamo attraverso le canzoni che interpretiamo in modo libero ma anche umile”.

Il viaggio nella storia di “Ex” è partito quindi dai brani di Giancarlo Onorato, conosciuti in particolare dai più raffinati intenditori, come “Androide Mirna” e “Tutto il niente”, poi si è aperto alle “perle” dei Marlene Kuntz eseguite da Cristiano Godano, come “Notte”, “Musa” e “La canzone che scrivo per te” alternate ad alcuni brani tratti dal libro e recitati da Onorato.

Infine grande spazio ai classici arrangiati in chiave soft ma non privi di impennate acustiche attraverso i quali Godano e Onorato hanno raccontato al pubblico un po' di se stessi, dei propri gusti e della propria formazione: da “The ship song” di Nick Cave a “Break the silence” dei Depeche Mode, dal Neil Young di “Out on the week end” al Lou Reed di “Perfect day”, “Satellite of love”, “Venus in furs” e “Sunday morning” passando per “Nude” dei Radiohead e “Hurt” di Johnny Cash riproposta anche dai Nine Inch Nails. Doppio il bis concesso dagli artisti ad un pubblico plaudente e completamente in balia delle suggestioni che hanno saputo regalare.

venerdì 7 agosto 2015

Onorato e Godano ad Adria con “Ex Live” ripercorrono la storia della musica. Ai Giardini Zen un concerto che offre una lettura emozionante per suoni e parole

Saranno i Giardini Zen ad accogliere domani sera, venerdì 7 agosto, a partire dalle 21.30, per l'undicesima tappa di Tra Ville e Giardini, il concerto che vedrà Giancarlo Onorato, musicista, pittore e scrittore, ex Underground Life (band di culto della scena new wave italiana degli anni Ottanta) dividere la scena con Cristiano Godano leader storico dei Marlene Kuntz, una delle realtà più rappresentative dell'alternative rock italiano.

“Ex Live”, questo il nome del progetto musicale, prende le mosse dalla pubblicazione del libro “Ex. Semi di musica vivifica” (Ed. VoloLibero/Nda) di Onorato, un'opera a metà fra romanzo di formazione e saggio musicale, che racconta un percorso di crescita attraverso la potenza miracolosa di canzoni che hanno segnato e rispecchiato il tempo. 

Il filo conduttore è proprio la lettura di estratti dal libro, con le canzoni citate, oltre a quelle dello stesso Onorato ed a quelle dei Marlene Kunz anche una serie di brani di autori del rock mondiale (Lou Reed, The Velvet Underground, Beck, Nick Cave), che prendono magicamente forma e sostanza nell'interpretazione scarna e “live”, appunto, di Onorato e Godano, con un concerto che si trasforma dunque in un viaggio di conoscenza attraverso la spina dorsale della musica più emozionale e viscerale di sempre. 

Il tutto è giocato sull’intesa e sulle affinità di due protagonisti della musica rock italiana, offrendo uno scenario sonoro per un concerto vibrante e intenso, che coinvolge tutti e che offre una traccia per la lettura emozionante di un periodo musicale che è anche la storia di una generazione.

Il biglietto unico ha il costo di 5 euro. Tra Ville e Giardini è organizzato grazie al contributo della Fondazione Cariparo, della Regione Veneto e della Camera di Commercio, in collaborazione fra Ente Rovigo Festival, Provincia di Rovigo ed i Comuni di Adria, Ariano nel Polesine, Badia Polesine, Canda, Ceneselli, Ceregnano, Ficarolo, Fratta Polesine, Lendinara, Polesella, Porto Tolle, Rovigo, San Martino di Venezze, Trecenta.

martedì 4 agosto 2015

Nella Sacca di Scardovari appuntamento fra musica e sapori con Diodato e Raspelli. Antipasto con il re dei critici gastronomici prima dell'esibizione del giovane talento

Un appuntamento doppio per palati fini in uno dei luoghi più particolari e suggestivi del Polesine: mercoledì 5 agosto, a partire dalle 21, Tra Ville e Giardini farà tappa infatti nella Sacca di Scardovari, cuore pulsante del Delta Del Po. Nello spazio antistante al ristorante Marina 70, affacciato sulla laguna dove il fiume muta la sua forma prima di abbracciare il mare, si terrà infatti il concerto di uno dei cantanti più promettenti della scena italiana, Antonio Diodato, noto semplicemente come Diodato.

Seguendo il filo della valorizzazione degli artisti emergenti, costante di questa edizione di Tra Ville e Giardini, l'appuntamento è nel segno della musica italiana di qualità attraverso un interprete che ha nelle sue corde la valorizzazione e la rilettura di grandi brani del passato. La sua convincente e personale versione di “Amore che vieni amore che vai”, scelta da Daniele Luchetti per la colonna sonora del suo nuovo film “Anni felici”, ne è un esempio concreto, che gli è valso il  Premio Fabrizio D’Andrè 2014. E' quello l'anno della sua consacrazione, con la vittoria del premio Mtv Award per la categoria Best New Generation, ma soprattutto con la partecipazione al 64esimo Festival di Sanremo, nella categoria Nuove proposte con la canzone “Babilonia”. Le splendide esibizioni al Teatro Ariston lo portano al secondo posto nella classifica generale della sezione ed al primo posto nella classifica della giuria di qualità, presieduta dal regista Paolo Virzì, ma soprattutto lo fanno scoprire a Fabio Fazio che lo vuole come ospite fisso della trasmissione televisiva “Che tempo che fa”, con le apparizioni in chiusura di ogni puntata, nelle quali reinterpreta in un solo minuto alcuni capolavori della musica italiana facendo emergere tutto il suo talento in chiave acustica, voce e chitarra. 

“A Ritrovar Bellezza” è il disco con cui Diodato omaggia i grandi autori e compositori italiani che, a cavallo degli anni ‘60, hanno reso grande la musica italiana nel mondo e saranno proprio i brani estratti da questo album, il “piatto forte” del concerto che Diodato terrà, affacciato sulla Sacca di Scardovari, accompagnato da Duilio Galioto alle tastiere, Daniele Fiaschi alla chitarra elettrica, Danilo Bigioni al basso elettrico, Alessandro Pizzonia alla batteria.

Ma l'appuntamento portotollese offre un'altra succulenta sorpresa, con la seconda tappa del percorso tematico Saperi e Sapori, dedicato al cibo e pensato in occasione di Expo, che si articolerà in una conversazione sulla cultura del cibo con il re dei giornalisti gastronomici, Edoardo Raspelli, figura conosciuta dal grande pubblico in virtù del suo essere stato un precursore della cucina “raccontata” in televisione e del suo sconfinato talento come critico.

Con il suo palato sopraffino ed il suo essere al tempo stesso bonario ma severo, Raspelli è senza ombra di dubbio una delle figure più rappresentative dall'arte della narrazione enogastronomica e la cornice offerta dalla Sacca di Scardovari, sospesa tra terra e mare, ricca di suggestioni sia dal punto di vista paesaggistico che da quello culinario, visto che è la laguna dove maggiormente si concentra l'attività di coltivazione di vongole e cozze.

Il simbolo di “Saperi e sapori” è una tavola imbandita, "luogo" dove la forma e la sostanza coincidono, per sollecitare il gusto, stimolare la conoscenza, godere della bellezza, elemento visivo e vetrina del percorso tematico sulla quale saranno disposte alcune eccellenze agroalimentari del territorio. Un importante contributo a Saperi e Sapori è dato da un nutrito gruppo di sostenitori: l'Agriturismo Corte Carezzabella della storica azienda agricola Il frutteto di San Martino, con colture ortofrutticole e vitivinicole; la Biscopan di Badia Polesine famosa soprattutto per il suo pan biscotto; l'Abafoods, sempre di Badia, che si occupa di produzione e confezionamento di bevande vegetali e succhi di frutta bio; l'Industria dolciaria Borsari, che affonda le radici nella tradizione per produrre panettoni, pandori, colombe e snack di ogni tipo; il ristorante Marina 70, perla della ristorazione del Delta del Po; il Consorzio cooperative pescatori del Polesine, una delle maggiori realtà europee nell’allevamento e commercializzazione dei mitili a partire dalla Cozza a denominazione di origine protetta

L'omaggio a Gabbris Ferrari fa pulsare con la sua arte sognante il cuore della città. Il ricordo si fa festa e spettacolo aprendo tre finestre su un mondo onirico e giocoso

Non è stato un colpo di scena, di quelli che amava particolarmente, perché non era un mistero che Gabbris Ferrari, uomo di arte e cultura quasi “rinascimentale”, abbia seminato tanto e sia stato amato ed apprezzato sia professionalmente che umanamente. 
Ma vedere così tanti fra attori, ballerini, musicisti, cantanti, registi, tecnici e semplici “spettatori”, stringersi in un ricordo affettuoso e quasi festoso a chi ha dato loro tanto, è stato comunque emozionante. 
Ed è la più viva testimonianza del segno forte e profondo che Ferrari ha lasciato in eredità.

Quella di ieri, infatti, non è stata una serata come tutte le altre, proprio perché quanti hanno partecipato avevano un livello di coinvolgimento che andava ben al di là della rappresentazione. E l'atmosfera magica, quasi sospesa, che si è respirata nelle tre “stanze” in cui si è articolata la giornata-evento“Le stanze del Teatro”, è stata degna di uno dei suoi migliori allestimenti, uno di quelli in cui nulla era lasciato al caso ed in cui anche il minimo dettaglio contribuiva allo spettacolo. Tanti hanno partecipato in prima persona alla festa artistica nel segno di Gabbris, a cominciare dalla figlia Camilla, che si è spesa anima e corpo con passione per la sua buona riuscita: Stefano Baccini, Angela Baruchello, Antonia Bertagnon, Carlo Buson, Elena Cavallini, Giorgio Donini, Fabula Saltica, Natalia Favaro, Giovanni Ferri, Francesco Ganassin, Germano Ghirotto, Claudia Lapolla, Roberto Lunari, Mirella Magagnini, Luigi Marangoni, Giorgio Mazzon, Massimo Munaro, Sofia Nicoli, Thierry Parmentier, Letizia Piva, Psychodrummers, Gianluca Quaglio, Paolo Rossi, Giuliano Scaranello, Stefano Skalkotos, Andrea Zanforlin, Giulia Zuolo.

La mostra allestita nella Pescheria Nuova, “Il mondo alla roversa”, con i bozzetti, i modellini, i costumi e gli oggetti di scena ed una videoinstallazione con alcuni estratti dalle sue opere, ha celebrato l'aspetto più grafico/pittorico/architettonico della sua arte, mentre nella conversazione-reading “La macchina del vento” che si è tenuta di fronte al Teatro Sociale, trasformatosi in un salotto a cielo aperto, è stato ricordato in modo più approfondito il suo essere “maestro”. Il regista Giovanni Ferri e l'attore Giorgio Donini, suoi allievi ad Urbino, hanno raccontato il piccolo grande miracolo della sua “bottega”, il suo insegnare e confrontarsi, mai cattedratico, spesso in lunghe ed appassionate conversazioni in osteria, mentre Claudio Moretti membro della compagnia Minimiteatri ne ha documentato il progetto ed il regista e compositore Massimo Munaro, fondatore del Teatro del Lemming insieme al figlio di Gabbris Martino, scomparso giovanissimo, ne ha sottolineato la presenza continua ma sempre discreta e mai invadente, il suo lavoro di ricerca, la sua azione politica che ha portato tanti frutti a Rovigo ricordando, commosso, “che a lui tanti devono tanto”. Anche l'amico Sergio Garbato, giornalista e scrittore, ha riportato alla memoria alcuni momenti vissuti insieme a lui, umani e professionali, mentre la figlia Camilla ha letto un ricordo poetico scritto proprio da Munaro.

Infine, la giornata ha raggiunto il suo culmine con il grande spettacolo che ha trasformato i giardini delle Torri in un magnifico palco a cielo aperto, esaltati in ogni loro scorcio attraverso una sorta di florilegio di prove attoriali, musicali e di danza, con il ritmo incalzante delle percussioni degli Psychodrummers ad aprire e chiudere la rappresentazione.

“Uno spazio che Gabbris ha voluto far vivere in mille modi – ha sottolineato il direttore artistico di Tra Ville e Giardini Claudio Ronda - Gli spazi culturali di Rovigo, il Teatro Sociale, il Teatro Studio, la Pescheria, il Museo dei Grandi Fiumi, il Laboratorio del Teatro Sociale, portano tutti ancora il segno che lui ha impresso. Una persona del suo spessore lascia un vuoto enorme nella città di Rovigo, che ne sentirà sempre la mancanza”. Anche Elia Lubian della Fondazione Cariparo non ha mancato di sottolineare “il ruolo e le intuizioni del maestro Ferrari” che, come ha aggiunto il vicesindaco di Rovigo Ezio Conchi “non si è limitato a creare per un mero autocompiacimento artistico, ma ha messo la sua arte al servizio degli altri ed ora sono proprio 'gli altri' ovvero attori, ballerini, scenografi, cantanti, colleghi e 'compagni di strada' a mettere in scena una rappresentazione unica per celebrare la sua memoria, riprendendo i fili delle tante trame artistiche da lui intessute”. 

Poi, si è “alzato il sipario” e lo spettacolo “Il mondo della luna” liberamente ispirato all'omonimo testo goldoniano sul quale Ferrari aveva lavorato, ha regalato un caleidoscopio di emozioni con un mosaico artistico di maschere, marionette, ballerini e personaggi che, sbucando da un capo all'altro del giardino, hanno trasformato il cuore di Rovigo in un sogno di una notte di mezza estate, facendolo pulsare forte e commosso sul ritmo onirico, incantato, giocoso ed affascinante dell'arte dell'indimenticato ed indimenticabile Gabbris Ferrari.

giovedì 30 luglio 2015

Rovigo si mette in moto per una festa nel nome di Gabbris Ferrari, maestro generoso. Con “Le stanze del Teatro”, si aprono tre finestre sul mondo visionario della sua arte


Uno spettacolo insolito e che toccherà corde profonde, articolato in tre “stanze” per ricordare un artista fuori dal comune, pittore, scenografo, costumista, regista e maestro, nel senso pieno del termine. Perché Gabbris Ferrari, scomparso lo scorso marzo, non si è limitato a creare per un mero autocompiacimento artistico, ma ha messo la sua arte al servizio degli altri, condividendo percorsi ed “insegnando”, non solo dalla cattedra di scenografia dell’Accademia di Urbino, della quale è poi diventato direttore lasciando un segno profondo anche nella vita culturale della città ventosa, ma a tutti quanti hanno avuto la fortuna di lavorare con lui. E ora sono proprio “gli altri”, ovvero attori, ballerini, scenografi, cantanti, colleghi e “compagni di strada” che mettono in scena una rappresentazione unica per celebrare la sua memoria, riprendendo i fili delle tante trame artistiche da lui intessute a cavallo fra i generi e con una cifra stilistica inconfondibile, giocosa, elegante, lieve, con un innegabile gusto per la sorpresa e l’inatteso.

“Le stanze del Teatro”, in programma nella giornata di domenica 2 agosto nella “sua” Rovigo, sarà dunque un modo per tenerne viva la memoria in una sorta di festa che coinvolgerà varie anime della città, un momento che trae forza dalle sue gioiose visioni, uno spettacolo difficilmente incasellabile, proprio come lo era la figura del maestro Ferrari. L’omaggio a Gabbris, inserito all’interno della rassegna Tra Ville e Giardini e realizzato in collaborazione con il Comune di Rovigo, mira a rispecchiare le tante facce della sua poliedrica arte a partire dai principali lavori teatrali, summa del suo trentennale impegno di collaborazione con il Teatro Sociale di Rovigo. 

Le tre “stanze”, in altrettanti luoghi della città, aprono dunque le loro porte per offrire uno sguardo sull’arte di Ferrari, su alcuni dei momenti più significativi della sua carriera e sulle “sue creature”, con il coinvolgimento di tanti degli innumerevoli artisti e persone che a vario titolo hanno avuto il privilegio di lavorare con lui: Stefano Baccini, Angela Baruchello, Antonia Bertagnon, Carlo Buson, Elena Cavallini, Nicola Dal Maso, Marina De Liso, Giorgio Donini, Fabula Saltica, Natalia Favaro, Giovanni Ferri, Andrea Follesa, Francesco Ganassin, Germano Ghirotto, Roberto Lunari, Mirella Magagnini, Luigi Marangoni, Giorgio Mazzon, Massimo Munaro, Sofia Nicoli, Thierry Parmentier, Letizia Piva, Psychodrummers, Gianluca Quaglio, Paolo Rossi, Giuliano Scaranello, Stefano Skalkotos, Andrea Zanforlin, Giulia Zuolo. Solo una piccola parte dei tantissimi che hanno immediatamente offerto con affetto la propria disponibilità a partecipare all'iniziativa, ma che non potranno essere presenti per improcrastinabili impegni di lavoro.

La giornata si aprirà fin dalle 10, con la Pescheria Nuova che ospiterà fino alle 23 “Il mondo alla roversa”, una video istallazione, a corredo di una mostra che raccoglie oggetti di scena, costumi e bozzetti, piccolo grande esempio del suo sconfinato talento pittorico.

Alle 19 in piazza Garibaldi, con “La macchina del vento” si cercherà di sviscerare alcuni momenti particolare ed il dietro le quinte del lavoro “artigianale” di un artista eclettico e generoso con un vero e proprio racconto in prima persona da parte di tanti che hanno collaborato insieme a lui.

La terza ed ultima “stanza” che si propone di aprire una finestra sul mondo visionario di Ferrari è “Il mondo della luna”, rappresentazione che si terrà ai giardini delle Due Torri a partire dalle 21.30, con lo spazio verde nel cuore della città che si trasformerà in un grande palcoscenico dove attori, musicisti, danzatori e cantanti daranno vita, in una sorta di sogno, al fantastico e immaginifico mondo artistico del maestro Ferrari, utilizzando costumi, maschere, musica. 

Vista la particolarità dell’evento e la sua collocazione in tre diverse location, fra cui due grandi spazi aperti, il tutto sarà gratuito e non è previsto alcun biglietto.

Con l'occasione si ricorda che lo spettacolo di Stefano Benni a Badia Polesine, accompagnato dalla tappa del precorso tematico dedicato al cibo Saperi e Sapori con lo chef stelato Enzo Da Prà, inizialmente previsto in cartellone per venerdì 31 luglio è stato spostato a lunedì 10 agosto.

lunedì 27 luglio 2015

Grazie allo sconfinato talento di Avishai Cohen si toccano le più alte vette del jazz in un memorabile concerto di Tra Ville e Giardini nel parco di Villa Le Procurative

Un appuntamento atteso e di altissimo livello che non ha deluso le aspettative, facendo perdere orientamento e senso del tempo ai tanti spettatori assiepati nel parco di Villa Le Procurative a Ceregnano, quasi investiti dall'onda musicale emotiva prodotta dalle evoluzioni magiche di uno dei più grandi contrabbassisti al mondo, nonché cantante e compositore, Avishai Cohen. Confermandosi uno uno dei jazzmen più importanti delle ultime generazioni, Cohen non si è limitato a suonare e cantare, giocando con le note, ma ha quasi intrapreso una relazione fisica con il proprio strumento, abbracciandolo, accarezzandolo, pizzicandolo, percuotendolo, tambureggiando sulla cassa armonica e guizzando sulle corde con una rapidità ed un'agilità fuori dal comune, sfoggiando tutto il suo sconfinato talento musicale.

Ad accompagnarlo sul palco gli altri due componenti dell'Avishai Cohen Trio, due giovani ed acclamati musicisti, israeliani come lui, il mirabolante pianista Nitai Hershkovit ed il vulcanico batterista Daniel Dor. Un terzetto che ha mostrato grande intesa e capacità di dialogo armonico. La riproposizione di brani estratti dall'ultimo album “From darkness” ha lasciato comunque spazio all'improvvisazione ed alla ricerca di nuove sfumature ed inediti controtempi. E se le ultime composizioni di Cohen seguono un filone più orientato verso la musica classica, quasi cameristica, nei pezzi offerti come bis nel finale di concerto, ripescando dal suo vasto repertorio, ha offerto un assaggio della sua calda ed avvolgente voce, con spaccati della sua ricerca sulle contaminazioni con i suoni mediterranei, fino alla mediorientale “Alon Basela”.

Prima dell'incredibile esibizione dell'Avishai Cohen Trio, il saluto del “padrone di casa”, il presidente uscente della Camera di Commercio di Rovigo Lorenzo Belloni, che ha evidenziato “l'intuito di Claudio Ronda che ha messo insieme una perla dietro l'altra”, e dello stesso direttore artistico, che non ha mancato di sottolineare la rilevanza dell'ospite della serata e della significativa dedica a Tamburini, ed ha richiamato anche l'attenzione sull'appuntamento del prossimo 5 agosto a Marina 70, con Tra Ville e Giardini che per la prima volta si “avventura” nella Sacca di Scardovari proponendo il concerto del giovane cantante emergente Diodato, ospite fisso delle trasmissione televisiva “Che tempo che fa”, insieme alla conversazione sulla cultura del cibo con il gastronomo Edoardo Raspelli all'interno del percorso tematico Saperi e Sapori che accompagna il festival. Al termine dell'esibizione il sindaco di Ceregnano Ivan Dall'Ara ha consegnato ai tre artisti la bandiera del “paese della felicità”.

Con questo concerto di altissima qualità la XVI edizione di Tra Ville e Giardini, è entrata nell'ultima metà del suo cartellone, che prevede ancora appuntamenti di grande rilievo. Con lo spostamento al 10 agosto della serata con Stefano Benni a Badia Polesine, accompagnata dall'incontro con lo chef stellato Enzo De Prà nell'ambito di Saperi e Sapori, il prossimo evento in calendario è quello di domenica 2 agosto a Rovigo, denominato “Le stanze del Teatro” ed intitolato alla memoria del maestro Gabbris Ferrari. Una sorpresa tutta da scoprire che coinvolgerà artisti e discipline diverse, snodandosi in varie location all'interno della città.

sabato 25 luglio 2015

Domenica a Ceregnano con Avishai Cohen il jazz come non lo avete mai sentito prima. La star internazionale con il suo trio in un imperdibile concerto dedicato a Tamburini

Non è un contrabbassista, è “il” contrabbassista: ospite dell'ottavo appuntamento della rassegna Tra Ville è Giardini, che al suo giro di boa raggiunge così una vetta musicalmente altissima, sarà, infatti, la star internazionale israeliana, Avishai Cohen, uno dei nomi più importanti del jazz contemporaneo. Compositore, bassista e cantante, Cohen, la cui reputazione è cresciuta negli anni fino a portarlo ad essere considerato uno dei più grandi bassisti al mondo, anche se è forse come compositore che la sua affermazione musicale è stata ancora maggiore, sarà in concerto domenica 26 luglio a partire dalle 21.30 nel parco di Villa Le Procurative, adagiata in un'ansa del Canalbianco, in via Cimarosa 1540 a Ceregnano (in caso di maltempo il concerto si terrà al chiuso, all'interno di villa Ca' Rosa, in via Battisti 1), con una nuova formazione artistica, il Trio che lo vede accompagnato da altri due giovani ed acclamati musicisti israeliani, il sorprendente pianista Nitai Hershkovits ed il talentuoso batterista Daniel Dor. 

Il biglietto unico costa 5 euro e sarà acquistabile all'ingresso a partire da un'ora prima dell'inizio dell'esibizione. Il concerto di Ceregnano, significativamente dedicato al trombettista Marco Tamburini, stella jazz nostrana, che aveva più volte collaborato con Tra Vile e Giardini, prematuramente scomparso lo scorso maggio, è, insieme a quella al Gezmataz Festival di Genova, l'unica tappa italiana del lungo tour di Avishai Cohen, che lo porterà da qui a febbraio ad esibirsi in Francia, Germania, Belgio Lussemburgo, Principato di Monaco, Olanda, Romania, Macedonia, Portogallo e Repubblica ceca, oltre che nella “sua” Israele, a testimonianza di come la sua fama ed il suo stile ipnotico e permeato di riferimenti alla cultura mediorientale, mantenendo sempre una grande purezza del suono, non conoscano confini.

Con il suo nuovo Trio, in un connubio fondamentale per la ricerca di assoluto, ricca di spunti ed idee nuove, ma essenziale ed attraversata da migliaia di sfumature armoniche, Avishai Cohen porta in concerto alcune delle sue composizioni originali e dei suoi nuovi arrangiamenti, presentando le musiche del suo ultimo album “From Darkness” (uscito a febbraio 2015), così come alcuni dei brani più amati dal pubblico, tratti dagli album passati e dai suoi concerti live. La sua carriera, iniziata nella prima metà degli anni ’90, è decollata grazie alla sua collaborazione con il pianista statunitense Chick Corea. L’energia che Avishai Cohen ha messo nel portare il contrabbasso alle luci della ribalta, continuando ad allargare le frontiere del jazz, gli è valsa premi e riconoscimenti a livello internazionale. Per gli amanti del genere, dunque, quello di domenica rappresenta un appuntamento imperdibile, per i “profani” è invece la possibilità di scoprirlo attraverso uno suoi dei maggiori interpreti.

Tra Ville E Giardini è organizzata grazie al contributo della Fondazione Cariparo, della Regione Veneto e della Camera di Commercio, in collaborazione fra Ente Rovigo Festival, Provincia di Rovigo ed i Comuni di Adria, Ariano nel Polesine, Badia Polesine, Canda, Ceneselli, Ceregnano, Ficarolo, Fratta Polesine, Lendinara, Polesella, Porto Tolle, Rovigo, San Martino, Trecenta.

venerdì 24 luglio 2015

La base di Zelo invasa dalla vitalità della pizzica dei Tamburellisti di Torrepaduli. Il concerto ha richiamato centinaia di spettatori stregati dai ritmi della taranta

Il ritmo coinvolgente della taranta ed i suoi echi che parlano di sole, mare e feste del lontano Salento, sono risuonati nella base militare di Zelo, ormai abbandonata da anni, cornice più che suggestiva per il concerto tutto vitalità dei Tamburellisti di Torrepaduli che hanno richiamato un pubblico davvero numerosissimo.

Complice anche la temperatura in pochi si sono lanciati nel ballo, ma quasi nessuno fra le svariate centinaia di spettatori presenti è riuscito a seguire immobile l'esibizione a base di pizzica, quanto meno tenendo il tempo con il battito delle mani.

A guidare il gruppo con voce e chitarra, l'etnomusicologo Pierpaolo De Giorgi, ai tamburelli Luca Rocco, Salvatore Crudo, e Gioele Nuzzo, che ha arricchito la sua performance anche con il dgeridoo e percussioni varie, Donato Nuzzo alla fisarmonica (abbandonata solo per un emozionante assolo al tamburello) e Valentina Cariuolo a violino e voce. Non è mancata la danza, affidata ai passi leggiadri e sapienti di Serena D’Amato, che ha completato l'esibizione rendendola un unicum perfetto.

I Tamburellisti di Torrepaduli, che hanno suonato nelle piazze di quattro continenti, sono uno dei gruppi che, a partire dal 1990, ha contribuito maggiormente alla riscoperta della musica tradizionale salentina ed in particolare della pizzica, divenuta ormai una bandiera del folklore che supera i confini della puglia e non manca di richiamare folle di appassionati e curiosi, come è avvenuto anche in questo caso.




Ovviamente soddisfatto per l'ottima riuscita dell'evento, che ha visto mobilitata anche la Protezione civile, il presidente della Provincia Marco Trombini, nonché sindaco di Cemeselli, che da cultore del genere aveva caldeggiato proprio un concerto di pizzica all'interno di Tra Ville e Giardini. Prima del concerto il direttore artistico della rassegna ha ricordato anche il prorrimo appuntamento in calendario, l'imperdibile concerto della stella del jazz Avishai Cohen a Ceregnano. La presentazione dei Tamburellisti non ha mancato si dottolineare il vaore della loro ricerca musicale ed i tanti successi che hanno ottenuto in questi anni. Poi, largo alla taranta.

giovedì 23 luglio 2015

A Trecenta con Iaia Forte una discesa agli inferi ed una via d'uscita “caraibica”. L'attrice veste i panni di Tony Pagoda per offrire una magistrale interpretazione

 E' un finale aperto a lasciare una via d'uscita “caraibica” all'amaro monologo “Ritorno in Italia” magistralmente interpretato ieri sera nel giardino di Villa Bellini a Trecenta da Iaia Forte, irriconoscibile nei panni del cantante “Tony Pagoda”, nato dalla fantasia di Paolo Sorrentino. Nel cortile della scuola l'attrice ha portato in scena una vera e propria lezione di vita, una lunga riflessione che tocca i temi del successo, della vecchiaia e dell'amore o, meglio, del sesso e della conquista, compiuta da un personaggio antesignano della folta schiera di maschere che lo stesso Sorrentino ha poi miscelato come ingrediente principale del film premiato con l'Oscar “La grande bellezza”. E non è un caso che Iaia Forte, che proprio nel film di Sorrentino interpretava la salottiera Trumeau, abbia come voluto riprendere i fili del discorso.

L'attrice è riuscita a condurre il pubblico in una discesa agli inferi, con il precipitare della situazione di Tony, ritrovatosi dalle luci della ribalta americana al fianco di Sinatra ad una festa di capodanno ad Ascoli Piceno e poi nel suo appartamento a Napoli dove la moglie gli annuncia la volontà di divorziare. L'ironia non manca e rende lo spettacolo un mix di sentimenti, con le risate che sono però sostanzialmente agrodolci, fino al pianto del protagonista ormai vinto che con rammarico ripensa a come la frase “avere tutta una vita d'avanti” torna drammaticamente alla mente quando si sente di avere ormai tutta la vita dietro. Il guizzo finale è una spolverata di zucchero, con la partenza per un viaggio verso luoghi lontani che è il modo per fuggire dalla mondanità, pallino di Sorrentino, che Tony definisce un'apnea in cui si può al massimo galleggiare. Per evitare di affondare, ecco che allora è bene lasciare tutto e nuotare via.

Grande la maestria dimostrata Iaia Forte, in grado di tenere il palco come una leonessa con uno spettacolo non facile, sia per temi, sia per prove attoriali richieste. Accanto a lei, infatti, solo Francesca Montanino, prima cantante prosperosa, poi moglie delusa e, infine, sirena hawaiana, spalla con poche battute in grado però di offrire l'appoggio necessario per mandare avanti un monologo profondo, a tratti cupo, a tratti sarcastico, come con l'impareggiabile riflessione sulla seduzione. Meritato il lungo applauso tributato alle due attrici, alle quali l'amministrazione comunale di Trecenta ha donato un omaggio floreale.

Prima dell'inizio dello spettacolo, il consigliere delegato alla cultura Cristina Rizzi ha ringraziato tutti quanti hanno lavorato all'organizzazione della serata, mentre il presidente Marco Trombini ha sottolineato di aver “sempre sostenuto che Trecenta meritasse uno spettacolo di alto livello. Importante anche il tributo a Mario e Teodosio Bellini che hanno donato questa villa per l'istituzione di una scuola agraria e che hanno fatto tanto per il Polesine”. Prima di rinnovare l'invito per l'appuntamento di giovedì a Zelo con i Tamburellisti di Torrepaduli, non ha mancato di salutare l'ex assessore provinciale Laura Negri, “che ha fatto tanto per questa rassegna e quando un'iniziativa è valida non esiste colore politico: lunga vita a Tra Ville e Giardini”. Anche il direttore artistico Claudio Ronda, che Trombini ha ringraziato per l'alta qualità della rassegna, ha rivolto il proprio omaggio a Laura Negri prima di introdurre lo spettacolo della serata. 

mercoledì 22 luglio 2015

I Tamburellisti di Torrepaduli pronti a far esplodere l'ex base missilistica di Zelo con il loro concerto a base di taranta e pizzica, l'amata musica popolare salentina

Nell'ex base missilistica di Zelo è in programma una serata esplosiva al suono della tradizione italiana. E, più precisamente, salentina, visto che i protagonisti della serata di Tra Ville e Giardini in programma domani, giovedì 23 luglio, alle 21.30 saranno i Tamburellisti di Torrepaduli, uno dei gruppi più amati e longevi fra quanti hanno fatto della valorizzazione della pizzica la propria bandiera.

La pizzica, ora più conosciuta con il nome di taranta, è ormai divenuta un vero e proprio fenomeno di massa, trasformando le feste paesane estive dei piccoli paesi salentini in eventi che superano il folklore locale, richiamando appassionati e visitatori per la forza coinvolgente di una danza che vede riversarsi nelle piazze giovani e vecchi, uniti dalla gioia di suonare e danzare per ore. L'apice di questo fenomeno è indubbiamente rappresentato dalla “Notte della taranta”, appuntamento divenuto ormai di livello internazionale.

E i Tamburellisti di Torrepaduli sono uno dei gruppi che ha maggiormente contribuito a questo grande successo. A partire dal 1990 hanno rivalutato per primi la pizzica, che da secoli la tradizione popolare del Salento utilizza come terapia per il morso della tarantola, la “taranta” appunto. Hanno inciso numerosi album che hanno incontrato grande favore nel pubblico, tra i quali lo storico “Fantastica pizzica”, “Pizzica e rinascita” venduto in più di ventimila copie, “Pizzica grica” molto noto in Grecia, e il recente “La via della Taranta”. Hanno suonato nelle piazze e nei teatri d’Italia e di tutto il mondo, dalla Grecia a Taiwan, dalla Svezia all'Albania, ed hanno sempre sorpreso tutti con il virtuosismo delle percussioni, con le tecniche vorticose della danza e con i contenuti artistici e poetici delle loro canzoni. Hanno partecipato a film nazionali ed internazionali, al fianco di attori del calibro di Monica Bellucci. Gli esaltanti ritmi dionisiaci della loro musica e della loro danza, straordinaria eredità della Magna Grecia e della tradizione salentina, infiammano le folle in una travolgente partecipazione collettiva.

La voce, intensa e passionale, è quella di Pierpaolo De Giorgi, etnomusicologo e leader del gruppo, che suona anche la chitarra. Il primo tamburello è quello entusiasmante di Luca Rocco. Nuove ed entusiasmanti le percussioni di Gioele Nuzzo. La fisarmonica è suonata da Donato Nuzzo, che è anche tamburellista d’eccezione, mentre al violino c'è tutta la maestria di Valentina Cariulo. Prima ballerina e coreografa è Serena D’Amato, che danza con grande eleganza e stile, Salvatore Crudo è l'atletico primo ballerino e valente tamburellista. 

Sarà difficile se non impossibile, dunque resistere seduti alle coinvolgenti note che risuoneranno giovedì sera a Ceneselli in quella che un tempo base missilistica del 79° Gruppo Intercettori Teleguidati sorta tra gli anni 1950 - 1960. Costituita da due zone: una logistica, sulla quale insistono manufatti e caserme, l’altra adibita a lancio, lungo la Strada Regionale 482. Nel 1999 la base viene chiusa definitivamente, dopo che gli americani avevano già provveduto ad abbandonarla nel 1987.


lunedì 20 luglio 2015

Iaia Forte martedì 21 a Trecenta con uno spettacolo firmato da Paolo Sorrentino. Dopo “La grande bellezza” veste i panni del cantante neomelodico Tony Pagoda

Dopo il successo del concerto di Tonino Carotone a Beverare, nella corte della tenuta agricola di Sant'Egidio, martedì prossimo, 21 luglio, il cammino di Tra Ville e Giardini raggiunge Trecenta  con un appuntamento all'insegna del grande teatro.

Protagonista della serata, a partire dalle 21.30, sarà infatti Iaia Forte, una delle più importanti ed apprezzate attrici italiane, che dal grande schermo al teatro, fino alla televisione, ha dimostrato versatilità e capacità interpretative fuori dal comune, partecipando a film e spettacoli tra i più premiati dalla critica negli ultimi anni. Nel cinema è stata lanciata da Pappi Corsicato, lavorando fra gli altri con Maurizio Nichetti, Marco Ferreri, Mario Martone e Marco Risi, ottenendo due Nastri d'argento e un premio Sacher come migliore attrice protagonista, fino alla partecipazione nel film “La Grande Bellezza” di Paolo Sorrentino premiato con l'Oscar, nel quale vestiva i panni della salottiera Trumeau al fianco di Toni Servillo.

Ed è proprio con Toni Servillo che aveva preso il volo la sua carriera teatrale, che l'ha poi portata a lavorare con i maggiori autori italiani, da Luca Ronconi a Carlo Cecchi. Il cerchio si chiude con lo spettacolo che Iaia Forte porterà in scena a Trecenta, “Tony Pagoda – Ritorno in Italia”, un adattamento di Paolo Sorrentino del suo libro “Hanno tutti ragione”, nel quale l'attrice si trasforma in Tony P., cantante napoletano neomelodico, vittima di sé e del suo successo, annegato nell'alcol che, fra barlumi di memoria e sarcastiche considerazioni sull'amore, canta in un dialogo continuo fra musica e parole in una sorte di infinita partitura.

“L’incontro con Tony P. e con la scrittura di Sorrentino – spiega la stessa Iaia Forte - è stato così felice e naturale, nonostante l’innaturalezza della mia incarnazione in questo maschiaccio napoletano, che ho deciso di ritornarci. Nel primo spettacolo, 'Hanno tutti ragione', Pagoda è a New York, e canta al Radio city Music hall davanti a Sinatra. In questo secondo lavoro lo ritroviamo ad Ascoli Piceno in un concerto di capodanno in cui, insieme ai suoi cavalli di battaglia canta standard americani, in una sorta di autocelebrazione del recente successo. Tra fiumi di champagne, delusioni amorose, battute fulminanti e riflessioni malinconiche, l’ironia e la complessità di questo personaggio si delineano con ulteriori sfaccettature, regalandoci 'perle di saggezza' e una disperata, calda vitalità”.

Il grande teatro firmato Paolo Sorrentino, che vedrà sul palco anche Francesca Montanino e le musiche dal vivo eseguite da Fabrizio Romano (aiuto regia Carlotta Corradi, scene di Nicolas Bovey, produzione e distribuzione Pierfrancesco Pisani e OffRome in collaborazione con Infinito s.r.l ) andrà in scena nel cortile del settecentesco Palazzo Biasi Bellini, donato nel 1942 al Ministero dell’Educazione Nazionale dai fratelli Mario e Teodosio Bellini per l’istituzione di una scuola tecnica agraria, che ancora ospita l'Istituto professionale per i servizi con corsi di studio di enogastronomia e ospitalità alberghiera e di agricoltura e sviluppo rurale.

domenica 19 luglio 2015

Tonino Carotone, pura energia nella corte della Tenuta Sant'Egidio di Beverare. Ad aprire la serrata un viaggio nella storia del cibo fino alla degustazione finale



Una bordata di pura energia musicale. Tonino Carotone con la sua ironia e la sua irrefrenabile verve ha letteralmente travolto il numeroso pubblico che ieri sera si è assiepato nella corte della tenuta Tenuta San Egidio di Beverare, a San Martino di Venezze godendosi una serata assolutamente unica, quasi una raffinata riedizione delle antiche feste sull'aia, nel quale non è mancato nulla, dal divertimento alla cultura, fino al buon cibo.

Il “ragazzo di strada” ha presentato un repertorio vario, fra gli intramontabili omaggi all'amato Fred Buscaglione con “Fantastica” ed al cantante sul quale ha addirittura modellato il proprio nome d'arte, Tonino Carosone, con “Tu vuo' fa' l'americano”, oltre naturalmente a “Sono un ragazzo di strada” de I corvi che gli ha regalato una buona fetta di successo, fino ai suoi nuovi successi accompagnato sul palco da Piluka, la cui voce potente è stata una sorpresa emozionante, che ha raggiunto il suo culmine con un'interpretazione straordinaria e potente, delicata ma quasi virile, di “Parole di Mina”.

Accompagnato da Mario Pelagatti alla chitarra, da Francesco Meles alla batteria, da Guglielmo Facchinetti alla tromba, da Matteo Pozzi alle tastiere, da Piergiorgio Muccio al trombone ed Antonello Gini al basso (in gran parte reduci del gruppo ska “Arpioni”), fra un flamenco ed un'ode funebre, ovviamente per niente malinconica, fra un inno alla vita e la ballata "El Provinciano", Carotone fischia, ride, scherza, si muove e balla sul palco come un ragazzino, incurante dell'afa, anche se a metà concerto ammette “fa un po' caldino” prima di prorompere in una delle sue grasse risate. Inno alla spensieratezza ed alla gioia, il concerto di ieri sera è stata l'ennesima conferma di quanto nonostante il suo look da gangster sgangherato “Tonino” abbia un cuore musicale grandissimo e sia una star generosa, con il senso della “fiesta” a cancellare tutte le storture di “un mondo difficile”. In chiusura, ovviamente, ultimo dei bis, anche la divertente e divertita interpretazione della sua bandiera, ovvero “Me cago en el amor” grazie alla quale ha conosciuto il successo che lo ha reso grande ed inimitabile.

Prima del concerto il saluto da parte del sindaco di San Martino di Venezze Vinicio Piasentini, che ha attivamente contribuito all'evento, che ha ringraziato la proprietà della tenuta per aver messo a disposizione la grande corte, ed ha sottolineato, da vicepresidente della Provincia proproi le “difficoltà che le Province, investite dalla riforma Delrio stanno attraversando anche nel cercare di tenere in vita manifestazioni importanti come Tra Ville e Giardini”. Il direttore artistico Claudio Ronda ha invece evidenziato gli aspetti relativi alla prima parte della serata, ovvero quella della prima tappa del percorso dedicato alla cultura del cibo “Saperi e sapori”. 

Il primo ospite della “rassegna nella rassegna” è stato il professor Danilo Gasparini, che con grandi capacità didascaliche è riuscito a ripercorrere a grandi tappe la storia dell'alimentazione, fra aneddoti e curiosità, ricordando come il cibo rappresenta l'identità di un popolo o di una religione, “basti pensare che musulmani ed ebrei non mangiano maiale, mentre gli inglesi non mangiano il cavallo ed il coniglio, quest'ultimo in particolare perché simbolo di lussuria”. 

E se “l'uomo è ciò che mangia, ma soprattutto è ciò che ha mangiato”, il professor Gasparini, docente di Storia dell'agricoltura e dell'alimentazione dell'Università di Padova e del master di Ca' Foscari in Cultura del cibo e del vino, ospite fisso della trasmissione televisiva Geo&Geo, ha ricordato che “il cibo è anche un linguaggio”, tanto che vi sono luoghi identificabili con il cibo, come la Sicilia con le arance, ed ha una sua vera e propria grammatica che si è formata nei secoli attraverso lo “stare a tavola”: per esempio nel medioevo non si usavano le posate, c'era un bicchiere unico e non vi erano tovaglie, tutti “mediatori” arrivati successivamente. 

Nei secoli, ha spiegato Gasparini, il cibo è variato attraverso i principi di sostituzione (“prima della scoperta dell'America la polenta si faceva con il miglio”), di incorporazione, si pensi al kiwi, di combinazione, “con le spezie che servivano, per esempio, a distinguere lo stesso piatto fra tavole dei signori e di contadini”, e di contaminazione, che è poi la “vera forza della cucina italiana nata sostanzialmente da un matrimonio fra cucina povera e cucina nobile, nell'eterno conflitto città-campagna”. Infine, le grandi svolte, come quella dell'arrivo dei prodotti dall'America e quella della scatoletta, diffusasi a partire dalla Grande guerra. Senza contare l'avvento della pubblicità che ha ulteriormente modificato le nostre abitudini alimentari.

Un excursus interessante che è poi approdato, dopo il concerto di Carotone, ad una vera e propria degustazione di altissima qualità con i prodotti delle aziende che hanno scelto di accompagnare il percorso di Saperi e sapori: La Lumaca Polesana di Roberta Pellegrini di San Martino, Il Frutteto di San Martino e l'Agriturismo Corte Carezzabella, la Società Agricola Felisatti srl di Ca’ Tron, la Biscopan srl di Badia, l'Abafooods di Badia, Borsari industria dolciaria di Badia, il Panificio La Mesa di Roberto Bianchini di Villadose.

venerdì 17 luglio 2015

Il concerto di Renzo Rubino è una ventata di freschezza, ironia e tanta buona musica. Unanimi apprezzamenti per il cantautore pugliese nel parco di Villa Dolfin - Marchiori

Diverte e si diverte Renzo Rubino sul palco allestito nello splendido parco di villa Dolfin – Marchiori, con un concerto leggero ma non banale, gradevole come una folata di vento fresco in una afosa serata estiva.

Il cantautore pugliese, a piano, voce e “chiacchiere”, accompagnato da Andrea Libero Cito al violino e da Andrea Bellinati a batteria e violoncello (“la crisi c'è per tutti”, ha scherzato Rubino), ha regalato ai tenti presenti nel grande prato dell'incantevole giardino un'esibizione intima ma non intimistica, cambiando spesso registro, dalla leggerezza di brani come “Che brutto affare” che la cantante Jo Chiarello, prodotta con non troppa fortuna da Franco Califano, portò a Sanremo nel 1981, alla melanconia di “Il mio mondo” di Umberto Bindi. Ma sono, soprattutto, le canzoni scritte da lui a colpire per gli arrangiamenti e l'anticonformismo dei testi, oltre che per la sua voce intonata e “graffiata”. 

Dopo aver aperto le danze con “Balletto telefonico”, scherzando col pubblico ha rivelato il retroscena del nonno affetto dall'Alzheimer da cui ha preso spunto l'ironicamente dolce “Lulù”, nella quale si percepisce un eco di Rino Gaetano, ha poi raccontato il blackout della serata dell'esordio a Sanremo con “Il postino” ed il suo esordio come pianista nei night dal quale ha tratto l'ispirazione per “Pornokiller”. Fra un omaggio a Dalla con “Cara” ed a Modugno con “Milioni di scintille”, Rubino ha continuato ad intrattenere il pubblico arrivando a duettare con il fischio stridulo di una civetta fino a lanciarsi nella travolgente e “caposseliana” “Pop”, per poi chiudere dopo qualche bis con un vero e proprio regalo: l' inedito ancora in lavorazione, anche questo con sonorità che ricordano Vinicio Capossela, a base di alcol, matrimoni ed addii. Ma quello a Rubino non è certo un addio, ma un arrivederci, visto che il giovane cantante, che ha raccolto unanimi e convinti apprezzamenti, ha dimostrato di avere la stoffa per andare lontano.

Prima del concerto il saluto da parte del sindaco di Lendinara Luigi Viaro, che ha sottolineato “l'impegno di tutta la macchina comunale che insieme alla proprietà della villa è riuscito ad allestire un nuovo spettacolo in una così splendida cornice”, al quale ha fatto eco il presidente della Provincia Marco Trombini che non ha mancato di sottolineare l'attenzione ai dettagli riscontrata a Lendinara, “con una cura del bello che è proprio nello spirito di Tra Ville e Giardini che è possibile proprio grazie all'impegno dei Comuni, insieme alla Provincia ed al sostegno della Regione e della Fondazione Cariparo”. Il direttore artistico della rassegna Claudio Ronda, infine, prima di presentare il protagonista della serata, “un giovane talento che ha già conosciuto il successo con le sue apparizioni a Sanremo e che Tra Ville e Giardini presenta in questa edizione particolarmente attenta agli artisti italiani emergenti”, ha ricordato l'appuntamento in programma sabato 18 luglio a San Martino di Venezze, con il concerto di Tonino Carotone ed il primo incontro del percorso tematico dedicato alla cultura del cibo “Saperi e sapori”, insieme al professor Danilo Gasparini.

giovedì 16 luglio 2015

Sabato 18 luglio a San Martino di Venezze l'imperdibile concerto di Tonino Carotone. Prima dello show, spazio a “Saperi e sapori” con un excursus sulla storia del gusto

Difficile incasellare un artista istrionico e multiforme come Tonino Carotone. La fortuna è che il suo successo e la sua fama parlano per lui. E, anche se “è un mondo difficile”, Antonio de la Cuesta, nato a Pamplona, nel suo girovagare si è ritagliato uno spazio di primo piano sulla scena musicale internazionale, anche se il maggior successo lo ha riscosso proprio in Italia, culla degli artisti pop a lui più cari, da Mina ad Adriano Celentano, da Dalida a Fred Buscaglione, suo vero e proprio idolo sul quale modella il proprio look d'artista, fino a Renato Carosone, il cui cognome plasma con un gioco di parole per costruire il proprio nome d'arte. 

I suoi spettacoli dal vivo sono carichi di energia e sense of humor e questo rende un appuntamento da non perdere quello in programma sabato prossimo, 18 luglio, nell'ambito di Tra Ville e Giardini, che lo vedrà protagonista assoluto insieme alla sua band nella corte della Tenuta San Egidio di Beverare, in via Radetta a San Martino di Venezze.

La serata si aprirà alle 21 con il primo dei tre appuntamenti dell'itinerario tematico Saperi e Sapori, sulla cultura del cibo, che ha ottenuto il patrocinio del Padiglione Italia dell'Expo di Milano. Il primo ospite è il professor Danilo Gasparini, docente di Storia dell'agricoltura e dell'alimentazione dell'Università di Padova e del master di Ca' Foscari in Cultura del cibo e del vino, ospite fisso della trasmissione televisiva Geo&Geo, che compirà un excursus sulla storia della formazione del gusto e di come questo si sia sviluppato in modo diverso non solo a seconda delle località ma anche a sulla base dalle diverse collocazioni sociali. La tavola imbandita, scelta come come simbolo-vetrina di Saperi e sapori, ospiterà i prodotti delle aziende che hanno scelto di accompagnare questo percorso: La Lumaca Polesana di Roberta Pellegrini di San Martino, Il Frutteto di San Martino e l'Agriturismo Corte Carezzabella, la Società Agricola Felisatti srl di Ca’ Tron, la Biscopan srl di Badia, l'Abafooods di Badia, Borsari industria dolciaria di Badia, il Panificio La Mesa di Roberto Bianchini di Villadose, il Ristorante Marina 70 ed Consorzio Cooperative Pescatori del Polesine di Porto Tolle. 

Dopo il gustoso antipasto, spazio al “piatto forte”, con il concerto di Carotone. Inquieto e ribelle, “Tonino” approda in Italia nel '95 per evitare di fare il servizio militare e qui conosce il successo grazie al singolo “ Me cago en el amor” che diventa un vero e proprio tormentone, tanto che l'album “ Mondo difficile” con oltre 70 mila copie vendute gli vale il Disco d'oro. Le sue canzoni sono un vero e proprio tributo alla musica italiana, arricchito dalla sua voce graffiante e dall'inconfondibile accento spagnolo. Carotone, omaggia famosissime canzoni come “Tu vuo' fa' l'americano” (registrata insieme al maestro Carosone) e “Sapore di Mare”, rivisitata in salsa hawaiiana e convertita in inno anti-militare. Nel 2003 esce con il suo secondo disco e con un nuovo tormentone: “Un ragazzo di strada”, rivisitazione dell'omonimo brano de “I Corvi”. Nel frattempo, fioccano le collaborazioni illustri, da Manu Chao ad Eugene Hutz dei Gogol Bordello ed alla Bandabardò, che partecipano al suo terzo album “Ciao Mortali”. 

lunedì 6 luglio 2015

Tra Ville e Giardini, l'appuntamento a Ficarolo è con i mille volti di Rosalia Porcaro. Nel giardino Villa Schiatti Giglioli tutta l'ironia della tradizione popolare napoletana

Il terzo appuntamento del cartellone 2015 di Tra Ville e Giardini, la rassegna estiva itinerante in tutto il Polesine, è nel segno della tradizione popolare napoletana, della sua musica e, soprattutto, del suo teatro. Mercoledì 8 luglio alle 21.30 nel giardino della cinquecentesca Villa Schiatti – Giglioli di Ficarolo, costruita dalla famiglia ferrarese degli Arienti ed attualmente sede municipale, andrà infatti in scena lo spettacolo “Mamme, suocere e... vajasse”, uno spaccato comico della Napoli di ieri e di oggi, di e con l’attrice Rosalia Porcaro, che presenta una carrellata di personaggi femminili emblematici, venati da un'arguta ironia.

La regia è di Massimo Puliani, mentre ad eseguire le musiche dal vivo sarà il Trio Ànema che interpreta in modo originale sia i titoli più conosciuti, sia i motivi della grande tradizione popolare partenopea. Il tutto ad inframezzare monologhi grotteschi attraverso persone incontrate tra i vicoli, nelle case popolari e borghesi di Napoli, nelle fabbriche dove i diritti sono “interpretati”. 

"Napoli delle maschere nude, Napoli delle melodie e delle grandi canzoni, Napoli ride, Napoli piange, Napoli eternamente Napoli" è il lungo sottotitolo della pièce che vedrà protagonista l'attrice di Casoria in tutti i suoi personaggi, vecchi e nuovi. Con Veronica, l’operaia, Carmela, la delusa dai politici, rassegnata a giocare tra i cassonetti, Natascia, la cantante neomelodica, l’aspirante escort e “la suocera”, lo spettacolo propone una divertente galleria di donne dalle mille speranze, sognanti e disincantate al tempo stesso, rappresentative di una Napoli pronta a trovare nella disperazione la forza di reagire e d’inventarsi la vita.

Rosalia Porcaro ha conosciuto il successo a partire dal 1997, quando partecipa a una serata di giovani emergenti presentata da Francesco Paolantoni, come autrice e attrice comica nei panni di "Veronica". Il personaggio riscuote successo in televisione grazie a programmi televisivi come Convenscion, Superconvenscion e L'ottavo nano, in cui interpreta il personaggio di "Natascha", Zelig e Un due tre stella. Ha partecipato alle fiction “Notte prima degli esami”, diretta da Elisabetta Marchetti e “Area Paradiso”, di Diego Abatantuono. 

mercoledì 1 luglio 2015

L'Ungheria alla conquista di Canda con canti e danze a Villa Nani – Mocenigo. Tra Ville e Giardini presenta il Coro della Basilica di Santo Stefano di Budapest

L'Ungheria alla conquista di Canda. Domani sera, giovedì 2 luglio, Tra Ville e Giardini propone infatti al Giardino di Villa Nani – Mocenigo un appuntamento nel segno della tradizione musicale magiara con il concerto del Coro della Basilica di Santo Stefano di Budapest. 
Il concerto inizierà alle 21.30, i biglietti del costo di 5 euro saranno in vendita a partire da un'ora prima dello spettacol (sono previste forme di abbonamento scontate)

Fondato nel 1909, per accompagnare gli eventi liturgici della concattedrale dell'arcidiocesi di Strigonio-Budapest, è diventato uno dei cori più noti in Ungheria e non solo. Sotto la direzione dell'infaticabile maestro László Fehér, che ne detta i tempi dal lontano 1962, il Coro della Basilica di Santo Stefano, infatti, a partire dagli anni '80 ha eseguito concerti in Italia, in Francia, in Germania, in Svizzera, in Austria e in Romania, proponendo un repertorio sacro e classico ma non solo. La tradizione musicale ungherese ha radici storiche importanti e vanta compositori come Franz Liszt (nato a Raiding, che dalla fine della Prima Guerra Mondiale è in Austria ma che all'epoca, era sotto il Regno d'Ungheria), Béla Bartók, Zoltán Kodály, Bárdos Bárdos. Oltre agli autori ungheresi, nel repertorio classico del Coro della Basilica di Santo Stefano numerosi oratori, messe ed opere di autori come Mozart, Verdi, Pergolesi, Palestrina.

Soprattutto alla luce dei concerti che periodicamente esegue all'estero, nell’ambito di scambi culturali internazionali, il maestro László Fehér ha ampliato il repertorio del coro aggiungendo musiche popolari ungheresi. E “Canti e danze popolari ungheresi” è proprio il titolo dell'appuntamento in programma domani.

Scopo di Tra Ville e Giardini, che tocca domani la seconda tappa del suo ricco cartellone 2015, è anche quello di valorizzare i luoghi più significativi di tutto il Polesine, quale, appunto, la rinascimentale dimora Villa Nani – Mocenigo, con il suo maestoso parco dall'impostazione inglese, con alberi secolari e numerose statue a soggetto mitologico, scolpite su pietra dei Berici, di pregevole fattura settecentesca e attribuite al veneziano Alvise Tagliapietra. Costruita per il nobile Agostino Nani nel tardo ‘500, su progetto di Vincenzo Scamozzi, discepolo del Palladio, nel XIX secolo la villa assunse anche la titolazione Mocenigo dal nuovo cognome ereditato dai proprietari. All’interno conserva affreschi settecenteschi raffiguranti fantasie architettoniche e nature, in parte attribuiti al Mengozzi - Colonna. 

Il festival, possibile anche quest'anno grazie al contributo della Fondazione Cariparo, della Regione Veneto e della Camera di Commercio, si svolge grazie all'impegno della Provincia di Rovigo ed alla collaborazione dell'Ente Rovigo Festival e dei Comuni di Adria, Ariano nel Polesine, Badia Polesine, Canda, Ceneselli, Ceregnano, Ficarolo, Fratta Polesine, Lendinara, Polesella, Porto Tolle, Rovigo, San Martino di Venezze, Trecenta.


martedì 30 giugno 2015

Levante fa grande l'inaugurazione della XVI edizione di Tra Ville e Giardini. La giovane cantautrice catanese incanta nell'incanto di Villa Selmi a Polesella

“Abbi cura di te” è il titolo della canzone con cui Levante ha aperto il concerto di ieri sera a Polesella e dell'omonimo album che la cantautrice catanese ha presentato al numerosissimo pubblico della serata inaugurale della XVI edizione di Tra Ville e Giardini, nell'incantevole cornice del parco di Villa Selmi, nel grande prato antistante alla facciata, fra alberi, pavoni ed il gracidare delle rane nelle fontane. E “Abbi cura di te” è anche l'invito che si può rivolgere ad un'artista che ha dimostrato tutta la propria fragile potenza, con una voce che trae la sua bellezza dalla sua istintività, ora dolce senza essere mai melensa, ora quasi gridata senza mai sconfinare nello strillo, con vocalismi che non sono tecnicismi di petto, ma di pancia e di cuore. 

A chi si chiedeva se Levante sarebbe riuscita a confermarsi ai livelli stellari del suo album d'esordio, la risposta è arrivata forte e chiara. La giovane interprete ha saputo infatti coinvolgere non solo i giovani fan, che non hanno resistito seduti e si sono alzati per cantare con lei ai lati del palco, ma anche quanti ancora non la conoscevano e sono rimasti colpiti dalle melodie non banali ma con ritornelli che si insinuano subito in testa e della sua forza comunicativa dei suoi testi che raccontano una generazione spaventata, alle prese con le proprie insicurezze e desiderosa di gettare il cuore oltre l'ostacolo. 

Il concerto è stato aperto dal saluto del sindaco di Polesella Leonardo Raito che ha dado il benvenuto dell'amministrazione “in questa villa che sarete abituati a conoscere sotto un'altra veste ma che stasera, grazie alla disponibilità della proprietà ed all'opportunità offerta dalla Provincia, dalla Fondazione Cariparo, dalla Regione e dall'Ente Rovigo Festival si presenta sotto una luce inconsueta come sempre Tra ville e Giardini riesce a fare”.
“Per me non c'è estate in Polesine senza Tra Ville e Giardini – ha rimarcato il presidente della Provincia Marco Trombini - perché la nostra terra merita di essere visitata e vissuta in tutti i suoi luoghi. Le cose in Provincia non sono più come prima, ma Tra Ville E Giardini c'è ancora e spero che ci possa essere anche in futuro: seguitelo ovunque perché il Polesine è meraviglioso”.
Il direttore artistico Claudio Ronda ha sottolineato le novità della XVI edizione della rassegna, prima fra tutte il biglietto: “14 spettacoli con ingresso a pagamento e la possibilità di uno sconto tramite forme di abbonamento”. “La seconda novità – ha aggiunto - sono i nuovi luoghi da scoprire o riscoprire, come appunto Villa Selmi che ci ospita stasera. La terza novità riguarda il percorso tematico 'Saperi e sapori', tre momenti di approfondimento culturale prima che culinario sulle eccellenze agroalimentari polesane che si collega alla vetrina internazionale dell'Expo. L'ultima novità, infine, è quella dei nomi in cartellone di questa edizione, che ha voluto dare spazio soprattutto ad artisti giovani come è stato a suo tempo per Stefano Bollani e Malika Yane”.

Levante, accompagnata da Gionata Mirai, alla chitarra, da Alessio Sanfilippo alla batteria, da Matteo Curallo alle tastiere e da Mattia Bonifacino al basso, ha poi trascinato il pubblico in un percorso musicale che insieme ai brani più recenti, dalla struggente “Finché morte non vi separi” alla più briosa “Pose plastiche”, passando per l'apnea pulsante di “Lasciami andare” fino alla ninna nanna malinconica di “Biglietto per viaggi illimitati”, ha accostato anche quelli del primo fortunato album, su tutti, ovviamente, il tormentone “Alfonso” che le ha regalato il successo. Prima di lasciare il palco, spazio anche ad alcuni bis fuori programma, suonati da sola sul palco con la sua chitarra, un saluto dolce da parte di una star di grandezza assoluta che forse, però, ancora non si è pienamente resa conto di esserlo.