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mercoledì 6 maggio 2015

Adria, Impegno per il Bene Comune: nomina scrutatori con priorità per cittadini disoccupati e a basso reddito

Impegno per il Bene Comune chiede alla commissione elettorale che si riunirà in municipio il prossimo 8.5.2015 alle ore 14 di formulare delle regole chiare finalmente sulla scelta degli scrutatori, al fine di aiutare le persone in difficoltà economica e rispettando un principio per noi equo di rotazione oltre che sorteggio. 
Per un certo periodo, in passato, era stato introdotto il criterio del sorteggio, ma da qualche anno a questa parte si è stabilito che gli scrutatori vengano nominati  da una commissione composta dal sindaco, da due esponenti della maggioranza consiliare e da un esponente della minoranza. 

E’ comprensibile la perplessità di chi vede in questa norma una forma di accondiscendenza verso il clientelismo di parte: sembra infatti la classica legge fatta dai partiti per i partiti. 
Chi non si allinea perché crede nei diritti e non nei favori si sente discriminato in quanto regolarmente si perpetua la suddivisione dei cittadini in quelli di serie A, B, C. 
E’ facile prevedere, infatti, quello che anche stavolta succederà: il tal politico arriverà con l’elenco dei propri  amici, il tal altro con una lista di nomi forniti dal proprio partito e chi non è amico di nessuno…pazienza. 

Tutto ciò, già  poco digeribile in tempi normali, è particolarmente odioso in un periodo di crisi in cui, specie per giovani e disoccupati, anche le poche centinaia di euro di un lavoro di qualche giorno, possono rappresentare una boccata di ossigeno. “Ma così è la legge, non dipende da noi” potrebbe dire qualcuno con un’alzata di spalle…e via con chi viene chiamato per l’ennesima volta, alla faccia di chi se ne sta perennemente a casa. 

In realtà, se ci fosse la volontà da parte delle forze politiche di fare un passo indietro qualcosa si potrebbe fare. La commissione potrebbe unanimemente decidere di adottare una modalità di massima che non sia quella dello scambio di figurine: questo è mio, questo è tuo. 
Potrebbe privilegiare, ad esempio,  il principio della rotazione, potrebbe considerare l’iscrizione nelle liste di collocamento e tener conto della situazione economica familiare, operando così una prima selezione, per poi procedere di comune accordo all’estrazione dei nominativi: tutto alla luce del sole.

Si pensa di fare spazio a studenti non provenienti da famiglie agiate, a disoccupati o cassaintegrati? Con che principio?
Venerdì può essere una scritta una bella pagina dalla politica adriese, noi ce lo auguriamo di cuore. 
In quell’occasione sarebbe opportuno che tutti gli interessati partecipassero presenziando all’attività della commissione per verificarne i criteri di scelta.

Impegno per il Bene Comune  chiede che i quattro rappresentanti della commissione abbiano il coraggio di fare questa scelta  che farebbe sentire i cittadini riconciliati con una classe politica che opera  finalmente secondo equità e giustizia invece di tutelare questa o quella  parte.

Impegno per il Bene Comune

lunedì 4 maggio 2015

Adria, incomplete, fuorvianti e tendenziose le motivazioni della Maggioranza per l'avanzo di Amministrazione 2014.

La seduta del Consiglio Comunale che, allo scadere del termine di legge, ha approvato il Rendiconto 2014 è stata costellata da inconsistenze ed esposizioni tendenziose.
La relazione dell'Assessore al bilancio Federico Simoni e gli interventi del consigliere Matteo Stoppa sono state le uniche trattazioni a contenere, anche se in mero abbozzo, qualche argomento contabilmente corretto sull'oggetto di discussione che, poiché era il Bilancio Consuntivo dell'Ente, avrebbe meritato ben altre competenze e ben altri approfondimenti.
Le risultanze del 2014 hanno evidenziato un avanzo di amministrazione di quasi 2.300.000 euro, provenienti da economie di spesa in conto capitale e correnti (alcune delle quali sono ridotte rispetto all'anno precedente per obbligo di legge ed altre per mancato utilizzo entro l'anno) che saranno in gran parte assorbiti dal fondo svalutazione crediti.
Con ciò significando che i 'risparmi' sulle spese delle forniture per i servizi, per le funzioni ordinarie verso i cittadini e per gli investimenti in manutenzioni e nuove opere per la cittadinanza si sono di fatto trasformati in un fondo non altrimenti impiegabile destinato solo alla futura compensazione di crediti presenti in bilancio che hanno la probabilità di diventare, per condizioni anche molto diverse tra loro, inesigibili e, quindi, non più riscuotibili da parte del Comune stesso.
Tendenzioso (e non si può dire altrimenti poiché non è in dubbio la competenza vantata dal consigliere Antonio Scarda) è stato il commento secondo il quale deve essere riconosciuta l'abilità dell'attuale Giunta per aver tutelato il Comune da dissesti futuri attraverso l'accrescimento del fondo svalutazione crediti.
Il consigliere Scarda, tuttavia, mentre dichiara con enfasi che ciò è frutto di una scelta degli Amministratori, sa bene che dal 2012 la normativa obbliga gli Enti Locali ad istituire il Fondo Svalutazione Crediti il cui ammontare e il cui accantonamento annuale sono quantificati per legge.
Nessuna scelta, quindi, ma un obbligo il cui rispetto non è un vanto ma un dovere.
Non solo, ma dall'analisi della natura delle entrate non riscosse, oltre all'annosa e articolata contesa sui crediti vantati verso Polesine Acque che, come anche per altri comuni polesani, ne rende incerta la riscossione per un importo ingente, l'Assessore Simoni indica nei tributi non pagati da imprese e cittadini l'altra importante voce che fa accrescere l'ammontare e la quota di accantonamento del Fondo stesso sottraendo risorse ai servizi per i cittadini e alle manutenzioni, senza relazionare se e su quanto l'attività di recupero dei crediti affidata (e ben remunerata) a AS2 abbia consentito di incassare.
Ciò che non viene versato a titolo di imposte, inoltre, per l'Assessore Simoni è imputabile senz'altro all'omissione di cittadini ed aziende, e nulla dice se le tariffe e i tributi siano stati oggetto di  una sua valutazione in ordine all'adeguatezza rispetto alle condizioni socio-economiche compromesse in cui sempre di più si trovano imprese e famiglie.
Così come, sempre secondo Simoni, dei 180.000 euro stanziati per il bando a sostegno delle aziende ne sono stati assegnati solo 55.000 a causa della "poca risposta" da parte delle imprese stesse e delle associazioni di categoria, senza che sul risultato fallimentare vi sia stata un'analisi adeguata.
Nessuna relazione, infatti, è stata esposta in ordine alla verifica sull'eventuale inadeguatezza dei requisiti fissati per l'accesso al bando, sui termini strettissimi tra la pubblicazione del bando e il termine per la presentazione della domanda o sull'esiguità dell'importo massimo erogabile per ciascun soggetto economico (mille euro) che, anzi, senza nessuna motivazione particolare è stato riferito dall'Assessore al bilancio essere stato "in alcuni casi anche duemila euro".
Il bando, infatti, era finalizzato alla concessione dei contributi con l'obiettivo ambizioso della "salvaguardia e possibile crescita del settore economico produttivo, con particolare riguardo alle attività commerciali e artigianali tradizionali" delle quali si auspicava il mantenimento dei relativi livelli occupazionali e l'attrazione di nuovi investimenti.
Superficialità analitica che si è riscontrata anche nell'intervento del consigliere Giuseppe Marzolla (Lega Nord), il quale, con particolare soddisfazione per la risposta che stava offrendo alle critiche poste dalla Minoranza sulla mancata decisione di reimpiegare parte dell'avanzo di amministrazione ad integrazione dei fondi per il sociale, si è spinto a indicare il triste trend in crescita dell'entità dei tagli ai trasferimenti specifici fatti dallo Stato giudicando sufficiente che, in questo momento storico di grave difficoltà a livello cittadino non si sia fatto altrettanto, dimenticando che il ruolo dell'ente comunale è invece quello di tutelare il benessere della propria comunità compensando il deficit di risorse esterne.
Con ogni evidenza, nei contenuti e nella forma, quella emersa nella seduta del consiglio comunale è stata una Maggioranza refrattaria all'ascolto e all'analisi, persa in rivendicazioni e ovvietà ed una Minoranza con riflessi poco pronti a controbatterle.

Impegno per il Bene Comune











domenica 3 maggio 2015

Rovigo, la mancanza di una provetta fa annullare l'impegnativa. All'Ospedale distributori per caffè e ristoro, ma non per i dispositivi sanitari.

Riceviamo e pubblichiamo da Elisabetta Russo, candidata con la lista civica La SINISTRA PER L'ALTRA ROVIGO, Livio Ferrari Sindaco.

Basterebbe iniziare dalle piccole cose per avere  una città  con meno disagi e renderla più vivibile.
Se penso ad un luogo in cui vorrei vivere non andrei in realtà molto più distante del luogo in cui già risiedo: Rovigo, la città in cui sono nata, cresciuta e nella quale ho ancora i miei affetti più cari e dove io stessa ho creato la mia famiglia. Non sono una persona cieca al resto del mondo e per quanto ho potuto ho viaggiato e ho visto indistintamente bellezza e brutalità dei luoghi che ho visitato. Ma alla fine di ogni viaggio ho sempre desiderato tornare a CASA. Nella mia città che qualche tempo addietro è stata definita "la città più noiosa d'Italia" non solo non mi sono mai annoiata ma non mi è mai mancato nulla... Almeno fino ad una decina d'anni fa quando più che la noia ho visto maturare una certa INERZIA nelle PERSONE, nelle ISTITUZIONI  e soprattutto nei SERVIZI. Certo questa caratteristica non è prerogativa soltanto della mia città ma di un modo di vivere generalizzato che ha in qualche modo obbligato le persone a chiudersi in se stesse e a non vedere più in là del proprio specifico interesse, a disinteressarsi del prossimo perché è diventato luogo comune che ciò che non si conosce è necessariamente pericoloso e inaffidabile, che ci ha abituato ad un'inerzia dannosa nel modo di pensare, perciò molto spesso non si dice ciò che si pensa perché tanto è inutile se non controproducente. Un'inerzia che ci sta abituando sempre più a vivere nascosti perché fare outing tante volte isola quando non penalizza. Nessuno pensa però che questo isolamento voluto o involontariamente accettato ci ha resi schiavi di un sistema dove non esiste coesione sociale e contravviene al famoso motto 'l'unione fa la forza' dove la forza consisteva nella capacità di far valere i propri diritti e nella garanzia di vederli realizzati, di costruire un sistema di mutuo soccorso o come si dice oggi di welfare dove nessuno poteva e doveva rimanere ai margini perché il risultato in termini sociali era più della somma delle singole parti. 
Tutto questo preambolo per raccontare un fatto che mi è successo nell’ospedale civile di Rovigo e che solo grazie all’intelligenza e all’umanità di un medico e del suo staff ha permesso di superare un inconveniente che secondo la logica del buon senso non avrebbe nemmeno dovuto presentarsi perché già risolto fin dall’origine e cioè da quando due anni fa circa si è entrati nel regime del ‘taglio alla spesa pubblica’ (anche se continuo a chiedermi se si può effettivamente tagliare sulla spesa pubblica quando crea un servizio al cittadino ..). Mio figlio ha solo 5 anni e fortunatamente sa usare autonomamente la toilette e la sa usare talmente bene che il giorno in cui avrebbe dovuto fare l’esame delle urine non ho fatto in tempo a prendergliele. Ho pensato ingenuamente che la cosa sarebbe stata facilmente risolvibile, le avrebbe fatte in ospedale, al massimo avrei comprato un contenitore presso quei distributori automatici che ormai sono in tutte le strutture sanitarie. Avevo fatto male i conti: all’ospedale civile di Rovigo questi distributori non ci sono e nonostante i continui reclami non sono ancora stati acquistati. Risultato: l’accettazione mi ha annullato la prestazione con mio rammarico e difficoltà  dal momento che io avevo dovuto prendere la mattina al lavoro e sarei dovuta tornare dal pediatra per far rifare una nuova impegnativa e soprattutto disagio per mio figlio che non capiva perché lo costringevo a un tale rinnovato supplizio. Il tutto come ho già detto sarebbe stato facilmente risolvibile con uno di quei banalissimi distributori di provette di cui sopra. Come dicevo grazie all’intelligenza di un medico e del suo staff io sono stata una delle persone che nel disagio sono state aiutate, ma immaginate se la cosa fosse accaduta ad un disabile, ad un anziano o ad una persona meno fortunata che non avesse avuto la possibilità di incontrare un medico umano, corretto ma  soprattutto con un’intelligenza così flessibile?!? Lascio a voi tirare le conseguenze soprattutto se l’ufficio relazioni col pubblico nulla può con i reclami degli utenti. Il mio augurio a questo punto e in questi tempi difficili è di non avere paura di denunciare anche banalità come questa perché è dalle piccole cose che si costruiscono le grandi e che non vengano mai meno le caratteristiche che fanno di una persona un UOMO  perché ognuno di noi per quanto possa sembrare insignificante è portatore di valori senza i quali una società che si chiami tale non può prescindere.
F.to 
Elisabetta Russo
La Sinistra per L’Altra Rovigo
Livio Ferrari Sindaco

Elezioni Regionali, il candidato 5 Stelle in visita nel DELTA DEL PO-Porto Tolle

Jacopo Berti, il Candidato del Movimento 5 Stelle alla Presidenza della Regione Veneto, incontrerà 
martedì 5 maggio 2015, dalle ore, presso  la Sala della Musica in Ca' Tiepolo, le rappresentanze sindacali, le associazioni di categoria, le cooperative pescatori, gli enti e le associazioni per la tutela e la salvaguardia del territorio, le associazioni di volontariato, gli enti e i comitati cittadini per approfondire le numerose tematiche riguardanti il territorio.
All'incontro saranno presenti i candidati provinciali del Movimento 5 Stelle alla carica di Consigliere Regionale.
Durante la mattinata, Jacopo Berti sarà in nel Delta del Po-Porto Tolle per conoscere l'ambiente delle lagune e degli orti e visitare il Consorzio Cooperative Pescatori del Polesine,


Adria, Impegno per il Bene Comune chiede risposte sull'efficacia per l'economia del territorio e di promozione della città del Progetto Borghi Autentici d'Italia.

Come per ogni progetto finanziato dalla Pubblica Amministrazione anche per il progetto Adria Borgo Autentico d'Italia Impegno per il Bene Comune rivolge l'invito all'Assessore al Turismo Patrizia Osti di rendere noti, se rilevati con la serietà prevista dalla progettualità co-finanziata, quali sono stati gli effetti delle azioni promozionali in termini di partecipazione e provenienza delle presenze di pubblico durante gli eventi, quale sia stata la valutazione d'efficacia del piano pubblicitario e di diffusione delle informazioni turistiche, quante delle spese sostenute per l'intero progetto sono state destinate all'economia adriese o della zona, quali siano le attività di promozione economicamente proficue per il territorio e di massimo gradimento di pubblico per i cittadini che il suo Assessorato intenda proseguire con risorse interne.
Queste, infatti, sono le domande alle quali l'intervento fatto in Consiglio Comunale non ha dato nessuna risposta, ma sono anche le domande più importanti, volendo credere che dall'indagine della Guardia di Finanza in atto sulla rendicontazione del Progetto risulti alla fine una gestione documentale corretta.
Ben di più che per una manifestazione, una fiera, un evento, infatti, i cittadini e i soggetti economici che partecipano, si impegnano e investono in un Progetto (che va oltre il singolo programma) sostenuto dagli enti pubblici, ai quali versano in tasse e imposte parte dei propri sudati guadagni, portano con sé delle attese: che non siano fondi pubblici spesi senza o con pochi risultati, che non siano azioni fini a se stesse, che non siano progetti isolati e destinati a morire lasciando a ricordo solo qualche insegna turistica.
Non possiamo non segnalare che si è appena conclusa, con il consueto successo di presenze, Adria in Fiore, manifestazione promossa dall'Associazione Pro Loco e attesa ogni anno con entusiasmo e partecipazione da pubblico ed espositori.
Dalla positiva esperienza della serie di eventi, giunta alla nona edizione, è quasi d'obbligo il paragone con i costi e gli esiti del progetto Adria Borgo Autentico d'Italia, che aveva precise finalità di promozione della città di Adria sotto il profilo turistico e di sostegno all'economia del territorio.
Chiediamo all'Assessore Osti se anche per questo evento sono stati impiegati fondi comunali e, se si, in che misura, perché non abbiamo trovato traccia di delibere di finanziamento di fondi comunali in questa direzione.

Marco Tosato
Impegno per il Bene Comune

venerdì 1 maggio 2015

Rovigo, Belletti contrario a qualsiasi proposta di far cassa rinunciando alle Farmacie Comunali.

Che succede quando non si hanno soldi e si deve "realizzare" qualcosa al più presto? A malincuore si vendono gli oggetti che sono meno indispensabili. 
Questa dev'esser stata la pensata alla base della trovata balzana (ma neanche tanto) che Marco Trombini, attuale presidente della Provincia di Rovigo, ha trovato per "far cassa": vendere la Prefettura con annesso alloggio del Prefetto (speriamo senza Prefetto dentro...). 
Il problema è che vendere un bene pieno di vincoli e di messe a norma da eseguire, si ottiene di arrivare ad una terza asta con abbassamento della base da € 1.500.000,00 a € 900.000,00. Boutade di disperazione che lasciano comunque le casse provinciali a secco (con i relativi problemi di pagamento ai fornitori).
Sulla stessa linea è anche l'ex Sindaco/aspirante Sindaco Paolo Avezzù, il quale accompagnato dalla scolaresca di giovani che apprendono da lui l'arte della "buona politica", vola di Frazione in Frazione promettendo maggior attenzione (ma come? non è stato lui per 3 anni Presidente del Consiglio nella giunta Piva? Improvvisamente si è ricordato che esistono le Frazioni di Rovigo?) e al contempo sbandierando (ma forse non in Frazione) una soluzione che ormai non può essere rimandata: la vendita delle Farmacie Comunali.
Perché venderle? Perché fanno pochi utili e la loro funzione sociale è cessata. Non so se abbia insegnato bene ai suoi scolari ma la "funzione sociale" di una farmacia comunale non è quella di arricchire il Comune, bensì di dare il miglior servizio ad un prezzo equo alla comunità; se poi ci sono degli utili, ben venga, vuol dire che la gestione è più che buona ma ciò che va bene per un'azienda privata non necessariamente è un valido parametro di valutazione per un'azienda di pubblica utilità comunale. Peraltro, considerando problemi contingenti (come quello causato dalla chiusura del ponte di S. Apollinare), la crisi e la concorrenza agguerrita, un utile al 2%, per quanto basso, è un utile.
Certo, forse la gestione è da controllare e migliorare, magari aggiornando i servizi ma la vendita è decisamente fuori luogo. Se questo è pensare alle Frazioni, io credo che gli abitanti stessi chiederanno ad Avezzù di scordarsi di loro.
Noi siamo di altro avviso: le Frazioni hanno bisogno di Farmacie più attrezzate e aggiornate, magari prevedendo di renderle anche centro di formazione per il Primo Soccorso per i cittadini e le neo mamme; migliorarne la gestione anche, e soprattutto, con i suggerimenti dei clienti delle stesse che chiameremo ad esprimersi per imprimere un'impronta più mirata alla massima funzione sociale.Sulla salute non si può ragionare in termini meramente economico-finanziari e far girare l'utilità di farmacie e ospedali esclusivamente attorno al profitto: pensiamo a 360 gradi valutando anche gli aspetti di prevenzione grazie ai quali molte cure diventano meno necessarie e la salute dei cittadini è maggiormente tutelata.

Orlando Belletti

Liberi Cittadini

Rizzi: la Sanità vista dai 5 Stelle

Il nostro obiettivo è di arrivare alle Regionali con un programma diverso dagli altri, non più quanto spendere ma come spendere. 
Questa Nuova politica sanitaria sarebbe finalmente figlia di quel valore sociale, che prevede la scelta delle figure apicali aziendali  secondo un criterio di meritocrazia e capacità, che ne trova applicazione nel rispetto della legge 502/92 che parla di "tecnici" e non di "politici".
Noi 5 stelle diciamo che bisogna si razionalizzare  il modello organizzativo delle alte specialità secondo il principio delle reti cliniche integrate (HUB e SPOKE), però armonizzando le funzioni negli ospedali periferici (SPOKE) in linea con le esigenze delle aree ad “alta sensibilità sanitaria” così come contemplato nel Piano sanitario regionale dovuto alla particolarità di conformazione del territorio, come ad esempio gli ospedali di Trecenta , Adria e Porto Viro. 
Rovigo deve essere e rimanere un ospedale di riferimento (Hub) per la cura delle complessità. Vogliamo anche una verifica approfondita ed indipendente della qualità delle prestazioni offerte dalle strutture e dai reparti ospedalieri, anche alla luce della spending review in cui sono stati previsti, razionalizzazioni, blocco delle assunzioni, etc. 
Vorremmo conseguentemente la predisposizione di un piano di miglioramento per le strutture e i reparti maggiormente sofferenti, associato ad superamento del blocco del turnover per il personale sanitario di assistenza, portando il rapporto ad almeno 1 nuovo assunto ad ogni 2 cessazioni, per contenere l’impoverimento progressivo dei servizi offerti al cittadino. 
Dobbiamo bloccare i continui tagli e conseguente impoverimento degli ospedali  polesani, e di sicuro il privato non è l’alternativa che vogliamo.
Se a tutto questo aggiungiamo che gli enti locali devono essere maggiormente coinvolti nelle politiche sanitarie regionali e diciamo che vogliamo la partecipazione dei cittadini alla formulazione del Piano Sanitario di Zona e la costituzione di un tavolo di lavoro permanente con il territorio tra Cittadini e Conferenze dei Sindaci e la Regione, è chiara la posizione dei 5 stelle che vogliono una Sanità con i cittadini al centro.

Rizzi Federico
Candidato Consiglio Regionale 
per Rovigo e Polesine