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giovedì 9 luglio 2015

Adria, il Comune paga i Borghi con differenza di cifre tra dichiarazioni e documentazioni.

Adria nel passato ha avuto un’importante tradizione di danza che dopo alcuni anni d’oblio viene rinverdita in questi giorni dal balletto di cifre pagate o non pagate, riconosciute, rimborsate o contestate per il progetto “Adria Borgo Autentico”.

La settimana scorsa l'argomento è stato molto presente sulla stampa, che ha snocciolato importi diversi, nei quali anche la volontà dell'Amministrazione comunale di riconoscere alla BAI il totale del credito è stata presentata in un modo e poi all'esatto contrario.  

L’Assessore al Turismo adriese Patrizia Osti ha dichiarato la settimana scorsa di aver presentato ad Avepa rendiconti per 233.705 euro, cifra che non corrisponde a quella indicata dal provvedimento della Dirigente arch. Caporella pubblicata all’albo pretorio del Comune (determinazione n.388 del 24.6.2015) nella quale si da atto della riduzione del valore complessivo del progetto a poco più di 161mila euro (comprensivi quindi anche dei circa 105mila anticipati a dicembre) con una differenza di quasi 70.000 euro rispetto alla cifra di cui parla l'Assessore Osti.

Il Comitato Impegno per il Bene Comune, dopo aver atteso inutilmente qualche giorno per vedere se fossero pubblicati nuovi atti a chiarimento di questo fatto, o di sentire la voce dei consiglieri di maggioranza e minoranza, il cui silenzio assordante fa solo porre ulteriori dubbi e domande, chiede alla Giunta Barbujani di fare chiarezza su questo costoso mistero. 

E' inaccettabile che il Sindaco e gli assessori Osti e Simoni, per le deleghe che ricoprono, si nascondano dietro alla mancanza di trasparenza su tutta la gestione del progetto.

Ciò importa ad Impegno per il Bene Comune, sia chiaro, non per gusto di polemica, ma perché la differenza di 70mila euro tra ciò che riporta l'atto della dirigente e ciò che dichiara l'Assessore ad oggi non si sa chi e perché e con quale atto le riconosca e soprattutto chi e se la pagherà. 
Il Comune e cioè i cittadini? l'Avepa?

Tenendo conto che la determina dirigenziale dello scorso 24 giugno valuta il progetto eseguito poco più di 160mila euro e non più 300mila come inizialmente doveva essere e sembra così stroncare in modo netto la bontà stessa della progettazione iniziale redatta dalla stessa Osti, che a questo punto dovrebbe dare le proprie dimissioni. 

Stupisce soprattutto l'assenza delle opposizioni consiliari su questo tema, e il fatto che non abbiano chiesto a tempo debito, le dimissioni dell'Assessore al Turismo.

E anche su questo Impegno per il Bene Comune si chiede il perché.

Impegno per il Bene Comune

mercoledì 8 luglio 2015

Congiuntura 2014 agroalimentare veneto, Azzalin: occupati in calo, necessario intervenire. Massimo impegno per la salvaguardia dei prodotti lattiero-caseari.

“La contrazione in valore della produzione agricola veneta è un segnale preoccupante e se è pur vero che questa è causata da fattori meteorologici e dalla volatilità dei prezzi, è vero anche che bisogna mettere in campo tutti gli strumenti per garantire la tenuta del reddito degli agricoltori”. La sottolineatura, a margine della presentazione del “Rapporto 2014 sulla congiuntura del settore agroalimentare veneto”, presentato oggi a Legnaro da Veneto Agricoltura, arriva dal consigliere regionale del Pd Graziano Azzalin.

“I dati di Eurostat sul reddito agricolo – sottolinea Azzalin – dimostrano come il calo generalizzato dei redditi dei lavoratori agricoli dell'1,7% nell'Europa a 28 abbia avuto un picco negativo proprio in Italia con un crollo dell'11%. A questo si somma un quadro regionale nel quale continua preoccupantemente a diminuire l'occupazione: dopo il pesante calo del 2013 anche il 2014 fa registrare un -3,9%, pari a circa 2mila lavoratori agricoli in meno, fra l'altro in controtendenza rispetto al dato del settore a livello nazionale”.

Secondo il consigliere del Pd, infatti, il problema “non è soltanto nella contrazione del 3,6% del valore della produzione, a fronte di un aumento delle quantità del 2,7%, imputabile quindi al calo dei prezzi del 6%, ma anche nei mutamenti strutturali che stanno attraversando la nostra agricoltura, quali appunto una diminuzione degli occupati, una riduzione del numero delle aziende ed un continuo invecchiamento”.

“Se per il ricambio generazionale – spiega Azzalin – sono già stati predisposte misure all'interno del prossimo Piano di sviluppo rurale, bisogna riuscire ad incidere anche sulla tenuta del reddito che è il primo vero motivo di riduzione dell'occupazione e di abbandono delle campagne, con tutto quello che ne consegue”.

Fra i fattori positivi a livello veneto, in particolare l'exploit del vino, al quale si accompagnano però problemi sempre maggiori per quanto riguarda l'allevamento e l'intero settore lattiero-caseario. Trovo importante l'affermazione fatta dall'assessore all'Agricoltura Pan che ha aperto ad una discussione in consiglio sul tema e, in particolare, alla questione della caduta del divieto di utilizzo di latte in polvere per la produzione di formaggi. Credo che il tema sia tale da rendere necessario che tutte le forze politiche riversino il massimo impegno per la salvaguardia delle nostre produzioni”.

Grecia, un NO dai mille pregi per Vanni Destro

Chi come me da anni si batte contro la filosofia politica mainstream, soprattutto nelle questioni ambientali, viene da sempre additato negativamente come "uno del NO", non considerando che un NO detto al momento giusto vale come un si alla vita e ad un futuro migliore.
Stavolta, in questo senso, il morale è alto perchè il NO ha vinto in Grecia e un "mister NO", Tsipras, con lui. 
I cittadini ellenici si sono assunti il compito di decidere in prima persona per se stessi, non vi pare positivo? 
Di sicuro non piacerà a chi il potere lo gestisce senza contradittorio e dispone per tutti, ma si chiama democrazia. 
Può essere un inizio, un cambiamento, una prospettiva, una speranza non soltanto per l'economia, ma pure nel rapporto tra le persone e la politica. 
In Grecia, con le misure di austerità imposte dalla Trojka in cambio di denaro alle banche greche ci sono già oltre 500000 bambini che soffrono di malnutrizione e assenza di cure mediche. 
La metà della popolazione greca vive praticamente nell'inedia. 
Un altro accordo simile ai precedenti significava finire malissimo con certezza. 
Dopo il referendum non so se riusciranno a migliorare le cose, ma almeno loro, i greci, ci stanno provando. 
Da noi, dati Censis di un paio di giorni fa, ci sono 2,4 milioni di famiglie che non hanno nemmeno i soldi per nutrirsi. 6 milioni di persone, il 10% della popolazione italiana alla fame mentre ogni anno se ne vanno decine di miliardi di euro del gettito complessivo proveniente dalle tasse  sottratti all'economia interna per accordi (fiscal compact, MES) sulla nostra pelle ratificati da un Parlamento distratto e incosciente e da governi presieduti da presidenti del Consiglio che nessuno ha eletto.
Tsipras, in Grecia, sta cercando, di mettere in campo, oltre alla ineludibile politica di aiuti sociali, delle misure che facciano riprendere fiato alla depressa economia del Paese, ma se ogni risorsa deve finire nel pagamento del debito sarà impossibile. 
Sentire o leggere commenti piccati sull'incoscienza dei greci che hanno scelto il NO da parte di opinionisti, economisti e politici italiani spesso facenti parte della corte di chi dalle politiche di austerità ha tratto sommo vantaggio è davvero ridicolo oltre che vergognoso. 
Siamo seri e apprezziamo almeno la democrazia altrui se da noi non abbiamo coraggio sufficiente per metterla in pratica.

Vanni Destro
Liberi Cittadini per il Polesine

lunedì 6 luglio 2015

Tra Ville e Giardini, l'appuntamento a Ficarolo è con i mille volti di Rosalia Porcaro. Nel giardino Villa Schiatti Giglioli tutta l'ironia della tradizione popolare napoletana

Il terzo appuntamento del cartellone 2015 di Tra Ville e Giardini, la rassegna estiva itinerante in tutto il Polesine, è nel segno della tradizione popolare napoletana, della sua musica e, soprattutto, del suo teatro. Mercoledì 8 luglio alle 21.30 nel giardino della cinquecentesca Villa Schiatti – Giglioli di Ficarolo, costruita dalla famiglia ferrarese degli Arienti ed attualmente sede municipale, andrà infatti in scena lo spettacolo “Mamme, suocere e... vajasse”, uno spaccato comico della Napoli di ieri e di oggi, di e con l’attrice Rosalia Porcaro, che presenta una carrellata di personaggi femminili emblematici, venati da un'arguta ironia.

La regia è di Massimo Puliani, mentre ad eseguire le musiche dal vivo sarà il Trio Ànema che interpreta in modo originale sia i titoli più conosciuti, sia i motivi della grande tradizione popolare partenopea. Il tutto ad inframezzare monologhi grotteschi attraverso persone incontrate tra i vicoli, nelle case popolari e borghesi di Napoli, nelle fabbriche dove i diritti sono “interpretati”. 

"Napoli delle maschere nude, Napoli delle melodie e delle grandi canzoni, Napoli ride, Napoli piange, Napoli eternamente Napoli" è il lungo sottotitolo della pièce che vedrà protagonista l'attrice di Casoria in tutti i suoi personaggi, vecchi e nuovi. Con Veronica, l’operaia, Carmela, la delusa dai politici, rassegnata a giocare tra i cassonetti, Natascia, la cantante neomelodica, l’aspirante escort e “la suocera”, lo spettacolo propone una divertente galleria di donne dalle mille speranze, sognanti e disincantate al tempo stesso, rappresentative di una Napoli pronta a trovare nella disperazione la forza di reagire e d’inventarsi la vita.

Rosalia Porcaro ha conosciuto il successo a partire dal 1997, quando partecipa a una serata di giovani emergenti presentata da Francesco Paolantoni, come autrice e attrice comica nei panni di "Veronica". Il personaggio riscuote successo in televisione grazie a programmi televisivi come Convenscion, Superconvenscion e L'ottavo nano, in cui interpreta il personaggio di "Natascha", Zelig e Un due tre stella. Ha partecipato alle fiction “Notte prima degli esami”, diretta da Elisabetta Marchetti e “Area Paradiso”, di Diego Abatantuono. 

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sabato 4 luglio 2015

Adria, Impegno per il Bene Comune presenta il conto a Osti e Gennari.

Dopo il comunicato dell'assessore Osti sul progetto "Adria Borgo autentico" il Comitato Impegno per il Bene Comune chiede con urgenza una seduta dedicata in Consiglio Comunale e un incontro pubblico, nei quali la giunta adriese spieghi finalmente cosa è successo, dalla genesi del progetto ad oggi. 

Non è possibile che l'aggiornamento su un'attività così importante per la giunta Barbujani per lo sviluppo del turismo adriese, costruito con soldi pubblici, avvenga esclusivamente attraverso indiscrezioni dei quotidiani e non nelle sedi opportune della Politica e della Comunità. Era un dovere della giunta fin dall'inizio quello d'informare e coinvolgere la collettività. 

L'ass. Osti invece ha costruito un progetto con dei non ben precisati amici, come da sue stesse gravi ammissioni, e parafrasando il suo recente comunicato, più che gettare il cuore al di la dell'ostacolo ha gettato i nostri portafogli, presentando un progetto a città ed associazioni solo all'ultimo momento, coinvolgendoli a scatola chiusa e non nella ideazione e progettazione dello stesso. 

Quale ritorno economico c'è stato per il territorio a fronte dell'investimento fatto, 233.705 euro in luogo dei 300.000 inizialmente preventivati, e quale si prevedeva? 

Ci deve spiegare inoltre il consigliere Gennari rappresentante di una sedicente lista civica, la Bobo sindaco, cosa ha fatto per controllare allora e adesso la validità del progetto e la sua economicità. 

Lo stesso Gennari  aveva pesantemente criticato  Omar Barbierato e  Michela Grotto, senza l'attività dei quali ci chiediamo: cosa sarebbe emerso? 

Si sarebbero sollevate queste contestazioni sul pagamento dell'intera somma, si sarebbe eccepita questa differenza di costi superiore ai 60 mila euro? 

E adesso con la Bai cosa succederà? 

I cittadini  già sovraccaricati dalle tasse comunali  non vorrebbero trovare l'amara sorpresa di dover pagare la somma mancante del progetto con i propri soldi, nel caso l'amministrazione avesse sbagliato nel prendere impegni di pagamento con la Bai, che risulterebbero circa 3,5 euro a testa, compresi neonati e pensionati.

Impegno per il Bene Comune

mercoledì 1 luglio 2015

L'Ungheria alla conquista di Canda con canti e danze a Villa Nani – Mocenigo. Tra Ville e Giardini presenta il Coro della Basilica di Santo Stefano di Budapest

L'Ungheria alla conquista di Canda. Domani sera, giovedì 2 luglio, Tra Ville e Giardini propone infatti al Giardino di Villa Nani – Mocenigo un appuntamento nel segno della tradizione musicale magiara con il concerto del Coro della Basilica di Santo Stefano di Budapest. 
Il concerto inizierà alle 21.30, i biglietti del costo di 5 euro saranno in vendita a partire da un'ora prima dello spettacol (sono previste forme di abbonamento scontate)

Fondato nel 1909, per accompagnare gli eventi liturgici della concattedrale dell'arcidiocesi di Strigonio-Budapest, è diventato uno dei cori più noti in Ungheria e non solo. Sotto la direzione dell'infaticabile maestro László Fehér, che ne detta i tempi dal lontano 1962, il Coro della Basilica di Santo Stefano, infatti, a partire dagli anni '80 ha eseguito concerti in Italia, in Francia, in Germania, in Svizzera, in Austria e in Romania, proponendo un repertorio sacro e classico ma non solo. La tradizione musicale ungherese ha radici storiche importanti e vanta compositori come Franz Liszt (nato a Raiding, che dalla fine della Prima Guerra Mondiale è in Austria ma che all'epoca, era sotto il Regno d'Ungheria), Béla Bartók, Zoltán Kodály, Bárdos Bárdos. Oltre agli autori ungheresi, nel repertorio classico del Coro della Basilica di Santo Stefano numerosi oratori, messe ed opere di autori come Mozart, Verdi, Pergolesi, Palestrina.

Soprattutto alla luce dei concerti che periodicamente esegue all'estero, nell’ambito di scambi culturali internazionali, il maestro László Fehér ha ampliato il repertorio del coro aggiungendo musiche popolari ungheresi. E “Canti e danze popolari ungheresi” è proprio il titolo dell'appuntamento in programma domani.

Scopo di Tra Ville e Giardini, che tocca domani la seconda tappa del suo ricco cartellone 2015, è anche quello di valorizzare i luoghi più significativi di tutto il Polesine, quale, appunto, la rinascimentale dimora Villa Nani – Mocenigo, con il suo maestoso parco dall'impostazione inglese, con alberi secolari e numerose statue a soggetto mitologico, scolpite su pietra dei Berici, di pregevole fattura settecentesca e attribuite al veneziano Alvise Tagliapietra. Costruita per il nobile Agostino Nani nel tardo ‘500, su progetto di Vincenzo Scamozzi, discepolo del Palladio, nel XIX secolo la villa assunse anche la titolazione Mocenigo dal nuovo cognome ereditato dai proprietari. All’interno conserva affreschi settecenteschi raffiguranti fantasie architettoniche e nature, in parte attribuiti al Mengozzi - Colonna. 

Il festival, possibile anche quest'anno grazie al contributo della Fondazione Cariparo, della Regione Veneto e della Camera di Commercio, si svolge grazie all'impegno della Provincia di Rovigo ed alla collaborazione dell'Ente Rovigo Festival e dei Comuni di Adria, Ariano nel Polesine, Badia Polesine, Canda, Ceneselli, Ceregnano, Ficarolo, Fratta Polesine, Lendinara, Polesella, Porto Tolle, Rovigo, San Martino di Venezze, Trecenta.