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venerdì 29 maggio 2015

Rovigo, Azzalin attacca: “Ater, persi milioni di euro per le case popolari ma i compensi si pretendono. Nessuna risposta all'interrogazione presentata lo scorso settembre

“Era il 29 settembre scorso, quando ho presentato un'interrogazione al presidente della Giunta regionale chiedendo se considerasse congrua la gestione dell'Ater di Rovigo e auspicandomi che facesse luce sulla pessima gestione dell'ente che si occupa degli alloggi per le famiglie disagiate. Ovviamente Zaia era già troppo impegnato nella sua infinita campagna elettorale per occuparsi delle questioni che evidentemente reputa meno importanti come il diritto alla casa. 
Da allora però sono stati i fatti a rispondere, con la pantomima degli emolumenti che i responsabili della mala gestio dell'Ater di Rovigo si sono comunque voluti attribuire nonostante l'esplicito diniego da parte della Regione. 
E ora arriva giustamente la diffida da parte della Regione e la richiesta di chiarimenti sull'affidamento dell'incarico ad un avvocato per difendere il compenso non dovuto. 
Non solo, ma sembra farsi concreta la possibilità che Rovigo perda, oltre ai due milioni e mezzo già deliberatamente gettati al vento da questo consiglio di amministrazione, anche i due milioni per la vicenda delle case non costruite in via Bramante”.

Graziano Azzalin è un fiume in piena e non esita a definire “una vergogna” quello che è accaduto all'Ater. Nell'interrogazione presentata a settembre si ripercorrono tutte le tappe di “una vicenda – spiega - che ha dell'incredibile e che ha visto perfino la rimozione da parte dell'allora presidente della Provincia Tiziana Virgili dell'unica voce che si era levata per sottolineare che si stavano commettendo gravi errori, quella di Loris Brusco, sostituito con Gino Spinello”.

“Il 10 ottobre 2012 i consiglieri dell'allora cda dell'Ater Lores Brusco e Luciano Marangoni – ricorda Azzalin - convocano una conferenza stampa per rimarcare il loro dissenso sulle scelte intraprese dalla presidenza relativamente alla gestione dell'intervento in via Bramante. 
Il presidente Guarnieri rispose dicendo che era tutto campato in aria, salvo poi rimangiarsi tutto due anni dopo quando i fatti hanno dato ragione ai due consiglieri, uno dimessosi e l'altro silurato. Stiamo parlando di milioni e mezzo di euro gettati al venti per realizzare alloggi per le famiglie disagiate, per anziani e giovani coppie e contrastare l'emergenza abitativa. 
Ma ci sono altre cose sulle quali l'Ater di Rovigo ha ritenuto opportuno dedicare il proprio tempo, come richiedere un parere 'pro veritate' da parte di un noto avvocato per evitare di doversi azzerare i compensi così come previsto dalla legge. Questo sì che ha visto impegnato il presidente dell'Ater in una indubbiamente nobile battaglia di principio: gli oltre cinque milioni gettati al vento per realizzare case popolari no, ma sul suo compenso non si transige”.

Festa del latte italiano, Azzalin: la Regione può e deve fare di più, è l’ora di dire basta ai pesanti tagli alla zootecnica veneta

Oggi i riflettori sono tutti puntati sul latte: mentre all'Expo di Milano è andata in scena la Festa del latte, l'evento organizzato da Coldiretti per mettere ancor di più in vetrina i prodotti lattiero-caseari Made in Italy e ribadire l'importanza della tutela e della valorizzazione del latte, il capolista Pd Graziano Azzalin, vicepresidente della commissione regionale Agricoltura è stato in una delle tante aziende che il latte italiano lo producono, ovvero la stalla di Maurizio Poletto a Loreo, accompagnato da consigliere comunale Luca Chiarello.

Insieme al titolare della ditta Azalin ha visitato la struttura, con circa cinquanta capi, sottolineando che “su questo fronte la Regione può e deve fare di più, perché al di là degli slogan i fatti parlano anche in questo caso di tagli pesanti alla zootecnica veneta”.

“E’ una lotta quotidiana, senza feste o giorni di malattia – ha sottolineato Poletto, che lavora da solo nell’azienda di famiglia – ma con i margini di guadagno così limitati non posso permettermi di assumere un dipendente. Guadagno 36 centesimi a litro e sono già fortunato rispetto ad altri, ma aziende come queste sono destinate a scomparire. Non a caso da una trentina che eravamo a Loreo, ora siamo rimasti in tre. Così non ce la facciamo ad andare avanti”.

“La situazione è difficile, ma come al solito – rimarca Azzalin - il presidente uscente scarica la colpa sulle spalle altrui, con la pantomima della sua uscita dalla conferenza Stato-Regioni che ha solo fatto sì che le decisioni venissero prese senza il Veneto, unica Regione a non sottoscrivere gli accordi senza alcun risultato ottenuto. Fra l'altro Zaia e la Lega hanno sulle spalle tutta la responsabilità della vicenda delle multe delle quote latte: dopo aver fatto campagna elettorale per anni su questo tema, aizzando e sostenendo persone che sono state condannate a discapito dei tanti allevatori onesti”.

Secondo Azzalin “è necessario chiudere una pagina triste della cattiva politica leghista e, con il ministro Maurizio Martina e l'onorevole Paolo De Castro, anche il Veneto può tornare ad essere una regione in grado di essere influente sui tavoli che contano e non solo farsi ricoprire di ridicolo da chi avrebbe dovuto governare e si è limitato a teatrini e pagliacciate vergognosi”

Adria, Impegno per il Bene Comune: se Comune e Borghi Autentici si accordano senza il placet di AVEPA sulle spese, in bilancio altri debiti da far pagare ai cittadini.

L'incontro di ieri all'Ostello l'Amolara ha avuto il sapore di un ennesimo atto nella rappresentazione dell'incolparsi reciproco tra l'Amministrazione Comunale e l'Associazione Borghi Autentici d'Italia, rappresentata dal Segretario Generale Capelli, che nel portare la posizione del BAI ha più volte cercato di far leva sul bisogno degli operatori di essere pagati e sul discredito verso l'operato del Dirigente comunale competente.
Grande sintonia, invece, è emersa inaspettatamente con l'Assessore Patrizia Osti, che era presente in rappresentanza della Giunta per intervenire unicamente a conferma della volontà di addivenire ad un possibile accordo per comporre la controversia, del quale si intuisce già velatamente la direzione nell'intenzione di evitare l'incontro di ieri con un comunicato pacificatore congiunto tra Amministrazione e BAI, poi rientrata per le perplessità apposte, come dichiarato dalla Osti stessa, proprio dal Dirigente responsabile.
Forti preoccupazioni, sorgono, quindi in ordine alle conseguenze di un eventuale accordo che esporrebbe il bilancio comunale ad un esborso di tutti o gran parte dei rimanenti 187mila euro senza la garanzia dell'accettazione di regolarità della rendicontazione da parte di AVEPA che, nell'ipotesi di contestazione, potrebbe negare al Comune di Adria la copertura del finanziamento approvato tanto da lasciare il debito totale di quasi 300mila euro solamente a carico del Comune. 
I cittadini adriesi, in questa ipotesi, si troverebbero infatti a dover sostenere con tasse e sacrifici, senza possibilità di addebitarne responsabilità e rimborso ai responsabili degli errori che AVEPA potrebbe individuare, un debito fuori bilancio per ulteriori 187mila euro.

Impegno per il Bene Comune

Rovigo, Coscienza Comune presenta proposte innovative per i servizi socio.sanitari

Alla conferenza stampa di presentazione della proposta della lista civica Coscienza Comune per i Servizi socio sanitari del Comune di Rovigo si è finalmente respirata aria nuova.

L’introduzione relativa allo stato dell’arte dei servizi sul territorio rodigino lascia il desiderio che qualcosa si muova davvero a dare risposte innovative ed efficienti alle famiglie e alle persone che vivono tutti i giorni la problematica dell’assistenza domiciliare e l’esigenza di rivolgersi ai servizi sociali comunali e dell’Ulss.

Basti pensare che non esistono dati aggiornati (l’ultima mappatura risale al 2008) della popolazione anziana e della situazione socio sanitaria complessiva, e che, pertanto, alla scelta poco efficace di una gestione ripartita tra Comune che, attraverso assegnazione di appalto, si occupa del servizio di assistenza domiciliare Sad (sociale), e l'Ulss 18 che offre l’Assistenza domiciliare integrata Adi (sanità) si aggiunge la lacuna di una pianificazione e programmazione in cui risulta assente anche il monitoraggio dell’evoluzione demografica, indispensabile per definire quel quadro dei bisogni reali e prevalenti di assistenza socio-sanitaria e nelle quali si sente l’esigenza di proporre l’istituzione di un laboratorio socio-sanitario per favorire l’integrazione di soggetti pubblici (ULSS 18, Comune, IRAS) che già dovrebbero essere invece più che coinvolti nell’assistenza socio-sanitaria del territorio e possedere valori di consapevolezza del proprio ruolo.

Non solo, ma sul territorio non esistono centri diurni per anziani non autosufficienti e l’emergenza abitativa, alla quale né Ater né Comune riescono a far fronte, rappresenta uno dei problemi più gravi e nascosti visto che, dal 2011 ad oggi, il numero degli sfratti è triplicato e se ne ipotizza un aumento nel 2015 (65 casi negli ultimi mesi), con coinvolgimento di 90 minori e 7 anziani.
Un dato di fatto di cui tenere sicuramente conto in modo serio e puntuale, proprio perché presentato dal candidato sindaco Livio Ferrari, di profonda e indiscutibile esperienza nell’ambito del sociale, coadiuvato dall’esperienza di Cristiano Maria Pavarin, che in questi anni ha lavorato con risultati importanti per il riconoscimento dei diritti in ambito socio sanitario.
Le proposte presentate dalla lista Coscienza Comune per renderne efficace la risposta passano attraverso:
- Gestione integrata dei servizi di assistenza domiciliare attualmente in capo al Comune e all’Ulss, con eventuale collegamento in forma consorziata con altri Comuni appartenenti alla Conferenza dei Sindaci Medio e Alto Polesine la quale dovrà riappropriarsi del ruolo di indirizzo e controllo delle politiche socio-sanitarie territoriali;
- e di conseguenza:
- istituzione di punti unici di accesso per la razionalizzazione dei servizi;
- individuazione di strutture, in centro città, con i requisiti idonei, per accentrare gli uffici competenti, gli ambulatori medici ed infermieristici e, nelle frazioni, di un servizio di segretariato sociale aperto almeno due volte la settimana per garantire  risposte alle principali esigenze socio-sanitarie e burocratico-amministrative;
- individuazione di un’unica sede cittadina per istituire la “nuova casa dei servizi sociali integrati del comune di Rovigo” e dei comuni che vi intendano partecipare; 
- coinvolgimento del volontariato sociale e del terzo settore, inseriti in una rete organizzata che ne definisca ambiti e funzioni; 
- l’istituzione di un Centro diurno, risorsa per pazienti e famiglie, e di un servizio mensa, per anziani soli o parzialmente autonomi;
- ripristino degli alloggi attualmente resi inagibili dalla scarsa manutenzione eseguita negli anni passati mediante forme contrattuali e giurdiche nuove;
- recupero di locali in edifici pubblici per tamponare situazioni di emergenza, con accesso a forme di contributo regionale come il Fondo per la Morosità Incolpevole o Fondo di garanzia per chi affitta le proprie case a canoni agevolati.
- Attivazione degli Ospedali di comunità (69 posti letto previsti dalla normativa regionale) presso Iras per accogliere pazienti per i quali non sia prefigurabile un percorso di assistenza domiciliare o risulti improprio il ricorso all'ospedalizzazione vera e propria:
- creazione di platee degli aventi diritto adeguate alle condizioni del tessuto socio-economico del Comune di Rovigo, come previsto dall'attuazione del dpcm 159\2013, in tema di nuovo ISEE.

Tutto questo, spiega il candidato indaco Livio Ferrari e Cristiano Maria Pavarin di Coscienza Comune, permetterebbe non solo di ridurre costi, favorire un’economia di scala e soprattutto i disagi, ma anche di riformare il sistema delle erogazioni delle prestazioni sociali agevolate nella nostra città. 

Spinello sul commercio: "La Regione deve contribuire a rivitalizzare i centri storici e tutelare i lavoratori del commercio"

La Regione come organo programmatico del commercio e degli eventi nei centri storici veneti e come garante delle aperture, soprattutto a tutela del personale. E’ questo il pensiero del candidato consigliere regionale del Pd Sandro Gino Spinello, impegnato a confrontarsi sul territorio con le problematiche sentite dai cittadini.

Le attività commerciali dei centri storici, purtroppo, stanno vivendo un momento di crisi spaventoso: “La nuova legge regionale sul commercio approvata nei mesi scorsi dalla Regione non ha accolto le necessità fondamentali del commercio - afferma Spinello - e perciò non ci sono stati sostanziali cambiamenti. Il commercio, specialmente quello al dettaglio, vive in economia di guerra: chiusure, desertificazioni, licenziamenti e fallimenti. Difendere quello che resta deve essere un impegno fondamentale, ma non basta. Occorre davvero una svolta anche nel Veneto, uno sforzo grande in sintonia con ciò che sta facendo il governo Renzi con la stagione delle grandi riforme”. 

Fondamentale, secondo Spinello, è mettere un freno alla costruzione di nuovi centri commerciali, ormai anche troppo presenti sul suolo regionale: “Lo stop alla grande distribuzione deve essere un dato vero, non lasciare mille scappatoie come, di fatto, si è fatto con l’ultima legge. Basta un dato: a livello europeo il punto di saturazione per la grande distribuzione è di 150 metri quadrati per 1000, nel Veneto, ad oggi, siamo a 320 metri quadrati per lo stesso numero di abitanti. Questo significa che già così siamo oltre il doppio e se non si pone un freno la situazione potrebbe precipitare”. 

Ma sulla questione il candidato ha le idee chiare riguardo le strategie che si possono mettere in campo a livello regionale: “Deve essere fatto ogni sforzo per rivitalizzare il commercio nei centri storici - afferma - ad esempio facilitazioni nell’accesso al credito, pianificazioni urbanistiche che vadano in questa direzione, contributi pubblici che abbiano una logica meritocratica e premiale per chi decide di investire in questo settore, privilegiando le imprese giovani. I recenti contributi arrivati anche in provincia di Rovigo, seppur molto minori rispetto alle altre province venete, stanno avendo solo un effetto placebo, senza nessun effetto sostanziale”. 

Ma non è tutto, perché per Spinello si deve finalmente creare una legislazione regionale che sancisca un connubio effettivo tra turismo e commercio: “La Regione deve porsi come ente programmatico e deve predisporre un piano regionale di rigenerazione dei centri storici in tutte le città e cittadine storiche venete - continua - Serve un’azione di coordinamento e di orientamento, una valorizzazione delle peculiarità singole messa in rete a livello regionale. La regione deve individuare delle figure specializzate come organizzatori di eventi da inserire in una programmazione ed in un coordinamento regionale che selezioni le eccellenze e ne coordini anche temporalmente gli eventi evitando sovrapposizioni, finanziando e valorizzando le iniziative meritevoli che vadano nella direzione dell’unione tra turismo e commercio”.

Necessario, poi, un ripensamento della normativa in merito alle liberalizzazioni, soprattutto per tutelare il personale: “ Dopo alcuni anni di liberalizzazione totale degli orari, credo una riflessione vada fatta - afferma Spinello - va ripensata l’attuale regolamentazione nazionale rispettando i tempi e la qualità della vita sia di chi lavora nel settore che dei clienti. Quindi, i prossimi cinque anni per me si dovranno contraddistinguere per le scelte coraggiose che vanno fatte. Vivacchiare non basta più, si rischia la morte dei centri e del commercio per consunzione, che è la fine peggiore che si potrebbe fare. Io riserverò ogni mia forza per lavorare in questo senso e mettere in campo tutte le forze necessarie a far rivivere i centri e a tutelare i lavoratori”. 

Azzalin a Taglio di Po: “ Il centrodestra ha mostrato tutte le sue lacune di governo: cambiare non solo è possibile, ma necessario”

“Cambiare non solo è possibile, ma è necessario”. Questo l'invito e la convinzione del consigliere regionale Graziano Azzalin, capolista del Pd, ieri sera nel Delta per un'iniziativa elettorale a Taglio di Po nella Sala conferenze di via Oroboni.

Un incontro partecipato, con tanti temi toccati, anche se al centro ci sono sempre la crisi economica e l'emergenza occupazionale, “il vero problema del Polesine – ha sottolineato il consigliere regionale – Al di là dei tanti proclami la Giunta uscente ha fatto molto poco, vendendo tanto fumo visto che l'arrosto non c'è. Sarebbe interessante conoscere il reale volano dei milioni distribuiti a fine legislatura con una politica clientelare. Zaia in cinque anni non si è mai visto, se non una volta Ficarolo per il caso degli Istituti polesani che nonostante la sua annunciata 'linea dura' ha lasciato irrisolto. E' tornato ora nel giro di pochi giorni parlando solo di immigrazione, il suo chiodo fisso, dimenticando che le questioni urgenti nella nostra provincia sono altre. Ma non avendo proposte e risposte preferisce cambiare discorso”.

“Del resto – ha aggiunto nel corso della serata il capolista del Partito democratico – il governatore uscente è in difficoltà, basta vedere cosa è diventata la promessa campagna elettorale 'low cost', milioni di opuscoli patinati a 24 pagine inviati in tutte le case. E oltretutto per quanto riguarda il Polesine, pieni di errori, altro segno della conoscenza e dell'interesse per la nostra provincia”.

Azzalin ha poi evidenziato l'azione propositiva svolta dal Partito democratico nel corso della legislatura, “ultimo esempio il Piano di sviluppo rurale, che ha avuto il via libera della commissione europea. Il settore primario deve essere al centro per un vero rilancio dell'economia polesana e Veneto Agricoltura, anche dopo la riforma deve essere al centro della necessaria e fondamentale azione di sperimentazione e ricerca”, ricordando infine come “l'unico vero voto per il cambiamento è quello per il Partito democratico.Il centrodestra adesso corre diviso, ma è lo stesso blocco di potere che ha governato finora e che ha paralizzato l'attività del consiglio, come è accaduto per il bilancio, ultima Regione in Italia ad approvarlo. Un altro motivo per cui cambiare pagina non solo è possibile, ma necessario”.

giovedì 28 maggio 2015

Spinello sulla sanità: se l'ospedale di Rovigo funziona davvero anche quello di Adria può funzionare al meglio.

La necessità di riportare la sanità veneta ad essere un’eccellenza vera non solo in Italia, ma in Europa è, per il candidato consigliere regionale del Pd, Sandro Gino Spinello, una priorità. Le schede ospedaliere, approvate dalla giunta Zaia, hanno penalizzato in maniera enorme la provincia di Rovigo, ma ora non possono essere stralciate, pena il caos generale. Occorre, quindi, lavorare perché vengano migliorate e rese davvero efficaci, senza depauperamenti e tagli lineari. 

“I tagli continui al nostro sistema sanitario - afferma Spinello - hanno portato ad una situazione di impoverimento generale, causando una riduzione del personale medico e infermieristico non più sostenibile. E’ quindi necessario invertire la rotta e riportare la sanità veneta in vetta alle classifiche europee per garantire ai cittadini servizi eccellenti e sicurezza sanitaria in ogni parte della regione”. 

Secondo il candidato, infatti, non possono più esserci zone di serie A e B: “Per evitare le disparità occorre predisporre un punto sanità ogni 15mila abitanti - afferma - attrezzati per le emergenze e in grado di intervenire al bisogno. A questo però, è necessario potenziare gli ospedali che ci sono rispettando di fatto quanto previsto dalle norme regionali. Nella nostra provincia, ad esempio, l’ospedale di Rovigo deve essere una Hub non solo sulla carta, ma operativamente, sanando le carenze tecniche e strutturali con cui oggi deve fare i conti”. 

Il potenziamento di Rovigo, però, porterebbe anche giovamento per gli altri ospedali polesani: “Se l’Hub funziona davvero - continua Spinello - anche gli ospedali di rete, come quello di Adria, possono funzionare al meglio, garantendo altrettanti servizi d’eccellenza oggi parzialmente dismessi senza che ci sia un coordinamento da Rovigo, come ad esempio il reparto di Anatomia patologica. Anche il San Luca di Trecenta deve essere rimesso in condizione di essere un vero ospedale di rete”.

Un’altra problematica, legata al territorio polesano, ma che si presenta in diversi punti del Veneto, è quella legata ai malati terminali: “La presenza dell’Oncologia Adriese ha determinato l’incremento dell’ospedalizzazione dei malati oncologici terminali nel reparto di Medicina con aumento della spesa ospedaliera.Il malato terminale sia oncologico che altro, oltre che a porre problematiche di tipo etico-morale ne pone anche di tipo economico. In Polesine esiste a Lendinara un Hospice ad otto posti completamente insufficiente a fronte delle richieste territoriali.I pazienti terminali di Adria, quando non rinunciano a tale soluzione, si debbono rivolgere a Lendinara ed a Codigoro. Il Vecchio ospedale di Adria potrebbe esser parzialmente adibito ad Hospice con personale medico ed infermieristico specializzato in Cure Palliative: tale struttura godrebbe dei vantaggi che il limitrofo ospedale garantirebbe (ad esempio indagini radiologico-laboratoristiche), decongestionando di fatto la Medicina, risparmiando sul costo del posto letto e consentendo un recupero edilizio dell’area”. 

Come ha già avuto modo di dire, poi, il candidato vuole lavorare affinché alla Casa di Cura Madonna della Salute di Porto Viro sia restituito il titolo di Presidio Ospedaliero, stracciato dalle schede ospedaliere regionali perché “il nostro Polesine è una terra la cui conformazione fisica necessita di punti strategici e quello di Porto Viro lo è senza dubbio”.

La sanità veneta, dunque, è perfettibile e occorre mettere in campo quanto necessario per permettere ai cittadini di avere un servizio qualitativamente molto elevato ed efficace.